Risonanza Magnetica e Tumore al Polmone: Informazioni Utili

La risonanza magnetica (RM) è una delle tecniche di imaging più avanzate per esaminare le strutture interne del corpo.

Come Funziona la Risonanza Magnetica

Questa metodica è simile alla TC, ma a differenza di questa sfrutta i campi magnetici, invece dei raggi X, per ottenere immagini dettagliate delle strutture interne del corpo. La macchina è costituita da un magnete molto potente. Per tale motivo è necessario compilare e firmare un apposito modulo nel quale si richiede, tra l’altro, se si è portatori di pacemaker, clip chirurgiche, protesi, ecc. È altresì indispensabile dichiarare se si è lavorato nell’industria metallurgica poiché frammenti minuscoli di metalli potrebbero annidarsi nell’organismo. Se la presenza di qualunque corpo metallico sconsiglia l’esecuzione della RMN, si eseguirà un’altra procedura.

Utilità della Risonanza Magnetica nella Diagnosi Oncologica

Grazie alla sua capacità di produrre immagini dettagliate dei tessuti, la RM è spesso impiegata per esplorare in profondità specifiche aree del corpo come il cervello, la colonna vertebrale e molti organi interni. La RM è molto sensibile e può rilevare anche anomalie che non sono pericolose o che non hanno significato clinico, come cisti benigne o piccole lesioni.

Limitazioni della RM come Strumento di Screening

Tuttavia è importante sapere che una diagnosi di tumore parte sempre da un sospetto diagnostico basato sui sintomi, sulla storia clinica o su segni riscontrati in esami preliminari. La RM, quindi, non è uno strumento di screening per identificare il cancro in assenza di un sospetto clinico preciso ma è usata come esame mirato per chiarire il tipo e la natura di eventuali anomalie rilevate. Se tutti i pazienti asintomatici fossero sottoposti a questo esame, i costi per il sistema sanitario sarebbero insostenibili e ci sarebbe il rischio di sovraccaricare le strutture sanitarie, rallentando l’accesso all’esame per chi ne ha effettivamente bisogno.

Possibili Falsi Positivi

Questi rilievi accidentali possono causare falsi positivi, portando a ulteriori esami invasivi, biopsie o interventi non necessari, con un conseguente aumento di ansia e preoccupazione per il paziente. Per confermare o escludere la presenza di un tumore, è spesso necessario un approccio integrato: esami clinici, altri test di imaging (come TC o PET) e, se richiesto, una biopsia, che consiste nel prelievo e nell’analisi di un piccolo campione di tessuto.

Alternative e Approcci Integrati

Per alcuni tumori esistono esami di screening più semplici e altrettanto efficaci, come la mammografia per il tumore al seno o la colonscopia per il tumore del colon in seguito a positività al test per il sangue occulto nelle feci.

