La risonanza magnetica (RM) è una tecnica diagnostica che fornisce immagini dettagliate del corpo umano utilizzando campi magnetici, prodotti da un grande magnete, senza esporre il paziente a radiazioni ionizzanti, come invece avviene con la TC (tomografia computerizzata). È in grado di fornire un’immagine tridimensionale delle parti interne del corpo e viene utilizzata per la diagnosi di una grande varietà di condizioni patologiche perché permette di visualizzare soprattutto gli organi interni, insieme allo scheletro e alle articolazioni. Ciò fa si che la risonanza magnetica venga sfruttata in numerosi campi di studio, come la neurologia, la neurochirurgia, l’urologia, la traumatologia, l’ortopedia, la gastroenterologia, la cardiologia e l’oncologia.
In oncologia viene utilizzata per la diagnosi, la stadiazione e la valutazione della risposta al trattamento di diversi tipi di tumore. La risonanza magnetica (RM), o risonanza magnetica nucleare (RMN), è un esame di diagnostica per immagini che consente di visualizzare in modo estremamente dettagliato i tessuti molli del corpo umano. Quando viene eseguita a livello cervicale, permette di studiare con precisione tutte le strutture anatomiche del collo, supportando una diagnosi accurata.
Cos’è la risonanza magnetica del collo
La risonanza magnetica del collo utilizza campi magnetici e onde radio per ottenere immagini tridimensionali delle strutture interne del corpo, senza l’uso di radiazioni ionizzanti. È particolarmente efficace nell’esplorazione di:
- Muscoli del collo
- Linfonodi cervicali
- Ghiandole salivari e tiroidee
- Trachea, laringe e faringe
- Colonna cervicale
- Vasi sanguigni
- Nervi cranici e spinali
Risonanza magnetica con o senza mezzo di contrasto
La risonanza può essere eseguita:
- Senza mezzo di contrasto, nei casi in cui è sufficiente la visualizzazione anatomica di base.
- Con mezzo di contrasto a base di gadolinio, sostanza sicura e ben tollerata che migliora la visibilità di lesioni vascolarizzate, tumori o infiammazioni.
La necessità del contrasto viene valutata dal medico in base al quadro clinico e al sospetto diagnostico.
Quando viene prescritta la RMN del collo
La risonanza magnetica del collo viene indicata in diversi casi clinici. Tra le principali indicazioni:
- Studio di tumori o lesioni sospette
- Infiammazioni e infezioni dei tessuti molli
- Dolori muscolari persistenti o cronici
- Disfonia e altri problemi vocali
- Patologie neurologiche a carico dei nervi del collo
- Malattie vascolari (aneurismi, stenosi, trombosi)
- Follow-up oncologico dopo diagnosi o trattamento
Indicazioni della Risonanza Magnetica al Collo
La risonanza magnetica al collo è prescritta per diverse ragioni, tra cui:
- Dolore al collo persistente: Quando il dolore al collo non risponde ai trattamenti conservativi, come farmaci e fisioterapia, una RM può aiutare a identificare la causa sottostante, come un'ernia del disco, stenosi spinale o artrosi.
- Traumi: Dopo un incidente o una lesione al collo, una RM può rivelare fratture, lesioni dei tessuti molli (legamenti, muscoli) o danni al midollo spinale.
- Debolezza o intorpidimento: Sintomi neurologici come debolezza, intorpidimento o formicolio alle braccia o alle mani possono indicare una compressione dei nervi nel collo, che può essere visualizzata con una RM.
- Sospetto di tumori o infezioni: La RM è utile per rilevare tumori benigni o maligni, ascessi o altre infezioni che possono interessare il collo.
- Valutazione di anomalie congenite: La RM può essere utilizzata per valutare anomalie congenite della colonna vertebrale cervicale o dei tessuti molli del collo.
- Monitoraggio di condizioni preesistenti: Pazienti con condizioni croniche come sclerosi multipla o artrite reumatoide possono sottoporsi a RM periodiche per monitorare la progressione della malattia e la risposta al trattamento.
Come prepararsi all’esame
La preparazione per la risonanza magnetica del collo varia in base all’uso del contrasto:
- Senza contrasto: non è richiesta alcuna preparazione specifica.
- Con contrasto: può essere necessario il digiuno di 4-6 ore prima dell’esame.
