La presenza di sangue nelle feci è un sintomo che desta preoccupazione, ma è importante comprendere le diverse cause e le opzioni diagnostiche disponibili. Il sangue nelle feci può manifestarsi in vari modi, non sempre visibili ad occhio nudo.
Tipologie e sintomi del sangue nelle feci
Si distinguono infatti due tipologie:
- il sangue visibile (macroscopico), che può comparire come striature rosse o gocciolamenti
- il sangue occulto (microscopico), in quantità troppo piccole per essere percettibili, rilevabili solo tramite esami specifici.
A seconda dell’origine e dell’aspetto, il sangue nelle feci può essere classificato in:
- Ematochezia: macchia generalmente mescolata o sovrapposta alle feci, che spesso suggerisce un sanguinamento del tratto intestinale inferiore (colon o retto);
- Rettorragia: fuoriuscita di sangue rosso vivo dall’ano, non mischiato alle feci, tipicamente associato a patologie specifiche (come emorroidi o ragadi);
- Melena: feci nere, lucide e maleodoranti dovute alla presenza di sangue digerito, che indicano un sanguinamento nel tratto digestivo superiore (stomaco o duodeno).
In base alla quantità di sangue e alla causa sottostante, possono manifestarsi sintomi variabili per durata e gravità: dolore addominale, cambiamenti dell’alvo intestinale (diarrea o stitichezza), pallore cutaneo e perdita di peso inspiegabile, affaticamento e debolezza.
Quando preoccuparsi per il sangue nelle feci?
Il sangue nelle feci è un sintomo che non va mai ignorato, ma può essere preoccupante quando persiste per più di 2 o 3 giorni, è abbondante o si accompagna a segni sistemici. Anche l’aspetto del sangue fornisce indicazioni importanti: un colore rosso vivo può suggerire disturbi locali, mentre sangue abbinato a feci scure possono essere segno di problemi più gravi, come ulcere o infiammazioni del tratto digestivo superiore.
È bene rivolgersi tempestivamente al medico se il sanguinamento peggiora, non si risolve spontaneamente, si presenta fuori dalla defecazione o se compaiono sintomi associati, poiché potrebbe trattarsi di una condizione da indagare con elevata priorità.
Cos’è l’esame del sangue occulto e come si svolge?
La ricerca del sangue occulto nelle feci è un test di laboratorio su campione, semplice e non invasivo, che permette di rilevare tracce microscopiche di sangue non visibili a occhio nudo, potenzialmente indicative di disturbi gastrointestinali più o meno gravi. Per il paziente l’esame inizia da casa: il laboratorio o il punto prelievi fornisce un kit per la raccolta di uno o più campioni di feci, da prelevare seguendo istruzioni precise, solitamente su tre evacuazioni diverse (distanti almeno 12 ore l’una dall’altra). Il materiale raccolto viene poi consegnato o spedito al laboratorio per l’analisi.
Quando e a chi è consigliato il test del sangue occulto?
Il test del sangue occulto nelle feci è uno strumento di prevenzione molto importante, per individuare possibili problemi del tratto intestinale prima che si manifestino sintomi evidenti, soprattutto per la diagnosi precoce del tumore del colon-retto. È consigliato:
- A partire dai 45 anni, anche in assenza di sintomi, con cadenza biennale;
- Ogni anno, se consigliato e/o in presenza di fattori di rischio predisponenti;
- Prima dei 45 anni, su indicazione medica, in caso di storia clinica rilevante.
È particolarmente raccomandato in caso di familiarità per tumori del colon-retto, malattie infiammatorie intestinali croniche (es. morbo di Crohn, colite ulcerosa), diabete di tipo 2, poliposi adenomatosa familiare, sintomi anemici o calo ponderale inspiegabile.
Come prepararsi alle analisi per il sangue occulto?
