La scintigrafia è un esame di medicina nucleare che, mediante l’iniezione endovenosa di un radiofarmaco, consente di ricavare informazioni su la localizzazione, estensione, forma e soprattutto la funzionalità di diversi distretti e organi, come tiroide, cuore, ossa, cervello, fegato, reni e polmoni.
Questo esame fornisce dati importanti per diagnosticare e valutare la progressione di molte malattie, tra cui la stadiazione delle patologie tumorali. La scintigrafia ossea è un esame di medicina nucleare non doloroso, sicuro e semplice da eseguire, che serve a individuare determinate lesioni e patologie che coinvolgono il tessuto scheletrico.
Immaginiamo di scansionare il nostro apparato scheletrico, un po’ come accade a oggetti e bagagli negli aeroporti per individuare una qualsiasi causa di allarme. La scintigrafia ossea funziona proprio così, ma a differenza delle radiografie tradizionali non si limita a scattare una “fotografia in tempo reale” del nostro scheletro.
A Cosa Serve la Scintigrafia Ossea?
La scintigrafia ossea viene prescritta per valutare se nello scheletro sono presenti determinati processi patologici che alterano l’attività metabolica delle cellule ossee. «L’utilizzo di questo esame è molto ampio nella pratica clinica», assicura di Filippo.
«Tipicamente si usa in ambito oncologico per individuare la presenza di lesioni tumorali primitive oppure secondarie metastatiche allo scheletro, che possono provocare un aumento del turnover osseo in quella sede. Ma la scintigrafia può essere utile anche per valutare diverse condizioni ortopediche o reumatologiche, magari a completamento del quadro fornito dalle indagini radiologiche convenzionali, come radiografie, Tac o risonanza magnetica»
Per esempio si possono diagnosticare le cosiddette fratture da stress, che si verificano quando i microtraumi ripetuti causano un carico eccessivo sull’osso che supera la sua capacità riparativa, oppure una patologia specifica dello scheletro, come la malattia di Paget, dove l’organismo distrugge e rigenera più velocemente del normale le ossa interessate, che risultano pertanto dolenti, deformate e più fragili.
Con questo esame è possibile inoltre studiare diverse patologie infiammatorie articolari (es. artrite reumatoide), patologie di natura infettiva (es. osteomielite) o metabolica (es. osteomalacia). Nella nostra Unità è disponibile la nuova workstation di ultima generazione per l’elaborazione delle immagini. Ci tengo a sottolineare che tutti gli esami sono anche in convenzione.
Nella nostra struttura è possibile richiedere scintigrafie ossee total body e polifasiche, scintigrafie tiroidee e paratiroidee, scintigrafie renali sequenziali (basali e con prove farmacologiche) e statiche, scintigrafie miocardiche, scintigrafie linfatiche, scintigrafie dei condili mandibolari, scintigrafie delle ghiandole salivari.
Come si Esegue la Scintigrafia Ossea?
A seconda del sospetto diagnostico, la scintigrafia ossea può limitarsi allo studio di un singolo segmento dello scheletro, anche se nella maggior parte dei casi è “total body”, perché deve rispondere a un quesito generale, come escludere o confermare la presenza di eventuali metastasi o lesioni infiammatorie in qualsiasi parte del corpo.
«Per effettuare l’esame non occorre una preparazione particolare e non serve essere a digiuno né interrompere eventuali terapie in corso», specifica il dottor di Filippo. «Basta recarsi nel reparto di medicina nucleare, dove al paziente viene somministrato per via endovenosa un radiofarmaco del gruppo dei difosfonati, il 99mTc-MDP, che si lega all’osso in maniera proporzionale alla sua attività metabolica»
A quel punto, segue un’attesa di circa 2-3 ore, necessarie affinché il radiofarmaco si distribuisca nel corpo, durante le quali viene suggerito di bere abbondantemente per favorire una migliore e più rapida distribuzione. Dopo quel tempo di attesa, il paziente viene posizionato sul lettino di un’apparecchiatura detta gamma-camera, in posizione supina, per eseguire le acquisizioni delle immagini: l’esame dura circa 20-25 minuti.
