Scompenso Glicemico: Cause e Conseguenze

Il diabete mellito di tipo 2 è una delle più comuni malattie croniche al mondo, caratterizzata da iperglicemia, una condizione in cui si ha un'elevata concentrazione di glucosio nel sangue. Questa condizione è dovuta principalmente all’insulino-resistenza, fenomeno per cui le cellule del corpo diventano meno sensibili all’azione dell’insulina. L'iperglicemia è un termine medico utilizzato per indicare la presenza di elevati livelli di zucchero (glucosio) nel sangue rispetto ai valori normali.

Si fa diagnosi di diabete quando i livelli di glucosio nel sangue a digiuno sono superiori a 126 mg/dl per almeno due volte. Nelle persone con glicemia a digiuno tra 101 e 125 mg/dl si parla di “prediabete”. Nelle persone con diabete l'iperglicemia deve essere accuratamente trattata con l’obiettivo di mantenere i livelli di glucosio nel sangue il più possibile vicino ai valori normali.

Può accadere che il diabete non sia ben controllato, per cui la glicemia subisce profonde oscillazioni rispetto ai range fissati come obiettivo terapeutico. Spesso, si dice che avere il controllo su tutto non serve e fa vivere male. Ma questo non vale per alcune condizioni di salute, come il diabete, dove avere il polso della situazione è fondamentale per evitare complicanze più o meno gravi.

Cos’è il diabete scompensato

«Non esiste una definizione univoca del cosiddetto diabete scompensato, anche se in linea generale questo si verifica quando i valori della glicemia non si mantengono nei range prefissati», spiega il dottor Rinaldo Guglielmi, direttore dell’Unità operativa complessa di Endocrinologia e Malattie metaboliche dell’Ospedale Regina Apostolorum di Albano Laziale, Roma. «L’obiettivo però è molto variabile, perché il medico dovrebbe valutarlo per ogni singolo paziente sulla base di una serie di fattori, come l’età, il genere, la durata della malattia e la presenza di eventuali malattie concomitanti».

Mentre l’esame della glicemia fornisce una fotografia in tempo reale dei valori di glucosio nel sangue e rappresenta quindi un parametro estremamente variabile, anche nell’arco della stessa giornata, l’emoglobina glicata consente di valutare l’andamento medio di quei valori negli ultimi tre mesi.

«Stando alle linee guida nazionali e internazionali, nei diabetici i valori di emoglobina glicata che si mantengono al di sotto del 7% sono indice di un buon controllo della glicemia nel tempo, mentre quelli superiori a 8% indicano uno scompenso. Ma se questa è la teoria, nella pratica l’asticella si può spostare a seconda dell’età del paziente: per esempio, ai soggetti più giovani e privi di altre comorbilità viene spesso proposta una terapia più energica, grazie al minor rischio di effetti collaterali, per cui l’obiettivo si può abbassare a un valore di emoglobina glicata pari o inferiore a 6,5%», racconta il dottor Guglielmi.

«Nei pazienti più fragili oppure anziani, invece, il trattamento non è mai troppo “spinto”, perché esiste un maggiore rischio di sviluppare ipoglicemia, capace di mettere in moto una serie di meccanismi compensatori che possono peggiorare le altre patologie concomitanti, soprattutto a livello cardiovascolare: in questo caso, quindi, si potrebbe accettare un’emoglobina glicata pari a 7,5-8%. Insomma, il range numerico oltre il quale si può parlare di diabete scompensato è molto variabile».

Quali sono le cause del diabete scompensato

A determinare lo scompenso possono contribuire diverse cause. Talvolta può esserci un sotto-dosaggio della terapia farmacologica, che va rivalutata e intensificata, mentre in altri casi c’è una responsabilità diretta del paziente, che scorda di prendere i farmaci, non aderisce correttamente alla dieta oppure non rispetta le prescrizioni legate allo stile di vita (per esempio non pratica attività fisica).

«Altre volte, invece, a scompensare il diabete possono essere particolari condizioni di salute: eventi critici acuti, come un’ischemia cardiaca o altri eventi cardiovascolari, oppure infezioni, magari a carico del tratto respiratorio, addominale oppure urogenitale, che possono rendere la glicemia piuttosto ballerina», avverte l’esperto. «Fra i potenziali responsabili ci sono anche alcuni trattamenti farmacologici, come quelli a base di cortisone: se assunto a basse dosi in forma cronica oppure ad alte dosi anche solo per pochi giorni, questo antinfiammatorio può scompensare il diabete oppure farlo precipitare in un soggetto che era predisposto alla malattia, non ancora manifesta».

