Oggigiorno il numero di donne con protesi mammarie è sempre maggiore. In questo articolo parliamo di protesi al seno nell’ambito della chirurgia estetica; considerato che la Mastoplastica additiva è l’intervento di chirurgia estetica più diffuso al mondo viene da se che la protesi mammaria sia il dispositivo impiantabile più comune e usato in chirurgia estetica. Partiamo col dire che le protesi mammarie sono dei dispositivi medici regolamentati da leggi specifiche. Nella fattispecie è il Decreto Legislativo n. Le protesi in gel di silicone sono quelle maggiormente diffuse e che hanno uno storico di oltre 30 anni di uso che permette al mondo scientifico di poter valutare con una certa precisione le statistiche di rischio.
Per chi ha protesi mammarie, la diagnosi precoce del tumore al seno rimane essenziale, e la mammografia è ancora uno degli strumenti di screening più affidabili. L’obiettivo di questo articolo è fornire una risposta chiara alla domanda “chi ha il seno rifatto può fare la mammografia?”, spiegando non solo se l’esame è possibile, ma anche quali accorgimenti vengono adottati in presenza di protesi per ottenere risultati accurati e sicuri.
Si può fare la Mammografia con le protesi al seno?
La mammografia, in una donna con protesi al seno, deve essere eseguita con particolari accorgimenti e scegliendo la tecnologia più adeguata: le protesi più datate non sono radiotrasparenti e rispetto a quelle di ultima generazione potrebbero comprimere e nascondere il tessuto ghiandolare circostante, influenzando negativamente la capacità diagnostica dell’esame.
La mammografia deve assolutamente essere eseguita quindi va smitizzato il fatto che con le protesi non si può eseguire questo tipo di esame o che la mammografia può causare la rottura degli impianti protesici. Con la nuova tecnologia e con l’avvento del digitale, per eseguire un esame mammografico oggi nelle pazienti portatrici di protesi è possibile valutare contestualmente sia la parte di ghiandola che la protesi. Per quanto riguarda le patologie vengono individuate bene come nelle pazienti che non hanno impianti protesici.
Come viene eseguita la mammografia per le donne con le protesi?
La mammografia per le pazienti portatrici di protesi viene eseguita normalmente come tutte le mammografie, non è assolutamente più dolorosa ma soprattutto non crea problemi di rottura degli impianti protesici.
Per rispondere alla domanda se è possibile fare la mammografia con protesi mammarie, è importante chiarire come si svolge questo esame. La mammografia è una radiografia che utilizza bassi dosaggi di raggi X per creare immagini dettagliate del seno, aiutando a identificare eventuali noduli o masse anomale. L’uso di questa tecnica permette di ottenere immagini precise del tessuto mammario, minimizzando al contempo il rischio di danni alle protesi.
Per svolgere la mammografia è indispensabile esercitare una compressione uniforme del seno della paziente. Tale manovra permette di visualizzare in modo ottimale il tessuto ghiandolare e di ottenere un’accuratezza diagnostica migliore. Per evitare che le manovre di compressione possano danneggiare le protesi è importante che la paziente informi l’operatore prima dello svolgimento dell’esame.
In caso di protesi al seno è importante informare il team medico prima dell’esecuzione dei diversi esami diagnostici. In ogni caso è necessario preventivamente informare il personale addetto prima dell'inizio delle procedure diagnostiche.
Tecniche e Tipi di Protesi
Esistono diverse tipologie di protesi che influenzano la modalità di esecuzione della mammografia:
- Protesi radiotrasparenti: questa tipologia di protesi si lascia attraversare liberamente dai raggi X senza oscurare il parenchima mammario. Le protesi più recenti, sono per esempio, radiotrasparenti e si lasciano attraversare liberamente dai raggi X senza oscurare il tessuto mammario sottostante.
- Protesi sottomuscolari: sono inserite sotto il muscolo pettorale. In questo caso lo svolgimento della mammografia non è particolarmente influenzato dalla presenza della protesi.
- Protesi sottoghiandolari: sono posizionate al di sopra del muscolo pettorale. In questo caso la mammografia deve essere eseguita con alcuni accorgimenti, come la manovra di Eklund per spostare la protesi e consentire una migliore visualizzazione del tessuto ghiandolare.
