Sangue nelle feci: cause e colonscopia negativa

La scoperta di feci con sangue può destare preoccupazione, soprattutto quando si accompagna a sintomi come dolore addominale, variazioni delle abitudini intestinali o perdita di peso inspiegabile.

Tuttavia, non sempre la presenza di sangue occulto nelle feci è indice di una condizione grave, e proprio per questo motivo è importante comprendere le possibili cause del sangue occulto nelle feci, quando è necessario preoccuparsi e quali accertamenti diagnostici sono consigliati per una valutazione approfondita.

Cos’è il sangue occulto nelle feci e perché è importante individuarlo?

Il sangue occulto nelle feci è una condizione caratterizzata dalla presenza di tracce ematiche nel materiale fecale, che non possono essere individuate a occhio nudo.

Questo sangue può derivare da sanguinamento lungo il tratto gastrointestinale e avere diverse cause.

L’esame del sangue occulto nelle feci è un test semplice ma estremamente utile per identificare eventuali anomalie prima che i sintomi diventino evidenti.

Questo screening è particolarmente consigliato nelle persone sopra i 50 anni, per la prevenzione del tumore del colon-retto, ma può essere indicato anche in età più giovane se si sospettano patologie intestinali o in presenza di familiarità per problemi gastroenterologici.

La ricerca del sangue occulto nelle feci permette di individuare micro-sanguinamenti che possono derivare da diverse patologie.

Se il sanguinamento proviene dalle prime sezioni dell’apparato digerente, come stomaco o duodeno, il sangue nelle feci può essere digerito e rendere le feci scure o nere, un fenomeno noto come melena.

Se invece la perdita di sangue proviene dal colon o dal retto, il sangue può essere presente in quantità minime, mescolato alle feci, e risultare rilevabile solo tramite analisi di laboratorio.

Cause del sangue occulto nelle feci: dalle più comuni alle più serie

Le cause del sangue occulto nelle feci possono essere molteplici. Tra le più comuni si trovano condizioni benigne come le emorroidi, che possono causare micro-sanguinamenti durante la defecazione, soprattutto in caso di stitichezza.

Anche la diverticolosi può determinare episodi di sanguinamento intermittente.

Altre possibili cause includono polipi intestinali, escrescenze benigne che, se non trattate, possono evolvere in tumori maligni.

Patologie più gravi, come il tumore del colon-retto, possono essere responsabili della presenza di sangue occulto nelle feci.

Anche le malattie infiammatorie intestinali, come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa, possono causare piccole tracce di sangue nelle feci a causa dell’infiammazione cronica.

Le ulcere gastriche o duodenali e condizioni vascolari come l’angiodisplasia sono altre possibili fonti di sanguinamento occulto.

Quando preoccuparsi per il sangue occulto nelle feci?

Non sempre la presenza di sangue occulto nelle feci deve destare allarme immediato, ma è fondamentale prestare attenzione ad alcuni segnali associati.

Se l’esame del sangue occulto nelle feci risulta positivo in più occasioni o è accompagnato da sintomi come dolore addominale persistente, variazioni delle abitudini intestinali, anemia o perdita di peso, è necessario procedere con indagini più approfondite.

In alcuni casi, può accadere che si riscontri una colonscopia negativa e sangue nelle feci.

Questo può verificarsi quando la fonte del sanguinamento occulto non è identificabile con questo esame o è situata in un punto non raggiunto dalla colonscopia.

In queste situazioni, ulteriori test come la gastroscopia possono essere necessari.

Esami diagnostici per approfondire un test positivo

Se la ricerca del sangue occulto nelle feci risulta positiva, il medico può prescrivere diversi esami complementari per individuarne la causa.

La colonscopia è l’esame principale, poiché consente di ispezionare il colon e identificare la presenza di polipi, tumori o infiammazioni.

Se si sospetta che il sanguinamento occulto provenga dallo stomaco o dal duodeno, può essere necessaria una gastroscopia.