La preparazione al test del sangue occulto nelle feci può variare in base al metodo di analisi utilizzato. Ecco cosa è bene sapere per eseguire correttamente l’esame:
- Seguire attentamente le istruzioni fornite con il kit di raccolta, assicurandosi di richiudere correttamente ciascun campione in un contenitore sterile;
- Consegnare i campioni raccolti (da una o più evacuazioni) al laboratorio entro i tempi indicati, per garantire la validità e l’affidabilità dell’analisi;
- Per il test al guaiaco, evitare l’assunzione di carne rossa, rape, cavolfiore o mele nei 2-3 giorni precedenti, e limitare la vitamina C a meno di 250 mg al giorno;
- Segnalare al personale l’eventuale uso di farmaci antinfiammatori, aspirina o anticoagulanti, che possono favorire piccole perdite ematiche;
- Evitare interventi dentistici nei 3 giorni precedenti la raccolta, poiché eventuali sanguinamenti gengivali potrebbero alterare il risultato del test.
Va precisato che non tutti gli esami per la ricerca del sangue occulto richiedono una preparazione specifica: è questo il caso del test immunochimico e del test genetico.
Metodi di analisi per la ricerca del sangue occulto
Esistono diversi metodi per analizzare la presenza di sangue occulto nelle feci: ciascuno ha indicazioni e contesti specifici, e sarà il medico a consigliare quello più adatto in base all’età, alla storia clinica e ai fattori di rischio del paziente. I più diffusi sono i seguenti:
- Test FOBT (Fecal Occult Blood Test): utilizza una sostanza chiamata guaiaco per rilevare la presenza del gruppo eme dell’emoglobina. Il campione viene raccolto su una carta filtro e trattato con un reagente: se c’è sangue, il colore del campione cambia.
- Test immunochimico fecale (FIT - Fecal Immunochemical Test): rileva la presenza di emoglobina nelle feci grazie a specifici anticorpi. Si svolge con un kit domestico senza particolari necessità di preparazione; è più sensibile e specifico rispetto al test al guaiaco ed è raccomandato annualmente per lo screening del tumore del colon-retto.
- Test FIT-DNA (o test genetico delle feci): combina il test immunochimico con l’analisi del DNA fecale per rilevare mutazioni genetiche associate al cancro del colon retto. Non richiede restrizioni alimentari o farmacologiche; si esegue ogni 3 anni, ma ha un costo più elevato rispetto agli altri test ed è soggetto ad un tasso più alto di falsi positivi.
Valori di riferimento dell’esame del sangue occulto
L’esito delle analisi per la ricerca del sangue occulto viene solitamente espresso come positivo o negativo, senza riportare un valore numerico dettagliato: in alcuni test può essere presente l’emoglobina rilevata, espressa in ng/mL.
I riferimenti comuni sono:
- Inferiore a 95 ng/mL: risultato negativo;
- Tra 95 e 100 ng/mL: risultato dubbio;
- Superiore a 100 ng/mL: risultato positivo.
Per aumentare l’affidabilità del test si consiglia di raccogliere tre campioni fecali in giorni differenti, per rilevare dei possibili sanguinamenti intermittenti tra un campione e l’altro.
Interpretazione dei risultati del test per il sangue occulto
Ecco una breve tabella per interpretare i risultati del test per il sangue occulto:
| Campioni analizzati | Risultato | Significato |
|---|---|---|
| 0/3 positivi | Negativo | Nessuna traccia rilevata. |
| 1/3 positivi | Positivo (*) | Possibile sanguinamento, eventualmente da indagare. |
| 2-3/3 positivi | Positivo | Altamente sospetto, consigliati altri esami di approfondimento. |
(*) NB: con 1 solo campione positivo su 3 per la ricerca del sangue occulto, la necessità di fare ulteriori esami dipende dal quadro clinico complessivo e dall’anamnesi del paziente.
