Cenni di Anatomia e Fisiologia
Cos'è la Scintigrafia dello Svuotamento Gastrico?
È una metodica che permette di valutare la velocità di svuotamento dello stomaco dopo la somministrazione di un pasto radioattivo. In genere viene calcolato il T/2, cioè il tempo necessario perché la radioattività gastrica si dimezzi. A seconda delle informazioni che si vogliono ottenere, si possono somministrare cibi solidi (uova solide, patate lesse, fegato cotto a micro-onde, ecc.), semisolidi (in genere omogeneizzati) o liquidi (acqua o succo di frutta) marcati con 99mTc. Le due fasi liquida e solida possono essere studiate contemporaneamente se vengono utilizzati due traccianti a diversa emissione energetica.
Il pregio dello studio radioisotopico è la capacità di fornire dati quantitativi, con boli fisiologici.
Come si Esegue la Scintigrafia dello Svuotamento Gastrico?
Al paziente, digiuno da almeno 8 ore, si somministra un pasto generalmente solido o semisolido marcato con 10-15 MBq di 99mTc colloide. Viene solitamente acquisita una sequenza di immagini dinamiche di 1 minuto per 90 minuti, in proiezione anteriore. Vengono quindi acquisite immagini statiche in proiezione anteriore e posteriore, ogni 15 minuti per altri 90 minuti.
Se si vuole valutare separatamente la velocità di svuotamento dei cibi solidi e liquidi, si possono utilizzare due diversi radiofarmaci per marcare una bevanda e il cibo solido (come secondo radionuclide si utilizzano generalmente 4-8 MBq di 111In). Il computer è successivamente in grado di generare immagini e curve differenti per i due radiofarmaci.
L'indagine si presta ad essere ripetuta in corso di terapia farmacologica per valutarne l'efficacia.
Cosa Informa la Scintigrafia dello Svuotamento Gastrico?
La scintigrafia dello svuotamento gastrico è in grado di valutare la velocità con cui lo stomaco si svuota dopo l'ingestione di un pasto marcato radioattivamente. Questo permette di identificare eventuali anomalie nel processo di svuotamento, come un rallentamento (gastroparesi) o un'accelerazione dello svuotamento.
La Scintigrafia dello Svuotamento Gastrico è Dolorosa?
Si tratta di una metodica non invasiva che espone ad una dose di radiazioni ionizzanti molto bassa (dose efficace=0.25-0.35 mSv). Se si esegue l'indagine con doppio radionuclide si aggiunge una dose leggermente superiore (dose efficace=1.2-2.4 mSv).
Scintigrafia per la Valutazione del Reflusso Duodeno-Gastrico
Cos'è la Scintigrafia per il Reflusso Duodeno-Gastrico?
È una metodica che permette la valutazione del reflusso duodeno-gastrico in modo rigorosamente fisiologico.
Come si Esegue la Scintigrafia per il Reflusso Duodeno-Gastrico?
Al paziente, a digiuno da almeno 8 ore, si iniettano e.v. 150-200 MBq di un IDA (acido diaminoacetico) derivato marcato con 99mTc. Questi radiofarmaci, abitualmente impiegati per eseguire la scintigrafia epato-biliare, vengono attivamente captati dagli epatociti e secreti nei canalicoli biliari, passando quindi nelle vie bilari e nel duodeno.
Vengono acquisite più immagini statiche della regiona addominale, in proiezione anteriore, sulle quali vengono tracciate aree di interesse contornanti la regione gastrica e quella epato-biliare.
È quindi possibile effettuare una valutazione quantitativa dell'eventuale reflusso epato-biliare.
La Scintigrafia per il Reflusso Duodeno-Gastrico è Dolorosa?
Si tratta di una metodica non invasiva che espone ad una bassa dose di radiazioni ionizzanti (dose efficace=3.6-4.8 mSv).
Considerazioni sui Radiofarmaci e la Medicina Nucleare
Le indagini di Medicina Nucleare sono mirate alla valutazione “funzionale e/o metabolica” di singoli organi e/o apparati e/o distretti corporei: per ogni studio è previsto uno specifico radiofarmaco la cui via di somministrazione può variare (più frequentemente ci si avvale dell’accesso venoso ma vi sono esami che ne prevedono di diverse quali ad es. la sottocutanea, l’intradermica, l’assunzione per bocca, l’inalazione con il respiro, il cateterismo endocavitario etc).
