La biopsia endometriale è una procedura diagnostica essenziale per esaminare al microscopio la mucosa che riveste internamente l’utero, ovvero l’endometrio. Questa analisi permette di valutarne la composizione, lo stato e gli effetti che gli ormoni esercitano sulla fisiologia dei suoi tessuti.
Cosa sono i Polipi Endometriali?
I polipi endometriali sono escrescenze di natura generalmente benigna che possono manifestarsi nelle donne sia durante l’età riproduttiva sia nel post menopausa. Generalmente non causano disagi, ma in presenza di sintomi, più o meno gravi, possono essere rimossi in modo sicuro ed efficiente. Si tratta di una piccola neoformazione che origina dalla mucosa endometriale, il rivestimento della cavità uterina (endometrio), o dalla cervice, aderendo alla parete interna dell’utero.
Come viene eseguita la diagnosi?
La diagnosi può avvenire con un’ecografia transvaginale effettuata durante la visita ginecologica, che permette di guardare all’interno dell’utero.
- Ecografia transvaginale: lo specialista inserisce un sottile dispositivo simile a una bacchetta all’interno della vagina.
- Isterosonografia: viene inserito un catetere all’interno della vagina che permette di iniettare acqua salata.
- Isteroscopia: all’interno della vagina viene inserito un telescopio sottile, che attraversa la cervice e l’utero per guardare il tessuto che riveste l’interno.
- Biopsia endometriale: il ginecologo utilizza uno strumento di plastica morbida per prelevare un pezzo di tessuto dal rivestimento dell’utero (biopsia).
- Chirurgia.
La Procedura di Biopsia Endometriale
Previa disinfezione dei genitali esterni, si procede ad evidenziare il collo dell’utero che viene pinzato con una pinza di Hegar per migliorarne la posizione. Si inserisce un catetere che viene fatto roteare sulle pareti uterine per raccogliere piccoli frammenti della mucosa endometriale.
In genere non è necessaria alcuna preparazione, ma in alcuni casi, per ridurre il fastidio, può essere somministrato un antinfiammatorio non steroideo un’ora prima della procedura, come raccomandato dalle linee guida per l’isteroscopia ambulatoriale scritte dalla Società Italiana di Endoscopia Ginecologica. Non è necessario essere a digiuno o eseguire esami preventivi.
Per le pazienti in età fertile c’è un’unica precauzione che consiste nell’esecuzione dell’esame nel giusto periodo della fase del ciclo (10°-24° giorno del ciclo) e astensione dai rapporti sessuali non protetti nei giorni intercorrenti fra l’ultima mestruazione e il momento dell’esame. Qualsiasi ritardo mestruale richiede l’esecuzione di un test di gravidanza in via preventiva. Per le pazienti in menopausa (non in terapia sostitutiva ormonale), l’esame può essere eseguito in qualsiasi momento.
Talvolta, per motivi indipendenti dall’operatore è possibile che il materiale raccolto non sia sufficiente all’analisi, pertanto è necessario ripetere il prelievo il mese successivo.
Analisi del Tessuto Bioptico
Una volta prelevato il tessuto, viene inviato in laboratorio dove viene messo in coltura e analizzato al microscopio con tecniche particolari di immunoistochimica. La parte che viene posta in coltura servirà per eseguire l’endometriocoltura, cioè per accertare la presenza di germi e batteri nella cavità uterina.
Il resto del tessuto viene analizzato al microscopio per valutare la struttura dell’endometrio stesso, datarlo in modo da capirne la maturazione e verificare che sia sincrona rispetto al ciclo mestruale. Un’ulteriore indagine consiste nell’approfondimento immunologico, utile nei casi di infertilità, soprattutto in donne che hanno avuto dei fallimenti di impianto ricorrenti.
Fase Secretiva dell’Endometrio
Fondamentale è la fase secretiva dell’endometrio, il periodo precedente alla mestruazione durante il quale l’endometrio si prepara all’annidamento dell’ovulo fecondato.
Endometrio Proliferativo
Nella fase PROLIFERATIVA, cioè la fase nella quale si sviluppano i follicoli oppure quando vengono assunti estrogeni (tipicamente Progynova® oppure cerotti agli estrogeni) l’endometrio deve avere due caratteristiche:
- Endometrio trilaminare
- Endometrio di spessore maggiore o uguale a 7 millimetri (tenete conto che non vi sono dati precisi che indichino se un endometrio più spesso di 7 mm, per esempio di 9 mm, dia migliori gravidanze rispetto ai 7 mm)
Quando l’endometrio ha queste caratteristiche può essere sotto posto all’influenza del progesterone (tipicamente Progeffik® o Pleyris®, o Prontogest®) che lo trasforma da proliferativo a secretivo.