È fondamentale informare il personale sanitario nei seguenti casi:
- Presenza di protesi metalliche o dispositivi impiantati
- Pacemaker (compatibilità da verificare)
- Gravidanza (l’esame è indicato solo se strettamente necessario)
- Allergie note, soprattutto a mezzi di contrasto
- Claustrofobia (possibilità di sedazione leggera)
Si consiglia di indossare abiti comodi e privi di parti metalliche (cerniere, bottoni, ganci).
Preparazione all'Esame
La preparazione per una risonanza magnetica al collo è generalmente semplice, ma è importante seguire le istruzioni fornite dal proprio medico o dal centro radiologico. Ecco alcuni consigli utili:
- Informare il medico: Informare il medico di eventuali condizioni mediche preesistenti, allergie, farmaci assunti (compresi integratori e rimedi erboristici) e se si è in gravidanza o si sospetta di esserlo.
- Rimuovere oggetti metallici: Prima dell'esame, è necessario rimuovere tutti gli oggetti metallici, come gioielli, orologi, piercing, occhiali e protesi dentarie rimovibili. Il metallo può interferire con il campo magnetico e compromettere la qualità delle immagini.
- Indossare abiti comodi: Indossare abiti comodi e senza parti metalliche. In alcuni casi, potrebbe essere fornito un camice ospedaliero da indossare.
- Digiuno: In genere, non è necessario digiunare prima di una risonanza magnetica al collo, a meno che non sia previsto l'utilizzo di un mezzo di contrasto. In tal caso, potrebbe essere richiesto di non mangiare o bere per alcune ore prima dell'esame.
- Claustrofobia: Se si soffre di claustrofobia, è importante informare il medico. Potrebbe essere prescritta una leggera sedazione per aiutare a rilassarsi durante l'esame. In alcuni centri radiologici, sono disponibili macchine RM aperte, che possono essere più confortevoli per i pazienti claustrofobici.
Come si svolge l’esame
Dopo la preparazione, il paziente viene fatto sdraiare su un lettino mobile che scorre all'interno del tubo della risonanza. Durante l’esame:
- La durata è generalmente compresa tra 20 e 40 minuti.
- L’ambiente può risultare rumoroso: vengono fornite cuffie o tappi per le orecchie.
- È essenziale rimanere immobili per tutta la durata dell’acquisizione delle immagini.
- Se richiesto, il mezzo di contrasto viene iniettato per via endovenosa durante la procedura.
Cosa Aspettarsi Durante l'Esame
Durante la risonanza magnetica al collo, il paziente viene fatto sdraiare su un lettino mobile che viene fatto scorrere all'interno di un grande tubo. È importante rimanere il più possibile immobili durante l'esame per garantire la qualità delle immagini. Il tecnico radiologo osserverà il paziente da una sala di controllo adiacente e comunicherà con lui tramite un interfono.
La macchina RM produce rumori forti e ripetitivi, come colpi, ronzii e ticchettii. Per ridurre il disagio, possono essere forniti tappi per le orecchie o cuffie. In alcuni casi, è possibile ascoltare musica durante l'esame.
Se è necessario utilizzare un mezzo di contrasto, questo verrà iniettato in una vena del braccio. Il mezzo di contrasto può causare una sensazione di calore o freddo, ma di solito scompare rapidamente. È raro, ma possibile, che si verifichi una reazione allergica al mezzo di contrasto. È importante informare immediatamente il tecnico radiologo se si avvertono sintomi come prurito, eruzione cutanea, difficoltà respiratorie o gonfiore del viso.
Durata dell'Esame
La durata di una risonanza magnetica al collo può variare a seconda di diversi fattori, tra cui:
- Area da esaminare: Se l'esame si concentra solo sul collo o include anche la testa o la parte superiore della schiena.
- Utilizzo di contrasto: Se è necessario iniettare un mezzo di contrasto per migliorare la visualizzazione delle strutture interne.
- Numero di sequenze: Il numero di sequenze di immagini necessarie per ottenere una diagnosi accurata.
- Cooperazione del paziente: La capacità del paziente di rimanere fermo durante l'esame.
In generale, una risonanza magnetica al collo dura tra i 30 e i 60 minuti. Alcune procedure più complesse possono richiedere fino a 90 minuti. È importante discutere la durata prevista dell'esame con il proprio medico o il tecnico radiologo.
