Colposcopia e Mestruazioni: Cosa Sapere

La colposcopia è una procedura diagnostica ginecologica attraverso cui è possibile esaminare in dettaglio il collo dell’utero, la vagina e la vulva. Si esegue per approfondire i casi di pazienti con Pap-test dall'esito anomalo. La colposcopia viene richiesta di solito per esaminare in maniera approfondita la vagina e il collo dell'utero in presenza di un Pap-test risultato anomalo. Il Pap-test è previsto ogni 3 anni nelle donne di età compresa tra i 20-25 e i 64 anni.

Cos'è la Colposcopia?

Basata sull'impiego di uno strumento particolare - il cosiddetto colposcopio - la colposcopia è, in termini pratici, l'esame ginecologico che permette di visualizzare l'aspetto tissutale delle pareti interne di alcuni organi dell'apparato genitale femminile, nello specifico di collo dell'utero, vagina e vulva, portando alla luce eventuali lesioni pre-cancerose. Il termine colposcopia deriva dall'unione di due parole greche, che sono: kolpos (κόλπος ) e skopeo (σκοπέω). Pertanto, il significato letterale di colposcopia è “osservazione della vagina”.

Per eseguire la colposcopia, il ginecologo si serve di uno strumento di ingrandimento che assomiglia ad un binocolo, chiamato “colposcopio”. Il colposcopio amplifica la visione da 2 a 60 volte, consentendo al medico di rilevare delle anomalie che sarebbero sfuggite ad una visione ad occhio nudo. I poteri d'ingrandimento maggiori servono a indagare nei dettagli i tessuti di cervice uterina, vagina e vulva, e a evidenziare eventuali lesioni pre-cancerose.

Indicazioni e Scopo della Colposcopia

L'indicazione principale della colposcopia è approfondire i risultati anomali di un Pap-test, in un contesto di possibile tumore della cervice uterina. La colposcopia è raccomandata soprattutto in caso di test HPV risultati positivi e ad alto rischio e per approfondire eventuali anomalie delle cellule del collo dell’utero emerse in seguito al Pap test. Serve anche a indagare la causa di dolori pelvici o di sanguinamenti anomali dalla vagina, per esempio dopo i rapporti sessuali, e può essere indicata per il follow-up dopo trattamenti per lesioni di alto grado o in presenza di lesioni visibili della vulva o della vagina.

Come viene eseguita la colposcopia?

La Colposcopia è un esame che viene eseguito in regime ambulatoriale da un ginecologo esperto. In primo luogo è necessario che la paziente svuoti la vescica, che tolga tutti gli abiti al di sotto del punto vita e che si distenda sul lettino ginecologico appoggiando la schiena e posizionando i piedi negli appositi supporti metallici. Durante l’esame la paziente deve assumere la posizione ginecologica (esattamente come per il Pap test) e la vagina viene dilatata con un apposito strumento, chiamato speculum. A questo punto, egli introdurrà uno strumento in vagina chiamato speculum, allo scopo di allontanare fra loro le pareti vaginali e di consentire così la visualizzazione dell'interno della vagina e del collo dell'utero. L’esame viene eseguito tramite uno strumento ottico, chiamato colposcopio, che non viene inserito all’interno della vagina, ma consente di esaminare la zona interessata come con un binocolo poiché permette di osservare la mucosa del collo dell’utero con un ingrandimento da 6 a 40 volte.

Per eseguire la colposcopia è inoltre necessario che le superfici da esaminare vengano delicatamente tamponate con un batuffolo di cotone imbevuto di acido acetico e, talvolta, di una soluzione iodata (soluzione di Lugol). Il medico può applicare alla cervice alcuni liquidi (acido acetico al 5% e soluzione iodio-iodurata) che permettono di differenziare le zone anormali da quelle normali. È bene quindi segnalare la presenza di allergie a queste sostanze.

Durante la colposcopia, il ginecologo effettua la dilatazione del canale vaginale attraverso lo speculum e, se necessario, prosegue con l’applicazione di una soluzione che colora in modo differente l’epitelio normale e quello anormale. Questa procedura è necessaria per consentire al medico di prelevare le cellule della cervice in modo mirato. Inoltre, il colposcopio permette di eseguire fotografie da utilizzare a scopo di documentazione clinica per la paziente.

