Ormai lo sanno tutti: contro il tumore al seno si deve giocare d’anticipo e correre più veloce. La diagnosi precoce permette interventi tempestivi, cure più efficaci e - senza girarci troppo intorno - di salvarsi la vita. Quindi, come dice uno slogan sempreverde, prevenire è meglio che curare.
Prevenzione Prima del Concepimento
Sì, perché essere in buona salute prima del concepimento è già un lasciapassare per 9 mesi più tranquilli. È corretto prenotare una visita senologica prima di tentare di avere un figlio? Assolutamente sì! Così come la donna si sottopone a esami del sangue e altri test, sicuramente va fatta un’ecografia e, se si hanno più di 40 anni, una mammografia. In questo modo la gravidanza può cominciare con maggiore serenità. Se c’è un minimo rischio (ad esempio, casi di tumore in famiglia) è praticamente un obbligo.
Incidenza dei Tumori al Seno in Gravidanza
Prof. Vincenzo Adamo, ordinario di Oncologia Medica Università di Messina e Direttore Scientifico Progetto Oncologia A. O. “Papardo” di Messina, spiega: “L’insorgenza di un carcinoma mammario in gravidanza non è comune. Si verifica nell’1-3 per cento di tutti i tumori al seno, ma non è comunque trascurabile perché ne scopriamo 1-7 ogni 10.000 donne incinte e non è un dato da prendere sottogamba”.
Controlli al Seno Durante la Gravidanza
In gravidanza i normali controlli al seno vanno rimandati o si devono effettuare comunque? In generale, se non ci sono situazioni a rischio, come per esempio la familiarità per alcuni tumori oppure una displasia al seno complessa, si tende a rimandare. Anche se si aspetta un bambino, nulla vieta però di fare un’ecografia, magari perché non si vuole aspettare di aver partorito. Questo è l’esame più sicuro.
A chi rivolgersi col pancione per la prevenzione del carcinoma mammario? Ginecologo o senologo?
Questo è un passaggio fondamentale. È sempre conveniente rivolgersi ad un centro di senologia, che ha le competenze migliori sia dal punto di vista medico che da quello radiologico. In Sicilia, ad esempio, ci sono 16 Breast Unit. Le Breast Unit seguono la donna in tutto il suo percorso, dalla prevenzione alle eventuali terapie, fino alle cure palliative.
Oltre alle Breast Unit ci sono anche strutture private che si occupano di senologia, ma bisogna cercarle con attenzione e rivolgersi a centri sicuri per tecnologia e competenza clinica. In alcuni stati europei, il ginecologo gioca un ruolo anche sul fronte della prevenzione del tumore al seno. Può essere di grande aiuto perché vede la donna spesso, soprattutto in gravidanza. È quindi complementare all’attività del senologo.
Campanelli d’Allarme in Gravidanza
In gravidanza, ci sono campanelli d’allarme da cogliere? I campanelli d’allarme principali sono 2: un indurimento improvviso in alcune parti del seno o un arrossamento. Attenzione però: non per forza è un tumore. Può trattarsi di un’infiammazione, di un ingorgo o di modifiche normali che si verificano durante la gestazione. A volte è difficile riuscire a delimitare un nodulo. La donna si accorge più spesso di un indurimento diffuso.
Mammografia ed Ecografia Durante la Gravidanza e l'Allattamento
Una donna incinta può sottoporsi a mammografia ed ecografia? E in allattamento? Mammografia e risonanza magnetica sono vietate in gravidanza. Quando si allatta, se c’è proprio una necessità assoluta, allora vengono fatte, anche se con una sospensione breve dell’allattamento. Sia in gravidanza che in allattamento, l’unica indagine strumentale davvero sicura è l’ecografia. Deve essere fatta da esperti afferenti ad una Breast Unit perché fanno da 3.000 a 5.000 ecografie all’anno. Se sono necessari, si possono eseguire anche agobiopsia e ago aspirato.
La mammografia è una tecnica di imaging che utilizza radiazioni ionizzanti per ottenere immagini dettagliate della struttura interna della mammella, risultando particolarmente efficace nell’identificare microcalcificazioni e lesioni precoci, spesso invisibili ad altri esami. L’ecografia mammaria, invece, sfrutta ultrasuoni per analizzare i tessuti mammari, ed è l’esame di scelta per le donne più giovani, con seno denso o in gravidanza, poiché non utilizza radiazioni.
Molte donne però temono di non poter più allattare dopo gli esami. La mammografia usa le radiazioni ionizzanti che sono pericolose per il feto e quindi è preferibile soprassedere e rimandare fino al termine dell’allattamento. Per l’ecografia mammaria invece non esistono rischi per il feto, perchè usa gli innocui ultrasuoni. Le radiazioni ionizzanti della mammografia e gli ultrasuoni dell’ecografia attraversano il corpo ma non vi rimangono, perciò il latte non sarà nè radioattivo, nè alterato al termine dell’esame.