Anche la collocazione delle protesi influenza pesantemente l'efficacia diagnostica della mammografia. Le protesi più datate sono invece formate da polimeri radiopachi che riducono l'esplorabilità dei tessuti sottostanti ostacolando in alcuni casi la precoce scoperta di un carcinoma mammario. La radiodensità delle protesi dipende dunque dal tipo di materiale utilizzato e dalle sue caratteristiche fisiche.
La protesi può essere inserita in modi diversi nel seno. L’inserzione periareolare permette di nascondere molto bene la cicatrice che si camuffa nella diversa pigmentazione tra seno e capezzolo. L’inserzione ascellare: in questo tipo di intervento la protesi viene inserita attraverso l’area ascellare. Si utilizza con le protesi saline e si usa il cavo ascellare per introdurre l’apposita canula per inserire la soluzione. La protesi può essere posta sotto la ghiandola mammaria (Mastoplastica additiva sotto-ghiandolare) oppure sotto il grande muscolo pettorale (Mastoplastica additiva sotto-muscolare).
Le protesi del seno a goccia hanno tre dimensioni e vanno posizionate in modo preciso, se la protesi dovesse subire uno spostamento o una rotazione esso sarebbe visibile. Le protesi rotonde si adattano a seni di forma armonica a seni cadenti. Essendo simmetriche non si corre il rischio di rotazione dell’impianto e il loro posizionamento è quindi piuttosto facile. Le protesi al seno ergonomiche sono composte da gel con parametri di coesività e densità diversi. Negli ultimi anni le protesi al seno testurizzate stanno diventando lo standard. La superficie liscia della protesi favoriva lo spostamento e la rotazione della stessa aumentando il rischio di re-intervento.
Alternative Diagnostiche
In alcuni casi può essere indicato effettuare risonanza magnetica della mammella, esame molto utile per dirimere dubbi diagnostici insorti con la mammografia o con l’ecografia mammaria. Nonostante le alternative disponibili, la mammografia rimane un esame fondamentale per la diagnosi precoce del cancro al seno.
- Ecografia Mammaria: Utilizza onde sonore per creare immagini del seno e può essere una valida alternativa o complemento alla mammografia.
- Risonanza Magnetica (MRI): La risonanza magnetica rappresenta un metodo estremamente accurato per l’analisi del seno, ed è particolarmente indicata per le pazienti con protesi che necessitano di un controllo approfondito.
Paura della Rottura delle Protesi
Un’altra preoccupazione comune tra le pazienti è il rischio di rottura della protesi durante la mammografia. Questo timore, sebbene comprensibile, è stato mitigato dalle tecniche avanzate adottate dai radiologi. La compressione utilizzata nell’esame è sufficiente per ottenere immagini chiare, ma non così forte da compromettere l’integrità delle protesi moderne. Inoltre, le protesi mammarie moderne sono progettate per essere estremamente resistenti, e il rischio di rottura a seguito di una mammografia è considerato minimo.
Screening e Prevenzione
A seguito dell’intervento di mastoplastica additiva la struttura ghiandolare della mammella rimane integra e di conseguenza rimangono invariati i rischi ai quali la donna è esposta di sviluppare il cancro al seno. Anche in questo caso è quindi fondamentale eseguire la mammografia che rimane il più efficace strumento di diagnosi precoce del tumore della mammella, la neoplasia più frequente nella popolazione femminile italiana. Una mammografia di controllo ripetuta nel tempo consente di individuare tempestivamente l’insorgenza del cancro al seno, permettendo di migliorare la prognosi della paziente. Per le pazienti con protesi al seno i nostri Specialisti eseguono la Tomosintesi Mammaria e, se necessario, tutti gli esami di approfondimento.
La prevenzione è importantissima. Lo screening per la diagnosi precoce del tumore mammario prevede l’esecuzione di mammografie a partire dai 49 anni di età, per tutte le donne. Mai saltare i controlli. Le donne con protesi possono e dovrebbero continuare a sottoporsi a mammografie regolari secondo le indicazioni del proprio medico, adottando le dovute precauzioni.
Ottobre è il mese rosa, un’occasione speciale per promuovere la prevenzione del tumore al seno, ma è fondamentale ricordare che la prevenzione deve essere una priorità per tutte le donne durante tutto l’anno. La mammografia, strumento chiave per la diagnosi precoce, è consigliata a tutte le donne, senza eccezioni.
AVVISO ALLE UTENTI Le informazioni contenute in questa pagina sono solo a scopo informativo e non possono assolutamente sostituire il parere del medico. Ogni terapia è individuale e deve essere monitorata dal proprio specialista.
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