Scintigrafia Miocardica da Sforzo: Informazioni Dettagliate

La scintigrafia miocardica è un esame diagnostico di medicina nucleare che permette di conoscere lo stato di salute delle coronarie e l'irrorazione del miocardio. Essendo una tecnica di medicina nucleare, richiede l'iniezione di radiofarmaci, ovvero sostanze contenenti isotopi radioattivi. Una volta nell'organismo, questi radiofarmaci vengono rintracciati mediante un apposito strumento di rilevazione, che fornisce delle immagini molto chiare e significative.

Cos'è la Scintigrafia Miocardica?

La scintigrafia miocardica è una procedura diagnostica di medicina nucleare che permette di analizzare il flusso di sangue all'interno delle arterie coronarie, la perfusione del miocardio e la funzionalità del cuore. L'esame prevede due fasi: una prima, in cui il paziente viene sottoposto a una prova da sforzo, e una seconda - a distanza di qualche ora dalla prima - in cui il paziente viene osservato a riposo. In questo modo, è possibile mettere a confronto l'irrorazione sanguigna del miocardio durante una condizione di stress del cuore e durante un momento di quiete.

La tomoscintigrafia miocardica è un esame diagnostico non invasivo che consente di raccogliere informazioni sul funzionamento del cuore. L’esame prevede la somministrazione di un radiofarmaco debolmente radioattivo che si fissa a livello del muscolo cardiaco. Dopo la somministrazione del radiofarmaco, il paziente si accomoda in un’apposita sala d’attesa all’interno del reparto di medicina nucleare, dove mangia un pasto grasso in attesa dell’acquisizione delle immagini. Le immagini vengono acquisite dalla gamma camera, con il paziente sdraiato sul lettino dell’apparecchiatura. È necessario togliere gli oggetti metallici (es. collane, spille, monili) dal campo di rilevazione per non alterare la qualità delle immagini. Dopo alcune ore dalla prova dopo stimolo, si effettua la seconda parte dell'esame a riposo. L’esame permette uno studio della perfusione e della funzionalità cardiaca.

Breve richiamo sull'anatomia del cuore

Il cuore è un organo cavo, composto da quattro cavità contrattili: due si trovano a destra e si chiamano atrio destro e ventricolo destro; le altre due si trovano a sinistra e si chiamano atrio sinistro e ventricolo sinistro. Attraverso l'atrio e il ventricolo di destra scorre il sangue povero d'ossigeno, che deve essere indirizzato ai polmoni per l'ossigenazione; attraverso l'atrio e il ventricolo di sinistra, invece, passa il sangue ricco d'ossigeno proveniente dai polmoni, da pompare verso i vari organi e tessuti del corpo.

All'interno del cuore, la regolazione del flusso di sangue tra i vari compartimenti e verso i vasi sanguigni in uscita spetta a quattro valvole, note anche come valvole cardiache. Il miocardio riceve nutrimento e ossigeno dalle arterie coronarie.

Cos'è un radiofarmaco?

Un radiofarmaco è un medicinale iniettabile, che contiene dei radionuclidi, ovvero degli isotopi radioattivi. Una volta iniettati, i radiofarmaci possono interagire specificatamente con un determinato tessuto biologico (come un normale farmaco) e, in virtù delle loro proprietà radioattive, possono essere monitorati nel loro diffondersi tramite un'apposita strumentazione di rilevazione della radioattività (gamma-camera). In tal modo, questa complessa strumentazione fornisce delle immagini molto chiare di come, nel tempo, il radiofarmaco si distribuisce all'interno dell'organismo.

La scintigrafia è un esame diagnostico di medicina nucleare, basato sul rilevamento delle radiazioni emesse da un organismo dopo la somministrazione, in quest'ultimo, di radiofarmaci. Tali radiazioni, opportunamente elaborate da uno strumento ad hoc, consentono di indagare sede, forma, dimensioni e funzionalità di svariati organi, tra cui cuore, tiroide, ossa, cervello, fegato, reni e polmoni. Alla luce di quanto appena affermato, si può capire per quale motivo i radionuclidi vengano identificati anche con la parola "traccianti".

