La prevenzione senologica è fondamentale in ogni fase della vita di una donna, inclusi la gravidanza e l'allattamento.
Alcuni segni, come dolore al seno, noduli o tumefazioni, possono manifestarsi in questi periodi, ma non sempre devono destare preoccupazione. Tuttavia, per vivere serenamente con il proprio bambino o durante l'attesa, è essenziale effettuare esami specifici per il seno, come mammografie ed ecografie mammarie, per valutare la situazione.
Molte donne temono di non poter più allattare dopo questi esami, ma è importante fare chiarezza sui rischi e le precauzioni da adottare.
Mammografia ed Ecografia in Allattamento: Rischi e Controindicazioni
Non ci sono particolari controindicazioni o rischi per la madre e il neonato nell'effettuare una mammografia o un'ecografia durante l'allattamento.
- Mammografia: Tecnicamente, la mammografia potrebbe risultare meno efficace a causa dell'elevata densità della mammella durante l'allattamento. Le radiazioni ionizzanti utilizzate nella mammografia attraversano il corpo ma non vi rimangono, quindi il latte non diventa radioattivo né viene alterato.
- Ecografia Mammaria: L'ecografia mammaria, invece, utilizza ultrasuoni innocui e non presenta rischi per il feto o il neonato.
È stato evidenziato da numerose ricerche che l'allattamento al seno svolge una funzione protettiva per la salute della donna e contribuisce a ridurre le probabilità di sviluppare un tumore al seno, oltre ai benefici per il bambino.
Quando Effettuare gli Esami di Screening?
Sarebbe consigliabile attendere qualche mese dal termine dell'allattamento prima di sottoporsi ai normali screening per il tumore mammario.
Questo perché la ghiandola mammaria ha bisogno di tempo per smaltire l'effetto degli ormoni. Pertanto, è preferibile attendere tra i 3 e i 6 mesi circa in modo da passare dall'allattamento esclusivo allo svezzamento.
Nel corso dell'allattamento sia la ghiandola mammaria che il tessuto circostante subiscono alterazioni che potrebbero indurre in errore durante una mammografia o un'ecografia.
La ghiandola mammaria si modifica già nel corso della gravidanza, per effetto dell'azione degli ormoni, che fanno sì che essa possa maturare in maniera definitiva. Si tratta di alterazioni che servono proprio a predisporre il seno in vista dell'allattamento: da quel momento esso avrà caratteristiche che conserverà per il resto della vita della donna.
I dotti attorno alla ghiandola mammaria si riempiono di latte e si svuotano. Di conseguenza, se si eseguisse una mammografia o un'ecografia quando si allatta, nei dotti si vedrebbe il latte (o, per essere più precisi, apparirebbe una sostanza di aspetto liquido denso).
Il problema è che ciò potrebbe essere confuso per un nodulo, e quindi si correrebbe il rischio di non riuscire a individuare i noduli reali (bassa sensibilità) o di fare una diagnosi errata (bassa specificità).
La valutazione ecografica potrebbe essere resa complicata dal punto di vista fisico per colpa della quantità di liquidi contenuti nella ghiandola mammaria nel periodo in cui si allatta.
Proprio per questo motivo, di solito si consiglia di non eseguire controlli strumentali fino al mese seguente alla conclusione dell'allattamento, a meno che non vi siano sospetti di potenziali problemi, nel qual caso è opportuno sottoporsi ad una visita senologica.
Autopalpazione e Segnali di Allarme
Anche durante l'allattamento, le donne non devono rinunciare all'autopalpazione e devono prestare la massima attenzione alle secrezioni del seno, osservandolo con cura.
Vale comunque la pena di prestare attenzione alle caratteristiche del corpo per notare potenziali campanelli di allarme. Se, per esempio, in alcuni punti del seno si notano dei rigonfiamenti, anche di lieve entità, tale circostanza merita un ulteriore approfondimento.
Il latte non è bianco, ma ha una tonalità cromatica quasi giallo-arancione, nei primi giorni successivi al parto: si tratta del primo latte, il cosiddetto colostro, che non deve causare preoccupazioni eccessive.
A mano a mano che i giorni passano, poi, il colore si avvicina sempre di più a quello del latte normale, ma va tenuto presente che esso è condizionato anche da quello che si mangia: alimenti come gli asparagi o la barbabietola, per esempio, possono indurre una momentanea alterazione cromatica.
Linee Guida per la Mammografia in Allattamento
In ogni caso la risposta è SI, si può fare una mammografia durante l’allattamento, magari seguendo qualche linea guida (qualora non ci fosse un sospetto diagnostico che la richieda tempestivamente).
- Sarebbe meglio effettuarla dopo i primi mesi di allattamento, quando la produzione di latte è ridotta.
- Sarebbe utile, prima dell’indagine, svuotare le mammelle, in modo da rendere più facile la lettura delle immagini mammografiche. In questo caso è buona pratica avvisare la paziente di allattare circa mezz’ora prima dell’orario stabilito per la mammografia, per svuotare al meglio i dotti mammari.
- Se non esistono casi di familiarità di tumore alla mammella e non si presentano sintomi clinici sospetti, si potrebbe anche procedere semplicemente con la visita senologica palpatoria, accompagnata dall’ecografia. Sono sufficienti per offrire una buona panoramica. Dopo 6 mesi si può completare l’indagine con la mammografia.
Rivolgiamoci a un medico esperto. Risulta molto importante rivolgersi a un senologo Radiologo esperto in allattamento perché la visita in questo periodo delicato necessita di competenze adatte.
Bisogna prestare attenzione ai falsi positivi e avere un occhio di riguardo per la paziente, che non deve essere allarmata inutilmente.
Molti medici purtroppo ancora oggi preferiscono far sospendere l’allattamento (quando prolungato) millantando un qualche beneficio per la donna.
Questa non è una buona norma, a meno che non ci si trovi in casi veramente a rischio. Basti pensare che l’allattamento al seno stesso diminuisce i fattori di rischio di insorgenza del tumore.
La prevenzione dunque resta importante anche durante l’allattamento, purché sia fatta da personale esperto.
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| Esame | Prezzo Originale (€) | Prezzo Scontato (€) |
|---|---|---|
| MOC Femorale e Lombare | 75 | 60 |
| Mammografia con Tomosintesi 3D | 130 | 100 |
| TAC Torace | 200 | 120 |
| Visita Senologica + Ecografia Mammaria + Mammografia con tomosintesi 3D | 180 | 120 |
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