Successivamente alla somministrazione e al periodo di attesa, il paziente viene fatto accomodare su un lettino, in genere sdraiato, mentre la gamma-camera acquisisce le immagini. Questa apparecchiatura contiene cristalli che generano fotoni, quando colpiti da raggi gamma emessi dal radiofarmaco iniettato.
La luce così generata sotto forma di fotoni, viene trasformata in impulsi elettrici che successivamente vengono analizzati da uno specifico server, che è in grado di elaborare e ricostruire un’immagine e una mappa funzionale del distretto studiato.
«Subito dopo si può tornare a casa, anche in automobile, perché il radiofarmaco non influisce sulla capacità di guidare e si possono riprendere tutte le normali attività e abitudini di vita e di alimentazione», tranquillizza l’esperto.
Cosa Succede nel Corpo?
Nelle zone dello scheletro in cui il metabolismo osseo risulti accelerato, il 99mTc-MDP si deposita più facilmente e inizia a emettere della radiazioni, che vengono captate dalla gamma-camera.
«Più radiazioni vengono emesse, maggiore è il rimaneggiamento osseo in atto in quella sede», sottolinea l’esperto. Dopo l’esame, il radiofarmaco viene espulso dal corpo attraverso i liquidi e altri materiali biologici (le urine, le feci e il sangue) che diventano, perciò, debolmente radioattivi per qualche ora.
Scintigrafia Ossea: Controindicazioni
La scintigrafia ossea è un esame sicuro e sono rarissimi i casi di reazione allergica al radiofarmaco. Tutti possono eseguirlo, bambini compresi, eccetto le donne in stato di gravidanza (accertata o presunta) o che stanno allattando il seno.
«Seppure l’emissione di radiazioni sia minima e pressoché trascurabile, in via precauzionale è bene evitare di esporre il feto o i neonati a questa fonte», spiega di Filippo. La scintigrafia non deve essere effettuata in gravidanza o durante l’allattamento perché le radiazioni, per quanto in dose bassa, possono nuocere all’embrione/neonato.
Se la paziente allatta, potrebbe essere necessaria una temporanea sospensione dell’allattamento. Nel caso di presunta o accertata gravidanza, prima dell’inizio dell’esame la paziente è tenuta a informare il medico nucleare del suo stato.
Il medico valuta se per motivi clinici sia indispensabile procedere con l’esame e in tal caso fornisce alla paziente tutte le spiegazioni insieme alla stima della dose di radiazioni somministrata al feto. Nessun pericolo, invece, per chi accompagna il paziente: «Il quantitativo di radiazioni che il paziente emette per qualche ora dopo la somministrazione del 99mTc-MDP è davvero irrisorio, inferiore a quelle a cui potremmo essere esposti annualmente viaggiando in aereo»
Per un eccesso di scrupolo, nelle 24-48 ore successive all’esame, è bene evitare i contatti stretti e prolungati (come stare abbracciati o dormire insieme) con donne in gravidanza o bambini molto piccoli, mantenendo una distanza pari almeno a un metro.
A differenza di altri dispositivi di diagnostica per immagini, la gamma-camera è aperta in due lati, può quindi essere generalmente utilizzata anche nei pazienti che soffrono di claustrofobia. Direi di sì, non sono segnalate reazioni allergiche ai radiofarmaci.
Comunque il medico specialista durante la visita medico-nucleare chiederà informazioni anamnestiche per quanto riguarda le patologie pregresse e in atto, le terapie assunte e le eventuali allergie.
Ecco una tabella riassuntiva delle controindicazioni:
| Condizione | Controindicazione |
|---|---|
| Gravidanza | Assoluta |
| Allattamento | Relativa (sospensione temporanea) |
| Allergie note al radiofarmaco | Rara, ma da valutare |
| Claustrofobia | Relativa (gamma-camera aperta) |
Preparazione all'Esame
Per eseguire una scintigrafia ossea non serve una preparazione particolare, non occorre essere a digiuno, né interrompere eventuali terapie in corso. Non ci sono controindicazioni invece per l’assunzione di acqua.
