Radiografia: Significato, Funzionamento e Applicazioni

La radiografia, comunemente identificata con le lettere RX, è un esame radiologico fondamentale nella diagnostica medica. Molto probabilmente tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo effettuato una radiografia per escludere una frattura o una polmonite. Ma cosa significa esattamente e come funziona?

Cos'è una Radiografia?

La radiografia è un esame radiologico che basa la propria efficacia sull’uso di radiazioni elettromagnetiche di tipo X (da cui appunto il nome RX). Ciò permette ai medici di ottenere immagini del corpo umano, sia dello scheletro che dei tessuti molli.

L’esame radiografico della colonna vertebrale completa (in toto) e del bacino e delle anche sono esami radiologici condotti mediante l’utilizzo di raggi X che riescono ad attraversare il corpo umano e a imprimersi in modo fotografico. Il risultato è un’immagine che evidenzia in modo differente ossa e scheletro rispetto ai tessuti molli (muscoli e pelle), perché le ossa sono strutture più compatte e appaiono più chiare rispetto agli altri tessuti.

Come Funziona la Radiografia?

I raggi X sono radiazioni ionizzanti che si comportano come fasci di luce che, attraversando il corpo umano, vengono assorbiti in modo differente a seconda della densità dei tessuti attraversati. L´immagine della radiografia a raggi X è in negativo, per cui le parti del corpo più dense, come le ossa, appaiono chiare, mentre i tessuti molli appaiono grigi e gli organi, invece, scuri.

Fino a pochi anni fa, la radiografia sfruttava le proprietà dei raggi X di impressionare una pellicola radiografica e ciò permetteva di trasformare in immagine diagnostica il contenuto di informazioni in possesso di un fascio radiogeno emergente da una regione corporea. Quando una pellicola radiografica viene esposta ai raggi X si impressiona e contiene un'immagine latente, che viene poi trasformata in immagine reale con procedimenti sovrapponibili a quelli di una qualunque pellicola fotografica.

Oggi, le moderne tecniche radiologiche basate sull’utilizzo dei raggi X sono state notevolmente perfezionate in modo da ridurre al minimo la penetranza (e il conseguente assorbimento da parte degli organi interni) dei raggi stessi. Oggi si usano in genere solo minime frazioni di radiazioni rispetto a quelle utilizzate solo vent’anni fa. Tutto questo si deve anche alla possibilità di mirare con maggiore precisione la parte da esaminare e di gestire successivamente l’immagine attraverso una sequenza computerizzata.

Attualmente le tecniche RX producono un’immagine digitale che viene scannerizzata (computed radiography) o elaborata tramite un rilevatore (digital radiography). Le attuali potenzialità dei mezzi di calcolo permettono di digitalizzare, con sufficiente risoluzione, le immagini radiologiche, permettendo quindi sia il loro immagazzinamento in memoria (archivio), sia la loro elaborazione (radiografia digitale).

Principi Fisici alla Base della Radiografia

  • Z e densità alti: vi è il massimo assorbimento, per cui i tessuti trattengono quasi completamente le radiazioni risultando bianchi sulla pellicola.
  • Z e densità intermedi: i tessuti risultano grigi sulla pellicola, con una scala molto varia.
  • Z e densità bassi: l'assorbimento dei raggi X è minimo, per cui l'immagine che otteniamo è nera.

Per poter eseguire un esame radiologico bisogna che la quantità globale di raggi X che arriva sullo schermo fluorescente, o sulla pellicola, sia sufficiente. A seconda dello spessore e della consistenza del corpo da esaminare, il fascio incidente deve possedere intensità e penetrazione (energia) appropriate. Per variare queste grandezze l'operatore agisce, tramite il tavolo di comando, sulla combinazione di tre fattori: potenziale elettrico applicato al tubo, intensità di corrente del tubo, tempo di esposizione.

Ad esempio, se il paziente è molto grosso e muscoloso, è necessario usare radiazioni più penetranti, a minore lunghezza d'onda; se l'organo da studiare è dotato di movimenti involontari (cuore, stomaco), è necessario ridurre al minimo il tempo di esposizione. Se invece l'oggetto è ben fermo (osso) il tempo di esposizione può essere relativamente lungo e si può incrementare l'intensità del fascio.

Radiologia Digitale: Vantaggi

La moderna tecnologia ha portato in seguito allo sviluppo della Radiologia Digitale, per cui non viene più effettuata la stampa dell´immagine ma questa può essere visionata, refertata e archiviata digitalmente. Tra i diversi vantaggi, la Radiografia Digitale Diretta (DR) di ultima generazione, presente nel nostro Centro, permette una migliore qualità e definizione dell´immagine con una ridotta dose radiogena per il paziente.

