Donare sangue è un gesto di grande solidarietà che può salvare vite. Ma cosa succede se si ha il colesterolo alto? Questo articolo esplora il rapporto tra colesterolo alto e donazione di sangue, offrendo informazioni utili per i donatori.
I Benefici della Donazione di Sangue per il Donatore
Donare sangue fa bene anche al donatore, non perché si sottopone a un salasso, ma perché l’azione del donare comporta una presa di coscienza dell’individuo, che è stimolato a mantenere uno stile di vita sano. Donare sangue, quindi, vale il doppio, perché salva la vita a chi riceve il sangue e mantiene sano il donatore.
Ad ogni donazione vengono effettuate le analisi del sangue dal Centro Trasfusionale e inviate direttamente al domicilio del donatore entro un mese. Ciò permette al donatore un continuo monitoraggio gratuito della propria salute. Qualora ritenuto necessario, è possibile effettuare un check-up, sempre gratuito, comprendente le analisi del sangue, le analisi delle urine ed un elettrocardiogramma con visita cardiologica, semplicemente richiedendo l’impegnativa all’AVIS nei giorni di prelievo.
Controlli Annuali e Monitoraggio della Salute
Annualmente, il donatore viene sottoposto a esami ematochimici e di controllo del sistema epatico, renale e metabolico, con particolare attenzione al colesterolo, alla glicemia e ai trigliceridi. «E’ come avere un check-up annuale e gratuito che può mettere in evidenza uno stato di sofferenza. E se scopriamo anomalie, invitiamo il donatore a consultare il suo medico o a servirsi della nostra consulenza. A 18 mesi un’altra visita di controllo e se si evidenziano problemi di salute importanti, il candidato viene invitato a sottoporsi ad esami diagnostici specialistici e senza alcuna spesa per lui». Ecco perché il donatore di sangue è il cittadino più controllato a spese dello Stato.
Criteri di Idoneità alla Donazione
Per poter donare è necessario godere di buona salute e non avere abitudini di vita a rischio. La donazione è possibile per ogni persona compresa tra i 18 ed i 65 anni, dopo tale periodo la donazione è consentita solamente se il giudizio del medico responsabile alla selezione è positivo. Allo stesso modo, l’ammissione alla prima donazione di una persona con più di 60 anni e non oltre ai 70 è subordinata al benestare del medico, ma solamente se il donatore in questione non soffre di ipertensione e dislipidemie, se non assume farmaci in maniera cronica e con elettrocardiogramma normale.
Uno dei fattori determinanti per la selezione del donatore è il peso corporeo. Per poter donare il sangue e gli altri emocomponenti è di fondamentale importanza che il peso superi i 50 Kg.
Esclusioni Temporanee e Definitive
Ogni persona può essere esclusa dalla donazione, ciò dipende da differenti fattori che possono comportare un’estromissione temporanea oppure definitiva.
- Aborto: Le donne che hanno avuto un aborto (volontario o spontaneo) sono temporaneamente sospese per 6 mesi dalla donazione.
- Tumori: No, l’attuale legislazione, non permette la donazione ai pazienti con una storia di tumore, anche se guariti.
Farmaci e Donazione
Anche le domande sui farmaci sono molto frequenti, quindi proviamo a rispondervi con ordine:
- FANS, antinfiammatori e analgesici: Attendere 5 giorni dall’ultima assunzione.
- MUCOLITICI e FARMACI PER AEROSOL: non controindicano la donazione, ma la loro assunzione è in genere legata ad una patologia respiratoria, ed è questo il motivo per cui, fino alla completa remissione dei sintomi, non è consentito donare.
- CORTISONICI E ANTIBIOTICI: Attendere 15 giorni dall’ultima assunzione.
- ANTIPERTENSIVI: in genere si raccomanda di non assumerli la mattina in cui si effettuerà la donazione. La valutazione dell’idoneità alla donazione dipende comunque dal grado di ipertensione, dal tipo e dalla quantità dei farmaci che vengono assunti, fattori che variano per ogni persona. Si consiglia di consultare un medico addetto alla selezione dei donatori per valutare il proprio caso.
- TERAPIE ORMONALI: le terapie ormonali NON sono da interrompere, né quelle per la tiroide, né la pillola anticoncezionale. I pazienti in cura per la tiroidite di Hashimoto possono donare, purché con valori ormonali stabili e ben compensati.