Come si diagnostica

Non bastano pochi giorni di glicemia “sballata” per parlare di diabete scompensato. È necessario che questa condizione si protragga per più tempo e venga rilevata dallo specialista durante un normale controllo di routine: «In quell’occasione, è fondamentale effettuare un’anamnesi approfondita per raccogliere tutti i possibili elementi e comprendere il “punto” debole. A questa si possono abbinare degli esami del sangue, stabiliti dopo una visita accurata, per escludere la presenza di problemi sottostanti», specifica il dottor Guglielmi.

Quali sono le possibili conseguenze del diabete scompensato

Alla lunga, un diabete scompensato può danneggiare diversi tessuti del corpo, perché i frequenti sbalzi glicemici possono predisporre allo sviluppo di complicanze microangiopatiche, cioè danni ai vasi sanguigni più piccoli, in particolare quelli di occhi (retinopatia diabetica), reni (nefropatia diabetica) o nervi (neuropatia diabetica), e macroangiopatiche che portano a restringimenti nei vasi più grandi e possono provocare gravi complicazioni come ictus e infarti.

«Teniamo presente che solitamente, prima di arrivare al diabete conclamato, i pazienti affetti da diabete di tipo 2 vivono una condizione di pre-diabete, dove i livelli di zucchero nel sangue sono più alti del normale ma possono restare silenti, anche per anni. Peccato che, alla lunga, quella situazione sia già in grado di arrecare danni sistemici, aumentando soprattutto il rischio di complicanze cardiovascolari».

Il diabete mellito, soprattutto se non trattato, può causare diverse complicanze al circolo sanguigno e ai vasi. Le complicanze sono più frequenti nei pazienti con una lunga durata di diabete e con un cattivo compenso glicemico. Inoltre, le complicanze cardiovascolari sono più probabili se insieme al diabete vi sono altri fattori di rischio come obesità, sedentarietà, ipertensione e dislipidemia.

Il diabete può portare a complicanze che riguardano molte parti del corpo tra cui il cervello, gli occhi, il cuore, i reni e il sistema nervoso. Le complicanze del diabete possono avere conseguenze a lungo termine (complicanze croniche) o a breve termine (complicanze acute). Le complicanze a lungo termine si verificano quando l’organismo non gestisce correttamente il livello di glicemia e questo rimane elevato per un lungo periodo di tempo. Mantenere i livelli glicemici il più possibile vicino ai valori normali ed eseguire regolarmente controlli e test glicemici può aiutarti a ritardare o prevenire le complicanze a lungo termine del diabete.

Complicanze a Lungo Termine del Diabete

  • Complicanze agli occhi: Molte persone con diabete sviluppano un certo grado di malattia agli occhi o retinopatia. La retinopatia diabetica è causata da danni ai vasi sanguigni che riforniscono la retina. La retinopatia diabetica può compromettere la vista o causare cecità.
  • Complicanze del cavo orale: Le persone con diabete hanno un rischio maggiore di sviluppare problemi di salute orale. L'infiammazione delle gengive (parodontite) è più diffusa nelle persone con diabete rispetto a quelle senza diabete.
  • Complicanze cardiovascolari: Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte e disabilità tra le persone con diabete. È stato dimostrato che livelli elevati di glicemia aumentano le patologie dei piccoli e dei grandi vasi sanguigni. Le malattie cardiovascolari possono assumere diverse forme, tra cui angina, attacco di cuore, ictus, malattia delle arterie periferiche e insufficienza cardiaca congestizia.
  • Insufficienza renale: Il diabete è una delle principali cause di malattia renale cronica (a lungo termine). Questa è causata da un danno ai piccoli vasi sanguigni dei reni (noto come nefropatia) e comporta un cattivo funzionamento dei reni o addirittura il loro totale esaurimento.
  • Complicanze in gravidanza: Le donne con qualsiasi tipo di diabete sono a rischio di sviluppare alcuni problemi durante la gravidanza. Livelli elevati di glicemia possono influenzare lo sviluppo del feto e mettere a rischio di complicazioni sia la madre che il bambino durante la gravidanza e dopo il parto.
  • Complicanze del sistema nervoso: I danni al sistema nervoso (neuropatia) sono dovuti alla persistenza nel tempo di iperglicemia e possono verificarsi in qualsiasi parte del corpo. La forma più comune è la neuropatia periferica che interessa principalmente i nervi sensitivi dei piedi.
  • Piede diabetico: Oltre ai danni al sistema nervoso, le persone con diabete possono avere problemi di cattiva circolazione nelle estremità a causa di danni ai vasi sanguigni. Questi problemi aumentano il rischio di ulcere ed infezioni.

