Ecografia ai Polmoni: Quando Farla e Cosa Aspettarsi

L’ecografia toracica è un esame diagnostico che utilizza ultrasuoni per produrre immagini dettagliate del torace. Attraverso la rilevazione delle onde sonore riflesse, l’ecografia toracica consente di analizzare strutture come cuore, polmoni, vie respiratorie, ossa dello sterno e della schiena, oltre ai vasi sanguigni presenti nella gabbia toracica.

Quando è Necessaria un'Ecografia Toracica?

L’ecografia toracica viene spesso prescritta in presenza di sintomi o condizioni specifiche, come:

  • Dispnea (difficoltà respiratoria): per identificare eventuali cause come versamenti pleurici o pneumotorace.
  • Tosse grave o persistente: utile per diagnosticare infezioni o altre patologie polmonari.
  • Dolore toracico: sia in caso di trauma che in presenza di sospetti problemi cardiaci o polmonari.
  • Febbre inspiegata: per escludere infezioni polmonari o pleuriche.

Con un’ecografia toracica è inoltre possibile controllare la presenza di depositi di calcio nei vasi sanguigni, le ossa in caso di fratture o i cambiamenti a livello cardiaco post-intervento cardiaco o polmonare.

Cosa si può analizzare con un’ecografia toracica?

Questo esame consente al medico di valutare diverse strutture e patologie:

  • Polmoni: l’ecografia toracica permette di diagnosticare condizioni come infezioni polmonari, fibrosi cistica, carcinomi polmonari, enfisema e altri disturbi respiratori. L’ecografia polmonare è utile per identificare patologie che causano un aumento della densità polmonare, mentre non permette di valutare la quantità di aria presente nel polmone. L’ecografia consente di orientarsi tra polmone asciutto e umido.
  • Cuore: consente di individuare anomalie o malformazioni cardiache, come problemi alle valvole o la presenza di un tamponamento cardiaco.
  • Vasi sanguigni: aiuta a rilevare difetti nei vasi che collegano il cuore ai polmoni o ad altre parti del corpo, come restringimenti o ostruzioni.
  • Altre condizioni: L’ecografia può essere utile per verificare:
    • Presenza di depositi di calcio nei vasi sanguigni.
    • Fratture delle ossa toraciche.
    • Cambiamenti strutturali del cuore o dei polmoni dopo interventi chirurgici.

Ecografia polmonare e Covid-19

Il Covid-19 è stata un’importante opportunità per un approfondimento degli studi sulla malattia e sull’utilità della ecografia polmonare; in situazioni in cui la trasportabilità dei pazienti rappresentava un fattore di rischio per essi e per gli altri, l’ecografia al letto del paziente è risultata molto importante. Nel Covid-19 l’ecografia polmonare ha permesso di discriminare pazienti con problematiche polmonari lieve, gravi o critiche.

Tale metodica diagnostica viene effettuata negli ospedali e nelle strutture sanitarie, soprattutto da parte di anestesisti ed intensivisti; ma potrebbe anche essere una importante opzione diagnostica da parte dei medici di base che abbiano la disponibilità di un ecografo e le competenze ecografiche necessarie. In queste sedi sarebbe possibile effettuare una prima diagnosi differenziale tra versamento pleurico, edema polmonare, pneumotorace o polmonite.

Come si Esegue un’Ecografia Toracica?

Per tale esame non è necessaria una preparazione specifica: il paziente viene generalmente fatto sedere o sdraiare su un lettino (viene scoperto il torace per permettere l’esecuzione dell’esame).

