Mammografia e ciclo mestruale: quando farla e perché

La mammografia è l'esame radiologico di riferimento nei programmi di screening per la diagnosi precoce dei tumori al seno. Eseguita ad intervalli regolari, consente di rilevare precocemente alterazioni o modificazioni nei tessuti mammari.

Cos'è la mammografia?

La mammografia è un esame radiografico non invasivo del seno che permette di esaminare il tessuto mammario al suo interno. Consiste in una radiografia bilaterale in due proiezioni, eseguita da personale appositamente formato con apparecchiature adeguate e periodicamente controllate.

L'immagine della ghiandola mammaria viene impressa su lastre come nelle normali radiografie scheletriche nella mammografia analogica. Con la mammografia digitale, la prevenzione del carcinoma mammario sfrutta i dettagli della mammella evidenziati attraverso un sistema che li visualizza direttamente al computer. L’ulteriore avanguardia in campo diagnostico è rappresentata ora dalla tomosintesi, che offre tridimensionalità e maggiore definizione.

Perché sottoporsi a mammografia?

La mammografia è l’unico esame efficace per la diagnosi precoce dei tumori al seno. La prevenzione con l’esame mammografico può cominciare a 40 anni se non ci sono rischi particolari, legati principalmente alla presenza di tumori mammari in famiglia.

L’esame mammografico è il metodo più affidabile, oggi disponibile, per tracciare un tumore prima di essere rilevato alla semplice palpazione, ovvero quando è inferiore ad 1 cm. Per raggiungere questa caratteristica morfologica, una lesione impiega dai 5 ai 10 anni ed i carcinomi affrontati nelle tipologie al di sotto del cm di diametro risultano guaribili nel 90% dei pazienti.

Quando fare la mammografia in relazione al ciclo mestruale?

Numerose donne si chiedono quando fare la mammografia. Per le donne che si sottopongono regolarmente allo screening mammografico, è meglio programmare l'esame durante la prima settimana del ciclo mestruale. Nelle donne sotto i 45 anni si consiglia di sottoporsi a mammografia in un periodo compreso tra i primi giorni delle mestruazioni e l’ovulazione, ovvero il 14° giorno. È preferibile sottoporsi a mammografia entro i primi 7/10 giorni del ciclo, da evitare invece in fase premestruale in ragione della maggior tensione mammaria che può rendere il test fastidioso. Se la mammografia viene effettuata in tali condizioni, la donna avvertirà meno fastidi o disagi.

Preparazione all'esame

Prima dell’esame non occorre alcuna preparazione particolare. Per l’igiene personale è sconsigliato l’utilizzo, il giorno della mammografia bilaterale, di deodoranti, creme, profumi o polvere di talco, in quanto possono alterare l’immagine radiologica. È meglio non usare creme, lozioni, deodoranti o talco, in quanto possono alterare l’immagine radiologica.

L’abbigliamento suggerito è quello di maggior comodità anche ai fini dell’esecuzione dell’esame: preferibili camicie e pantaloni/gonne piuttosto che vestiti a pezzo unico. Inoltre, per eseguire la mammografia è necessario svestirsi fino alla vita e togliere eventuali gioielli.

Non trascurare nessun aspetto e nessuna notizia su precedenti di tumore in famiglia, terapie in atto, interventi chirurgici del passato.

Come si svolge l'esame?

La donna viene invitata ad appoggiare una mammella per volta su un piano del mammografo e a seguire le istruzioni del tecnico di radiologia sanitaria. Vengono eseguite due immagini per ciascuna mammella, una orizzontale ed una obliqua. Per completare l’esame è necessario stringere la mammella tra due lastre e ciò favorisce la definizione dell’immagine radiografica con l’obiettivo di ottenere informazioni dettagliate, fin nei minimi particolari, circa lo stato di salute dei seni.

La compressione dura pochi secondi e viene effettuata in due o più proiezioni per lato. Le immagini vengono poi analizzate da un medico radiologo che valuta la presenza di opacità nodulari, micro-calcificazioni oppure aree di distorsione strutturale.

La mammografia è dolorosa?

La mammografia normalmente non è un esame doloroso; alcune donne trovano fastidiosa la compressione delle mammelle tra le due piastre dell’apparecchiatura per la mammografia, ma il disagio dura solo il breve tempo necessario per l'esame. Ogni donna ha una sensibilità differente, pertanto per alcune può essere dolorosa, per altre no. La compressione, se effettuata con delicatezza, provoca per lo più un leggero fastidio, poche donne riferiscono un minimo dolore, pochissime un dolore molto forte. La metodica non provoca danni ai tessuti.

Mammografia: controindicazioni

La mammografia è un esame che non ha particolari controindicazioni. La mammografia in gravidanza non è raccomandata, soprattutto durante il primo trimestre. Si tratta tuttavia di una misura precauzionale e non di un divieto assoluto: nel caso in cui la mammografia sia necessaria, la gravidanza non costituisce un ostacolo e verranno adottate misure adeguate per ridurre al minimo l’esposizione del feto alle radiazioni.

Nelle donne sotto i 40 anni, a causa della densità della ghiandola mammaria, questa indagine può risultare poco leggibile; pertanto, nelle donne più giovani viene generalmente consigliata l’ecografia mammaria. Al contrario, non c’è un limite massimo di età per la mammografia.

Si può effettuare la mammografia anche se si hanno secrezioni dal capezzolo. Avere le protesi mammarie non impedisce di effettuare una mammografia, ma è opportuno avvisare il tecnico radiologo prima dell’esecuzione dell’esame.

Rischi della mammografia

Come per ogni altra indagine radiografica, l’esame espone a una minima quantità di raggi X, giustificata dal beneficio ottenibile dall’esame stesso. Per questo motivo l’intervallo di età e la periodicità con cui viene effettuato lo screening mammografico in donne senza segni o sintomi sono stabiliti in modo che i benefici associati alla possibile diagnosi precoce a livello di popolazione siano superiori ai possibili rischi legati all’esposizione alle radiazioni.

Differenze tra mammografia ed ecografia mammaria

La principale differenza è che l’ecografia si esegue attraverso gli ultrasuoni, mentre la mammografia impiega l’uso di raggi X. La mammografia è indicata prevalentemente nelle donne di mezza età con seni con percentuali maggiori di tessuto adiposo (grasso), mentre l'ecografia è più utilizzata nei soggetti femminili giovani la cui densità ghiandolare delle mammelle è preponderante. L’ecografia è un esame complementare, che completa la visita o la mammografia, ed è un esame indispensabile per la diagnosi. L’ecografia risulta particolarmente utile per identificare lesioni, specialmente nelle mammelle con un’elevata componente ghiandolare o nel seno denso tipico delle donne più giovani.

È importante ricordare che la mammografia è un esame fondamentale per la diagnosi precoce del tumore al seno. Seguire le indicazioni del medico e sottoporsi regolarmente ai controlli può fare la differenza nella lotta contro questa malattia.

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