La distribuzione in un certo tessuto o l'interazione con un dato organo da parte degli isotopi radioattivi dipende esclusivamente dal farmaco a cui vengono legati. Pertanto, la scelta del preparato farmacologico è di fondamentale importanza per la corretta esecuzione dell'esame. Per esempio, per un'analisi della tiroide è necessario ricorrere all'utilizzo di un farmaco che diffonda specificatamente in questo organo del corpo; lo stesso dicasi per il cuore.

Scintigrafia Miocardica con Stress Farmacologico

La prova da sforzo non è l'unico modo per studiare l'irrorazione sanguigna del miocardio in una condizione di stress per il cuore. Infatti, esiste la possibilità di mimare uno sforzo cardiaco, successivo a un'attività fisica di una certa entità, con la somministrazione di particolari farmaci. Questi preparati farmacologici inducono la dilazione delle arterie coronarie (quindi c'è un incremento del flusso di sangue), proprio come avviene durante un esercizio fisico.

I cardiologi fanno ricorso alla cosiddetta scintigrafia miocardica con stress farmacologico, al posto di quella che prevede una prova da sforzo (chiamata anche scintigrafia miocardica da sforzo), quando il paziente è incapace di praticare l'attività fisica prevista. Per esempio, una tale evenienza può verificarsi in quei casi in cui il paziente è molto anziano e ha difficoltà a muoversi.

Invasiva o Non Invasiva?

La scintigrafia miocardica è una procedura invasiva, in quanto prevede l'iniezione venosa di isotopi radioattivi. Tuttavia, è da considerarsi meno invasiva delle tecniche di cateterismo cardiaco, durante le quali il cardiologo inserisce un catetere in un'arteria del corpo e poi lo conduce fino al cuore per le operazioni successive.

Quando si Esegue

Solitamente, i cardiologi ricorrono a una scintigrafia miocardica quando sospettano la presenza di una coronaropatia. Nel linguaggio medico, per coronaropatia s'intende una qualsiasi malattia ai danni delle coronarie, caratterizzata da un restringimento di questi vasi arteriosi irroranti il miocardio.

A restringere le arterie coronarie possono essere dei coaguli di sangue oppure le cosiddette placche ateromasiche, ovvero depositi costituiti essenzialmente da lipidi, piastrine, globuli bianchi e cellule muscolari lisce. Se il restringimento delle coronarie è superiore al 70%, l'apporto di sangue al miocardio è insufficiente a sostenere l'attività cardiaca; in questi frangenti si parla di ischemia miocardica o cardiopatia ischemica. Specie se non trattata, l'ischemia miocardica potrebbe rappresentare il preludio alla necrosi del miocardio o, meglio, delle zone di miocardio non adeguatamente raggiunte dal sangue; tale condizione è nota come infarto del miocardio o attacco di cuore.

Altre condizioni che richiedono la scintigrafia miocardica

Oltre che per analizzare i caratteri di una coronaropatia in atto, la scintigrafia miocardica viene praticata anche dopo:

  • Un attacco di cuore. Serve all'individuazione della precisa zona di miocardio interessata dal processo di necrosi.
  • Un trattamento terapeutico per il ripristino del flusso coronarico. Per esempio, può essere praticata dopo un intervento chirurgico di bypass coronarico, che è una procedura di aggiramento della o delle coronarie occluse tramite l'inserimento di un "nuovo" vaso sanguigno; oppure dopo un'angioplastica coronarica con stenting, che è una metodica per la riapertura della o delle coronarie occluse mediante un palloncino gonfiabile e un piccolo cilindretto metallico (stent).