  1. Preparazione del paziente: Il paziente si sdraia o si siede in una posizione che consenta un facile accesso al torace. Non è necessaria una preparazione particolare.
  2. Applicazione del gel: Un gel a base d’acqua viene applicato sulla pelle del torace per garantire un buon contatto tra la sonda e la pelle, migliorando la qualità delle immagini.
  3. Uso della sonda: Il medico o il tecnico appoggia la sonda sul torace e la muove delicatamente per esaminare le diverse aree. Le immagini vengono visualizzate su uno schermo in tempo reale. Durante l’eco, lo specialista, potrebbe chiedere di cambiare posizione o di trattenere il respiro per ottenere immagini più chiare. La sonda ecografica viene fatta passare sulle diverse zone del torace, così da esplorare in modo approfondito ogni regione polmonare. Durante l’esame, il paziente potrebbe dover cambiare posizione per ottimizzare la visualizzazione delle strutture anatomiche.
  4. Durata dell’esame: L’ecografia toracica dura generalmente tra i 15 e i 30 minuti ed è completamente indolore. La procedura ha una durata media di 15-30 minuti ed è completamente indolore.

Questa tecnica è particolarmente sicura e può essere ripetuta senza rischi, poiché gli ultrasuoni non hanno effetti collaterali noti. Non va confusa con tecniche che utilizzano radiazioni ionizzanti, come la radiografia o la tomografia computerizzata (TAC).

Le linee guida suggeriscono di esaminare la più ampia parte di polmone esplorabile; quindi, esame anteriore, laterale e posteriore.

Vantaggi dell’Ecografia Toracica Polmonare

L’ecografia toracica polmonare presenta numerosi vantaggi rispetto ad altre metodiche diagnostiche. A differenza delle radiografie tradizionali, questa metodica non espone il paziente a radiazioni ionizzanti. Donne in gravidanza possono sottoporsi all’esame senza rischi per il feto. Questa ecografia rappresenta spesso la prima scelta diagnostica.

Limitazioni dell'Ecografia Polmonare

L’ecografia polmonare viene limitata da situazioni di obesità, di eccessiva massa muscolare, da ematomi di parete o da enfisema sottocutaneo. Le ossa, il cuore e l’aria contenuta nei visceri possono limitare la visualizzazione in determinati settori; gli ultrasuoni possono poi avere difficoltà a penetrare in profondità limitando la visualizzazione alle parti superficiali.

Principali Applicazioni Diagnostiche

  • Versamento pleurico: In questi casi l’ecografia toracica rappresenta il gold standard diagnostico, equiparabile alla TC con mezzo di contrasto. Evidenza versamenti anche di 20 ml o meno (con l’esame radiologico, non si vede un versamento di meno di 200 ml). L’ecografia consente anche di orientare il medico sulla natura del versamento.
  • Pneumotorace: La sensibilità dell’ecografia in questo tipo di diagnosi è del 91% e la specificità del 98% (molto meglio dell’RX torace + esame obiettivo).
  • Sindromi Interstiziali (o interstiziopatie): In questi casi (diventati tristemente famosi con le infezioni da coronavirus)si verifica un aumento del liquido extravascolare polmonare che, in ecografia, si evidenzia con la presenza di linee B (code di cometa) che originano dalla pleura e si muovono insieme ad essa. Questi quadri possono essere focali (polmonite, fibrosi polmonare, neoplasia, contusione polmonare, etc) o bilaterali (ARDS, edema polmonare acuto). L’ecografia toracica e superiore all’RX per la predittività (VPP) nella diagnosi di sindrome interstiziale.
  • Scompenso cardiaco acuto: L’ecografia del torace insieme alla clinica, mostra una sensibilità e una specificità del 97% nella diagnosi (meglio dei peptidi natriuretici o della clinica + RX). La clinica è indispensabile per diminuire la percentuale di falsi positivi (polmonite bilaterale). Come abbiamo potuto vedere, l’ecografia toracica si dimostra utilissima nella diagnosi differenziale del paziente con dispnea acuta.

Se sospetti un problema al torace o hai sintomi persistenti, consulta il tuo medico per valutare se un’ecografia toracica possa essere il prossimo passo per chiarire la tua condizione.

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