Dopo l’esame
Se non è stato somministrato il mezzo di contrasto, si può riprendere subito la normale attività quotidiana. Se è stato utilizzato il gadolinio, è consigliato bere molta acqua nelle ore successive per facilitarne l’eliminazione. Gli effetti collaterali sono rari e generalmente lievi. In caso di sintomi insoliti (rash, nausea, difficoltà respiratorie), è importante contattare il medico curante.
Rischi e Controindicazioni
La risonanza magnetica è considerata una procedura sicura, ma ci sono alcuni rischi e controindicazioni da considerare:
- Oggetti metallici: La presenza di oggetti metallici nel corpo, come pacemaker, defibrillatori impiantabili, clip vascolari, protesi metalliche o schegge metalliche, può essere una controindicazione alla RM. È importante informare il medico di qualsiasi impianto metallico prima dell'esame.
- Gravidanza: La sicurezza della RM durante la gravidanza non è stata completamente stabilita. In genere, si raccomanda di evitare la RM durante il primo trimestre di gravidanza, a meno che non sia assolutamente necessario.
- Allergie: Come accennato in precedenza, è possibile avere una reazione allergica al mezzo di contrasto. È importante informare il medico di eventuali allergie note.
- Insufficienza renale: Il mezzo di contrasto utilizzato nella RM viene escreto dai reni. Pazienti con insufficienza renale grave possono essere a rischio di sviluppare una condizione rara ma grave chiamata fibrosi sistemica nefrogenica (NSF). È importante informare il medico se si soffre di insufficienza renale.
Dopo l'Esame
Dopo la risonanza magnetica al collo, di solito è possibile riprendere immediatamente le normali attività. Se è stata somministrata una sedazione, è necessario attendere che l'effetto svanisca prima di guidare o utilizzare macchinari pericolosi.
Il referto
Il referto radiologico viene elaborato da uno specialista in radiologia e reso disponibile:
- Generalmente entro 24-72 ore dall’esame.
- In casi urgenti, anche nella stessa giornata.
Sarà il medico curante a spiegare il contenuto del referto e a indicare eventuali approfondimenti diagnostici o terapeutici successivi.
Interpretazione dei Risultati
L'interpretazione dei risultati di una risonanza magnetica al collo richiede competenze mediche specialistiche. Il radiologo valuterà le immagini alla ricerca di anomalie, come:
- Ernia del disco: Protrusione del disco intervertebrale che comprime i nervi spinali.
- Stenosi spinale: Restringimento del canale spinale che causa compressione del midollo spinale.
- Artrosi: Degenerazione delle articolazioni del collo.
- Lesioni dei tessuti molli: Strappi o distorsioni dei legamenti o dei muscoli del collo.
- Tumori: Crescite anomale di tessuto nel collo.
- Infezioni: Ascessi o infiammazioni causate da batteri o altri agenti patogeni.
- Anomalie congenite: Difetti di nascita della colonna vertebrale cervicale o dei tessuti molli del collo.
In base ai risultati della RM, il medico potrà formulare una diagnosi accurata e raccomandare il trattamento più appropriato.
Risonanza Magnetica Collo: domande frequenti
- Fa male la risonanza magnetica al collo? No, l’esame è totalmente indolore. Non comporta alcun tipo di fastidio fisico.
- È sicura? Sì, è un esame non invasivo e privo di radiazioni. Può essere ripetuto anche più volte senza rischi.
- È rumorosa? Sì, durante l’esame si avvertono suoni forti e ripetitivi. Per questo motivo ti verranno fornite cuffie protettive o tappi per le orecchie.
- Posso farla con un pacemaker? Dipende dal tipo di dispositivo cardiaco. Alcuni pacemaker di nuova generazione sono compatibili con la RMN (RM-compatibili), ma è sempre necessaria la valutazione dello specialista cardiologo.
- Serve il digiuno? Solo se l’esame prevede l’uso del mezzo di contrasto. In tal caso è consigliato il digiuno da 4 a 6 ore prima della procedura.
- Posso guidare dopo l’esame? Sì, in assenza di sedazione o effetti collaterali, puoi guidare regolarmente dopo la risonanza.
- Il mezzo di contrasto è pericoloso? No, il gadolinio utilizzato è generalmente ben tollerato. Raramente può provocare lievi reazioni allergiche, più frequentemente in soggetti predisposti.