Sangue occulto positivo: alcune delle possibili cause
Un test positivo al sangue occulto nelle feci indica la presenza di tracce ematiche non visibili: le cause possono essere molteplici, e non sempre sono gravi o infauste. Di seguito ne elenchiamo alcune, ordinate indicativamente dalla meno alla più preoccupante:
Cause comuni e benigne:
- Emorroidi: dilatazioni venose del retto, spesso associate ad un sanguinamento;
- Ragadi anali: piccole lacerazioni del canale anale, dolorose e talvolta sanguinanti;
- Diverticoli: piccole estroflessioni della parete intestinale che possono infiammarsi;
- Infezioni intestinali da parte di virus o batteri, che possono causare microlesioni.
Cause intermedie:
- Malattie infiammatorie croniche, come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn;
- Gastriti erosive e ulcere, soprattutto se localizzate nello stomaco o nel duodeno.
Cause gravi o potenzialmente gravi:
- Polipi intestinali, lesioni benigne ma con un rischio di trasformazione maligna;
- Tumore del colon-retto, uno dei principali obiettivi dello screening con sangue occulto;
- Anomalie vascolari (angiodisplasie) che possono causare lievi sanguinamenti cronici.
Un risultato positivo non va mai ignorato: sarà il medico a valutare l’origine del sanguinamento e la necessità di ulteriori approfondimenti, con eventuali esami aggiuntivi.
Cosa fare se il sangue occulto nelle feci è positivo?
Un risultato positivo alla ricerca di sangue occulto nelle feci non deve generare ansia o panico, ma rappresenta un segnale utile per approfondire la salute gastrointestinale. Il test infatti non è diagnostico, ma di screening: indica solo la presenza di tracce di sangue, anche in assenza di sintomi, ma non identifica la causa.
Nel corso della vita, la presenza di sangue macroscopicamente visibile nelle feci o sulla carta dopo la defecazione è un evento che avviene con una certa frequenza: almeno il 50% delle persone presenta prima o poi questo sintomo, isolato o ricorrente, più o meno frequente ed importante. La prima cosa da fare è non considerarlo una cosa normale. Può essere - e il più delle volte lo è - un sintomo poco fastidioso di una malattia di scarsa importanza, ma non è normale perdere sangue dall’ano quando si va di corpo!
Ovviamente, sono importanti frequenza ed entità del sanguinamento. SI parla di ematochezia quando si rilevano tracce di sangue sulla carta, al momento dell’igiene dopo la defecazione. Si definisce invece rettorragia un sanguinamento più importante, con perdita di sangue ben visibile, che spesso arriva a macchiare la tazza. Il sanguinamento, anche in questo caso, tende a cessare spontaneamente nel giro di pochi secondi o minuti: essendo ben evidente provoca in genere maggior sconcerto e viene solitamente percepito come più pericoloso.
A volte, la presenza di sangue non è visibile macroscopicamente, ad occhio nudo, ma viene rivelata dall’esame chimico delle feci: si parla di ricerca del sangue occulto fecale (SOF o Hb feci). Quale che sia il tipo o la quantità di sangue che si perde a livello anale, ricordiamo che è sempre da considerare un evento patologico, che a volte è la prima manifestazione di una patologia anche molto grave.
Riscontrare occasionalmente tracce di sangue sulla carta igienica è abbastanza comune. Questo segno, di per sé poco preoccupante, è tipico di varie patologie, alcune delle quali possono essere molto gravi. Quasi sempre l’ematochezia è causata da processi patologici che colpiscono il canale anale nella sua parte terminale. Spesso il sanguinamento è accompagnato da segni e sintomi, che possono dare un’idea della patologia alla base del problema, quasi sempre riconducibile alla presenza di una ragade o di emorroidi infiammate.
Anche patologie gravi come i tumori del canale anale o del retto distale possono però presentarsi con questo sintomo, ed essere sottovalutati a lungo. In questo casi il sanguinamento è più importante, arrivando a sporcare la tazza del water e, a volte, ad essere tale da anemizzare fortemente il paziente. La semplice patologia emorroidaria può dare origine a sanguinamenti anche profusi, che possono ripetersi anche senza dolore. Quasi sempre il sangue è rosso vivo, e tende a “verniciare” le feci già formate, senza mescolarsi ad esse.
