La gastroscopia è un esame medico che, per molti, può suscitare un po’ di ansia. È del tutto normale: l’idea di introdurre un piccolo tubo attraverso la gola non suona mai come una passeggiata di piacere. Da tutti è conosciuta come gastroscopia, ma il nome specifico dell’esame è esofagogastroduodenoscopia (EDGS). Parlare di questa tecnica vuol dire approfondire una metodica mininvasiva e della comprovata efficacia.
Trattandosi di una delle più recenti novità nel campo dell’endoscopia digestiva, la gastroscopia transnasale mira al superamento dei fastidi e degli effetti collaterali della gastroscopia tradizionale.
Cos'è la gastroscopia e a cosa serve?
Prima di tutto, un piccolo ripasso: la gastroscopia è una procedura endoscopica che permette di osservare direttamente l’esofago, lo stomaco e la prima parte dell’intestino tenue. Serve a individuare eventuali problemi come infiammazioni, ulcere, polipi o altre condizioni che meritano attenzione.
L’esame, visualizzando l’intero tratto digerente superiore, permette di osservarne la mucosa, di valutare i risultati di un eventuale reflusso patologico (Esofago di Barrett), lesioni della parete gastrica, come polipi o tumori, esaminare il tratto duodenale valutando eventuali ulcere da Helicobacter Pylori; offre, inoltre, la possibilità di intervenire operativamente rimuovendo le lesioni riscontrate, i polipi o la mucosa gastrica, per la valutazione istologica o dell’infezione da Helicobacter.
L'esame consente di diagnosticare con precisione numerose patologie del tratto digerente superiore come: esofagite, gastrite, ulcere, polipi e tumori. L’esofagogastroduodenoscopia è un esame insostituibile per l’accertamento di alcune malattie del tratto digestivo superiore (esofagite, gastrite, ulcera, neoplasie benigne e maligne, ecc) ed ha un’accuratezza diagnostica pari al 96%.
Preparazione alla gastroscopia: cosa tenere a mente
Una buona preparazione non solo facilita lo svolgimento dell’esame, ma aiuta anche il medico a ottenere risultati più precisi. Cosa bisogna tenere a mente come preparazione alla gastroscopia? Per la gastroscopia non esiste una preparazione specifica: occorre semplicemente essere a digiuno da almeno 12 ore (è consentita solamente l’assunzione di acqua, eventualmente anche zuccherata, fino a tre ore prima dall’esecuzione dell’esame).
Digiuno
Uno degli aspetti fondamentali è il digiuno. Generalmente, ti verrà chiesto di non mangiare né bere per almeno 6-8 ore prima della gastroscopia. Questo aiuta a mantenere lo stomaco vuoto e a ridurre il rischio di rigurgiti durante la procedura. Se l'esame si svolge al mattino, l'ultimo pasto concesso è la cena del giorno precedente. Preparandosi per un’endoscopia del tratto digestivo superiore è molto importante non assumere alimenti o liquidi per 7 ore precedenti l’esame.
Fumo
Se sei un fumatore, prova a evitare sigarette almeno alcune ore prima della gastroscopia. Preparandosi per un’endoscopia del tratto digestivo superiore è molto importante non fumare dal giorno prima.
Farmaci e condizioni mediche
Prima dell’esame, è importante informare il medico su eventuali farmaci che stai assumendo, allergie, patologie pregresse o condizioni particolari come gravidanza o difficoltà respiratorie. Nel caso in cui il paziente sia in terapia con farmaci da assumere al mattino, si consiglia di ingerirli con poca acqua. Non devono essere somministrati antiacidi. I pazienti in terapia anticoagulante o affetti da patologie a rischio emorragico (cirrosi epatica, emofilia, piastrinopenia, coagulopatie, ecc) vanno sottoposti per tempo a specifici esami del sangue.
In genere, prima di una gastroscopia, il paziente ha modo di confrontarsi con un medico relativamente al proprio stato di salute.
