La presenza di sangue nelle feci è un sintomo che non deve essere sottovalutato. Sebbene possa essere causato da condizioni benigne come emorroidi o ragadi, può anche essere il segnale di patologie più serie come il tumore al colon. Una diagnosi tempestiva è fondamentale per garantire un trattamento efficace.
Il Test di Ricerca di Sangue Occulto nelle Feci
Il test di ricerca di sangue occulto nelle feci, chiamato dei "3 campioni", riveste un ruolo fondamentale nei programmi di screening per il tumore del colon-retto. Viene raccomandato dai 45-50 anni in poi con cadenza annuale o biennale. Questa analisi, semplice e non invasiva, ha la finalità di identificare in modo precoce le persone a elevato rischio per questa neoplasia o per la presenza di polipi intestinali.
Bisogna però chiarire che la ricerca di sangue occulto non ha di per sé significato diagnostico: il suo scopo è individuare i soggetti che necessitano di ulteriori accertamenti di secondo livello.
Modalità di Raccolta dei Campioni
La raccolta dei campioni fecali per il test deve essere effettuata correttamente. Generalmente sono fornite 3 provette contrassegnate, all'interno delle quali raccogliere parti diverse della stessa evacuazione utilizzando un bastoncino di legno o una spatola. I campioni devono essere prelevati a distanza di 24-48 ore l'uno dall'altro, preferibilmente nei giorni centrali del ciclo mestruale per le donne. Per ogni provetta è sufficiente 1 grammo circa di feci. Importante evitare contaminazioni da sangue mestruale o urina. I campioni, debitamente sigillati, vanno poi consegnati al laboratorio di analisi nelle 24-72 ore successive la raccolta dell'ultimo.
Tipi di Test per la Ricerca del Sangue Occulto
Esistono diversi metodi per la ricerca del sangue occulto nelle feci, tra i quali il test al guaiaco (gFOBT) ed alcuni test “da banco” colorimetrici, ma gli unici raccomandati dalle linee guida europee sono i test immunochimici (FIT o iFOBT). Tutti questi test rilevano l’emoglobina, una proteina contenuta all’interno dei globuli rossi.
- gFOBT (test al guaiaco): misurano la porzione non proteica dell’emoglobina, ossia il gruppo eme. Poiché il gruppo eme è una porzione comune all’emoglobina di varia origine, i test gFOBT sono in grado di rilevare anche l’emoglobina assunta tramite l’alimentazione, generando risultati falsamente positivi.
- FIT (test immunochimici): sono disegnati per ricercare la porzione proteica dell’emoglobina umana e in genere non rilevano l’emoglobina derivante da altre fonti, come quella contenuta nella carne.
Sia il test per la ricerca di sangue occulto nelle feci (FOBT) che il test immunochimico fecale (FIT) ricercano il sangue presente nelle feci, ma non visibile ad occhio nudo.
Tabella comparativa tra test FIT e gFOBT
| Caratteristica | Test Immunochimico Fecale (FIT) | Test al Guaiaco (gFOBT) |
|---|---|---|
| Rilevamento | Globina (parte proteica dell'emoglobina) | Gruppo Eme (parte non proteica dell'emoglobina) |
| Dieta | Nessuna restrizione | Necessaria dieta specifica |
| Specificità | Alta (solo emoglobina umana) | Meno specifico (rileva anche emoglobina animale) |
| Falsi Positivi | Minori | Maggiori |
Preparazione all'Esame
Per la ricerca di sangue occulto nelle feci tramite metodi immunochimici (FIT) non è richiesta nessuna dieta o preparazione specifica, se non l’indicazione di attenersi alle istruzioni di campionamento fornite dall’operatore sanitario al momento della consegna del dispositivo di prelievo. In ogni caso, è necessario seguire attentamente le istruzioni fornite dal personale sanitario e/o quelle fornite insieme ai dispositivi di prelievo.
Interpretazione dei Risultati
Un risultato positivo al test FIT è indicativo di un sanguinamento anomalo del tratto gastrointestinale. Il sanguinamento dei polipi intestinali o delle aree cancerose può essere intermittente e il sangue può pertanto non essere uniformemente distribuito nelle feci. La raccolta di campioni multipli in giorni differenti aumenta le possibilità di rilevare un sanguinamento intermittente. Questo è vero in particolar modo nel caso in cui vengano utilizzati i test gFOBT.
Il test del sangue occulto nelle feci (FIT o gFOBT) può generare risultati falsamente negativi nel caso in cui i polipi, seppur presenti, non sanguinino al momento della raccolta del materiale fecale.
Allo stesso tempo, anche un esito negativo non può escludere con certezza tumori o polipi, poiché queste condizioni patologiche, almeno nella fase iniziale della malattia, non necessariamente si manifestano con emorragie. I sanguinamenti, inoltre, possono presentarsi a intermittenza e, di conseguenza, rischiano di non essere rilevabili al momento dell’esame. In questi casi può, quindi, essere utile raccogliere più campioni, soprattutto nel caso dei test per la rilevazione del gruppo eme.
Esami di Approfondimento in Caso di Sangue Occulto Positivo
Nel caso in cui dovessero evidenziarsi tracce di emorragia occulta, è indispensabile eseguire esami più approfonditi, come la colonscopia in sedazione, che mediante ispezione diretta della mucosa intestinale permette di rilevare eventuali lesioni proliferative e polipi, asportabili in una fase precoce prima che si evolvano in tumore.
Se si nota qualcosa di strano nelle proprie feci, quindi, è sempre meglio non ignorarlo. La causa di sangue nelle feci può essere individuata rivolgendosi al proprio medico curante o effettuando una visita specialistica. In particolare, ci sono sintomi o segnali in presenza dei quali sarebbe opportuno effettuare degli approfondimenti.
Esistono diverse opzioni diagnostiche:
- Colonscopia: è un esame più approfondito del retto e dell'intero colon che prevede l'utilizzo di un tubo flessibile dotato di telecamera. Permette anche la rimozione dei polipi che possono così essere analizzati dagli anatomopatologi.
- Sigmoidoscopia: Si tratta di un esame che permette l’esplorazione del sigma e del retto (l’ultima parte dell’intestino, dove si localizza il 70% dei tumori del colon) tramite una sonda flessibile dotata di telecamera. Nel caso in cui vengano trovati dei polipi, questi possono essere rimossi durante la procedura in modo da essere esaminati dall’anatomopatologo.
- Videocapsula: si tratta di una procedura che utilizza una capsula contenente una telecamera che deve essere inghiottita ed è in grado di trasmettere le immagini acquisite durante il suo percorso nel canale digerente.
Programmi di Screening per il Tumore del Colon-Retto
Il test del sangue occulto nelle feci rientra nel gruppo di esami di screening finalizzati alla diagnosi precoce del tumore del colon retto nei soggetti di età superiore ai 50 anni. Nell’ambito della valutazione di routine per lo screening del cancro del colon, viene eseguito ogni due anni nelle persone di età compresa tra i 50 e i 69 anni.
Il SSN offre gratuitamente un programma di screening dedicato, organizzato dalle ASL, che non si limita alla singola offerta di un test di screening, ma prevede anche richiami periodici che seguono la persona nel tempo. L'obiettivo è rimuovere l’eventuale presenza di polipi in una fase precoce, quando non danno alcun disturbo.
Il Programma di Screening è offerto gratuitamente, tutte le prestazioni previste di diagnosi e terapia sono a carico del SSN, non richiedono il pagamento di alcun ticket e non è necessaria l’impegnativa del medico curante.
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