Altri Esami Utili nella Diagnosi del Tumore al Polmone

  • TC-PET: Esame in grado di definire la presenza di aree di addensamento radiologico polmonari e pleuriche a elevata attività metabolica, tra le quali (ma non solo!) quelle relative a tumori polmonari e pleurici (mesotelioma e altri).
  • Ossimetria: Misurazione, senza la necessità di dover prelevare il sangue, della quantità di emoglobina saturata con ossigeno.
  • Emogasanalisi arteriosa: Esame praticabile attraverso il prelievo di un campione di sangue arterioso da un’arteria del polso, che consente di determinare la quantità di ossigeno (O2) e di anidride carbonica (CO2) disciolti nel sangue arterioso.
  • Broncoscopia: Praticabile con fibroscopio flessibile a fibre ottiche (fibrobroncoscopia - FBS) o con broncoscopio rigido. Nel primo caso l’esame è praticabile con una semplice anestesia superficiale (locale) ed eventuale leggera sedazione del paziente.
  • Biopsia bronchiale, polmonare e pleurica: Consiste nel prelievo di tessuto bronchiale, polmonare o pleurico con metodiche diverse.
  • Esami citologici e istologici: Consentono lo studio morfologico e immuno-chimico delle cellule e dei tessuti prelevati da lesioni polmonari e pleuriche con metodiche broncoscopiche o con biopsie.
  • Esame colturale + antibiogramma (ABG): Eseguibile su campioni espettorati con la tosse o su essudati e secreti prelevati (liquido pleurico, aspirato bronchiale, ecc.)
  • Esame emocromocitometrico ed esami di chimica clinica e sierologia su sangue: Utili nella diagnosi delle polmoniti e delle malattie generali infiammatorie, autoimmuni, tumorali e infettive che possano comportare interessamento polmonare.
  • Esami della coagulazione: Emorragie dalle vie aeree (emoftoe ed emottisi) o embolie polmonari, possono trovare giustificazione in alterazioni della normale coagulazione del sangue per difetto o per eccesso (stati trombofilici).
  • D-dimero: Esame utile in caso di sospetto di embolia polmonare.
  • Esami reumatologici: ANA - ENA - ANCA - FAN - C3 - C4 - Ab-anti tessuto: Sono talora utili a confermare o a escludere dubbi relativi a sospette manifestazioni polmonari di malattie reumatologiche (es.: polmone reumatoide in corso di artrite reumatoide, ecc.

Tumore al Polmone: Tipi, Diffusione e Fattori di Rischio

Il cancro primario del polmone ha origine nelle cellule che rivestono i bronchi e parti del polmone e si distingue in due tipi principali differenti tra loro per l’aspetto caratteristico delle cellule al microscopio: il tumore del polmone a piccole cellule (SCLC - small cell lung cancer) (circa il 15% dei casi) e il cancro del polmone non a piccole cellule (NSCLC - non small cell lung cancer), che è considerato il tipo più comune.

In Europa, il carcinoma del polmone è la seconda tipologia di cancro più comune negli uomini (dopo quello della prostata) e la terza più comune nelle donne (dopo mammella e colon-retto). È più diffuso nei Paesi sviluppati e il tabagismo è considerato un fattore di rischio primario. Secondo una stima del 2018, in Europa, i nuovi casi diagnosticati di cancro del polmone risulta superiore a 470.000, di cui 312.000 nuovi casi fra gli uomini e 158.000 nuovi casi nelle donne.

In Europa, la mortalità per tumore del polmone si è ridotta negli uomini, ma è in aumento nelle donne. Il fumo di sigaretta è, in assoluto, il principale fattore di rischio per insorgenza del tumore del polmone. In Europa, il tabagismo è la prima causa di tumore polmonare negli uomini per il 90% dei casi e per l’80% dei casi nelle donne.

Oltre alle campagne di sensibilizzazione mirate alla cessazione del fumo, partirà a breve in Italia un programma di prevenzione e monitoraggio del tumore del polmone in 18 centri clinici facenti parte del programma RISP (Rete Italiana Screening Polmonare).

Sintomi Iniziali e Terapie Disponibili

La comparsa di sintomi quali tosse persistente, infezioni polmonari senza risoluzione o recidivanti, affanno, raucedine (abbassamento della voce), dolore persistente al torace o alla spalla o presenza di sangue nell’espettorato (catarro), inducono al sospetto diagnostico di un tumore al polmone. Negli ultimi anni sono stati fatti passi fondamentali per il tumore del polmone.

Il Ruolo del Team Multidisciplinare

Il tumore polmonare è una malattia complessa che richiede un’assistenza multispecialistica del paziente con Radiologi, Pneumologi, Anatomo patologi e Biologi molecolari, Oncologi, Radioterapisti, Chirurghi toracici e Psiconcologi che in vari momenti della cura gravitano attorno a lui.