Da tener presente il possibile esordio con sanguinamento di questo tipo delle neoplasie del retto - sigma, della malattia diverticolare del colon, delle Malattie Infiammatorie croniche intestinali (Rettocolite Ulcerosa). Con questo nome si indica l’emissione di feci nerastre, semiliquide e maleodoranti per la presenza di sangue parzialmente digerito. Il sangue, di solito in quantità rilevante, viene degradato dall’acido presente nel succo gastrico e poi viene parzialmente digerito, assumendo le caratteristiche suddette.
L’importanza di questo esame non è ovviamente quella di confermare la presenza di sangue già visibile e segnalato dal paziente, ma di rilevare modesti sanguinamenti non altrimenti evidenziabili. Ecco quindi che riveste un ruolo molto importante come tecnica di screening, in quanto lesioni tumorali, ancora così piccole da non dare sintomi clinici evidenti, possono manifestarsi con microsanguinamenti, evidenziabili proprio con la ricerca del sangue occulto fecale.
Se negativo, ci possono essere lesioni anche voluminose che non sanguinano, o che non hanno sanguinato nel periodo in cui è stato eseguito l’accertamento.
Vedere sangue nelle feci può essere molto preoccupante. Sebbene il sangue nelle feci sia considerato un sintomo digestivo da interpretare come un campanello d'allarme e va sempre valutato da un medico in regime d'urgenza, non significa automaticamente che si abbia una malattia pericolosa per la vita.
In altre parole: la velocità del flusso di sangue attraverso il tubo digerente determinano le modalità di presentazione di tale sintomo, cioè se si tratta di MELENA (feci nere o picee) o EMATOCHEZIA (feci ematiche di colore rosso vivo).
Un'emorragia gastrointestinale può derivare da un qualsiasi punto del tratto digerente, dalla bocca fino all'ano. Le feci verniciate in superficie di sangue di colore rosso vivo o commiste ad esso sono un'espressione tipica di emorragie colon-rettali, quindi indicano generalmente un sanguinamento in atto di provenienza intestinale (enterorragia).
Caratteristica importante affinché si possa parlare di ematochezia è la presenza di sangue fresco (non digerito) nelle feci. Le feci nere associate a melena sono solitamente liquide o pastose, oltre ad avere un caratteristico odore acido e putrido. Il sangue nelle feci origina, in questo caso, dall'apparato gastrointestinale superiore (esofago, stomaco o duodeno), sebbene possa essere anche il segno di un'emorragia da digiuno, ileo e colon ascendente.
Attenzione: le feci nere non sono sempre correlate a cause patologiche e non dipendono sempre dalla presenza di sangue. Il colore scuro del materiale fecale può dipendere, infatti, dalle abitudini alimentari (es. consumo eccessivo di liquirizia), dall'assunzione di particolari farmaci o integratori (come quelli a base di ferro, bismuto,) e dalla funzionalità dell'apparato gastrointestinale del soggetto.
L'ematochezia indica un sanguinamento del tratto gastrointestinale inferiore in atto o in corso di risoluzione.
Il sangue nelle feci può essere determinato anche dall'infiammazione del rivestimento gastrointestinale dovuta all'ingestione di corpi estranei o sostanze caustiche. L'entità della perdita ematica e le manifestazioni associate al sangue nelle feci dipendono dalla sede e dalla malattia di base.
I sintomi correlati al manifestarsi del sangue nelle feci sono variabili e risultano strettamente dipendenti dalla gravità del sanguinamento. Il sangue nelle feci che deriva da un'emorragia gastrointestinale deve essere considerato una potenziale emergenza.
Da cosa dipende il sangue nelle feci? La presenza di sangue nelle feci è un sintomo che può generare comprensibile preoccupazione, ma da cosa può dipendere? Le origini possono essere molteplici e spaziare da condizioni comuni e benigne, come le emorroidi, fino a patologie più serie che richiedono un’attenta valutazione medica. Prima di lasciarsi prendere dall’ansia, è importante quindi capire che la comparsa di sangue nelle feci non ha cause necessariamente gravi, ma rappresenta comunque un campanello d’allarme da non sottovalutare.
