Scintigrafia: Preparazione e Cosa Mangiare

La scintigrafia è un esame di medicina nucleare che permette di studiare l’apparato scheletrico e valutarne il metabolismo. Si effettua mediante l'iniezione endovenosa di un radiofarmaco che si distribuisce nelle ossa in proporzione alla loro attività metabolica.

Preparazione Generale all'Esame

Generalmente, si può mangiare e bere normalmente prima di sottoporsi a una scintigrafia. Tuttavia, in alcuni casi, potrebbe essere necessario seguire delle indicazioni specifiche. Una buona idratazione, però, può favorire la rapida eliminazione del radiofarmaco e migliorare la qualità dell’immagine. Potrebbe essere necessario bere più del solito in modo da liberarsi prima dalle sostanze iniettate.

Cosa Portare con Sé

  • Le indagini precedentemente eseguite (es. TAC e RMN) con le immagini originali.
  • La documentazione clinica e strumentale precedente relativa al quesito diagnostico.
  • Un referto di Rx Torace effettuata entro un mese (per la scintigrafia polmonare perfusionale).
  • La documentazione più recente (in particolare ecografia del collo, dosaggio di PTH, calcemia e 25OH-Vitamina D) e l'impegnativa (per scintigrafia tiroidea).
  • I precedenti esami diagnostici relativi al quesito (per la fleboscintigrafia e scintigrafia ossea).
  • I precedenti esami diagnostici, in particolare eco-addome e/o TC addome e dosaggi ormonali (per la scintigrafia globale corporea con MIBG).
  • La documentazione cardiologica più recente (per la SPET miocardica di perfusione).

Alimentazione Specifica per Alcuni Tipi di Scintigrafia

Per alcuni tipi di scintigrafia, è richiesta una preparazione più specifica riguardante l'alimentazione:

  • PET globale corporea (con 18F-FDG): Digiuno da almeno 6 ore.
  • PET globale corporea (con 18F-colina): Digiuno da almeno 6 ore.
  • PET globale corporea (con 18F-DOPA): Digiuno da almeno 6 ore.
  • Scintigrafia renale sequenziale: Paziente a digiuno (4 ore). Si raccomanda (se possibile) di bere almeno un bicchiere d'acqua prima di presentarsi per l'esame.
  • SPET miocardica di perfusione: Rimanere a digiuno (4 ore). Nel caso l'appuntamento sia fissato dopo le ore 12:00, fare una leggera colazione alle ore 6:00 e poi rimanere a digiuno. Si raccomanda di non bere tè, caffè, bevande alla cola e di non mangiare cioccolata o banane nelle 24 ore precedenti l'esame.
  • Scintigrafia miocardica neuroadrenergica con MIBG e SPECT a completamento di esame planare: Nessuna preparazione eccetto digiuno da 4-6 ore.
  • Pazienti con sospetta endocardite batterica: devono assumere dieta povera di zuccheri e ricca di grassi nei due giorni precedenti l’esame, seguita da almeno 6 ore di digiuno.

Durata dell'Esame

Il tempo di attesa dopo la somministrazione dipende dall'esame; per esami dinamici si può iniziare subito, per altri esami come ad esempio la scintigrafia ossea bisogna aspettare alcune ore. Alcuni esami come per esempio le scintigrafie con Iodio 131 richiedono che il paziente ritorni dopo alcuni giorni. La durata dell'esame varia a seconda del tipo:

  • PET globale corporea: circa 2 ore.
  • Scintigrafia polmonare: circa 1 ora.
  • Scintigrafia renale: circa 1 ora.
  • Scintigrafia tiroidea: circa 1 ora; paratiroide: circa 3 ore.
  • SPECT cerebrale recettoriale (Datscan): circa 3-4 ore.
  • Fleboscintigrafia: circa 30 minuti.
  • Scintigrafia globale corporea con MIBG: circa 5 ore (con possibili acquisizioni a 48 o 72 ore).
  • SPET miocardica di perfusione: circa due ore.
  • SPECT a completamento di esame planare: circa 4 ore.
  • Scintigrafia ossea: circa 4 ore.