Una buona idratazione, però, può favorire la rapida eliminazione del radiofarmaco e migliorare la qualità dell’immagine. Per questo, dopo la somministrazione del radiofarmaco, che precede di circa tre ore l’esecuzione dell'esame vero e proprio, si consiglia alla paziente di assumere liquidi in abbondanza (acqua).
Bisogna sospendere i farmaci abituali? Per lo studio di alcuni organi potrebbe essere richiesto il digiuno dal cibo e/o la sospensione di farmaci che il paziente assume abitualmente. Prima di eseguire l'indagine, inoltre, occorre rimuovere oggetti metallici che possono modificare la rilevazione delle radiazioni, come collane, spille, orecchini e piercing.
L’esame non è assolutamente doloroso, l’unico fastidio consiste nella puntura per la somministrazione endovenosa del farmaco. Ai pazienti dico di stare tranquilli. Il radiofarmaco iniettato emette radiazioni, ma in dosi molto basse.
Dopo l'Esame
Al termine della scintigrafia ossea è opportuno osservare alcuni piccoli accorgimenti: innanzitutto, per facilitare l’eliminazione del radiofarmaco, occorre bere abbondantemente e urinare spesso.
Non è necessario nessun periodo di osservazione dopo l’esame. Per le 24 ore successive all’esame è prudente evitare il contatto stretto con le altre persone, in particolare con le donne in gravidanza e i bambini più piccoli.
Posso riprendere subito la mia vita normale o devo avere particolari accortezze? Al termine della scintigrafia ossea è opportuno osservare alcuni piccoli accorgimenti: innanzitutto, per facilitare l’eliminazione del radiofarmaco, occorre bere abbondantemente e urinare spesso.
Norme di Radioprotezione
Per ogni esame scintigrafico si procede rispettando la specifica legislazione concernente la radioprotezione del paziente che prevede che le dosi debbano essere “manutenute al livello più basso ragionevolmente ottenibile e compatibile con il raggiungimento dell’informazione diagnostica richiesta”.
La quantità di radiofarmaco iniettato è minima e l’esposizione del paziente alle radiazioni ionizzanti è sovrapponibile ad altri esami simili. Il radiofarmaco debolmente radioattivo viene somministrato al paziente mediante iniezione endovenosa.
Dopo la somministrazione il paziente è inviato ad aspettare in un’apposita sala d’attesa all’interno del reparto di medicina nucleare. Il radiofarmaco ha bisogno di tempo per distribuirsi a livello scheletrico e l’attesa dura circa tre ore.
Durante questo periodo di attesa il paziente è invitato a bere abbondantemente acqua o altri liquidi, per migliorare la distribuzione del radio farmaco. L’organo che nel corso dell’esame risulta essere il più esposto alle radiazioni è la vescica, ma è possibile ridurre al minimo i rischi bevendo abbondantemente e urinando dopo l’esame.
Risultati
Gli esami scintigrafici spesso necessitano di elaborazione delle immagini con software dedicati, per cui la risposta non viene consegnata subito ma dopo qualche giorno. Il referto dell’esame non è immediato, perché le immagini raccolte vanno interpretate dallo specialista.
«È necessario individuare qualunque alterazione che possa indicare un differente metabolismo osseo, da interpretare poi sulla base del quesito diagnostico che ha portato all’esame», conclude l’esperto. Nella nostra Unità è disponibile la nuova workstation di ultima generazione per l’elaborazione delle immagini. Ci tengo a sottolineare che tutti gli esami sono anche in convenzione.
Consigli Preziosi
Uno su tutti: non dimenticare di portare il giorno dell’esame tutta la documentazione clinica. È un esame poco invasivo, per nulla doloroso eppure il timore da parte dei pazienti di sottoporsi alla scintigrafia è sempre molto alto.
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