La risonanza magnetica (RM) è una tecnica diagnostica che utilizza un campo magnetico e onde radio per generare immagini dettagliate del corpo umano. La risonanza magnetica è un esame non invasivo in quanto privo di qualsiasi radiazione ionizzante. L’esame più adatto ad ogni caso viene attentamente valutato dal medico, in base alla condizione del paziente e a ciò che si intende indagare e diagnosticare. È uno degli esami diagnostici più importanti per valutare e studiare organi, ma non usa radiazioni ionizzanti (Rx) nè metodi invasivi. La risonanza magnetica fornisce immagini tridimensionali chiare e dettagliate dei cosiddetti tessuti molli (nervi, muscoli, legamenti, adipe, vasi sanguigni ecc.) e dei cosiddetti tessuti duri (ossa e cartilagini).
Il meccanismo alla base di questo esame viene scoperto nel 1946, quasi un secolo fa, in un ambito non medico - la risonanza magnetica veniva utilizzata negli anni ’50 e ’60 principalmente per l'analisi molecolare e l’analisi della struttura dei materiali. È negli anni ’70 che inizia la sperimentazione in campo medico ed il successo viene consolidato con i primi veri e propri esami sul corpo umano effettuati nel decennio seguente. Oggi la risonanza magnetica è un esame fondamentale a disposizione della medicina moderna e ne esistono addirittura tre tipologie differenti: la risonanza magnetica chiusa, aperta e ad alto campo. Ognuna ha le sue caratteristiche, vantaggi e svantaggi. Vediamoli insieme.
Come Funziona la Risonanza Magnetica
Nel corso di una risonanza magnetica, un grande magnete produce una serie di campi magnetici che modificano l'orientamento degli atomi di idrogeno presenti nelle singole cellule del distretto anatomico di interesse. A modifica avvenuta, seguono la disattivazione del suddetto magnete e il conseguente ripristino, da parte degli atomi di idrogeno dell'area sotto osservazione, del loro orientamento originale; questo secondo evento è fondamentale ai fini della procedura: quando ripristinano l'orientamento originale, gli atomi di idrogeno del distretto anatomico indagato emettono un'energia che il macchinario per la risonanza magnetica utilizza per creare le immagini diagnostiche. Chiaramente, in modo simile alla TAC, ci sono degli appositi rilevatori capaci di captare la suddetta energia e trasmetterla a un computer per la traduzione in immagini.
Il campo magnetico generato da una grossa calamita influenza i nuclei degli atomi di idrogeno che si allineano lungo la linea di forza del campo. Degli impulsi prodotti da onde a radiofrequenze modificano l’orientamento di questi nuclei, che al cessare di questi ritornano alla loro posizione originale.
Risonanza Magnetica Aperta vs. Chiusa: Quali Sono le Differenze?
La risonanza magnetica chiusa, tradizionalmente più comune, consiste in una macchina con una struttura a tubo, all'interno della quale il paziente viene fatto scivolare. Questo tipo di RM offre una maggiore potenza di campo magnetico, il che si traduce in immagini di alta qualità e risoluzione. La risonanza magnetica aperta, invece, è progettata per essere più confortevole, con un'apertura più ampia che può alleviare la sensazione di claustrofobia. Sebbene questa configurazione possa essere meno potente rispetto a una macchina chiusa, i progressi tecnologici hanno migliorato notevolmente la qualità delle immagini delle RM aperte, rendendole un'opzione valida per molte applicazioni diagnostiche.
La risonanza magnetica aperta è una modalità di questa tipologia di indagine diagnostica che permette di sottoporsi all’esame senza essere obbligati a restare chiusi all’interno di un tunnel dalle dimensioni ridotte. La sua struttura non prevede l’utilizzo di un tunnel chiuso ma si compone di due braccia (uno superiore e uno inferiore) che formano una grande C squadrata. L'aspetto di un apparecchio per la risonanza magnetica aperta ricorda molto quello di una grande C squadrata, in cui il braccio superiore e il braccio inferiore sono due grandi piastre. Negli ultimi anni la volontà di un numero sempre crescente di pazienti di scegliere la risonanza magnetica aperta ha portato molte strutture sanitarie a dotarsi di questo tipo di macchinario.