Le cause del sangue nelle feci possono essere suddivise in due grandi gruppi, a seconda della zona in cui si verifica il sanguinamento: le cause ano-rettali, localizzate nel tratto terminale dell’intestino, e le cause intestinali o sistemiche, che coinvolgono porzioni più alte del colon o dell’intestino tenue.
Le origini ano-rettali sono le più frequenti e, spesso, di natura non grave. Il sangue è solitamente rosso vivo, ben visibile sulla carta igienica, sulle feci o nel water, e compare soprattutto durante o subito dopo l’evacuazione. I motivi alla base possono essere:
- Emorroidi. Le classiche vene gonfie del canale anale, che sotto sforzo (come durante la defecazione) possono rompersi e sanguinare.
- Ragadi anali. Piccole lesioni della mucosa anale che che si formano spesso in seguito a stitichezza o evacuazioni difficoltose, causando dolore intenso e sanguinamento.
- Fistole e ascessi anali. Infezioni o infiammazioni più profonde che possono causare perdite di pus e sangue, spesso associate a gonfiore, dolore locale e febbre.
Per quanto riguarda le cause intestinali o sistemiche, il sangue è più scuro, miscelato alle feci o addirittura simile al catrame (in gergo medico melena), segno che proviene da tratti più alti del tubo digerente. Alcune di queste condizioni richiedono un inquadramento specialistico accurato, come ad esempio:
- Diverticoli del colon. Piccole sacche che si formano nella parete intestinale e possono infiammarsi (diverticolite) o sanguinare, a volte anche in modo importante.
- Polipi intestinali. Sporgenze benigne della mucosa intestinale che, pur essendo inizialmente innocue, possono talvolta sanguinare e, in rari casi, trasformarsi in forme tumorali. Per questo vanno tenuti sotto controllo.
- Tumore del colon-retto. Una delle cause più serie. All’inizio può non dare sintomi evidenti, ma il sangue nelle feci - visibile o occulto - può essere uno dei primi segnali, insieme a cambiamenti dell’alvo (stipsi o diarrea), sensazione di svuotamento incompleto o perdita di peso inspiegabile.
- Malattie infiammatorie croniche intestinali.
Non tutti i sanguinamenti intestinali indicano una patologia importante, ma anche un singolo episodio di sangue nelle feci merita attenzione, soprattutto se non è riconducibile a cause già note o se si presenta in modo improvviso. Alcuni segnali, però, devono essere considerati indicatori di un possibile problema grave.
È, quindi, bene iniziare a trattare seriamente la questione se:
- Il sanguinamento si presenta più volte o con una certa continuità
- È associato a dolore addominale, perdita di peso o anemia
- Le feci si presentano nere o molto scure, segno di un sanguinamento più alto
- Sono presenti alterazioni dell’alvo (stitichezza persistente o diarrea cronica)
- Si ha familiarità per patologie intestinali o tumori del colon
La figura di riferimento in caso di sangue nelle feci è il chirurgo coloproctologo o proctologo, specialista nella diagnosi e nel trattamento delle patologie dell’ano, del retto e del colon. È il medico più indicato per valutare: il tipo di sanguinamento; l’eventuale necessità di esami endoscopici; la presenza di patologie proctologiche o intestinali; l’indicazione a un trattamento conservativo o chirurgico.
Come riconoscere il sangue nelle feci? La presenza di sangue vivo nelle feci può essere visibile a occhio nudo: se il sanguinamento interessa il retto o l’ano, si possono notare piccole striature di sangue rosso vivo nella carta igienica o gocciolamenti nel wc.
Ci sono alcuni sintomi associati al sangue nelle feci. Tra i più comuni e significativi, si indicano dolore addominale, cambiamenti nel movimento intestinale, calo ponderale non spiegabile, affaticamento e pallore.
Le cause maggiormente frequenti sono diverticoli, ragadi o emorroidi. Ma non si esclude, in casi più rari, che la presenza di sangue nelle feci sia dovuto a tumori o polipi.