Altri esami utili includono gli esami del sangue per verificare la presenza di anemia, l’ecografia addominale o la TAC per individuare eventuali anomalie negli organi interni e la calprotectina fecale per rilevare infiammazioni intestinali.

Sangue occulto nelle feci e correlazione con l’anemia

Un altro aspetto fondamentale da considerare nella presenza di sangue occulto nelle feci è la possibile correlazione con l’anemia.

Il sangue perso attraverso micro-sanguinamenti intestinali può essere in quantità troppo piccole per essere visibile, ma nel tempo può portare a una riduzione dei livelli di emoglobina nel sangue.

L’anemia sideropenica, cioè da carenza di ferro, è spesso un primo segnale di un sanguinamento intestinale cronico.

I sintomi tipici includono stanchezza, pallore, debolezza, vertigini e affanno anche a riposo.

Nei pazienti con anemia senza una causa evidente, la ricerca di sangue occulto nelle feci è uno degli esami più importanti per individuare eventuali perdite di sangue dal tratto gastrointestinale.

Se il test è positivo e viene riscontrata anemia, il medico procederà con ulteriori esami per identificare l’origine del sanguinamento.

Tra gli accertamenti più utilizzati ci sono la colonscopia e la gastroscopia, che permettono di verificare la presenza di ulcere, polipi o tumori nel tratto digerente.

Sangue occulto nelle feci e intestino irritabile: esiste una connessione?

La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è una condizione molto comune che causa sintomi come gonfiore addominale, dolore, diarrea o stitichezza alternata.

Sebbene questa patologia non sia associata a sanguinamenti, può essere confusa con altre condizioni intestinali più gravi.

Se una persona con IBS presenta sangue occulto nelle feci, è importante valutare la possibilità di un’altra causa sottostante, come una malattia infiammatoria intestinale, una colite o un polipo.

L’esame del sangue occulto nelle feci è utile per distinguere l’IBS da altre patologie più serie e per decidere se sono necessari ulteriori approfondimenti diagnostici.

Sangue occulto nelle feci nei bambini: quando preoccuparsi?

Anche nei bambini può essere rilevato sangue occulto nelle feci, e sebbene nella maggior parte dei casi si tratti di condizioni benigne, come intolleranze alimentari o ragadi anali, è sempre consigliabile consultare il pediatra.

Nei neonati, le principali cause di sangue nelle feci includono le intolleranze alle proteine del latte vaccino o del latte materno, che possono causare micro-sanguinamenti intestinali.

Nei bambini più grandi, invece, il problema potrebbe essere legato a stitichezza cronica, infezioni intestinali o infiammazioni come la colite ulcerosa.

Se il sangue occulto nelle feci è accompagnato da perdita di peso, dolore addominale persistente o diarrea cronica, è fondamentale eseguire esami più approfonditi per escludere patologie gastrointestinali serie.

Dieta e prevenzione: come ridurre il rischio di sanguinamento occulto

Seguire una dieta equilibrata è un elemento chiave per prevenire problemi intestinali e ridurre il rischio di sviluppare polipi o tumori del colon.

Alcuni alimenti sono particolarmente indicati per mantenere in salute il tratto gastrointestinale e prevenire la comparsa di sangue occulto nelle feci.

Una dieta ricca di fibre, provenienti da frutta, verdura, legumi e cereali integrali, aiuta a mantenere un transito intestinale regolare e a ridurre il rischio di stitichezza e infiammazioni.

Al contrario, un consumo eccessivo di carne rossa e insaccati è stato associato a un aumento del rischio di tumore del colon-retto.

Anche l’idratazione è fondamentale: bere acqua a sufficienza favorisce il transito intestinale e previene episodi di stitichezza che possono causare ragadi anali e sanguinamenti minori.

È consigliato inoltre limitare l’assunzione di alcol e cibi ricchi di grassi saturi, che possono favorire l’infiammazione del colon.

L’adozione di una dieta sana e bilanciata, unita a uno stile di vita attivo, può aiutare a ridurre il rischio di sviluppare disturbi intestinali e a prevenire molte delle cause che portano alla presenza di sangue occulto nelle feci.