- In gravidanza si può fare? La risonanza può essere eseguita in gravidanza solo se strettamente necessario e in casi selezionati. È il medico a decidere caso per caso, valutando i benefici e i rischi.
- La risonanza magnetica vede tutto? La RM è uno degli esami più precisi per lo studio dei tessuti molli, ed è particolarmente efficace nel rilevare anomalie e lesioni nel collo. Tuttavia, la scelta dell’esame diagnostico più indicato spetta sempre al medico.
- Posso sottopormi all’esame se soffro di claustrofobia? Sì, in presenza di claustrofobia è possibile ricorrere a sedazione leggera, oppure optare per macchinari aperti dove disponibili.
Alternative alla Risonanza Magnetica
In alcuni casi, possono essere disponibili alternative alla risonanza magnetica per la diagnosi di problemi al collo. Queste alternative includono:
- Radiografia (Raggi X): Utile per visualizzare le ossa del collo, ma meno efficace per i tessuti molli.
- Tomografia Computerizzata (TC): Fornisce immagini più dettagliate delle ossa rispetto alla radiografia, ma espone il paziente a radiazioni ionizzanti.
- Elettromiografia (EMG): Misura l'attività elettrica dei muscoli e dei nervi per diagnosticare problemi neurologici.
- Ecografia: Utilizza onde sonore per creare immagini dei tessuti molli, ma non è adatta per visualizzare le ossa.
La scelta dell'esame diagnostico più appropriato dipende dalla condizione medica sospetta e dalle caratteristiche del paziente.
Informazioni aggiuntive
La risonanza magnetica non richiede una particolare preparazione nei giorni precedenti all’esame, per cui il paziente ha la possibilità di alimentarsi in modo normale e di praticare le consuete attività quotidiane, le quali potranno essere riprese al termine della RM. L’esame, nonostante la sua natura tutt’altro che invasiva, richiede innegabilmente un discreto impiego di tempo affinché possa essere svolto nella maniera più precisa e dettagliata: fornire delle indicazioni oggettive per indicare la corretta durata dell’intervento è impossibile, in quanto la rapidità delle operazioni è spesso dipendente dal livello di collaborazione offerto dal paziente.
I soggetti allergici possono avere qualche problema nel caso di iniezione del mezzo di contrasto. Il Centro Diagnostico Medical Imaging Polisanitaria Iodice offre ai propri pazienti le migliori tecnologie e i più avanzati macchinari per l’esecuzione di esami di risonanza magnetica.
Cosa fare il giorno dell'esame
Per eseguire l’esame, alla paziente viene chiesto di stendersi su un lettino, che viene fatto scorrere dentro a un’apposita macchina, e di restare ferma e rilassata per tutta la durata dell’esame.
Se è previsto, può essere iniettato per via endovenosa un mezzo di contrasto; il più comune è il gadolinio. In questo caso sarà necessario qualche minuto per far sì che si distribuisca omogeneamente nel corpo. L’utilizzo del mezzo di contrasto consente, dopo la sua infusione, di aumentare la potenza del segnale di alcuni tessuti.
Il giorno dell'esame si consiglia di indossare indumenti senza ganci o bottoni automatici, spille, chiusure lampo o altre parti metalliche, che andrebbero in ogni caso tolti prima dell'esecuzione dell'indagine. Si consiglia di prestare molta attenzione anche ai punti metallici applicati in tintoria, che spesso restano attaccati alle etichette perché difficilmente visibili.
Per evitare inconvenienti, comunque, la paziente viene di norma invitata a togliersi tutti i vestiti a esclusione della biancheria intima (purché priva di parti metalliche) e a indossare un camice, fornito dal personale, e calzari monouso.
Occorre togliere gioielli e piercing, fermagli per capelli e cinture, occhiali e orologio, ma anche eventuali lenti a contatto, apparecchi per l’udito, protesi dentarie mobili, cinti sanitari, busti e parrucche. Non è consentito portare con sé cellulari, carte di credito o altre tessere magnetiche che potrebbero interferire con lo strumento di indagine.
In alcuni casi si richiede anche di rimuovere i cosmetici dal viso e dagli occhi: si può decidere di non truccarsi oppure di portare con sé il necessario per la pulizia del viso.
