La Medicina Nucleare è una branca specialistica della medicina che utilizza, a scopo diagnostico e terapeutico, il “Radiofarmaco”, ossia un prodotto medicinale che, quando è pronto per l’uso, contiene uno o più radionuclidi (isotopi radioattivi) incorporati a scopo medico.
I radiofarmaci (che non sono mezzi di contrasto - mdc) vengono somministrati al paziente in piccole quantità e, generalmente, non hanno alcun effetto farmacologico ma permettono di valutare specifici aspetti funzionali e metabolici di diversi organi e apparati. Nella maggior parte dei casi la somministrazione avviene per via endovenosa e in alcuni casi per via orale.
Specifiche apparecchiature di imaging medico nucleare (Gamma Camere e PET/CT) rilevano la radioattività emessa dal paziente stesso dopo la somministrazione del radiofarmaco e permettono la realizzazione di immagini morfo-funzionali degli organi studiati (Scintigrafia e PET/CT).
L’entità di radiazioni impiegate nelle Scintigrafie e nella PET/CT è modesta e sono pertanto eseguibili anche in età pediatrica. Generalmente non viene richiesta al paziente una preparazione specifica ad eccezione di alcune prestazioni particolari.
Tipi di Scintigrafia e Loro Utilizzo
- Scintigrafia ossea: utilizzata per diagnosticare fratture, infezioni, metastasi e altre condizioni ossee.
- Scintigrafia renale: utilizzata per valutare la funzione renale, individuare ostruzioni urinarie, anomalie congenite o altre malattie renali.
- Scintigrafia miocardica: utilizzata per valutare la perfusione del sangue al cuore e individuare eventuali problemi cardiaci come l’ischemia o l’infarto del miocardio.
- Scintigrafia della mammella: utilizzata per individuare lesioni sospette al seno e valutare la loro natura.
- Scintigrafia della tiroide: utilizzata per valutare la funzione tiroidea e individuare eventuali noduli o altre anomalie.
Scintigrafia Ossea: Un Approfondimento
La scintigrafia ossea è una metodica di diagnostica per immagini utilizzata per cercare possibili anomalie nell’apparato scheletrico. La scintigrafia ossea è un esame che, mediante l’iniezione endovenosa di un farmaco radioattivo, consente di individuare la presenza di una lesione ossea e diagnosticare quindi un’eventuale malattia dell’osso, di natura benigna o maligna.
Obiettivi principali della scintigrafia ossea:
- Individuare possibili metastasi a livello scheletrico, in caso di un tumore localizzato in altri organi.
Come si svolge la scintigrafia ossea
Prima dell’esame, il paziente viene sottoposto ad una visita preliminare volta ad indagare la storia clinica, l’uso di farmaci e raccogliere tutta la documentazione sulla patologia in atto. Viene poi somministrato il farmaco debolmente radioattivo mediante iniezione endovenosa. Dopo la somministrazione, il paziente dovrà aspettare circa tre ore in un’apposita sala di attesa all’interno del reparto di medicina nucleare, in quanto il farmaco ha bisogno di tempo per distribuirsi a livello scheletrico.
Per favorire la rapida eliminazione del radiofarmaco e migliorarne il contrasto, il paziente dovrà, durante l’attesa, bere almeno un litro e mezzo di acqua e svuotare frequentemente la vescica. Passate le due-tre ore di attesa, il paziente viene fatto sdraiare sul lettino e vengono acquisite le immagini dalla gamma camera.
Le dosi di isotopi radioattivi presenti nel farmaco, inoltre, sono molto basse e non comportano rischi significativi per il paziente. Tuttavia, resta un esame controindicato in gravidanze, nei giorni successivi all’inizio dell’ultima mestruazione e durante l’allattamento.
Preparazione all'esame
Per eseguire una scintigrafia ossea non serve una preparazione particolare, non occorre essere a digiuno, né interrompere eventuali terapie in corso. Una buona idratazione, però, può favorire la rapida eliminazione del radiofarmaco e migliorare la qualità dell’immagine. Per questo, dopo la somministrazione del radiofarmaco, che precede di circa tre ore l’esecuzione dell'esame vero e proprio, si consiglia alla paziente di assumere liquidi in abbondanza (acqua).
Prima di eseguire l'indagine, inoltre, occorre rimuovere oggetti metallici che possono modificare la rilevazione delle radiazioni, come collane, spille, orecchini e piercing.