Cosa non mangiare prima dell’esame sangue occulto feci?

Nei giorni precedenti l’esame del sangue occulto nelle feci, è consigliabile evitare alimenti e farmaci che potrebbero alterarne il risultato.

Alcuni cibi, come carne rossa, spinaci e barbabietole, possono influenzare l’analisi, così come alcuni farmaci antinfiammatori.

Il medico fornirà indicazioni dettagliate su cosa evitare prima della ricerca del sangue occulto nelle feci.

Sangue occulto nelle feci in gravidanza: cosa sapere

Durante la gravidanza, molte donne possono notare sintomi gastrointestinali alterati, tra cui stitichezza, gonfiore e presenza di sangue occulto nelle feci.

Questo può essere dovuto a diversi fattori, tra cui l’aumento della pressione esercitata dall’utero sul tratto intestinale e le modifiche ormonali che rallentano la digestione.

Le principali cause di sangue occulto nelle feci in gravidanza includono le emorroidi e le ragadi anali, condizioni molto comuni in questo periodo a causa della pressione venosa aumentata e dello sforzo durante l’evacuazione.

Tuttavia, se il sangue occulto nelle feci è ricorrente o associato a sintomi come dolore addominale, diarrea cronica o perdita di peso, è importante eseguire esami di approfondimento per escludere problemi più seri, come la colite o la presenza di polipi intestinali.

Sangue occulto nelle feci e fattori genetici: c’è un rischio ereditario?

Molte persone si chiedono se la presenza di sangue occulto nelle feci possa essere legata a una predisposizione genetica.

Alcune patologie intestinali, come il cancro del colon-retto e la poliposi familiare, hanno una componente ereditaria, il che significa che chi ha parenti di primo grado con queste patologie ha un rischio più elevato di svilupparle.

Le persone con una storia familiare di tumore del colon dovrebbero sottoporsi a screening più precoci e frequenti, rispetto a chi non ha familiarità per queste patologie.

Se un parente stretto ha avuto un tumore intestinale, il medico potrebbe consigliare di eseguire la ricerca del sangue occulto nelle feci già a partire dai 40 anni, anziché dai 50, e di effettuare colonscopie più frequenti.

Conoscere la propria storia familiare e adottare uno stile di vita sano può aiutare a ridurre il rischio e a intervenire precocemente in caso di anomalie.

Sangue occulto nelle feci: cosa fare se il test è positivo?

Se il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci è positivo, è essenziale non allarmarsi subito ma rivolgersi a un medico per una valutazione approfondita.

Il medico potrebbe consigliare ulteriori accertamenti, come una colonscopia o una gastroscopia, per individuare la causa del sanguinamento.

In alcuni casi, un risultato positivo può essere dovuto a fattori benigni, come emorroidi o ulcere gastriche, ma è fondamentale escludere cause più serie.

Il test deve essere ripetuto se il medico sospetta un falso positivo, causato da alimenti o farmaci.

Seguire le indicazioni del medico, mantenere uno stile di vita sano e partecipare ai programmi di screening previsti per la propria fascia di età sono le strategie migliori per proteggere la salute intestinale e prevenire eventuali complicazioni.

Test del sangue occulto, colonscopia e altri esami da fare per la prevenzione

Il programma di prevenzione del carcinoma del colon retto dei Governi dei principali Paesi occidentali prevede l’esame a campione di sangue occulto fecale.

Esso consiste nel ricercare, su di un campione di feci, tracce di sangue, non visibili ad occhio nudo.

La ricerca della calprotectina fecale, che non rientra nel programma di screening, è un dato aggiuntivo, che può indicare la presenza di un tumore o di uno stato infiammatorio delle mucose intestinali, come avviene ad esempio nella colite ulcerativa e nel morbo di Crohn.

Uno studio multicentrico italiano, pubblicato sulla rivista medica European Journal of Gastroenterology and Hepatology, ha recentemente evidenziato come la sola ricerca del sangue occulto fecale non sia sufficiente per effettuare una corretta diagnosi, in quanto questo esame dà numerosi casi di falsi positivi, ovvero soggetti che, nel successivo esame di colonscopia, non presentano lesioni precancerose o neoplasie.