Come comportarsi dopo l'esame
All'esame ci si può tranquillamente recare da soli perché non occorre alcun tipo di assistenza né durante l’esecuzione né al termine. Conclusa l'indagine si può tornare a casa, anche guidando, senza nessun tipo di limitazione. Il mezzo di contrasto, quando usato, impiega meno di 24 ore per essere eliminato tramite le urine; gli effetti più consistenti del mezzo di contrasto sono in atto nelle prime ore che seguono l’iniezione, e possono includere brividi di freddo, nausea, mal di testa e/o vomito, dopodiché si assiste a una loro graduale attenuazione.
Sensazioni durante l'esame
L'esecuzione di una risonanza magnetica non è mai dolorosa, se si esclude la piccola puntura richiesta dall’eventuale iniezione di mezzo di contrasto nella vena del braccio.
Gli unici fastidi che si possono avvertire durante l'esecuzione dell’esame derivano dal forte rumore provocato dalla macchina e dal senso di claustrofobia che, soprattutto in passato, era provocato dal rimanere chiusi in un grande cilindro per il tempo necessario all’esame.
Per rimediare al rumore di solito vengono forniti al paziente cuffie o tappi per le orecchie, non è invece consentito l'utilizzo di dispositivi elettronici.
Nel corso dell'esame è normale avvertire un senso di riscaldamento in alcune parti del corpo, che va segnalato agli operatori solo se diventa eccessivo.
È possibile anche che il campo magnetico generato dalla macchina, stimolando le cellule nervose della paziente, provochi la contrazione involontaria o la sensazione di pulsazione in alcuni muscoli in varie parti del corpo. Anche questi effetti non devono preoccupare; se diventano troppo fastidiosi è consigliabile avvertire l’operatore, con cui si è sempre in contatto tramite un campanello di allarme e un interfono situati all’interno dell'apparecchiatura.
A sua volta, chi esegue l'esame vede e ha sotto controllo in ogni istante il paziente e può quindi sempre intervenire in caso di necessità.
Nella sede di tatuaggi, soprattutto se fatti molti anni fa, quando era più comune l’uso di pigmenti metallici, si possono creare irritazioni della pelle.
Rischi immediati e a lungo termine
Rispettando le cautele sopra descritte, l’unico possibile rischio nel corso della risonanza magnetica è una reazione allergica alla sostanza usata come mezzo di contrasto, il gadolinio, che generalmente è molto più rara e lieve di quella prodotta da mezzi di contrasto a base di iodio usati per gli esami radiografici. In ogni caso è bene avvertire il personale se in passato si sono verificate reazioni allergiche di questo tipo o se si è affetti da gravi disfunzioni renali.
L’allergia si può manifestare con sintomi lievi, come prurito, nausea e vomito e, solo in casi eccezionali, scatenare reazioni più gravi che il personale è comunque pronto a fronteggiare.
La risonanza magnetica non prevede l’uso di sostanze radioattive né di radiazioni ionizzanti come quelle dei raggi X, ma sfrutta campi magnetici di alta intensità e onde a radiofrequenza simili a quelle utilizzate per la radio e la televisione, che interessano le cellule degli organi da esaminare, soprattutto quelli ricchi di acqua. Di conseguenza, allo stato attuale delle conoscenze non c’è ragione di credere che la risonanza magnetica possa provocare danni, nemmeno a distanza di tempo.
Le donne portatrici di mezzi contraccettivi intrauterini come la spirale dovrebbero consultare il ginecologo per valutare l’opportunità di eseguire, dopo l’esame, un’ecografia di controllo, per accertarsi che il dispositivo non si sia spostato sotto l’effetto dei campi magnetici. Il rischio potrebbe essere, in tal caso, una ridotta efficacia dell’effetto contraccettivo della spirale e una possibile gravidanza indesiderata.
Limitazioni
Ci sono condizioni in cui la risonanza magnetica non si può fare, in particolare se si ha:
- Pace maker o defibrillatore interno. In questo caso bisogna sentire il parere del cardiologo che valuterà le caratteristiche del pace maker e quelle del macchinario dove si va a fare la risonanza magnetica.
- Protesi oculari magnetiche
- Stimolanti di crescita ossea (dispositivi che stimolano l’accrescimento del tessuto osseo o la calcificazione)
E' prudente non far fare la risonanza magnetica alle donne in gravidanza, in particolare nel primo trimestre di gravidanza, anche se non è stata comprovata la sensibilità dell'embrione ai campi magnetici e di radiofrequenza utilizzati per queste indagini.
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