Endometrio Secretivo
Nella fase SECRETIVA vanno valutati due elementi:
- Aspetto dell’endometrio secretivo (deve essere un aspetto “compatto” , ecograficamente “bianco”)
- Spessore dell’endometrio secretivo
Lo spessore dell’endometrio secretivo non ha particolare importanza. Il dato veramente importante è quello dello spessore dell’endometrio proliferativo. E’ normale se avviene una riduzione del 20-30% dello spessore rispetto allo spessore massimo raggiunto dall’endometrio proliferativo (anzi, per alcuni studi questa riduzione è un dato positivo che aumenta le gravidanze). Ma in conclusione questo dato è poco importante, mentre più importante è lo spessore alla fine della fase proliferativa (che deve essere uguale o maggiore ai 7 mm) . Quindi non vi è nessuna certa associazione tra lo spessore dell’endometrio secretivo e la gravidanza.
Altre informazioni importanti sull’endometrio
- L’endometrio prima del pickup o prima dell’inizio del progesterone deve essere trilaminare. Non deve essere in fase proliferativa iniziale né, tanto meno, in fase proliferativa avanzata. Questo indicherebbe uno sfasamento (una “età” diversa) dell’endometrio rispetto all’embrione che vi andremo a trasferire. Non avendo la stessa “età” endometrio ed embrione potrebbero avere problemi nel “riconoscersi” e nell’impianto dell’embrione.
- Può essere utile dosare il progesterone nel sangue per capire il livello di assorbimento. Tenete conto che i livelli nel sangue variano a seconda che venga dato il progesterone per via vaginale (tipicamente Progeffik®) o per via parenterale (Pleyris®, Prontogest®). I valori del Progesterone devono essere superiori a 9.2 ng/mL (29 nmol/L) quando si usa il progesterone vaginale e superiori a 20 ng/mL (63 nmol/L) per il progesterone sottocutaneo.
Endometrite
L’endometrite è una infezione cronica, spesso asintomatica, dell’endometrio che POTREBBE influenzare l’impianto. Bisogna dire che mentre tutte le linee guida internazionali non danno rilievo all’endometrite e NON consigliano una isteroscopia di routine prima dei cicli fivet, noi negli anni siamo diventati più “aggressivi”. Nel senso che la frequenza di endometriti che troviamo nelle nostre pazienti è così alta da far supporre un legame tra il “mancato impianto” degli embrioni e questa infezione. Per questa ragione in questi ultimi anni facciamo moltissimi controlli isteroscopici pre transfer, soprattutto nei mancati impianti di blastocisti o nelle pazienti che hanno avuto in passato chirurgia endouterina.
Iperplasia Endometriale
Va sottolineato che la diagnosi di iperplasia endometriale viene effettuata mediante analisi istopatologica dell’endometrio. Di conseguenza, è necessaria una biopsia endometriale. Pertanto, questa biopsia endometriale può essere eseguita “ad occhio” o mirata. Pertanto, la procedura ad occhio viene eseguita introducendo una cannula attraverso la cervice e ottenendo un campione endometriale attraverso di essa.
A una situazione del genere si agisce in base alla diagnosi per eseguire un terapia mirata. Tuttavia, l’iperplasia endometriale con atipie suppone un rischio per la paziente trattandosi di una lesione precancerosa. Il trattamento ideale in questo caso sarebbe l’isterectomia ma per pazienti giovani che vogliono preservare la loro fertilità e non accettano di sottoporsi a un intervento chirurgico (giovani, cicli mestruali regolari, nessuna necessità di terapia con estrogeni per la gravidanza, assenza di altri rischi clinici e genetici di cancro all’endometrio) si può applicare una terapia conservatrice a base di progestinici per sei mesi, eseguendo biopsie endometriali ogni tre mesi e se dopo 12 mesi non si riscontra alcun miglioramento bisogna riconsiderare l’intervento chirurgico.
Sebbene l’iperplasia endometriale non sia una patologia completamente evitabile, è stata strettamente associata all’obesità.
Natural Killer (NK) e Sistema Immunitario
Nel sistema immunitario esistono infatti diversi tipi di cellule, ciascuno con un ruolo molto specifico nella difesa dell’organismo da infezioni e tumori. Fra le cellule più importanti ci sono le Natural Killer (NK), linfociti deputati a contrastare batteri, virus e cancro nelle fasi iniziali.
Le cause di una sovrapproduzione delle NK posso essere ricercate nella presenza di infiammazioni su diversi distretti (tube di Falloppio, endometriosi, sindrome ovarica policistica) o di una malattia autoimmune, o ancora per disfunzioni del sistema immunitario, spesso dovute a squilibri della tiroide.
La questione NK rimane d’altra parte piuttosto controversa, anche per il fatto che uno studio cinese attesta che in realtà le natural killer uterine sono molecole preziose in placenta dato che aiutano la crescita del feto nelle prime settimane di gestazione, grazie alla produzione di particolari proteine, pleiotropina (che interessa fibre nervose, vasi sanguigni, ossa e cartilagini) e osteoglicina (cuore, pelle e occhi).
Complicanze Possibili
Tra le complicanze si può avere perdita ematica (solitamente contenuta), dolore al prelievo e sindrome vagale (formicolio agli arti, senzazione di nausea e sudorazione fino, in casi rari, allo svenimento) che solitamente si risolve in pochi minuti.
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