Screening per la Diagnosi Precoce del Tumore al Polmone

Fra gli esami per la diagnosi precoce del cancro, quello per il cancro del polmone è l’ultimo in ordine di tempo a essere stato studiato e sviluppato. L’esame è ancora sperimentale, i suoi rischi e benefici vanno ancora chiariti, ma per i forti fumatori l’esame potrebbe rivelarsi una possibilità in più per scoprire tempestivamente l’insorgenza di un tumore al polmone, la più frequente causa di morte per cancro.

A oggi, per la diagnosi precoce del cancro, sono offerti gratuitamente alla popolazione in Italia gli screening per il tumore del seno, il tumore della cervice uterina e il cancro del colon-retto. In futuro si potrebbero aggiungersi a questi anche gli esami di screening per il tumore del polmone. Tali esami sono stati sviluppati e sperimentati negli ultimi anni e i loro rischi e benefici sono ancora oggetto di valutazione.

Già oggi però i forti fumatori o coloro che hanno una storia di fumo importante alle spalle possono avere l’opportunità di partecipare gratuitamente a programmi sperimentali finalizzati alla diagnosi precoce del tumore al polmone, una malattia che ogni anno in Italia uccide quasi 34.000 persone.

Come Funziona lo Screening Oncologico

Uno screening oncologico consiste nell’esecuzione periodica di un esame in grado di individuare precocemente un tumore o suoi precursori. È rivolto a persone apparentemente sane, che non presentano segni o sintomi che facciano temere la presenza di un tumore, ma che per età e altri fattori hanno un rischio più alto di svilupparlo rispetto alla media.

La tecnica utilizzata per la diagnosi precoce del tumore polmonare è la tomografia computerizzata a basso dosaggio (LDCT, acronimo del nome inglese low-dose computed tomography) del torace. La tomografia computerizzata (TC) consente di ottenere immagini di sezioni del corpo umano servendosi dei raggi X. La dose di radiazioni a cui si è esposti con la TC è superiore a quella di una radiografia. D’altro canto la TC permette di visualizzare dettagli non apprezzabili in una immagine radiografica, inclusi noduli polmonari molto piccoli.

La LDCT usata per questo tipo di esame polmonare impiega appena un quinto della dose di radiazioni adoperata per una TC del torace eseguita a scopo diagnostico. Durante l’esame, che dura 10-20 minuti ed è indolore, le persone devono stare immobili e trattenere il fiato per qualche secondo.

Efficacia della LDCT

Le due più grandi sperimentazioni cliniche che hanno dimostrato come l’esame con la LDTC possa ridurre la mortalità per cancro del polmone sono lo studio NLST e lo studio NELSON. Al termine dello studio, nel gruppo sottoposto a screening con LDCT la mortalità per tumore del polmone era di circa il 20 per cento più bassa rispetto alla mortalità riscontrata nel gruppo monitorato con RX del torace. Al termine del periodo di studio, nel gruppo sottoposto a screening la mortalità per tumore del polmone si era ridotta di circa un quarto.

Criteri per l'Ammissibilità allo Screening

Nel caso del tumore del polmone non c’è dubbio che il fattore di rischio più importante è il fumo di tabacco e che la diagnosi avviene assai raramente prima dei 50 anni. Per questo motivo i requisiti considerati per l’esame sono di essere o essere stati forti fumatori, di entrambi i sessi, con età superiore a 55 anni. Per “forti fumatori” si intendono persone che abbiano fumato di 30 “pack-year”. Un “pack-year” (letteralmente “anno-pacchetto”) corrisponde al consumo di un pacchetto standard di sigarette (20 sigarette) al giorno per un anno; accumula 30 “pack-year” chi consuma un pacchetto al giorno per 30 anni, chi consuma due pacchetti al giorno per 15 anni e via dicendo.

Possono sottoporsi all’esame anche gli ex-fumatori con queste caratteristiche che abbiano smesso da meno di 15 anni.