Ipoglicemia ed Iperglicemia

Altre complicanze del diabete possono essere correlate a livelli bassi o alti di glicemia. Sia l'ipoglicemia che l'iperglicemia possono provocare sintomi e problemi che possono avere un impatto significativo sulla salute sia a breve che a lungo termine.

  • Ipoglicemia: bassi livelli di glicemia. Ipoglicemia significa basso livello di glicemia e può verificarsi come complicanza dei trattamenti per il diabete e delle condizioni associate.
  • Iperglicemia: alti livelli di glicemia. Iperglicemia significa alto livello di glicemia e ha molte cause. In generale, la glicemia alta può verificarsi quando l'equilibrio tra alimentazione, attività fisica o insulina è alterato.

Chetoacidosi Diabetica (DKA)

La chetoacidosi diabetica (DKA) si verifica quando nel sangue si accumulano livelli elevati di chetoni. I chetoni vengono prodotti quando c'è una carenza di insulina nell'organismo e il corpo metabolizza i grassi per ricavarne energia. La DKA è una condizione grave che richiede un intervento immediato.

Stato Iperosmolare Iperglicemico (HHS)

Lo stato iperosmolare iperglicemico (HHS) è una condizione di emergenza che si verifica solitamente nelle persone anziane con una glicemia molto elevata. La HHS causa una grave disidratazione e, se non trattata, può portare a convulsioni, coma e persino alla morte.

Come si corregge

A seconda della causa, il diabete scompensato va corretto con appositi aggiustamenti. Se in caso di infezioni o patologie sottostanti vanno ovviamente trattate queste, nei casi di incompleta aderenza del paziente a terapie efficaci ma complesse si potrebbe “semplificare” il trattamento affinché possa essere seguito nel modo giusto: «Oggi, per il diabete di tipo 2, esistono farmaci innovativi che riescono a ridurre drasticamente il rischio di sviluppare eventi cardiovascolari o malattie renali, perché non si limitano a controllare la glicemia, ma agiscono anche con meccanismi che diminuiscono il rischio di malattia cardiorenale. Non a caso, nei soggetti a rischio, questi farmaci dovrebbero essere utilizzati indipendentemente dal controllo glicemico», spiega l'esperto.

In particolare, si tratta degli inibitori SGLT2 (da assumere per via orale) e degli agonisti del recettore del GLP-1 (da somministrare al momento prevalentemente con iniezione sottocutanea), fra cui lo specialista più scegliere tenendo conto della storia clinica e personale del paziente.

«Alcuni farmaci richiedono una somministrazione settimanale, anziché quotidiana, per cui la semplificazione può favorire l’aderenza terapeutica», conclude il dottor Guglielmi. «Per il diabete di tipo 1, invece, sono arrivati sensori per il monitoraggio continuo della glicemia sempre più performanti, che permettono di valutare meglio il controllo glicemico.

Come prevenire le complicanze del diabete?

Il diabete può portare a complicanze, sia a breve termine (acute) che a lungo termine (croniche). Un piano di gestione del diabete completo e personalizzato può aiutarti a prevenire i problemi di salute correlati al diabete. Un equilibrio di interventi medici e di stile di vita è la chiave per una gestione efficace del diabete. Questi interventi possono includere:

  • monitoraggio dei livelli di glicemia
  • mantenere i livelli di glicemia, pressione arteriosa e colesterolo in intervalli obiettivo sicuri con un monitoraggio, un coaching e un'assistenza utili
  • sottoporsi regolarmente ad esami di laboratorio, oculistici, podologici e di altro tipo per individuare e trattare precocemente i problemi
  • concentrarsi su:
    • fare scelte alimentari sane
    • svolgere attività fisica
    • assumere i farmaci prescritti dal medico
    • controllare i livelli di glicemia e mantenerli nell'intervallo obiettivo, come raccomandato dal medico.

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