Il sangue nelle feci non è, infatti, ossidato, pertanto il materiale evacuato non fa in tempo a risultare di colore scuro e rendere le feci picee. rettorragia: si intende una perdita di sangue rosso vivo dallo sfintere anale. Differisce dall’ematochezia in quanto il sangue non si mescola con le feci, ma le attornia. La rettorragia è il sintomo più frequente per quanto concerne la malattia emorroidale. In caso di rettorragia, è importante correlare la presenza di sangue alla defecazione: nel caso in cui l’emorragia si presenti a gocce dopo la defecazione, la causa è da imputarsi alle emorroidi prolassate. Se invece il sangue è rilevabile sulla carta igienica, è con molta probabilità dovuto a una ragade anale. Nel caso si correli a scariche diarroiche, la rettorragia può essere dovuta a patologie infettive quali la colite ulcerosa.
Le feci nere associate a melena sono solitamente liquide o pastose, oltre ad avere un caratteristico odore acido e putrido.
Inutile negarlo, quando si riscontra sangue delle feci, il timore più immediato e irrazionale è che sia un sintomo di tumore al colon. In realtà, solo una piccolissima percentuale dei soggetti che manifestano sangue nelle feci è affetta da tumore.
Distinguere tra emorroidi e tumori può essere complesso, poiché entrambi possono presentare sintomi simili. In caso di tumore, e nello specifico in caso di tumore anale, si ha una rettorragia più importante, accompagnata da un prurito che persiste, perdite anomale dall’ano, e noduli o masse visibili attorno all’ano. Spesso, nei bambini, la presenza di sangue nelle feci non è un problema grave: in molti casi, si tratta infatti di una situazione legata a costipazione.
Dalle campagne di screening per la prevenzione dei tumori intestinali, infatti, sappiamo che il sangue nelle feci, visibile ad occhio nudo oppure occulto, cioè che ancora non si vede, può essere uno dei sintomi.
Infatti, il sangue nelle feci può essere causato da varici esofagee o danni alla parete dell’esofago, cioè la struttura anatomica che dalla bocca permette la discesa del cibo nello stomaco, traumi o corpi estranei, ulcere gastriche o gastriti. Scendendo lungo il tratto digestivo, tra le altre cause di sangue nelle feci possiamo trovare malattie infiammatorie croniche intestinali, che comprendono la malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa, ma anche coliti, diverticolite, ovvero il processo infiammatorio dei diverticoli, polipi o tumori intestinali, e anche ischemia o infarto intestinale.
La rettorragia è un’emorragia di origine rettale o sigmoidea, e quindi della parte più bassa dell’apparato digerente; può essere causata da tumori, malattie infiammatorie intestinali, o cause anorettali benigne (ragadi, emorroidi).
In quasi la metà dei casi, la melena è associata a vomito con sangue (ematemesi): tra le cause, patologie come ulcera gastrica o duodenale sanguinante, varici esofagee, gastriti, ulcere, sanguinamenti gastrici da farmaci (antinfiammatori o anticoagulanti), infezioni, tumori.
La presenza di sangue nelle feci, sia che si tratti di ematochezia, melena o rettorragia non è mai da sottovalutare ed è consigliabile rivolgersi sempre al proprio medico, evitando qualsiasi rimedio fai-da-te.
Sangue rosso vivo (proctorragia o ematochezia): di solito indica un sanguinamento nella parte inferiore del tratto gastrointestinale, (colon, retto o ano). Feci nere e catramose (melena): di solito sono indicative di un sanguinamento dalla parte superiore dell’apparato digerente (esofago, stomaco, piccolo intestino). Sangue occulto: invisibile a occhio nudo, ma rilevabile con esami specifici.
Il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci viene offerto gratuitamente nell’ambito dello screening regionale per la prevenzione del carcinoma colo-rettale a partire dai 50 anni d’età. La presenza di sangue nelle feci non sempre indica una condizione grave, ma è fondamentale non trascurarla.
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