La scintigrafia è un esame di medicina nucleare che consente di ricavare informazioni su la localizzazione, estensione, forma e soprattutto la funzionalità di diversi distretti e organi. Questo avviene mediante l’iniezione endovenosa di un radiofarmaco, a differenza della maggior parte degli esami di radiodiagnostica tradizionale.
La scintigrafia fornisce dati importanti per diagnosticare e valutare la progressione di molte malattie, tra cui la stadiazione delle patologie tumorali, tiroide, cuore, ossa, cervello, fegato, reni e polmoni.
La scintigrafia è un esame poco invasivo e per nulla doloroso. Tuttavia, il timore da parte dei pazienti di sottoporsi alla scintigrafia è sempre molto alto.
Scintigrafia delle Ghiandole Salivari: Un Approfondimento
La scintigrafia sequenziale delle ghiandole salivari con studio funzionale è una tecnica di imaging medico utilizzata per valutare la funzione e la struttura delle ghiandole salivari. Essa offre una visione completa della funzione delle ghiandole salivari, aiutando i medici a diagnosticare varie condizioni e a monitorare l'efficacia dei trattamenti. La scintigrafia è anche utile per monitorare il recupero del paziente dopo interventi chirurgici alle ghiandole salivari, radioterapia o altre forme di trattamento.
Come Funziona la Scintigrafia delle Ghiandole Salivari?
La scintigrafia sfrutta le proprietà dei radioisotopi, in particolare il tecnezio-99m (99mTc), un isotopo radioattivo comunemente utilizzato in medicina nucleare. Questa sostanza radioattiva viene iniettata nel corpo e si accumula nelle ghiandole salivari. La gamma camera è l'apparecchio tecnologico che rileva le radiazioni emesse dai radioisotopi.
Un piccolo quantitativo di radioisotopo (99mTc) viene iniettato nel paziente, generalmente attraverso una vena del braccio. Il paziente è quindi posizionato sotto la gamma camera e deve rimanere immobile per l'intera durata dell'esame, che può durare dai 45 minuti a un'ora. Le immagini raccolte vengono analizzate da un medico specialista in medicina nucleare. Viene valutata la captazione del radioisotopo, la velocità di accumulo e la capacità di secrezione delle ghiandole salivari.
Preparazione e Svolgimento dell'Esame
Il tipo di preparazione richiesto per lo svolgimento dell’esame varia in base al tipo di scintigrafia richiesta. All’atto di prenotazione della scintigrafia, si comunicano al paziente le indicazioni da osservare prima del suo svolgimento. Non si tratta comunque di procedure invasive o complicate.
Dopo la somministrazione del farmaco radioattivo è richiesto un certo periodo di attesa, per la distribuzione e l’accumulo dello stesso nell’organismo, variabile in base al tessuto da studiare. Generalmente da 20 minuti fino alle 3 ore.
Successivamente alla somministrazione e al periodo di attesa, il paziente viene fatto accomodare su un lettino, in genere sdraiato, mentre la gamma-camera acquisisce le immagini. Questa apparecchiatura contiene cristalli che generano fotoni, quando colpiti da raggi gamma emessi dal radiofarmaco iniettato. La luce così generata sotto forma di fotoni, viene trasformata in impulsi elettrici che successivamente vengono analizzati da uno specifico server, che è in grado di elaborare e ricostruire un’immagine e una mappa funzionale del distretto studiato.
Gli esami scintigrafici spesso necessitano di elaborazione delle immagini con software dedicati, per cui la risposta non viene consegnata subito ma dopo qualche giorno.
L’esame non è assolutamente doloroso, l’unico fastidio consiste nella puntura per la somministrazione endovenosa del farmaco.
Chi Non Può Fare la Scintigrafia?
La scintigrafia non deve essere effettuata in gravidanza o durante l’allattamento perché le radiazioni, per quanto in dose bassa, possono nuocere all’embrione/neonato.
A differenza di altri dispositivi di diagnostica per immagini, la gamma-camera è aperta in due lati, può quindi essere generalmente utilizzata anche nei pazienti che soffrono di claustrofobia.
Radioattività Post-Esame
Il radiofarmaco iniettato emette radiazioni, ma in dosi molto basse. Per le 24 ore successive all’esame è prudente evitare il contatto stretto con le altre persone, in particolare con le donne in gravidanza e i bambini più piccoli.
Allergie e Farmaci
Non sono segnalate reazioni allergiche ai radiofarmaci. Comunque il medico specialista durante la visita medico-nucleare chiederà informazioni anamnestiche per quanto riguarda le patologie pregresse e in atto, le terapie assunte e le eventuali allergie.
Per lo studio di alcuni organi potrebbe essere richiesto il digiuno dal cibo e/o la sospensione di farmaci che il paziente assume abitualmente. Non ci sono controindicazioni invece per l’assunzione di acqua.
Norme di Radioprotezione
Per ogni esame scintigrafico si procede rispettando la specifica legislazione concernente la radioprotezione del paziente che prevede che le dosi debbano essere “manutenute al livello più basso ragionevolmente ottenibile e compatibile con il raggiungimento dell’informazione diagnostica richiesta”.
Effetti Collaterali e Rischi
Le informazioni disponibili circa le reazioni avverse provengono da segnalazioni spontanee. Il tipo di reazioni segnalate sono reazioni anafilattoidi, reazioni vegetative, così come vari tipi di reazioni nella sede di iniezione. La natura delle reazioni avverse che possono insorgere dopo la somministrazione endovenosa di una preparazione farmaceutica marcata con 99mTc dipenderà dallo specifico composto usato.
L’esposizione a radiazioni ionizzanti è correlata all’induzione di tumori e ad un potenziale sviluppo di difetti ereditari.
Possibili reazioni avverse:
- Reazioni anafilattoidi (per es. dispnea, coma, orticaria eritema, eruzione cutanea, prurito, edema in varie sedi).
- Reazioni vegetative gravi (casi isolati), reazioni gastrointestinali come nausea o vomito, reazioni vasovagali come cefalea o capogiro.
- Reazioni locali nel sito di iniezione (gonfiore locale fino alla cellulite).
Se si verificano reazioni di ipersensibilità o anafilattiche, la somministrazione del medicinale deve essere immediatamente interrotta e deve essere iniziato un trattamento per via endovenosa, se necessario.
Misure di Precauzione
Per evitare falsi positivi o per minimizzare l’irradiazione riducendo l’accumulo di pertecnetato nella tiroide e nelle ghiandole salivari, deve essere somministrato un agente bloccante tiroideo prima di eseguire la scintigrafia dei dotti lacrimali o la scintigrafia del diverticolo di Meckel. Per ciascun paziente, l’esposizione alle radiazioni deve essere giustificata in base al possibile beneficio.
Consiglio Prezioso: Non dimenticare di portare il giorno dell’esame tutta la documentazione clinica.
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