I Programmi di screening oncologici si rivolgono alle persone sane con l’obiettivo di individuare il tumore prima che abbia dato segno di sé con i sintomi. Trovare tumori in fase iniziale permette di curarli più efficacemente e ridurre l’uso di trattamenti troppo invasivi.
I Programmi si rivolgono alle persone residenti o domiciliate e assistite (con medico di base) nell'Azienda Usl della Romagna nelle fasce di età previste per ciascun Screening.
Nella nostra Azienda sono attivi tre Programmi di Screening oncologici, i destinatari di ciascun specifico Screening sono descritti nelle sezioni a loro dedicate:
- Screening tumore della mammella: salute.regione.emilia-romagna.it/screening/mammografico
- Screening tumore della cervice uterina: salute.regione.emilia-romagna.it/screening/cervice-uterina
- Screening tumore del colon retto: salute.regione.emilia-romagna.it/screening/colon
Come Partecipare allo Screening Mammografico
Le persone appartenenti alle fasce d’età previste sono invitate con una lettera recapitata per posta e/o consultabile sul Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) contenente tutte le indicazioni utili.
L'adesione ai Programmi è volontaria.
Costi
I Programmi sono gratuiti e garantiscono tutti gli eventuali approfondimenti diagnostici e gli interventi terapeutici per i casi positivi.
Importanza dello Screening per il Tumore al Seno
Il tumore al seno è una patologia oncologica che origina dai tessuti ghiandolari e si sviluppa autonomamente rispetto alla ghiandola mammaria, senza che il nostro organismo possa esercitare un controllo sulla riproduzione delle cellule coinvolte. Il carcinoma della mammella è il tumore più frequentemente diagnosticato nelle donne in Italia.
Queste attenzioni permettono di proteggere da numerose patologie oncologiche, metaboliche e sistemiche. In aggiunta all’autoesame mensile, a partire dai 25 anni è consigliabile fare almeno un’ecografia al seno ogni anno.
L’ecografia rappresenta l’indagine di prima scelta nelle donne di età inferiore ai 40 anni, in cui la struttura ancora prevalentemente ghiandolare della mammella non rende efficace lo studio attraverso la mammografia. Questo esame è indolore, veloce e privo di rischi.
Le donne dopo i 40 anni devono sottoporsi all’esame mammografico. La mammografia oggi può essere svolta anche con tomosintesi, ovvero con una tecnica che permette una visualizzazione volumetrica in 3D ad alta definizione della mammella.
Il programma di screening mammografico nell’Emilia Romagna prevede il primo invito a 45 anni e fino a 49 anni l’esame è annuale.
Tumore al Seno nelle Giovani Donne
Di rado si parla del ca mammario nelle donne giovani, sempre più frequente: nel 7% dei casi le neoplasie mammarie vengono riscontrate in donne di età inferiore ai 40 anni. La scarsa sensibilità al rischio di insorgenza del ca al seno delle donne giovani porta a sottovalutare tale eventualità.
Il tumore in questa fascia di età è più virulento, più aggressivo, si sviluppa più rapidamente che nelle donne più anziane e le lesioni nel 45% dei casi superano spesso i 2 cm di dimensioni.
Ecografia Mammaria: Ulteriori Dettagli
L’ecografia mammaria è un’indagine semplice e sicura che si basa sull’emissione di ultrasuoni a bassa frequenza e alta intensità che non si ritiene possano provocare danni all’organismo, nemmeno nei soggetti particolarmente sensibili come le donne in gravidanza. Gli ultrasuoni emessi dalla sonda sono riflessi in maniera diversa a seconda del tipo di tessuto.
Nella maggior parte dei casi l’ecografia mammaria non è un’alternativa alla mammografia e i due esami sono complementari.
Fattori di Rischio Ereditari
Una minoranza dei tumori al seno è rappresentata da forme ereditarie, legate a mutazioni genetiche, la più nota delle quali interessa i geni BRCA 1 e 2. Questi geni, coinvolti nei meccanismi di riparazione del DNA, se mutati, aumentano in modo considerevole il rischio di sviluppare determinati tipi di cancro, tra i quali quello della mammella (circa 60 - 70 donne su 100 con mutazione BRCA vanno incontro allo sviluppo di tumore mammario nel corso della vita).
L’identificazione di una mutazione genetica pericolosa pone indicazione a partecipare a programmi di screening intensivi, che iniziano in età più precoce e con una maggiore frequenza (ogni 6 mesi) rispetto alla popolazione non a rischio, utilizzando metodiche con alta sensibilità quali la RM, non indicate nella prevenzione della popolazione generale. L’esito positivo del test genetico può inoltre mettere di fronte a scelte difficili, come quella della chirurgia preventiva con l’asportazione di seno e ovaie.
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