Prima di procedere alla colonscopia, gli studiosi del multicentrico italiano, hanno valutato l’utilità di altri marcatori fecali, tra cui la piruvato-chinasi di tipo 2 (calprotectina).

I risultati sono stati promettenti ed affermano che la combinazione dei 2 marcatori fecali (Calprotectina e Sangue occulto) consente di diagnosticare con maggiore attendibilità la presenza del tumore del colon retto, mentre il rischio sarebbe inferiore quando entrambi i risultati dei test sono negativi.

Attualmente, molte regioni d’Italia sensibilizzano la popolazione alla campagna di screening del tumore colon-rettale con i test non invasi (sangue occulto e calprotectina fecale).

La ricerca del sangue occulto nelle feci serve, come lo stesso termine indica, a diagnosticare un sanguinamento occulto, cioè un sanguinamento che c’è, ma non si vede.

L’esame macroscopico delle feci, cioè ad occhio nudo, non mostra tracce di sangue, ma l’esame microscopico, con il test al guaiaco o con quello immunologico, ne evidenzia la presenza.

Se il sanguinamento è occulto, ciò significa che la perdita è minima, spesso saltuaria e talvolta di origine difficile da scoprire.

I sintomi sono sfumati o assenti e ogni tratto del tubo digerente può essere quello interessato dal gemizio ematico.

Le patologie che lo causano possono essere benigne, come erosioni dell’esofago o dello stomaco, ulcere, angiodisplasie, ulcera solitaria del retto, coliti infiammatorie o infettive, morbo di Crohn, o maligne, come i tumori e il cancro.

Nel caso di positività del test, sarà consigliabile eseguire la colonscopia.

E’ noto infatti che il tumore del colon nasce da quelle piccole escrescenze mucose, note sotto il nome di polipi.

Il processo evolutivo da polipo a cancro è lento e l’intervento di resezione del polipo previene di fatto la malattia oncologica.

Anche la diagnosi precoce del cancro del colon è molto importante, perché permette la guarigione completa dopo l’operazione, mentre la sopravvivenza scende al 9% quando la malattia è nella fase di metastatizzazione.

I tumori del colon in fase iniziale e i polipi di piccole dimensioni non dànno sintomi ed è questo il motivo per il quale si accrescono indisturbati e vengono diagnosticati quando è tardi.

L’unico modo per scoprirli in tempo è andare a cercarli, eseguendo la così detta prevenzione secondaria. Ciò avviene con la colonscopia.

Siccome essi possono sanguinare, anche se poco ed a fasi alterne, esiste la possibilità che la ricerca del sangue occulto fecale sia positiva.

Una positività del sangue occulto fecale può anche essere dovuta ad altre cause o ad errori (sanguinamento gengivale, emorroidi, terapia marziale): questo si chiama falso positivo.

Nel caso opposto, il test è negativo, ma il tumore o i polipi sono presenti.

Essi non hanno sanguinato nell’immediatezza dell’esame e ciò determina il falso negativo.

Molte altre patologie e condizioni possono rendere positiva l’indagine di sangue occulto nelle feci: dall’ulcera duodenale alle malattie infiammatorie dell’intestino, dalle varici esofagee alla diverticolite, dalle emorroidi alle fistole anali, o semplicemente la contaminazione del campione con sangue mestruale o una dieta non adeguata nei giorni precedenti.

La ricerca del sangue occulto fecale, che si effettua nei Laboratori, prevede due differenti tecniche:

  1. il test al guaiaco, che rileva l’Eme, la porzione emoglobinica contenuta nei globuli rossi, è più sensibile, rispetto al test immunochimico, perché la globina, rilevata dal test immunologico, è distrutta, durante il transito intestinale, in misura maggiore di quanto non lo sia l’eme.
  2. Il test immuno-chimico, di ultima generazione, utilizza specifici anticorpi diretti contro la porzione proteica (globina) dell’emoglobina umana.

