Scintigrafia Tiroidea: Indicazioni, Procedura e Importanza Diagnostica

La scintigrafia tiroidea è una tecnica diagnostica per immagini di medicina nucleare che fornisce preziose informazioni non solo sulla morfologia di questa ghiandola, ma anche e soprattutto sulla sua funzionalità.

Cos'è la Scintigrafia Tiroidea?

Come tutte le tecniche scintigrafiche, si basa sulla somministrazione di farmaci radioattivi in grado di distribuirsi preferenzialmente nel distretto corporeo studiato, in questo caso nella tiroide. Quest'apparecchiatura ricevente, con l'ausilio di un elaboratore informatico, è in grado di riprodurre un'immagine dettagliata della ghiandola ed evidenziarne il livello di funzionalità.

La scintigrafia tiroidea è un esame utile nel rilevare un funzionamento eccessivo dell’organo, come avviene nella sindrome di Basedow-Graves, nonché nei casi di tiroidite subacuta e nel follow-up dei tumori della tiroide dopo l’intervento chirurgico. Invece, non è più un esame di prima scelta per diagnosticare i noduli tiroidei, tranne quando il TSH (l’ormone tireostimolante, prodotto dall’ipofisi) è basso.

Traccianti Utilizzati

Dal momento che la tiroide è avida di iodio, essendo questo un minerale essenziale per la sintesi dei suoi ormoni, il classico tracciante utilizzato nella scintigrafia della tiroide è lo iodio radioattivo (123I e soprattutto 131I), affiancato dal 99Tc; quest'ultimo - il tecnezio 99 - è generalmente preferito sia per le caratteristiche funzionali (emivita più breve) che per il basso costo e la minore irradiazione.

Come si Esegue la Scintigrafia Tiroidea

Alla persona viene somministrata una piccolissima quantità di un tracciante radioattivo in grado di essere incorporato dalla tiroide in virtù della sua somiglianza con lo iodio, un elemento fondamentale per la funzione di quest’organo. La tiroide capta il tracciante, il quale emette radiazioni che vengono rilevate da un’apposita apparecchiatura, detta gamma camera. Le informazioni sono poi elaborate fino a produrre un’immagine della tiroide che ne evidenzia il livello di funzionalità.

I traccianti radioattivi utilizzati sono il tecnezio (Tc-99m pertecnetato) o l’isotopo 123 dello iodio: vengono somministrati per via endovenosa circa 20-30 minuti prima di procedere con l’esame. La scintigrafia tiroidea con captazione prevede invece la somministrazione per via orale di iodio-131, che per essere incorporato nella tiroide ha bisogno di più tempo. In questo caso, la rilevazione delle immagini avviene di solito 6 e 24 ore dopo l’assunzione del radiofarmaco.

Dopo il periodo di attesa necessario al tracciante radioattivo per essere incorporato nella tiroide, la persona che esegue l’esame viene fatta distendere sul lettino con il collo esteso. La gamma camera, che rileva il segnale radioattivo emesso, viene accostata al collo. La procedura dura circa 15-20 minuti.

La scintigrafia tiroidea è generalmente prescritta dopo che un’ecografia tiroidea ha riscontrato la presenza di noduli.

Interpretazione dei Risultati

Grazie al tracciante radioattivo si possono distinguere tra loro i diversi tipi di noduli. Quelli iperfunzionanti captano maggiormente il tracciante e sono detti noduli “caldi”. Nell’immagine diagnostica appaiono colorati più intensamente perché sono costituiti da tessuto più attivo rispetto a quello circostante. Generalmente sono di carattere benigno e possono indicare delle situazioni di tireotossicosi (aumento della produzione di ormoni tiroidei, che si manifesta per esempio nella sindrome di Basedown-Graves). I noduli “freddi”, invece, non captano il tracciante e sono formati da tessuto poco o per nulla attivo. Solo in pochi casi sono di origine tumorale. Una volta identificato un nodulo freddo può essere eseguito un agoaspirato per stabilirne la natura.