Essa consiste nel suddividere l'immagine in tanti elementi di superficie (pixel), cui assegnare - in codice binario - il valore di tonalità di grigio. Più fine è la suddivisione dell'immagine, tanto maggiore sarà la sua risoluzione, quindi tanto maggiore il numero di pixel da digitalizzare e memorizzare. Tipicamente, un'immagine di alta definizione consiste in almeno un milione di pixel. Dato che la digitalizzazione corrisponde ad un byte (parola binaria) per ogni pixel, una simile immagine occupa quindi 1 megabyte (1MB) di memoria.

Le immagini digitalizzate possono permettere la ricostruzione e la correzione delle strutture geometriche (eliminazione di deformazioni o di artefatti), oppure la modifica delle tonalità di grigio, per mettere in risalto anche piccole differenze tra tessuti molli simili. Esse, appena ottenute, sono immediatamente visibili sul monitor di una consolle predisposta.

Mediante la radiografia digitale è dunque possibile ricavare dalle immagini radiografiche maggiori informazioni di quanto permetta l'osservazione visiva diretta della pellicola radiografica. Inoltre, la digitalizzazione consente un minor inquinamento (provocato dallo smaltimento delle pellicole radiografiche impressionate) ed un risparmio economico (ora tutti gli esisti di un'indagine radiografica vengono rilasciati al paziente sotto forma di CD-Rom).

Quando è Indicata una Radiografia?

La Radiografia a Raggi X è un esame indolore e non invasivo che viene utilizzato per lo studio di:

  • patologie osteoarticolari degenerative (artrosi);
  • patologie osteoarticolari traumatiche (fratture);
  • malattie a carico della colonna vertebrale (spondilolistesi, spondiloartrosi, scoliosi);
  • dismetria degli arti inferiori;
  • calcolo dell´età ossea;
  • diagnosi di patologie polmonari (polmoniti, versamenti pleurici e lesioni tumorali);
  • studio dell´addome (calcoli renali, occlusioni e perforazioni intestinali).

L'esame viene, infatti, prescritto di routine in caso di infezione delle basse vie aeree, come per esempio, polmoniti, broncopolmoniti e pleuriti, oppure in caso di infezioni resistenti ai farmaci, ascessi, interstiziopatie, versamenti pleurici, pneumotorace e tumori del polmone. Altre indicazioni all’esame sono le lesioni traumatiche toraciche con sospette fratture di coste, sterno o parti della colonna vertebrale; patologie a carico del cuore (per esempio cardiomegalie) o dei grossi vasi arteriosi e venosi e sospette patologie dell’esofago (tumori, fistole, corpi estranei).

Radiografia a Raggi X o Risonanza Magnetica: Quali Differenze?

La scelta della tipologia di esame da effettuare dipende sempre dall´indicazione precisa che il medico ritiene più opportuna a seguito di un´accurata valutazione clinica. La principale differenza tra le due tipologie di esami riguarda la diversa metodica utilizzata.

La Radiografia si basa, infatti, sull´uso delle radiazioni ionizzanti, i Raggi X, mentre la Risonanza Magnetica sfrutta campi elettromagnetici, non nocivi per gli esseri viventi. La Risonanza Magnetica viene richiesta prevalentemente per lo studio dei tessuti molli quali tendini, muscoli, legamenti e cartilagini oltre che per la valutazione dell´osso, in quanto permette di rilevare la presenza di edema, segno di fratture e/o di infiammazioni o tumori ossei.

Radiografia dei Segmenti Scheletrici "Sotto Carico"

La radiografia “sotto carico” riguarda lo studio di alcuni segmenti scheletrici eseguito con il paziente in posizione eretta. Con il macchinario presente nel nostro Centro, in particolare, è possibile effettuare l´esame degli arti inferiori, del bacino e della colonna in toto sotto carico.

Questa tipologia di esami viene richiesta per valutare il segmento scheletrico non a riposo ma, appunto, sottoposto al carico fisiologico in posizione eretta. In questo modo è possibile rilevare eventuali anomalie altrimenti non individuabili ed effettuare particolari misurazioni (angolo di scoliosi, angolo plantare in caso di piede piatto o cavo).

Preparazione all'Esame Radiografico

L’esecuzione di una radiografia (o RX) non richiede preparazioni particolari. L’esame viene effettuato in pochi minuti e non è necessaria alcuna preparazione né essere a digiuno, salvo particolari casi che saranno indicati dal medico prescrittore. Esempio, se dovete eseguire una radiografia del torace portate eventuali precedenti radiografie e altri esami (anche non radiologici) riferiti al torace.

