Scintigrafia Cerebrale: Un Approccio Dettagliato

La PET - sigla che deriva dall'inglese "Positron Emission Tomography", cioè tomografia a emissione di positroni - è una tecnica d'imaging funzionale che utilizza radiofarmaci o radiocomposti metabolici, marcati con radionuclidi in grado di emettere particelle corpuscolate β+ (positroni). Quest'esame di medicina nucleare utilizza radiofarmaci o radiocomposti metabolici, cioè sostanze normalmente presenti nell'organismo, ma marcati con radionuclidi in grado di emettere particelle corpuscolate (positroni). Un positrone è una struttura che possiede la stessa massa dell'elettrone, ma carica di segno opposto.

Come Funziona la PET

La PET si svolge grazie all'emissione dal corpo di radiazioni che si ottengono mediante la somministrazione per via endovenosa di una piccola quantità di farmaci e agenti fisiologici marcati con isotopi radioattivi (come il fluoro-desossi-glucosio F-18 o FDG F-18, cioè il glucosio marcato con Fluoro 18). Oltre al "glucosio marcato", altri radiocomposti metabolici utilizzati nella tomografia a emissione di positroni sono metionina o dopamina.

I traccianti usati nella PET, come, ad esempio, il Fluoro-18 (F-18) o l'ossigeno-15 (15-O), mimano il comportamento metabolico di sostanze utilizzate dall'organismo, cioè il glucosio e l'ossigeno da cui derivano, accumulandosi là dove c'è maggiore consumo (es. cervello). A causa della neurodegenerazione, queste zone del cervello consumano meno glucosio del previsto, quindi lavorano meno rispetto alla normale. Pertanto, l'esito della PET cerebrale, insieme a quello della risonanza magnetica, può essere considerato per il rilevamento della presenza e la localizzazione del danno cerebrale nelle prime fasi delle malattie neurodegenerative (diagnosi precoce).

Applicazioni Cliniche della PET

Le applicazioni della PET utili nella pratica clinica sono numerose e comprendono lo studio di malattie reumatologiche, cardiologiche, infettive e neurologiche. Inoltre, serve per comprendere se il protocollo terapeutico attuato contro la patologia è stata efficace. La PET è spesso combinata con le scansioni TC per ottenere immagini ancora più dettagliate.

PET in Oncologia

La PET si rivela particolarmente utile in ambito oncologico. Le immagini restituite dalla tomografia a emissione di positroni possono aiutare, quindi, a localizzare la presenza di processi neoplastici nel corpo, evidenziando l'accumulo di questo analogo del glucosio radiomarcato. Di notevole interesse, quindi, risulta la possibilità di ottenere con la PET informazioni sulle caratteristiche biologiche del tumore, sull'aggressività della malattia e sulla presenza di metastasi. La PET consente, innanzitutto, di differenziare tra neoplasie a basso e quelle ad alto grado di malignità.

Esempi specifici di applicazioni oncologiche:

  • Nei: la PET dimostra un'elevata sensibilità e specificità nel differenziare i noduli solitari polmonari maligni da quelli benigni.
  • Stadiazione del tumore maligno: la tomografia ad emissione di positroni è utile anche per la stadiazione del tumore maligno e lo studio dei linfonodi del mediastino (per vedere se siano stati o no interessati dalle metastasi). A tal proposito, nella stadiazione delle neoplasie polmonari, la PET permette di meglio definire rispetto alla TC la presenza di adenopatie metastatiche e/o di eventuali lesioni metastatiche a distanza, consentendo di ridurre il numero di toracotomie inutili e di selezionare accuratamente i casi operabili.
  • Neoplasie del distretto capo-collo e della tiroide: la PET è considerata di notevole utilità nello studio dei tumori solidi della regione del capo-collo, risultando assai accurata nella stadiazione dei tumori e nel monitoraggio della risposta alla radioterapia.
  • Tumori del colon-retto: la PET è utilizzata nella fase di stadiazione pre-chirurgica e nel follow-up per la precoce ed accurata identificazione della ripresa di malattia dopo intervento chirurgico e terapia radiante (permette un precoce riconoscimento di una situazione ancora aggredibile chirurgicamente, come la recidiva locale).
  • Tumori del pancreas: nella valutazione delle masse benigne e maligne pancreatiche, la PET si è dimostrata in grado di differenziare le formazioni maligne da quelle benigne.
  • Melanoma: la PET viene indicata per la stadiazione ed il follow-up.

Altre applicazioni

La PET consente la valutazione della vitalità miocardica.

Preparazione e Rischi

Comunicare al medico che prescrive la scintigrafia qualsiasi assunzione farmacologica in atto in quel momento, poiché esistono medicinali, alcuni anche molto diffusi, capaci di inquinare i risultati dell'esame diagnostico in questione. Salvo diversa indicazione da parte del medico, il digiuno non rientra tra le norme preparatorie.

La scintigrafia può durare dai 20 minuti alle 2 ore. Prevede l'esposizione del paziente a una dose di radiazioni nocive (derivanti dal tracciante radioattivo impiegato). In alcuni soggetti, i radionuclidi che costituiscono i radiofarmaci potrebbero dar luogo a spiacevoli reazioni allergiche (reazioni anafilattica). L'ago impiegato per l'iniezione del radiofarmaco potrebbe essere responsabile di una piccola ferita e rossore, laddove è inserito.

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