Preparazione

Prima della scintigrafia miocardica, il paziente dev'essere messo al corrente di tutte le indicazioni pre-operatorie necessarie alla corretta e sicura realizzazione della procedura diagnostica. A occuparsi di questo aspetto è il cardiologo che svolgerà l'esame o un membro qualificato del suo staff. Le più importanti indicazioni pre-operatorie alle quali bisogna attenersi possono riassumersi nei seguenti punti:

  • Notificare al cardiologo (o a chi ne fa le veci nell'occasione) qualsiasi eventuale allergia ai farmaci, agli anestetici locali e ai vari materiali utilizzati durante la scintigrafia.
  • Digiuno completo da almeno 12 ore. Per digiuno completo s'intende l'astensione da cibo e liquidi. Solo l'acqua rappresenta un'eccezione e può essere assunta soltanto fino a qualche ora prima della procedura.
  • Evitare qualsiasi medicinale o sostanza contenente teofillina o caffeina. Per la precisione, l'assunzione di preparati contenenti teofillina va interrotta 2-3 giorni prima dell'esame; mentre l'assunzione di caffeina va sospesa almeno 12-24 ore prima. Agli individui che soffrono di asma bronchiale, si ricorda che alcuni farmaci per tale disturbo sono a base di teofillina.
  • Notificare al cardiologo se si è (o se si sospetta di essere) in stato di gravidanza.
  • Notificare al cardiologo tutti i farmaci che si stanno assumendo in quel momento. A tal proposito è opportuno ricordare che i medicinali per il cuore vanno sospesi almeno 24 ore prima dell'esame. Il paziente deve sospendere solo i farmaci indicati dal suo medico curante.
  • Bisogna mantenersi a digiuno dal giorno precedente l'esame (l'acqua è concessa). È necessario evitare caffè e/o tè nelle 24-36 ore precedenti l'esame.
  • Notificare al cardiologo se si è portatori di un pacemaker, ovvero un dispositivo elettronico per la correzione di un'aritmia cardiaca.
  • Se ci si sottoporrà a una scintigrafia miocardica da sforzo, ricordarsi di portare con sé, nel giorno della procedura, degli indumenti comodi per la prova da sforzo (scarpe comprese).

È in occasione dell'incontro preliminare, in cui vengono esposte tutte le sopraccitate indicazioni, che il paziente può interrogare il medico in merito ai dettagli o ai dubbi riguardanti la procedura.

Fase Iniziale

La fase iniziale prevede in genere i seguenti passaggi:

  • Rimozione di qualsiasi gioiello, orecchino e altri oggetti, che potrebbero in qualche modo interferire con la realizzazione della procedura. Bisogna rimuovere gli oggetti metallici (es. collane, spille, monili) dal campo di rilevazione per non alterare la qualità delle immagini.
  • Vestizione del paziente con abiti adatti alle tappe successive.
  • Per mano di un infermiere, inserimento di un ago-cannula in una vena del braccio o della mano. L'ago-cannula serve per la somministrazione venosa della sostanza radioattiva e, nel caso della scintigrafia miocardica con stress farmacologico, anche per l'iniezione del farmaco per la dilatazione delle coronarie.
  • Sempre per opera di un membro qualificato dello staff medico, collegamento del paziente a una macchina per l'elettrocardiogramma (ECG) e a uno strumento per la misurazione della pressione sanguigna. Battito cardiaco (tramite ECG) e pressione del sangue sono due parametri che devono essere monitorati dall'inizio alla fine della procedura.

Informazioni aggiuntive

Nel caso di presunta o accertata gravidanza, prima dell’inizio dell’esame la paziente è tenuta a informare il medico nucleare del suo stato. Se la paziente allatta, potrebbe essere necessaria una temporanea sospensione dell’allattamento.

La tomoscintigrafia miocardia non è né dolorosa né pericolosa. Il radiofarmaco utilizzato per l’esame non ha effetti collaterali, non è un mezzo di contrasto e non causa reazioni allergiche. La quantità di radiofarmaco iniettato è minima e l’esposizione del paziente alle radiazioni ionizzanti è sovrapponibile ad altri esami simili.

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