Al momento dell'esame non devono essere presenti oggetti metallici nell´area di scansione: orecchini, catenine, piercing labiali o linguali, reggiseno con ferretto, cinture e bottoni metallici. Alla paziente viene chiesto di togliere ogni oggetto metallico presente sulla regione toracica come catenine, piercing o ferretti del reggiseno, che possono interferire con i raggi X e alterare, quindi, l’immagine radiografica.

È molto utile portare con sé eventuali referti di esami radiografici del torace eseguiti in precedenza, soprattutto se recenti. Non è necessario farsi accompagnare. L'esecuzione della radiografia del torace non ha alcun impatto sulla capacità di guidare veicoli.

Considerazioni Importanti

  • L’esame dura circa una decina di minuti. Tempi più lunghi sono richiesti solo per esami particolarmente complessi o quando è necessario ottenere più immagini.
  • In linea generale, durante un esame radiologico, ogni persona viene esposta ad un irraggiamento di entità pari a circa 20 milliroentgen.
  • È un esame frequentemente utilizzato quando si é in presenza di uno scivolamento vertebrale per verificare se esso sia stabile o instabile nei movimenti descritti.

Sicurezza e Rischi

Gli effetti delle radiazioni sull’organismo sono ormai noti e noti sono anche i potenziali rischi, ma le dosi di radiazioni adoperate oggi per eseguire l’esame ed il tempo di esposizione si è ridotto significativamente rispetto agli anni passati con un vantaggio per i pazienti. Non c’è alcun rischio immediato connesso all’esecuzione della radiografia.

Sono noti da tempo gli effetti dell’esposizione ai raggi X e il loro ruolo nell’aumentare il rischio di tumori e leucemie in relazione alla dose, soprattutto nei bambini e nei giovani. Oggi, però, la diminuzione dei tempi di esposizione alle radiazioni e l’uso di apparecchiature di ultima generazione e di opportune schermature per proteggere gli organi più radiosensibili hanno contribuito a ridurre notevolmente questo rischio.

Controindicazioni

Per quanto con la Radiografia Digitale Diretta (DR) di ultima generazione l´esposizione alle radiazioni ionizzanti sia molto bassa, l´esame non deve essere effettuato se si è in stato di gravidanza certo o presunto. Tutte le pazienti che sospettano di essere in stato di gravidanza devono comunicarlo al personale tecnico prima di sottoporsi all’esame radiologico. Tutte le pazienti in età fertile vengono “esaminate” come se fossero potenzialmente in gravidanza. Se scoprite di essere in stato di gravidanza qualche giorno dopo esservi sottoposte ad un esame radiologico (o radiografia) fate presente il vostro caso in radiologia.

L'esame può essere eseguito anche da portatori di pacemaker poiché non interferisce con il funzionamento di questi apparecchi.

Posizione e Proiezione

Nelle indagini radiologiche vengono spesso impiegate le espressioni posizione e proiezione. La posizione è l'atteggiamento assunto dal paziente durante l'esame. Esso può essere eretto, seduto, coricato (supino o prono), sul fianco, ecc. La proiezione si riferisce al percorso delle radiazioni nel corpo. Viene indicata abitualmente con due aggettivi: il primo esprime il punto d'ingresso delle radiazioni nel corpo, il secondo il punto di uscita. Ad esempio, proiezione postero-anteriore significa che le radiazioni penetrano nel corpo dalla superficie posteriore ed emergono da quella anteriore. La stessa proiezione può essere eseguita disponendo il paziente nelle più varie posizioni.

Teleradiografia e Serioradiografia

Per ridurre al minimo l'ingrandimento e la distorsione dell'immagine, il tubo radiogeno deve essere posto lontano dall'oggetto. Quando il tubo radiogeno viene posto a notevole distanza dall'oggetto (un metro e mezzo o due) si parla di teleradiografia (questa viene particolarmente impiegata nell'esame del torace). Altre volte può essere utile, al contrario, porre il tubo molto vicino od addirittura a contatto con l'oggetto.

Se l'oggetto da radiografare è mobile, può essere utile la ripresa di immagini in successione più o meno rapida. In questo caso si parla di serioradiografia. Ad esempio, il duodeno, per i suoi movimenti (peristalsi), cambia continuamente forma ed atteggiamenti; l'esecuzione di riprese seriate (in momenti diversi ad intervalli regolari), chiamate seriogrammi, permette di analizzare la formazione anatomica nei diversi atteggiamenti successivi.

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