Qualora l'esame abbia rivelato la presenza di una o più aree anomale, verranno quindi effettuate una o più biopsie in corrispondenza di queste aree, in modo che l'analisi al microscopio del tessuto prelevato possa dare un giudizio finale: dire cioè se si tratta di cellule infiammatorie, di cellule precancerose (cioè che potrebbero evolvere in cancro) o cancerose. Nel corso dell'esame possono talvolta essere eseguiti piccoli prelievi di tessuto (biopsie) o possono essere asportate direttamente le parti anomale (elettroescissione), da inviare poi ai laboratori per analisi specifiche.

Qualora il prelievo di tessuto debba essere eseguito all'interno del canale endocervicale, verrà invece effettuata una procedura nota come curettage endocervicale (ECC) e/o una endocervicoscopia. Dal momento che questa zona non può essere visualizzata mediante il colposcopio, in questo caso il ginecologo introdurrà delicatamente nel canale endocervicale un piccolo strumento dai margini taglienti chiamato “curette” con il quale gratterà una piccola porzione di tessuto.

Colposcopia e ciclo mestruale

È necessario effettuare la Colposcopia in un periodo del ciclo in cui non vi siano mestruazioni né perdite ematiche, in quanto la presenza di sangue potrebbe interferire con una buona visualizzazione delle caratteristiche della mucosa in esame. Le donne ancora mestruate devono concordare con il medico la data dell'esame in base al ciclo mestruale.

L'esame non può essere eseguito durante il ciclo mestruale: è opportuno in questo caso rimandare. Il momento migliore è quindi 10-20 giorni dopo la comparsa delle mestruazioni; infatti la presenza del sangue può rendere particolarmente difficile la visualizzazione della mucosa.

Preparazione all'esame

Per effettuare la colposcopia non occorre alcun tipo particolare di preparazione. È necessario non utilizzare lavande, creme vaginali, ovuli o tamponi nelle 24-48 ore che precedono l’esame. È inoltre consigliabile astenersi dai rapporti sessuali nello stesso lasso di tempo. Evitare di avere rapporti sessuali delle 48 ore che precedono l’esame. Se nel corso dell’esame è prevista l’asportazione di un contraccettivo intrauterino (IUD o spirale), è bene astenersi dai rapporti sessuali o usare il profilattico per almeno cinque giorni prima dell’indagine.

  • l'epoca del menarca (la prima mestruazione), i caratteri del ciclo mestruale, la data dell'ultima mestruazione.
  • Eventuali infezioni vaginali, cervicali o pelviche presenti o precedenti e la relativa eventuale effettuazione di terapie sistemiche (es. antibiotici o antimicotici) e/o topiche (es.
  • Se la paziente assume regolarmente uno o più farmaci, deve riferire al medico ginecologo quali sono questi farmaci.

Prima della Colposcopia, alla paziente sarà chiesto di firmare un consenso all'esame con il quale ella dichiari di essere stata informata dei rischi correlati all'esame ed acconsenta alla sua esecuzione.

Cosa aspettarsi durante e dopo la colposcopia

Effettuare quest'esame può risultare doloroso? È possibile che la paziente avverta una sensazione di fastidio all'introduzione dello speculum, specialmente nel caso in cui la vagina sia irritata, scarsamente lubrificata o stretta. Una sensazione di pizzichìo o dei lievi crampi possono invece comparire quando viene effettuata la biopsia cervicale. La colposcopia in sé non è solitamente dolorosa, ma può causare un lieve disagio, che può essere paragonato a quello di un Pap test.

Queste sensazioni spiacevoli possono comunque essere minimizzate, se non abolite del tutto, se la paziente si rilassa, respirando profondamente durante l'esecuzione dell'esame. Il curettage endocervicale richiede meno di un minuto e può determinare la comparsa di leggeri crampi durante la sua esecuzione. Colposcopia e biopsia richiedono in genere circa 15 minuti.

È possibile che dopo la biopsia la paziente abbia delle piccole perdite di sangue e una vaga sensazione di fastidio anche per una settimana. È possibile che all’esame seguano perdite vaginali scure che non devono preoccupare. Può essere utile pertanto indossare un assorbente igienico o una garzina sterile per proteggere gli abiti. Dal momento che al termine dell’esame possono essere presenti delle piccole perdite di sangue, nei giorni successivi è consigliato alla paziente di non avere attività sessuale.