Precauzioni Importanti

Prima della somministrazione del farmaco, è fondamentale informare il medico di una gravidanza in corso o presunta. È infatti necessario prendere ogni precauzione e discutere con lo specialista della effettiva necessità dell'esame. Solo pazienti di sesso femminile in età fertile: se esiste la possibilità di una gravidanza in atto, l'esame non viene eseguito.

La dose radioattiva somministrata è minima; si consiglia comunque di evitare il contatto prolungato con bambini o con donne in gravidanza per il giorno dell'esame e il successivo. Alcune sostanze radioattive possono passare nel latte materno. Nelle donne che allattano l’esame non è indicato se non dopo aver interrotto temporaneamente l’allattamento.

Dopo l'Esame

Dopo l'esame, è possibile tornare al lavoro. Al termine della scintigrafia ossea è opportuno osservare alcuni piccoli accorgimenti: innanzitutto, per facilitare l’eliminazione del radiofarmaco, occorre bere abbondantemente e urinare spesso.

Tabella Riassuntiva Preparazione Scintigrafie

Tipo di Scintigrafia Digiuno Preparazione Specifica
PET globale corporea (con 18F-FDG/colina/DOPA) Sì (6 ore) Nessuna
Scintigrafia renale sequenziale Sì (4 ore) Bere un bicchiere d'acqua prima
SPET miocardica di perfusione Sì (4 ore) Evitare tè, caffè, cola, cioccolato e banane nelle 24 ore precedenti
Scintigrafia globale corporea con MIBG No Blocco della captazione tiroidea con soluzione iodurata
Scintigrafia polmonare perfusionale No Portare RX Torace recente
Scintigrafia tiroidea/paratiroidea No Portare documentazione recente
SPECT cerebrale recettoriale (Datscan) No Sospendere sertralina (Zoloft) almeno 15 giorni prima
Fleboscintigrafia No Nessuna
SPET a completamento di esame planare Si (4-6 ore) Nessuna
Scintigrafia ossea No Nessuna

Il farmaco è iniettato in una vena del braccio. Durante l'esecuzione dell'esame la posizione del paziente può essere distesa o seduta. Dopo un’attesa di circa 3 ore, il paziente viene fatto distendere sul lettino di una macchina chiamata Gamma-Camera, che registra le radiazioni emesse dal corpo. Ne risulta un’immagine che riproduce il metabolismo osseo e, di conseguenza, consente di individuare eventuali lesioni presenti, che possono portare all’accumulo del farmaco al loro interno.

Prima di eseguire l'indagine, inoltre, occorre rimuovere oggetti metallici che possono modificare la rilevazione delle radiazioni, come collane, spille, orecchini e piercing.

Non è necessario farsi accompagnare e alla fine dell'esame si può tranquillamente guidare. Nel caso, però, che il paziente sia claustrofobico e debba ricorrere a una terapia ansiolitica durante l’esame, sarà opportuna la presenza di un accompagnatore che possa guidare l’auto al suo posto. Per motivi di radioprotezione, è bene non essere accompagnati da persone di età inferiore a 18 anni e donne in gravidanza.

La scintigrafia ossea è una tecnica indolore. L'unico modesto fastidio può essere legato alla puntura dell’ago usato per la somministrazione endovenosa del farmaco. Non c’è da attendersi alcun disagio dalla scintigrafia, né effetti collaterali.

La sostanza radioattiva iniettata è marcata con un radioisotopo a breve emivita e a bassa energia, l’iniezione è sicura, ben tollerata e non esistono descrizioni di gravi allergie o di altre preoccupanti reazioni avverse.

Il radiofarmaco iniettato emette radiazioni, ma in dosi molto basse. L’organo che nel corso dell’esame risulta essere il più esposto alle radiazioni è la vescica, ma è possibile ridurre al minimo i rischi bevendo abbondantemente e urinando dopo l’esame.

La durata dell’indagine vera e propria è di circa 20 minuti. In questo tempo si chiede alla paziente di stare immobile mentre il dispositivo rivelatore acquisisce le radiazioni emesse dal corpo, che vengono convertite in immagini da un computer. Il radiofarmaco deve essere iniettato circa tre ore prima dell’esame, per dare tempo al tracciante di accumularsi nello scheletro e di localizzarsi in corrispondenza delle eventuali lesioni.

Non è necessario nessun periodo di osservazione dopo l’esame.

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