Modifiche del Seno e Controlli Senologici
In gravidanza e in allattamento il seno si modifica. Questo costituisce un problema per i controlli senologici? E per l’autopalpazione? Il seno cambia parecchio. Le modifiche sono correlate alla preparazione all’allattamento. Ciò comporta delle difficoltà, soprattutto nell’autopalpazione. Anche il clinico potrebbe avere qualche problema e quindi si ricorre all’ecografia. Ribadisco l’importanza di questo esame. Oggi ci sono sonde raffinatissime con una risoluzione che, a volte, supera quella della mammografia.
In allattamento può capitare di sentire un nodulo al seno, causato magari da un ingorgo di latte. Si può capire la differenza con altri tipi di formazioni, ad esempio un tumore? La consistenza del nodulo è diversa da quella dell’ingorgo. Quelli che noi consideriamo pericolosi sono duri o duri-elastici. Una mano esperta è in grado di riconoscerli. In gravidanza è tutto più complicato perché la ghiandola mammaria cambia consistenza. Ricorriamo quindi agli esami strumentali.
Carcinoma Mammario Scoperto in Gravidanza
Un carcinoma mammario scoperto in gravidanza è più ‘cattivo’? Innanzitutto va detto che la prognosi di un tumore al seno scoperto in gravidanza non è peggiore di uno dello stesso stadio in una paziente non incinta. Inoltre, a differenza di quello che spesso si dice, non è ‘più veloce’. Ci può essere una spinta ormonale di tipo proliferativo, ma il problema è che spesso si scopre tardivamente, cosa che peggiora la prognosi.
Si deve per forza interrompere la gravidanza?
La gravidanza va interrotta solo se la sua prosecuzione comporta un notevole ritardo nella terapia oncologica. Ad esempio, se una donna si ammala al primo trimestre e ha un tumore molto aggressivo, si deve valutare bene cosa fare perché portare avanti la gravidanza potrebbe costituire un pericolo per la sua stessa vita. È un percorso che va discusso a fondo, anche con un counseling di tipo psicologico. Altro discorso è se la diagnosi arriva al terzo trimestre: si può aspettare qualche settimana, far nascere il bambino e poi intervenire.
Opzioni Chirurgiche e Farmacologiche
La terapia di un tumore al seno in gravidanza è un problema molto complesso che dipende dallo stadio della malattia, dalle sue caratteristiche, ad esempio l’aggressività, e dall’epoca gestazionale. La comunicazione con la donna è importantissima. Il secondo e il terzo trimestre sono il periodo migliore per la chirurgia sulla mammella, mentre nel primo ci sono rischi più alti per il feto. Radioterapia e ormono-terapia non sono indicate in gravidanza. La prevenzione senologica non si ferma mai, neanche in gravidanza e durante l’allattamento.
Esami al seno
L'ecografia del seno non è un esame di screening. In presenza di un sintomo clinico essa può rappresentare l’esame di primo livello consentendo di verificare l’origine del sintomo stesso (nodulo solido o liquido, raccolta flogistica, etc.).
Nelle donne asintomatiche l’ecografia trova indicazione principalmente come indagine di secondo livello in seguito all’esecuzione di una mammografia ed al riscontro di un’alterazione sospetta o di un tessuto ad elevata densità ovvero ricco di componente fibro-ghiandolare. In presenza di una importante familiarità (più casi di tumore mammario e/o ovarico in familiari di primo e/o secondo grado) è consigliabile l’esecuzione dell’ecografia mammaria a partire dai 30 anni.
L'esame non è controindicato in gravidanza ma è sconsigliato in tale condizione per l'aumentata densità del parenchima nel periodo di gestazione.
La mammografia permette di individuare i tumori quando ancora sono iniziali, di dimensioni a volte di pochi millimetri, ancora non palpabili né documentabili con altri esami medici. Per questo la mammografia è l’esame ideale e indispensabile per il controllo di tutte le donne oltre i 38 anni, età in cui il rischio di ammalarsi aumenta in modo significativo.
Come prepararsi alla mammografia
Non occorre osservare particolari accorgimenti nei giorni precedenti l’esame. La fase del ciclo mestruale non è condizionante ai fini della qualità delle immagini; tuttavia è preferibile eseguire l’esame mammografico evitando la fase periovulatoria (metà ciclo) e/o premestruale qualora la mammella risultasse in tali periodi particolarmente dolente.
L’esame mammografico viene generalmente eseguito in stazione eretta, a seno nudo, appoggiando una mammella alla volta su un apposito ripiano ad altezza regolabile. L’apparecchio determina una leggera compressione sulla ghiandola che migliora la qualità dell’immagine mammografica riducendo la dose radiante. Completata la mammografia non rimangono né segni nè alterazioni cutanee sulle mammelle e non vi è alcuna raccomandazione da osservare nei giorni successivi.
Frequenza degli esami
L’esame mammografico può essere ripetuto, ogni 1-2 anni nelle donne di età è compresa tra 40 e 50 anni e con cadenza annuale dopo i 50 anni.
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