Questi test però evidenziano soltanto la presenza di sangue occulto proveniente dal colon e dal retto, poiché la globina viene digerita durante il percorso intestinale.

Perciò questo tipo di indagine immunologica viene utilizzata nei test di screening per il cancro al colon/retto e non dà indicazioni su possibili emorragie dei tratti iniziali (alti) del tubo digerente (ulcere gastriche e duodenali, varici esofagee, ecc. …).

In caso di sanguinamento intermittente ed occulto, come avviene nelle anemie sideropeniche, il quadro clinico è quello di astenia, dispnea e anemia ipocromica microcitica.

Questo orienta verso una perdita ematica che deve essere indagata con gastroscopia e colonscopia.

La ricerca del sangue occulto rimane importante poiché, in caso di negatività della gastroscopia e della colonscopia, s’imporrà lo studio del piccolo intestino, nel caso specifico con indicazione all’utilizzo della videocapsula.

Secondo un importante studio epidemiologico, la ricerca di sangue occulto nelle feci ha mostrato una riduzione della mortalità pari al 33%, quando il test viene effettuato ogni anno, e del 21% quando il test viene effettuato ogni due anni.

Esso va eseguito anche in assenza di disturbi, poiché i tumori del colon, in fase iniziale, non dànno alcun sintomo particolare.

Il risultato positivo non significa per forza di cose la presenza di un tumore al colon, così come al contrario un dato negativo non può tranquillizzare completamente, poichè il processo patologico può produrre sanguinamenti intermittenti.

Preparazione all’esame di ricerca del sangue occulto nelle feci

La preparazione all’esame è differente a seconda della tecnica diagnostica utilizzata: Hemoccult o prova immunochimica.

Nei giorni precedenti l’esame occorre astenersi dal consumo di carni rosse, di salumi di ogni genere, di nutrienti ricchi di vitamina C (alimenti, farmaci ed integratori), di alcolici e medicinali antinfiammatori, che potrebbero danneggiare la mucosa dello stomaco o dell’intestino, con conseguente micro-sanguinamento.

Bisogna spazzolare i denti con delicatezza, per evitare emorragie gengivali, e seguire un’alimentazione il più possibile ricca di fibra alimentare.

Per garantire un corretto risultato, comunque, è importante che il Paziente rispetti le indicazioni del centro di analisi, che in genere sono le seguenti:

  • usare l’apposito recipiente sterile munito di cucchiaino interno;
  • mettere le feci in un recipiente tipo vaso da notte, evitando di mescolarle con le urine, con l’acqua del wc o con i suoi detergenti;
  • raccogliere il campione con l’apposita spatolina in tre punti diversi delle feci, sino a riempire metà circa del recipiente, in modo da ottenere un campione il più omogeneo possibile;
  • scrivere il nome sull’etichetta del sistema per la raccolta delle feci;
  • portare il contenitore in laboratorio entro alcune ore, oppure, in caso di raccolta di più campioni, conservarlo in frigorifero;
  • non eseguire il test di ricerca del sangue occulto nelle feci durante le mestruazioni, in presenza di emorroidi sanguinanti o quando si perde sangue con le urine;
  • nel caso del test immunologico, la dieta sarà meno importante.

Sono in commercio anche kit di autolettura per il sangue occulto fecale con il metodo immunochimico.

Il test è rapido e facile da eseguire.

Si prende un campione di feci e lo si mette nella provetta, a contatto con il reagente.

Il risultato si ha in pochi minuti.

I limiti di questo test sono i falsi positivi e i falsi negativi, dovuti alla presenza di emorroidi, ragadi, gengiviti o altre cause di gemizio ematico o al fatto che il sangue può trovarsi in modo non omogeneo nelle feci esaminate.

O semplicemente perché il cancro o il polipo presenti non hanno sanguinato il giorno del prelievo di feci.

Ecco perchè è consigliabile ripetere il test 2 o 3 volte, a giorni alterni, e comunque più volte durante l’anno.