  • NODULI TIROIDEI: piccoli ammassi di cellule tondeggianti, generalmente benigni.
    • freddi (con grado di attività ridotto rispetto al resto della ghiandola, ma con una maggiore probabilità di nascondere un tumore; per questa ragione impongono spesso un accertamento diretto mediante agoaspirato: con un ago sottile, ecograficamente guidato, si procede all'aspirazione di campioni cellulari del nodulo, successivamente analizzati in laboratorio).
  • GOZZO MULTINODULARE TOSSICO: ipertrofia ed iperplasia di aree tiroidee circoscritte, variabili per dimensioni, che diventano ipersecernenti provocando sintomi caratteristici dell'ipertiroidismo. Si differenzia dal cosiddetto gozzo tossico diffuso (morbo di Basedow), sostenuto da iperplasia tiroidea globale.
  • PRESENZA DI TESSUTO TIROIDEO METASTATICO: in pazienti già sottoposti all'asportazione chirurgica della ghiandola (tiroidectomia) la scintigrafia tiroidea e totalbody è indicata per valutare la presenza di tessuto ghiandolare residuo, possibili recidive o metastasi con conservata captazione dello iodio.

Chi Può Fare l’Esame e Precauzioni

La scintigrafia tiroidea non deve essere eseguita nelle donne in gravidanza, perché si utilizza un tracciante radioattivo che, anche se somministrato in piccolissime dosi, è potenzialmente pericoloso per il feto. L’esame è controindicato anche per le madri che allattano, poiché le sostanze radioattive potrebbero passare nel latte materno. In questo caso, l’endocrinologo valuterà se suggerire di sospendere l’allattamento per un periodo più o meno prolungato ed eseguire ugualmente la scintigrafia. Inoltre, l'esame è controindicato nei bambini piccoli.

Durata dell'Esame

In totale la procedura dura intorno ai 45 minuti. Nel caso si utilizzi lo iodio-131 è necessario tornare nel laboratorio di medicina nucleare 6 e 24 ore dopo l’assunzione del radiofarmaco.

Preparazione all'Esame

Nelle due settimane precedenti l’esame è bene evitare il consumo e l’uso di prodotti contenenti iodio, come sale iodato, alghe marine, dentifrici iodati e, in determinati casi, creme anti-cellulite e integratori alimentari (occorre controllare l’elenco degli ingredienti). Nel caso in cui per l’esame venga utilizzato lo iodio-131, somministrato per via orale, il radiofarmaco va assunto a digiuno.

Per evitare che la scintigrafia venga eseguita all’inizio di una gravidanza, quando la persona potrebbe ancora non sapere di essere incinta, si consiglia alle donne in età fertile di effettuare l’esame nei primi giorni del ciclo. Almeno una settimana prima della scintigrafia si raccomanda, inoltre, di sospendere l’utilizzo di farmaci che possano interferire con l’attività tiroidea. L’eventuale assunzione di ormoni tiroidei deve invece essere interrotta circa un mese prima, salvo diversa indicazione dell’endocrinologo.

Cosa Aspettarsi Durante e Dopo l'Esame

  • Bisogna essere accompagnati da qualcuno all’esame? Si può guidare la macchina per tornare a casa? Non occorre essere accompagnati.
  • La scintigrafia tiroidea è dolorosa? L'esame non è doloroso e non provoca particolari disagi.
  • L'esame comporta rischi immediati? L'esecuzione della scintigrafia tiroidea non comporta rischi immediati.
  • L'esame comporta rischi a lungo termine? La scintigrafia tiroidea non comporta particolari rischi a lungo termine.
  • Al termine dell’esame è necessario restare in osservazione? Per quanto? Alla fine dell'esame si può andare a casa, previa autorizzazione del personale sanitario.
  • È possibile riprendere da subito le normali attività quotidiane? Si devono avere particolari accortezze? Una volta concluso l’esame, si possono riprendere tutte le normali attività. Le raccomandazioni sono di bere molto per facilitare l’eliminazione del tracciante radioattivo e di evitare il contatto con bambini piccoli e donne in gravidanza per le 24 ore (per tecnezio o iodio-123) o le 48 ore (per iodio-131) successive alla scintigrafia.

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