Per scintigrafia polmonare si intende una procedura diagnostica effettuata nell’ambito della medicina nucleare per ricercare possibili anomalie nel rapporto ventilazione/perfusione, ovvero nella ventilazione o nella circolazione polmonare.
Indicazioni alla Scintigrafia Polmonare
Questo esame viene solitamente effettuato al fine di verificare la presenza di anomalie del flusso del sangue all’interno dei polmoni, come nel caso della tromboembolia polmonare. Altra indicazione all’uso della scintigrafia al posto dell’angio TAC è la gravidanza in atto, in quanto la dose di radiazioni a cui questa espone il nascituro è minore.
Modalità di Esecuzione della Scintigrafia Perfusoria
La scintigrafia polmonare perfusoria viene eseguita iniettando per via endovenosa dei macroaggregati di albumina marcati con Tecnezio 99 metastabile (99mTc). Avendo questi macroaggregati un diametro che varia da 5 a 90 micron, una volta giunti a livello dei capillari polmonari si fermano.
In riferimento alla metodologia di somministrazione, l’iniezione va di norma eseguita previa agitazione della siringa al fine di mantenere le particelle disaggregate. La velocità di infusione deve essere lenta e la stessa deve preferibilmente essere effettuata senza usare cateteri alle cui pareti potrebbero aderire i macroaggregati.
Particolare attenzione va poi posta al numero di particelle da somministrare al paziente, specie nei casi dove sia presente ipertensione polmonare grave o shunt fra il circolo destro e quello sinistro. Nel secondo caso le particelle potrebbero andare ad embolizzare capillari sistemici provocando micro eventi ischemici. In condizioni normali, invece, il numero di particelle iniettato non provoca alterazioni emodinamicamente significative in quanto queste occludono solo lo 0,1% dei capillari polmonari.
In riferimento all’acquisizione delle immagini, questo processo può essere eseguito sia con tecnica SPECT, sia mediante plurime acquisizioni planari (solitamente anteriore, posteriore, laterali destra e sinistra ed oblique posteriori destra e sinistra).
Valutazione della Ventilazione Polmonare
Al fine di valutare la ventilazione polmonare, i radiofarmaci utilizzabili in questa metodica possono essere dei gas oppure degli aerosol. L’esame e la sua analisi si basano sul fatto che le alterazioni del diametro delle vie aeree sono in grado di alterare la distribuzione delle particelle. Ad esempio, nella bronchite asmatica è presente una riduzione di calibro delle vie aeree prossimali, con conseguente aumentato deposito "centrale" per aumento della componente da impatto.
Questa indagine è del tutto scevra di rischi per il paziente, in quanto per eseguirla è sufficiente che il paziente respiri all’interno di una mascherina. La dose di radiazioni assorbita dai polmoni è bassa, mentre la dose di radiazioni assorbita dalle gonadi e dal corpo intero è molto bassa.
Struttura e Funzione Polmonare
La vascolarizzazione e la ventilazione polmonare seguono la divisione dell'albero bronchiale, che determina la formazione di 10 segmenti nel polmone destro e 8 segmenti in quello sinistro. I segmenti bronco-polmonari non sono del tutto funzionalmente indipendenti. Nell'adulto ci sono circa 280 milioni di arteriole polmonari; nel neonato ce ne sono significativamente meno.
In ogni regione polmonare, l'entità del flusso sanguigno è determinata dalle pressioni alveolare, arteriosa polmonare, venosa polmonare e interstiziale. Nel polmone ci sono 250-300 milioni di alveoli, raggruppati in lobuli e separati tra loro dai setti alveolari, riccamente vascolarizzati.
In caso di ostruzione ventilatoria, l'atelettasia è prevenuta dalla presenza dei Pori di Kohn (tra alveoli contigui) e dai Canali di Lambert (tra bronchioli respiratori e tra dotti alveolari contigui), che permettono all'aria di raggiungere le regioni a valle dell'ostruzione. In caso di riduzione della ventilazione di una regione polmonare, come in presenza di broncospasmo o bronchite cronica, la perfusione si riduce al fine di evitare l'ipoossigenazione del sangue.
Effetti Collaterali e Tollerabilità
Questa indagine è priva di significativi effetti collaterali e risulta ben tollerata anche in pazienti affetti da gravi malattie polmonari o cardiache.
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