Calprotectina fecale

La concentrazione di calprotectina nelle feci aumenta in caso di malattie infiammatorie del tubo digerente.

La calprotectina è utilizzata come marker indiretto di infiammazione.

I livelli di calprotectina nel plasma aumentano in caso di fenomeni infiammatori e, nelle malattie flogistiche intestinali, la concentrazione di calprotectina nelle feci si eleva nettamente rispetto alla norma.

Elevati livelli di calprotectina hanno un significato predittivo migliore rispetto ad altri markers dell’infiammazione, come PCR e VES.

Il dosaggio della calprotectina fecale è in grado di evidenziare stati infiammatori in stadi precoci non sufficienti a modificare i valori di VES o PCR.

Nella ricerca di processi flogistici intestinali, la calprotectina fecale si è dimostrata più affidabile della conta dei leucociti o del dosaggio di lattoferrina.

Valori di riferimento della calprotectina fecale

I valori di riferimento possono variare un poco da un laboratorio all’altro, ma per l’adulto sono compresi nei seguenti limiti:

  • Negativo < 50 mg/Kg
  • Debolmente positivo > 50 - 100 mg/Kg
  • Positivo > 100 mg/Kg

Colonscopia: preparazione ed esecuzione

Il risultato della colonscopia è attendibile solo se il colon è pulito, cioè se non ci sono feci.

Qualora non lo fosse, sarà necessario ripetere l’esame.

La colonscopia è un esame invasivo, e per molti doloroso, pertanto si propone l’anestesia, locale o totale.

In quest’ultimo caso il paziente verrà tenuto qualche ora in osservazione finita la procedura, che dura dai 15 minuti se non ci sono operazioni da fare, fino a 60 minuti in presenza di polipi.

Se la procedura è stata eseguita con anestesia totale, il paziente sarà tenuto in osservazione per qualche ora.

È comunque consigliato per tutti quelli che si sottopongono a colonscopia di farsi accompagnare da qualcuno all’esame, in caso di effetti dei farmaci anestetici somministrati.

Terminato l’esame si può mangiare qualcosa.

La colonscopia si può eseguire anche in gravidanza o in allattamento, in presenza di malattie croniche come diabete, insufficienza renale, cardiaca o respiratoria.

Il risultato della colonscopia si esprime in termini di positivo/negativo.

Quando l’esito è negativo vuol dire che non sono state riscontrate anomalie nel colon.

Un risultato positivo indica invece la presenza di polipi o di tessuto anomalo.

Non bisogna spaventarsi: la maggior parte dei polipi non sono forme tumorali maligne, ma alcuni possono essere in forma pre-cancerosa che potrebbe degenerare in una forma maligna.

Il tumore del colon-retto ha infatti origine quasi sempre da polipi adenomatosi, cioè da tumori benigni nati dalla proliferazione delle cellule della mucosa intestinale.

La colonscopia virtuale è una TAC, che permette di ottenere immagini tridimensionali del colon individuando la presenza di neoplasie, polipi, diverticoli, senza necessità di introdurre strumenti nel colon, ma solo immettendo un apposito gas attraverso una sonda rettale.

È particolarmente consigliata in pazienti molto anziani e fragili.

Come preparazione, è necessario un digiuno nelle dodici ore che precedono l’esame e l’assunzione di lassativi.

Screening del colon retto

L’unico modo per scoprire ed eliminare le lesioni precancerose per tempo è lo screening del colon retto, un semplice test del sangue occulto nelle feci, che non richiede alcun esame medico, ma solo di depositare un po’ delle proprie feci in un’apposita scatola da consegnare al laboratorio analisi.

Circa 5 persone su 100 risultano positive a questo screening, ma non bisogna spaventarsi: il sangue può provenire da emorroidi o da piccole lesioni dovute alla stitichezza.

Lo screening del colon retto viene eseguito ogni 2 anni nelle persone tra i 50 e i 69 anni, è gratuito e basta presentarsi con il prodotto alla data e ora indicata sulla lettera di invito da parte della propria Azienda Sanitaria.

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