Come si svolge la gastroscopia
Dopo aver fatto posizionare il paziente, il medico specialista prima dell’introduzione dell’endoscopio applica una spray anestetico, anche detto anestetico da contatto, nella cavità nasale. Successivamente viene introdotto il gastroscopio transnasale, le cui dimensioni possono variare da 4.9mm a 6mm. La sonda inizia la sua indagine nell’esofago fino a raggiungere il duodeno.
Per aiutarvi a mantenere la bocca aperta durante l’endoscopia, verrà usato uno speciale boccaglio. Attraverso quest’ultimo, viene introdotto l’endoscopio lubrificato con una sostanza anestetica, che verrà poi fatto progredire dolcemente attraverso l’esofago e lo stomaco, fino a raggiungere il duodeno. Durante l’esame, verranno prese tutte le precauzioni per farli stare il più comodo possibile. Verranno controllate la pressione sanguigna, il battito cardiaco e il livello di ossigeno nel sangue.
Siamo così in grado di osservare la parete mucosa del tratto indagato ed effettuare dei campionamenti, delle biopsie, della parete, per verificare attraverso l’esame istologico le zone che sembrano più problematiche. Potrebbe essere necessario effettuare una biopsia, come abbiamo già detto, e cioè un prelievo di un campione di tessuto da esaminare successivamente al microscopio.
La procedura viene eseguita dopo aver praticato un’anestesia locale con un spray di sostanza anestetica spruzzato nell’area del farige.
Gastroscopia transnasale
Sono notevoli le differenze che intercorrono fra le due metodiche: la gastroscopia transnasale inoltre è sovrapponibile alla transorale.
Sedazione
È normale sentirsi un po’ nervosi. Ricorda però che la gastroscopia dura pochi minuti e oggi, grazie alle tecniche moderne, spesso si utilizza un leggero sedativo per aiutarti a rilassarti. Possiamo inoltre somministrarvi un sedativo che farà rilassare il paziente, e le darà una sensazione di assopimento, pur rimanendo sufficientemente vigile per collaborare.
Su richiesta del paziente o per esigenze tecniche dell’endoscopista, si può eseguire una gastroscopia con sedazione endovenosa cosciente (iniezione endovenosa di benzodiazepine). In tal caso, oltre ad essere indicata la presenza di un accompagnatore, al termine dell’esame il paziente viene fatto aspettare in sala di osservazione fino alla scomparsa degli effetti della sedazione. L’esame viene sempre effettuato mediante una sedazione detta leggera (valium, Diazepam). Qualora il paziente lo richieda, è possibile effettuare anche una sedazione profonda.
Se ti viene somministrata una sedazione, evita di guidare o prendere decisioni importanti nelle ore successive all’esame. È comunque sconsigliato guidare o dedicarsi a lavori che richiedano attenzione per almeno 6 ore.
L'impiego di farmaci sedativi durante la gastroscopia impone la più assoluta astensione dalla guida e dall'uso di macchinari nelle 24 ore successive all'esame.
Cosa aspettarsi dopo l'esame
La procedura non è dolorosa e comporta solo un lieve fastidio nel momento dell’introduzione della sonda. L’esame, comunque, non comporta dolore e l’endoscopio non interferirà con la respirazione.
In alcuni casi possono protrarsi alcuni problemi minori, come un leggero bruciore di gola e una sensazione di gonfiore, problemi che di norma dovrebbero sparire in circa 24 ore.
Le complicazioni sono un’eventualità estremamente rara, e possono dipendere più dalle condizioni generali del paziente, che dall’esame stesso, di per se sicuro ed indolore. Emorragie conseguenti a biopsia o rimozione di un'eventuale escrescenza o di un polipo. Danni o lacerazioni a gola, esofago o duodeno.
Infine, la gastroscopia può avere anche valenza terapeutica.
leggi anche:
- Fumare Altera le Analisi del Sangue? Effetti e Cosa Sapere
- Fumare Prima della Risonanza Magnetica con Contrasto: Rischi e Precauzioni
- Fumare Prima di un'Ecografia Addominale: Influisce sull'Esame?
- Scopri Come lo Yogurt Può Trasformare il Tuo Colesterolo: Analisi Sorprendente!
- Chiamata dal Laboratorio Analisi: Cosa Significa e Come Prepararsi