Non è necessario farsi accompagnare e alla fine dell'esame si può tranquillamente guidare. Nel caso, però, che il paziente sia claustrofobico e debba ricorrere a una terapia ansiolitica durante l’esame, sarà opportuna la presenza di un accompagnatore che possa guidare l’auto al suo posto.
Per motivi di radioprotezione, è bene non essere accompagnati da persone di età inferiore a 18 anni e donne in gravidanza.
Rischi e Accortezze
La scintigrafia ossea è una tecnica indolore. L'unico modesto fastidio può essere legato alla puntura dell’ago usato per la somministrazione endovenosa del farmaco. Non c’è da attendersi alcun disagio dalla scintigrafia, né effetti collaterali.
La sostanza radioattiva iniettata è marcata con un radioisotopo a breve emivita e a bassa energia, l’iniezione è sicura, ben tollerata e non esistono descrizioni di gravi allergie o di altre preoccupanti reazioni avverse.
Il radiofarmaco iniettato emette radiazioni, ma in dosi molto basse. L’organo che nel corso dell’esame risulta essere il più esposto alle radiazioni è la vescica, ma è possibile ridurre al minimo i rischi bevendo abbondantemente e urinando dopo l’esame.
Al termine della scintigrafia ossea è opportuno osservare alcuni piccoli accorgimenti: innanzitutto, per facilitare l’eliminazione del radiofarmaco, occorre bere abbondantemente e urinare spesso.
Scintigrafia Tiroidea: Valutazione della Funzione Tiroidea
La scintigrafia tiroidea è una procedura diagnostica di medicina nucleare utilizzata per valutare la funzionalità e la struttura della tiroide. Questa tecnica si avvale della somministrazione di piccole quantità di sostanze radioattive, detti radiofarmaci, capaci di emettere radiazioni ionizzanti. La scintigrafia tiroidea coinvolge l'uso di isotopi radioattivi, comunemente iodio-123 (I-123) o tecnezio-99m (Tc-99m), i quali vengono assorbiti dalla tiroide. I radioisotopi utilizzati nella scintigrafia tiroidea imitano il comportamento dello iodio naturale, un componente essenziale degli ormoni tiroidei. La tiroide assorbe questi elementi radioattivi, e le radiazioni emesse sono captate da dispositivi detti gammacamere che generano immagini bidimensionali o tridimensionali della ghiandola.
È un esame utile nel rilevare un funzionamento eccessivo dell’organo, come avviene nella sindrome di Basedow-Graves, nonché nei casi di tiroidite subacuta e nel follow-up dei tumori della tiroide dopo l’intervento chirurgico. Invece, non è più un esame di prima scelta per diagnosticare i noduli tiroidei, tranne quando il TSH (l’ormone tireostimolante, prodotto dall’ipofisi) è basso.
Come si Esegue la Scintigrafia Tiroidea
Alla persona viene somministrata una piccolissima quantità di un tracciante radioattivo in grado di essere incorporato dalla tiroide in virtù della sua somiglianza con lo iodio, un elemento fondamentale per la funzione di quest’organo. La tiroide capta il tracciante, il quale emette radiazioni che vengono rilevate da un’apposita apparecchiatura, detta gamma camera. Le informazioni sono poi elaborate fino a produrre un’immagine della tiroide che ne evidenzia il livello di funzionalità. La scintigrafia tiroidea è generalmente prescritta dopo che un’ecografia tiroidea ha riscontrato la presenza di noduli.
I traccianti radioattivi utilizzati sono il tecnezio (Tc-99m pertecnetato) o l’isotopo 123 dello iodio: vengono somministrati per via endovenosa circa 20-30 minuti prima di procedere con l’esame. La scintigrafia tiroidea con captazione prevede invece la somministrazione per via orale di iodio-131, che per essere incorporato nella tiroide ha bisogno di più tempo. In questo caso, la rilevazione delle immagini avviene di solito 6 e 24 ore dopo l’assunzione del radiofarmaco.
Dopo il periodo di attesa necessario al tracciante radioattivo per essere incorporato nella tiroide, la persona che esegue l’esame viene fatta distendere sul lettino con il collo esteso. La gamma camera, che rileva il segnale radioattivo emesso, viene accostata al collo. La procedura dura circa 15-20 minuti.