Tutti i radiofarmaci utilizzati in diagnostica Medico Nucleare, per quanto diversi nella composizione chimica, presentano tuttavia alcune caratteristiche in comune pressoché costanti:
- vengono prodotti secondo le NBP (Norme di Buona Preparazione) che ne garantiscono la qualità farmaceutica;
- la quantità ponderale somministrata è assai esigua e non determina effetto farmacologico ma, grazie al segnale radioattivo emesso, è sufficiente a consentire di tracciarne percorso e dinamica nell’organismo dall’esterno con le apposite apparecchiature di rilevazione (da cui il termine di sostanze “traccianti” con cui vengono anche indicati).
Ogni struttura di Medicina Nucleare è dotata di una zona “calda” dove sono allocati gli ambulatori per la somministrazione dei radiofarmaco, le sale diagnostiche con le apparecchiature di rilevazione, e le apposite sale di attesa dotate di servizi igienici annessi (spesso anche attrezzate di monitor televisivi) ove pazienti sosteranno per il tempo previsto da ciascuna procedura diagnostica.
La fase di attesa può variare notevolmente (da qualche minuto a qualche ora) a seconda del tipo d’indagine: ad esempio, alcuni esami si acquisiscono contestualmente all’iniezione (studi sequenziali o dinamici), altri prevedono acquisizioni multiple a varia distanza di tempo (a volte anche in giorni successivi).
Per effettuare l’acquisizione dell’esame Lei sarà accompagnato nella Sala Diagnostica per essere posizionato sul lettino dell’apparecchiatura specificamente dedicata alla procedura prescritta. Poiché questi strumenti (pur molto complessi) funzionano come “macchine fotografiche”, per ottenere immagini diagnostiche di buona qualità sarà necessario mantenere nei limiti del possibile la posizione assegnata, respirando normalmente e rilassandosi. Durante la rilevazione nella Sala Diagnostica rimarrà da solo/a ma in costante e stretto monitoraggio audio-visivo (tramite microfoni e telecamere) con il personale competente, pronto ad intervenire in caso di necessità.
Le immagini acquisite verranno elaborate ed analizzate dal Medico Nucleare che provvederà a riportare le sue valutazioni nel referto che Le verrà poi consegnato.
Rischi e Controindicazioni
Non sono generalmente riportati eventi avversi al radiofarmaco che non è tossico per l’organismo, essendo molecola analoga e con comportamento simile a quelle normalmente in esso presenti. Inoltre, il rischio da radiazioni (preventivamente valutato dal medico nucleare in funzione del beneficio che le verrà dall’esecuzione dell’esame) è minimo.
In ogni caso una nota ipersensibilità al principio attivo e lo stato di gravidanza, presunto o accertato, rappresentano controindicazioni all’esame.
La claustrofobia e/o l’incapacità di rimanere distesi su un lettino per almeno 40 minuti possono anch’esse costituire controindicazione all’esame.
Informazioni Aggiuntive per le Donne in Età Fertile
In caso di allattamento in corso sarà necessario informare lo specialista che valuterà se differire la procedura od eventualmente eseguirla con le opportune e dovute indicazioni sull’intervallo di sospensione dell’allattamento da mantenere per le ore/giorni successivi.
Qualora le condizioni cliniche della gravida rendano indifferibile la procedura per elevato rischio incombente di vita (ad es. in caso di forte sospetto di embolia polmonare in atto), si potrà procedere comunque all’indagine fornendo alla paziente tutte le spiegazioni, i dati sulla stima dell’irraggiamento fetale e riducendo il più possibile l’attività radioattiva da iniettare.
Comportamenti Successivi alla Prestazione
Al termine dell’esame, si potranno riprendere le consuete attività quotidiane senza particolari restrizioni (ad es. guidare la macchina, andare al lavoro, ecc..) con l’unica raccomandazione di evitare contatti stretti e prolungati con bambini piccoli e donne in gravidanza per un numero di ore successive variabile a seconda della procedura, definite e comunicate volta per volta dallo specialista medico nucleare.
La dose radiante può essere sensibilmente ridotta intensificando la produzione di urina mediante una buona idratazione da mantenere in giornata.
Si raccomanda di posticipare eventuali altre indagini diagnostiche e/o di laboratorio (es. TC con o senza mezzo di contrasto, Risonanza Magnetica, prelievi di sangue, raccolta urine etc.) al giorno successivo a meno di esplicita approvazione del Medico Nucleare per motivi di urgenza e/o indifferibilità (ad es. procedure di Chirurgia Radioguidata già pianificate).
Le informazioni di Radioprotezione sono fornite in ottemperanza al D. Lgs. 101/2020 che disciplina le norme fondamentali di sicurezza contro i pericoli derivanti dalle esposizioni a radiazioni ionizzanti in ambito medico.
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