In genere si raccomanda di attendere la fine delle perdite prima di avere rapporti sessuali o di usare tamponi e creme vaginali. È bene inoltre evitare i rapporti sessuali, bagni caldi ed assorbenti interni per almeno una settimana dopo la biopsia, al fine di consentire la guarigione del collo dell'utero.

Una donna sottoposta a colposcopia può rientrare a casa e tornare alle sue normali attività quotidiane (es: guidare, lavorare ecc.) subito dopo la conclusione della procedura diagnostica. Subito dopo l'esame è possibile tornare a casa o al lavoro. Non occorre farsi accompagnare anche perché di solito non vengono usati farmaci che controindicano la guida di veicoli.

Rischi e complicazioni

La colposcopia è un esame diagnostico sicuro per la maggior parte delle donne. Molto raramente, la colposcopia può causare un'infezione o un sanguinamento prolungato. A permettere l'accesso nell'organismo degli agenti patogeni è la lesione lasciata dal prelievo del campione tissutale.

Quando, dopo una colposcopia, è doveroso contattare immediatamente il medico? È bene invece rivolgersi al medico nel caso in cui si verificassero perdite di sangue importanti, febbre alta con brividi o forti dolori addominali.

Ecco alcuni possibili effetti collaterali:

  • Perdita di sangue da dove il ginecologo ha effettuato il prelievo del campione tissutale, e conseguenti episodi di sanguinamento vaginale.
  • Persistente sensazione di fastidio o bruciore vaginale. In genere, si risolve nel giro di una settimana.
  • Sviluppo di un'infezione.

Interpretazione dei risultati

Il ginecologo rilascerà alla paziente il referto iniziale della colposcopia immediatamente, cioè al termine dell'esame. I risultati della colposcopia sono generalmente disponibili subito, mentre i risultati di una biopsia possono richiedere da alcuni giorni a qualche settimana.

La colposcopia è negativa quando il collo dell’utero ha un aspetto nella norma oppure si trova in uno stato di infiammazione e carenza ormonale. L'applicazione di acido acetico e di iodio non ha evidenziato alcuna area anomala.

Se la colposcopia evidenzia aree di tessuto anormale, il medico ginecologo può decidere di prelevare un campione per la biopsia. Se la biopsia conferma la presenza di cellule precancerose o cancerose, il trattamento dipenderà dal grado di anormalità, dall’età della paziente e dal desiderio di avere figli in futuro.

Qualora i risultati di una colposcopia con biopsia siano in disaccordo con quelli di un Pap-test recente (es. Pap-test positivo - Colposcopia e biopsia normale - nuovamente Pap-test positivo), può essere necessario ripetere la biopsia o, talora, eseguire un tipo di biopsia un po' più esteso, eseguito in regime di day-hospital (ricovero in ospedale per non più di 12 ore) in anestesia locale, regionale o generale, come la LASER-conizzazione o la LEEP.

Una colposcopia con biopsia positiva per la presenza di cellule cancerose sono in genere sufficienti a fare diagnosi di cancro del collo dell'utero.

Colposcopia in gravidanza

La Colposcopia può essere eseguita senza alcun rischio in corso di gravidanza. In presenza di amenorrea può essere utile che la paziente esegua prima dell'esame un test di gravidanza o un prelievo di sangue per escludere una gravidanza. È essenziale infatti che il medico escluda la presenza di una gravidanza prima di eseguire l'esame. Al contrario, una biopsia cervicale dovrebbe essere effettuata in gravidanza solo nel caso in cui sussista un fondato sospetto che vi sia un cancro.

Tumore della cervice uterina e prevenzione

Da qualche anno, le giovani donne possono contare sulla disponibilità di un vaccino contro l'HPV, il quale rappresenta un ottimo strumento di prevenzione nei confronti del tumore della cervice uterina.

Come gestire l'ansia da colposcopia

Alla luce di ciò, per affrontare più serenamente la colposcopia, i ginecologi invitano le pazienti a chiedere informazioni, presso di loro o presso il medico di base, in merito ai vari passaggi dell'esame diagnostico in questione, senza timori. Inoltre, consigliano di chiedere delucidazioni ad amiche o conoscenti, che hanno già svolto la colposcopia in passato, in quanto sono ottimi testimoni.

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