Grazie al tracciante radioattivo si possono distinguere tra loro i diversi tipi di noduli. Quelli iperfunzionanti captano maggiormente il tracciante e sono detti noduli “caldi”. Nell’immagine diagnostica appaiono colorati più intensamente perché sono costituiti da tessuto più attivo rispetto a quello circostante. Generalmente sono di carattere benigno e possono indicare delle situazioni di tireotossicosi (aumento della produzione di ormoni tiroidei, che si manifesta per esempio nella sindrome di Basedown-Graves). I noduli “freddi”, invece, non captano il tracciante e sono formati da tessuto poco o per nulla attivo. Solo in pochi casi sono di origine tumorale. Una volta identificato un nodulo freddo può essere eseguito un agoaspirato per stabilirne la natura.
Durante l'acquisizione delle immagini, il paziente è sdraiato su un tavolo sotto la gamma camera. È fondamentale rimanere immobili durante il processo di imaging per ottenere immagini chiare e dettagliate. Le immagini ottenute dalla scintigrafia tiroidea vengono analizzate da un medico specialista in medicina nucleare.
Chi Può Fare l'Esame
La scintigrafia tiroidea non deve essere eseguita nelle donne in gravidanza, perché si utilizza un tracciante radioattivo che, anche se somministrato in piccolissime dosi, è potenzialmente pericoloso per il feto. L’esame è controindicato anche per le madri che allattano, poiché le sostanze radioattive potrebbero passare nel latte materno. In questo caso, l’endocrinologo valuterà se suggerire di sospendere l’allattamento per un periodo più o meno prolungato ed eseguire ugualmente la scintigrafia. Inoltre, l'esame è controindicato nei bambini piccoli.
Preparazione all'Esame della Tiroide
Nelle due settimane precedenti l’esame è bene evitare il consumo e l’uso di prodotti contenenti iodio, come sale iodato, alghe marine, dentifrici iodati e, in determinati casi, creme anti-cellulite e integratori alimentari (occorre controllare l’elenco degli ingredienti). Nel caso in cui per l’esame venga utilizzato lo iodio-131, somministrato per via orale, il radiofarmaco va assunto a digiuno.
Per evitare che la scintigrafia venga eseguita all’inizio di una gravidanza, quando la persona potrebbe ancora non sapere di essere incinta, si consiglia alle donne in età fertile di effettuare l’esame nei primi giorni del ciclo. Almeno una settimana prima della scintigrafia si raccomanda, inoltre, di sospendere l’utilizzo di farmaci che possano interferire con l’attività tiroidea. L’eventuale assunzione di ormoni tiroidei deve invece essere interrotta circa un mese prima, salvo diversa indicazione dell’endocrinologo.
Non occorre essere accompagnati.
Rischi e Accortezze per la Tiroide
L'esame non è doloroso e non provoca particolari disagi. L'esecuzione della scintigrafia tiroidea non comporta rischi immediati. La scintigrafia tiroidea non comporta particolari rischi a lungo termine.
Una volta concluso l’esame, si possono riprendere tutte le normali attività. Le raccomandazioni sono di bere molto per facilitare l’eliminazione del tracciante radioattivo e di evitare il contatto con bambini piccoli e donne in gravidanza per le 24 ore (per tecnezio o iodio-123) o le 48 ore (per iodio-131) successive alla scintigrafia.
Durata dell'esame
La durata di questo esame può variare a seconda del tipo di scintigrafia e dell’area del corpo che viene esaminata.
- ossea - può richiedere da 1 a 3 ore.
- renale - può richiedere circa 1-2 ore.
- miocardica - può richiedere da 2 a 4 ore.
Precauzioni Generali
Comunicare al medico che prescrive la scintigrafia qualsiasi assunzione farmacologica in atto in quel momento, poiché esistono medicinali, alcuni anche molto diffusi, capaci di inquinare i risultati dell'esame diagnostico in questione. Salvo diversa indicazione da parte del medico, il digiuno non rientra tra le norme preparatorie.
Dopo l’esame, la maggior parte dei radiofarmaci viene escreto attraverso le urine o le feci. Tuttavia, è importante seguire le istruzioni fornite dal personale medico o dal tecnico di imaging per ridurre al minimo l’esposizione alle radiazioni.
Ricordiamo agli iscritti del Fondo Enfea Salute che il Piano Sanitario prevede la copertura delle spese sostenute per sottoporsi a una scintigrafia, nell’ambito dell’Alta diagnostica per immagini.
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