La scintigrafia paratiroidea è un esame di medicina nucleare che permette di visualizzare sia la tiroide che le paratiroidi, fornendo informazioni sia funzionali che anatomiche su queste ghiandole. Questo esame è indolore ed è praticamente privo di qualsiasi effetto collaterale.
Anatomia e Fisiologia delle Paratiroidi
Prima di addentrarci nell'ecografia, è fondamentale comprendere l'anatomia e la fisiologia delle paratiroidi. Queste piccole ghiandole endocrine, tipicamente in numero di quattro, sono situate posteriormente alla tiroide, sebbene la loro posizione possa variare. La loro funzione primaria è la produzione dell'ormone paratiroideo (PTH), un regolatore chiave del metabolismo del calcio. Il PTH agisce su ossa, reni e intestino per mantenere costanti i livelli di calcio nel sangue. Un'alterazione nella funzione delle paratiroidi, come l'iperparatiroidismo (eccessiva produzione di PTH) o l'ipoparatiroidismo (insufficiente produzione di PTH), può portare a squilibri significativi del calcio, con conseguenze cliniche importanti.
Quando si esegue l'ecografia?
L’ecografia alla tiroide si esegue per valutare se la ghiandola abbia dimensioni superiori o inferiori alla norma, se vi siano noduli tiroidei, se la struttura della tiroide sia omogenea o disomogenea. Viene prescritta generalmente dall’endocrinologo quando dagli esami del sangue si riscontrano valori alterati degli ormoni tiroidei o positività degli anticorpi anti-tiroide, oppure per un ingrossamento della ghiandola tiroidea o per la presenza di noduli alla palpazione.
Preparazione all'Esame
All’atto di prenotazione della scintigrafia, si comunicano al paziente le indicazioni da osservare prima del suo svolgimento. Normalmente l'esame non richiede alcuna preparazione particolare. Il medico può comunque richiedere la sospensione di tutti quei farmaci che interferiscono con la funzionalità tiroidea; è inoltre importante segnalare l'eventuale sottoposizione recente a fonti esterne di iodio, come sale iodato, tinture per capelli, dentifrici iodati, disinfettanti o lavande vaginali a base di prodotti iodati, integratori mutliminerali contenenti iodio, o recente sottoposizione ad esami radiologici con mezzi di contrasto iodati. Nelle due settimane precedenti l’esame è bene evitare il consumo e l’uso di prodotti contenenti iodio, come sale iodato, alghe marine, dentifrici iodati e, in determinati casi, creme anti-cellulite e integratori alimentari. Nel caso in cui per l’esame venga utilizzato lo iodio-131, somministrato per via orale, il radiofarmaco va assunto a digiuno. Almeno una settimana prima della scintigrafia si raccomanda, inoltre, di sospendere l’utilizzo di farmaci che possano interferire con l’attività tiroidea. L’eventuale assunzione di ormoni tiroidei deve invece essere interrotta circa un mese prima, salvo diversa indicazione dell’endocrinologo.
Per evitare che la scintigrafia venga eseguita all’inizio di una gravidanza, quando la persona potrebbe ancora non sapere di essere incinta, si consiglia alle donne in età fertile di effettuare l’esame nei primi giorni del ciclo. Uno su tutti: non dimenticare di portare il giorno dell’esame tutta la documentazione clinica.
Procedura dell'Esame
Il Medico Nucleare, a termine del colloquio, somministrerà per via endovenosa una sostanza debolmente radioattiva (radiofarmaco) che ha la particolare caratteristica di essere captato dalla tiroide e dalle paratiroidi e che, non essendo un mezzo di contrasto iodato, non Le darà alcun disturbo né Le causerà fenomeni allergici. L'indagine procede con la somministrazione del radiofarmaco, per via endovenosa nel caso del tecnezio 99 o dello iodio 123 (raramente utilizzato) e per via orale nelle scintigrafie con iodio 131. Dopo la somministrazione del radiofarmaco, verrà fatta accomodare, per circa 15-20 minuti nella sala di attesa dedicata del Servizio di Medicina Nucleare.