- ANTISTAMINICI: la presenza di sintomi allergici non consente la donazione , sarà possibile donare una volta risolta la sintomatologia allergica.
- FARMACI ANTIEPILETTICI: chi è in cura con farmaci antiepilettici non può donare il sangue.
- GASTROPROTETTORI, STATINE, TERAPIE IPOCOLESTEROLEMIZZANTI E PER LA RIDUZIONE DEI TRIGLICERIDI: non è necessario sospenderli per donare. Attenzione però ai livelli di colesterolo e trigliceridi: qualora fossero molto alti è prevista la sospensione temporanea delle donazioni e l’esecuzione di un nuovo controllo prima di essere riammessi.
Tutti i farmaci antiipertensivi ad eccezione dei Beta-bloccanti (e degli ace-inibitori nelle aferesi) permettono di donare sangue. Cambiando la terapia sarebbe possibile donare, ma esso va fatto in base alle esigenze del paziente, tenendo in primo piano che l’obiettivo primario è il controllo pressorio. Solo un’informazione: è possibile donare mentre si è sotto trattamento di antistaminici? Questo farmaco non esclude la possibilità di donare.
Vaccinazioni e Tempistiche
- 48 ore dal vaccino antinfluenzale e per tifo, colera, tetano, difterite, epatite A (alimentare)
- 1 settimana da vaccino per epatite B e meningococco (di qualsiasi tipo).
- 1 mese da vaccino per la rosolia, morbillo, vaiolo, parotite, tubercolosi
Colesterolo Alto: Cosa Fare?
Attenzione però ai livelli di colesterolo e trigliceridi: qualora fossero molto alti è prevista la sospensione temporanea delle donazioni e l’esecuzione di un nuovo controllo prima di essere riammessi.
Non bisogna assumere latticini e formaggi, uova, carni troppo lavorate e insaccati. Si tratta di alimenti che possono aumentare la concentrazione lipidica nel sangue e quindi compromettere la nostra donazione. È importante assumere cibi ad alto contenuto di acqua e facilmente assimilabili come frutta, verdura, zuppe e minestre. È sconsigliabile assumere bevande alcoliche prima e dopo la donazione perché favoriscono la disidratazione, l’abbassamento della pressione e compromettono la qualità del sangue.
Alimentazione e Donazione
Quando ci chiediamo quale sia il rapporto tra donazione e alimentazione intendiamo capire se esista un regime alimentare specifico e dei cibi da escludere dalla propria tavola. Per i donatori non esiste una dieta ad hoc, l’alimentazione corretta è quella che vale per tutti i cittadini. Non esistono controindicazioni tra la dieta vegana e la donazione.
Esami del Sangue e Stile di Vita
Un semplice prelievo del sangue è il metodo migliore per valutare il nostro stato di salute generale. In fin dei conti è proprio ciò che bisogna fare per stabilire l’idoneità di una persona alla donazione. Trigliceridi, omocisteina e transaminasi sono solo alcuni dei valori che è bene tenere sott’occhio e che possono dirci molto del nostro attuale stile di vita.
I trigliceridi sono i grassi, i lipidi in circolazione e dipendono dal tipo di dieta che si sta seguendo: in particolare, il loro valore dipende dal consumo di grassi animali. In base al livello che emerge dalle analisi si riesce a capire sia la qualità che la tipologia del cibo che decidiamo di portare in tavola: tanto per fare un esempio, valori superiori a 170 mg/dl indicano un consumo elevato di carne rossa e insaccati, mentre se compresi tra i 65 e i 70 mg/dl lasciano ipotizzare che il paziente in questione prediliga un’alimentazione prevalentemente vegetale.
Altri Indicatori
L’omocisteina è un prezioso indicatore di un possibile rischio cardiovascolare. La steatosi epatica non alcolica, meglio conosciuta come malattia del “fegato grasso”, è la patologia epatica più diffusa nel nostro Paese così come in gran parte di quelli occidentali. È associata a condizioni di sovrappeso e obesità e strettamente correlata a un’alimentazione ricca di grassi. Le transaminasi, se alterate, sono un importante campanello d’allarme relativo a un malfunzionamento del fegato.
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