In entrambi i casi, la risonanza magnetica, chiamata anche risonanza magnetica nucleare, usa un campo magnetico e onde di frequenza analoghe a quelle emesse da radio e Tv, per ottenere immagini dettagliate di strutture e organi. Innocua e non invasiva, la risonanza magnetica chiusa usa però un campo magnetico più potente rispetto a quella aperta. Se da una parte, la RMN aperta determina immagini meno nitide pur mantenendo la medesima precisione diagnostica della RMN chiusa, dall’altra in alcuni casi, previa valutazione del medico radiologo, la RMN aperta ha il vantaggio di ampliare l’indicazione anche ai portatori di elementi metallici inseriti anni fa, come viti o placche chirurgiche, punti di sutura, clip, o protesi, che non sono compatibili con la RM chiusa perché le componenti metalliche potrebbero surriscaldarsi e spostarsi a causa del campo magnetico più potente.
Vantaggi della Risonanza Magnetica Aperta
Questo tipo di esame azzera il rischio di ansia e claustrofobia ed è adatto anche a pazienti obesi. E’ indicata per pazienti che hanno difficoltà ad affrontare il classico esame diagnostico. Si tratta quindi di uno strumento affidabile pensato per pazienti claustrofobici, anziani o bambini. La risonanza magnetica aperta sta trovando anche un uso molto importante in sala operatoria. I chirurghi la utilizzano per analizzare gli organi e i tessuti del paziente oggetto di operazione: in poche decine di minuti, quindi, il medico può avere una visione d’insieme più chiara dell’area. Si parla quindi di uso intraoperatorio dell’esame diagnostico.
Svantaggi della Risonanza Magnetica Aperta
La risonanza aperta sfrutta un magnete a basso campo destinato allo studio delle patologie muscolo-scheletriche. Tutte queste carenze la rendono poco adatta allo studio di quelle parti del corpo piccole, ma estremamente complesse dal punto di vista anatomico, come per esempio le articolazioni del ginocchio, del polso, della mano, del piede ecc. La differenza principale sta nella risoluzione delle immagini, che tendono ad essere meno dettagliate per alcune parti del corpo. I difetti sono più evidenti in caso si vogliano esaminare parti del corpo piccole e complesse, almeno dal punto di vista anatomico. I radiologi, ad esempio, consigliano sempre la risonanza magnetica tradizionale per le articolazioni della mano, del piede, del ginocchio e del polso.
Risonanza Magnetica ad Alto Campo
La risonanza magnetica ad alto campo si differenzia delle altre poiché utilizza un campo magnetico molto più potente; questo permette di ottenere immagini ancora più dettagliate e di eseguire esami sempre più complessi. La risonanza magnetica ad alto campo utilizza un campo magnetico più potente rispetto alle macchine convenzionali, generalmente superiore a 1,5 Tesla (T), e spesso arriva fino a 3 Tesla o oltre. Questa maggiore potenza consente una risoluzione più elevata e tempi di acquisizione più brevi, rendendola ideale per l'imaging dettagliato di strutture complesse come il cervello, la colonna vertebrale e le articolazioni.
Per contro, però, il macchinario necessario per effettuare questo esame è chiuso, esattamente come quello della RM chiusa standard; presenta, dunque, gli stessi svantaggi, che vanno, però, a bilanciarsi con gli enormi vantaggi offerti da questa potente tecnologia. La RMN chiusa ad alto campo magnetico è insostituibile però per studiare volumi corporei più ampi, come addome, prostata o cuore, non valutabili con la RMN aperta.
Innovazioni Tecnologiche e Comfort del Paziente
Le tecnologie di risonanza magnetica continuano ad evolversi, con innovazioni che migliorano la qualità dell'immagine, riducono i tempi di scansione e aumentano il comfort del paziente. Ad esempio, le tecniche di imaging funzionale con RM (fMRI) stanno diventando sempre più cruciali nella ricerca neuroscientifica per mappare l'attività cerebrale durante varie attività cognitive. La tecnologia medica sta facendo passi da gigante, mirando non solo all'efficacia delle diagnosi, ma anche al comfort dei pazienti.
La claustrofobia, la paura degli spazi chiusi, è un problema comune che può creare notevole ansia nei pazienti sottoposti a esami di imaging medico come la risonanza magnetica. Questo disagio può portare a risultati diagnostici meno precisi a causa della difficoltà dei pazienti nel mantenere la calma durante la procedura. La nuova risonanza affronta questa sfida con un design innovativo e orientato al paziente, è stata progettata con aperture più ampie e un design più aperto.