Successivamente il Paziente verrà accompagnato dal Personale del Servizio di Medicina Nucleare e fatto distendere su di un lettino, in posizione supina, sotto la gamma camera, un’apparecchiatura aperta dotata di due testate una delle quali gli sarà avvicinata il più possibile al collo senza che ci sia contatto con essa. Saranno quindi le testate dell'apparecchio a compiere movimenti rotatori o traslatori intorno all'organismo; trattandosi di una strumentazione aperta non vi è alcun problema per le persone che soffrono di claustrofobia.
Durante l’acquisizione delle immagini, della durata di 5 minuti circa, è necessario che resti immobile. A seconda che la scintigrafia sia limitata alla tiroide od estesa a tutto il corpo, tale procedura può variare da qualche minuto a mezzora.
Si accomedirà di nuovo in sala d’attesa dove aspetterà circa 2 ore al termine delle quali gli sarà somministrato un secondo radiofarmaco che si andrà a distribuire anche nella tiroide. Al termine dell’acquisizione, rimanendo sempre sul lettino dell’apparecchiatura, sarà somministrato, tramite ago-cannula, un secondo radiofarmaco (99mTc-MIBI), che si andrà a distribuire anche nelle paratiroidi. A distanza di 10 minuti sarà eseguita un seconda acquisizione della durata di circa 15 minuti.
Gli esami scintigrafici spesso necessitano di elaborazione delle immagini con software dedicati, per cui la risposta non viene consegnata subito ma dopo qualche giorno.
Interpretazione delle Immagini Ecografiche
In condizioni normali, le paratiroidi sono piccole (circa 5-7 mm) e difficili da visualizzare con l'ecografia. Tuttavia, quando sono ingrossate a causa di un adenoma, di iperplasia (aumento del numero di cellule) o di un carcinoma, diventano più facilmente identificabili. Un adenoma paratiroideo tipicamente appare come una massa ipoecogena (più scura rispetto al tessuto circostante) ben definita, localizzata posteriormente alla tiroide. L'ecocolordoppler può mostrare un aumento del flusso sanguigno all'interno dell'adenoma. L'iperplasia paratiroidea si manifesta come un ingrossamento diffuso di tutte le ghiandole paratiroidi. Il carcinoma paratiroideo è raro e può presentarsi come una massa irregolare con margini indistinti.
Cosa si deve fare a termine dell’esame?
Potrà riprendere le normali occupazioni. Al termine della scintigrafia l'esaminato può riprendere immediatamente le proprie attività abituali, senza particolari precauzioni; il medico può comunque invitarlo a bere più liquidi del solito per facilitare l'eliminazione del radiofarmaco; dopo aver utilizzato il WC è bene far scorrere abbondantemente l'acqua e lavarsi accuratamente le mani.
Evitare il contatto con bambini piccoli e donne in gravidanza per 24 ore. Per le 24 ore successive all’esame è prudente evitare il contatto stretto con le altre persone, in particolare con le donne in gravidanza e i bambini più piccoli. Nel caso venga utilizzato lo iodio 131 queste precauzioni vanno adottate sia durante il periodo di attesa dopo somministrazione del radiofarmaco, sia nella settimana successiva alla scintigrafia.
Controindicazioni ed Effetti Collaterali
Le controindicazioni sono rappresentate dalla gravidanza in atto o presunta e dall’allattamento in atto. La scintigrafia non deve essere effettuata in gravidanza o durante l’allattamento perché le radiazioni, per quanto in dose bassa, possono nuocere all’embrione/neonato. A scopo cautelativo, inoltre, nelle donne in età fertile la scintigrafia viene generalmente effettuata entro i dieci giorni successivi all'inizio dell'ultima mestruazione, in modo da escludere il rischio di una gravidanza in corso. Durante l'allattamento alcune sostanze radioattive possono passare nel latte materno; pertanto, a discrezione del medico specializzato in medicina nucleare, la scintigrafia può essere rimandata oppure eseguita salvo sospensione più o meno prolungata dell'allattamento.
Direi di sì, non sono segnalate reazioni allergiche ai radiofarmaci. I traccianti utilizzati, anche quelli a base di iodio, non vanno confusi con i mezzi di contrasto; normalmente non danno alcun disturbo né fenomeni allergici (la scintigrafia tiroidea può essere eseguita in tutta tranquillità anche dalle persone allergiche allo iodio). Comunque il medico specialista durante la visita medico-nucleare chiederà informazioni anamnestiche per quanto riguarda le patologie pregresse e in atto, le terapie assunte e le eventuali allergie.
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