Progetto RISP

A fine 2021 è stato lanciato il progetto RISP (Rete italiana per lo screening polmonare), finanziato dal Ministero della salute. Il progetto, che coinvolge 19 centri in tutta Italia ed è coordinato dall’Istituto nazionale dei tumori (INT) di Milano, ha come obiettivo strategico di “implementare su tutto il territorio nazionale un programma di screening del tumore polmonare con LDCT, attraverso una rete di centri a elevata competenza clinica multidisciplinare, allo scopo di ottenere una significativa riduzione della mortalità per cancro polmonare nei forti fumatori, attraverso lo screening dei tumori polmonari con TC torace”.

Il reclutamento dei partecipanti al progetto RISP avviene attraverso la collaborazione attiva dei medici di medicina generale, un call center nazionale (800 213 601) e un sito web (www.programmarisp.it) per la registrazione diretta on-line.

Ricerca Futura

La messa a punto dello screening per il tumore del polmone resta un campo attivo di ricerca. Un aspetto su cui si sta lavorando molto è una maggiore personalizzazione degli esami per la diagnosi precoce. Resta per esempio da definire quale sia l’intervallo ottimale tra una LDCT e la successiva.

Va in questa direzione un progetto sostenuto da AIRC, condotto all’Istituto dei tumori di Milano da Gabriella Sozzi e Ugo Pastorino. I ricercatori e i loro gruppi stanno studiando come migliorare l’accuratezza degli esami per la diagnosi precoce del tumore del polmone combinando le informazioni ricavate dalla LDCT con altre ottenute dall’analisi di un campione di sangue.

Prevenzione Secondaria del Tumore al Polmone

  • RADIOGRAFIA DEL TORACE: Nel caso in cui mostri la presenza di un nodulo polmonare sospetto, si richiede l’esecuzione di una TAC del torace con mezzo di contrasto.
  • TOMOGRAFIA ASSIALE COMPUTERIZZATA (TAC): La TAC è un esame eseguito con mezzo di contrasto e con studio completo (cranio, collo, torace, addome superiore) che permette di identificare una lesione e distinguerla da altre problematiche, come una polmonite.
  • PET/TC (TOMOGRAFIA AD EMISSIONE DI POSITRONI/TC): La PET/TC con 18FDG permette una stadiazione più accurata.
  • ECOGRAFIA ADDOMINALE: Tale esame si utilizza per valutare, in caso di confermata neoplasia polmonare, l'estensione di malattia agli organi addominali.
  • SCINTIGRAFIA OSSEA: Tale indagine si utilizza per valutare l'estensione di malattia in sede ossea.
  • RISONANZA MAGNETICA (RM): La RM viene adoperata in casi selezionati per diagnosticare forme localizzate al torace, al fine di valutare le strutture di confine (parete toracica, diaframma, apice polmonare, mediastino).
  • BRONCOSCOPIA: Questo è uno degli esami previsti in prima battuta per analizzare l’albero bronchiale.
  • PRELIEVO BIOPTICO: L’esame consiste nel prelievo di una piccola porzione di tessuto sospetto che viene poi analizzata al microscopio.

Dati Statistici sul Tumore al Polmone

Nel 2024 sono stimate circa 44.831 nuove diagnosi di tumore del polmone (31.891 tra gli uomini e 12.940 tra le donne). Nel 2022 i decessi stimati sono stati 35.700 (23.600 uomini e 12.100 donne). Il tasso di sopravvivenza netta a 5 anni dalla diagnosi è del 16% tra gli uomini e del 23% tra le donne, con una probabilità di vivere ulteriori 4 anni condizionata ad aver superato il primo anno dopo la diagnosi pari al 37% per gli uomini e 44% per le donne.

Se gli esami a cui siete stati sottoposti confermano la presenza di un tumore polmonare, è spesso necessario approfondire gli accertamenti per verificare se la malattia si è diffusa. Questo processo prende il nome di stadiazione. Dal suo risultato dipende la scelta del trattamento più indicato per il vostro caso.

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