Non solo, viene creato un ambiente multisensoriale destinato a migliorare l’esperienza del paziente dentro la macchina «al paziente viene fatto indossare un visore, prima di entrare nella risonanza, che grazie a uno specchio permette di vedere il video proiettato su un monitor posto fuori dall’apparecchiatura oltre al visore al paziente vengono fatte indossare delle cuffie dove si trasmettono suoni inerenti alle immagini che sta guardando. Un altro sistema utile per migliorare l’esperienza dentro al macchinario e abbattere lo stress è la barra di avanzamento che indica la durata dell’esame.
Come Prepararsi per una Risonanza Magnetica
Come prepararsi alla risonanza magnetica La risonanza magnetica, aperta o chiusa che sia, è un esame non invasivo che non prevede particolare preparazione. Nello specifico, salvo diversa indicazione del radiologo, non sarà necessario seguire una dieta particolare nei giorni precedenti l’esame diagnostico. È fondamentale, invece, che il paziente rimuova qualsiasi tipo di oggetto metallico prima di sottoporsi alla risonanza magnetica. Bisogna inoltre informare preventivamente il radiologo se all’interno del corpo sono presenti parti metalliche (protesi, impianti, pacemaker o apparecchi elettronici).
Controindicazioni alla Risonanza Magnetica
La risonanza magnetica, invece, è controindicata nei soggetti con grave claustrofobia e nelle donne incinte al primo trimestre di gravidanza. Controindicazioni alla risonanza sono la presenza di pacemaker o defibrillatori, protesi ortopediche (le protesi recenti sono in titanio e quindi rm-compatibili), neurostimolatori, clip chirurgiche, schegge o frammenti metallici intraoculari, protesi metalliche valvolari o vascolari. Resta per entrambe la controindicazione per i portatori di pacemaker e le donne in gravidanza per le quali c’è l’indicazione solo in caso di estrema necessità.
Come per la risonanza chiusa, il paziente non è sottoposto a radiazioni invasive, dunque, la risonanza non è pericolosa. Tuttavia, i nostri medici la sconsigliano per donne in attesa nei primi 3-4 mesi di gravidanza. Inoltre, non possono sottoporsi a questo esame le persone che all’interno del loro corpo hanno protesi di ferro, pacemaker, apparecchi acustici e altri tipi di oggetti metallici.
Durata dell'Esame
La durata media di un esame di risonanza è di circa 20 minuti per ogni segmento oggetto di studio. La durata della risonanza aperta dipende dalla zona del corpo da esaminare, in media varia dai 24 ai 65 minuti. La durata della risonanza magnetica chiusa cambia rispetto all’area di analisi, in generale le tempistiche variano dai 15 ai 90 minuti.
Come Affrontare l'Ansia Durante una Risonanza Magnetica Chiusa
Se il radiologo ti prescrive una risonanza magnetica chiusa, ma sei un soggetto che soffre di ansia ci sono delle piccole pratiche che ti aiuteranno a concludere al meglio la visita. Sebbene la risonanza magnetica nucleare (RM) sia uno strumento radiologico moderno, per chi soffre di ansia e claustrofobia è quasi impossibile completare l’esame. La paura dei luoghi chiusi, gli spazi stretti e poco illuminati, come il tunnel del macchinario, non sono molto rassicuranti per alcuni pazienti. Le reazioni che questo può provocare sono: affanno, tachicardia, aumento della respirazione, sudorazione, nausea, vertigini, tremori, sensazioni di intorpidimento e formicolii al volto e attacco di panico.
Come affrontare in questi casi la risonanza? Prima di procedere con la risonanza è necessario che comunichi al medico che sei un paziente sensibile e claustrofobico, in questo modo sarà preparato e valuta se sarà il caso di somministrarti delle gocce calmanti o fare la sedazione (in questo caso non sarà possibile guidare per le 24 ore successive). In caso contrario, se deciderete di non ricorrere alla medicina ci sono altre pratiche che ti possono aiutare a superare al meglio la RM:
- Respira. Quando si è in ansia la respirazione aumenta e si ha poco controllo del proprio corpo. Fai dei lunghi respiri con il naso ed espira sempre dal naso, per regolare il battito cardiaco;
- chiedi dei tappi per le orecchie per coprire il rumore del macchinario;
- una volta dentro, chiudi gli occhi in modo da non avere completa percezione di cosa sta accadendo. Per non cadere alla tentazione di aprire gli occhi porta con te una mascherina per gli occhi, quelle che si usano per dormire;
- fatti accompagnare da una persona fidata per supporto emotivo.
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