La risonanza magnetica (RM) è una metodica diagnostica non invasiva che utilizza radiazioni elettromagnetiche totalmente innocue per l’organismo. Il segnale che si ottiene dalle radiazioni viene elaborato da un computer in grado di visualizzare sullo schermo la corrispondente immagine su vari piani del corpo umano. Tale immagine può essere poi elaborata e riversata su CD.
A cosa serve la risonanza magnetica?
Utilizzata a partire dai primi anni ’80, permette di visualizzare gli organi interni e lo scheletro. La risonanza magnetica consente di visualizzare la colonna vertebrale, le articolazioni e gli organi interni del paziente. Viene utilizzata per diagnosticare una grande varietà di patologie, tra le quali:
- Sospette alterazioni della colonna vertebrale
- Patologie dell’apparato muscolare e osteo-articolare
- Patologie del sistema nervoso centrale e periferico
- Patologie del sistema cardio-vascolare
- Patologie delle ghiandole mammarie
- Patologie del distretto uro-genitale
- Patologie dell’apparato gastro-intestinale
Come si svolge la risonanza magnetica?
Per essere sottoposto alla risonanza magnetica il paziente deve indossare un camice fornito dal personale e distendersi su un lettino scorrevole che viene posizionato all’interno di un cilindro cavo, aperto a entrambe le estremità, costituito da un potente magnete dentro cui vengono irradiati fasci di onde radio.
Durante tutta la durata dell’esame, il paziente dovrà restare fermo e rilassato mentre il lettino scorre avanti e indietro per consentire l’analisi della parte interessata da parte dei macchinari. Poiché l’emissione delle onde radio provoca una serie di rumori forti e secchi, che potrebbero risultare fastidiosi, vengono forniti degli appositi auricolari che il paziente dovrà indossare.
La durata della risonanza magnetica varia a seconda delle parti del corpo che devono essere esaminate. Si oscilla fra i 20 minuti necessari per uno studio del cranio, ai 60 minuti necessari per studi più complessi.
Norme di preparazione: Digiuno e Risonanza Magnetica
Non occorre alcuna preparazione per fare la RM senza contrasto. Nel caso della risonanza magnetica con contrasto, invece, è necessario il digiuno. Sì! Per la risonanza magnetica con contrasto è fondamentale rimanere a digiuno. Ci sono diversi motivi per i quali è meglio non mangiare, ad esempio alcune persone, anche se il mezzo di contrasto della risonanza non da particolari sensazioni, provano agitazione nel momento in cui il contrasto entra nel corpo attraverso il cateterino venoso, questo potrebbe provocare anche stati di vomito, che rovinerebbero l’esecuzione corretta dell’esame nella sua fase più importante.
L'iniezione di mezzo di contrasto, salvo alcuni casi particolari non è ripetibile ed è dunque fondamentale che avvenga nella più assoluta sicurezza. Un secondo motivo non meno importante sono i tipi di reazione di tipo allergico al mezzo di contrasto della risonanza, anche se rare, si possono più che altro manifestare come delle lievi reazioni che possono indurre vomito, ed anche in questo caso, l’esame verrebbe rovinato, rendendolo inutile per il paziente stesso che dovrà ripeterlo.
Un terzo motivo è quello che durante la reazione allergica grave, che succede in rarissimi casi, l’anestesista che cercherà di intubare un paziente potrebbe trovarsi in difficoltà nel caso del cibo refluisse, rendendo le manovre di rianimazione più complesse e mettendo ulteriormente la salute del paziente.
E' necessario rispettare il digiuno da cibi solidi di 4 ore prima dell'esame (è consentito assumere piccole quantità di sostanze liquide zuccherate per mantenere un buon livello di energia fisica). Non assumere cibo o bevande nelle 4 ore che precedono l'esame.
Se lo studio RM è previsto con mezzo di contrasto e il paziente ha più di 65 anni, è necessario munirsi di esame del sangue di Creatinina e clearence di data recente (in caso di problemi renali è necessario effettuare queste analisi a qualsiasi età).
Mantieniti idratato il giorno prima e il giorno dopo l'esame: bevi molta acqua fino alla mezzanotte prima dell'esame, orario in cui inizierà il digiuno da solidi e liquidi.
Nel caso delle risonanze dell’addome è altamente consigliata una pulizia intestinale affinché la qualità delle immagini sia alta. L’acqua si può tranquillamente bere, però anche in questo caso potrebbe influire sulla qualità di alcuni esami. Ad esempio se beviamo una bottiglietta da mezzo litro proprio prima di entrare in risonanza, questa acqua si depositerà nello stomaco nell’intestino, nei reni e in vescica.
Certo, dopo la risonanza magnetica potrai mangiare quello che vorrai. Tieni conto del fatto che nessuna terapia medica può essere interrotta senza il consiglio del tuo medico o di uno specialista.
Controindicazioni e rischi
La risonanza magnetica è un esame innocuo e indolore che non presenta rischi a patto che vengano rispettati alcune precauzioni. Vediamo, nei dettagli, quali sono.
Pazienti con Pacemaker cardiaco, neurostimolatori e protesi
La risonanza magnetica non può essere effettuata su pazienti portatori di pacemaker cardiaco, di neurostimolatori, di strutture metalliche quali, ad esempio, protesi, viti, valvole cardiache, che siano state inserite nel corpo in seguito a importanti interventi chirurgici. In caso contrario, il campo magnetico potrebbe provocarne lo spostamento in altra sede e/ alterarne il funzionamento.
In presenza di protesi metalliche fisse (anca o ginocchio), di chiodi e viti per frattura o di protesi dentarie, la risonanza magnetica può essere effettuata a seconda di qual è la parte del corpo da esaminare, che deve necessariamente trovarsi lontano dalle protesi che disturbano l’immagine, e dal tipo di materiale di cui è composta la protesi.
Pazienti claustrofobici
La risonanza magnetica è sconsigliata nel caso in cui il paziente soffra di claustrofobia.
Pazienti in stato di gravidanza e allattamento
Per le pazienti in stato di gravidanza l’esame è sconsigliato nei primi tre mesi di gestazione e in ogni caso deve essere eseguito solo dietro precisa indicazione specialistica, ad esempio per la valutazione di fratture per cui risulti controindicato l’esame radiografico (bacino).
Nei casi in cui per effettuare la risonanza magnetica sia necessario iniettare un mezzo di contrasto, le donne che allattano dovrebbero raccogliere prima dell’esame il latte occorrente per le 24 ore successive alla risonanza.
Pazienti che utilizzano contraccettivi intrauterini (spirale)
Le donne che utilizzano mezzi contraccettivi intrauterini, come la spirale, devono accertarsi, una volta effettuata la risonanza magnetica, che il dispositivo non abbia subito spostamenti sotto l'effetto dei campi magnetici prodotti nel corso dell'esame.
Rischi dell'esame
Una volta attuate tutte le precauzioni, l’unico rischio connesso alla risonanza magnetica è costituito dalla possibilità di reazione allergica alla sostanza eventualmente utilizzata come mezzo di contrasto.
La reazione allergica può manifestarsi con sintomi lievi (nausea, vomito e prurito). In casi eccezionali possono verificarsi reazioni più gravi, rischio che aumenta se si è affetti da gravi disfunzioni renali, delle quali è sempre consigliabile avvertire il personale.
La paura di "essere chiusi dentro"
Non esistono RM completamente aperte (e in realtà non esistono più neppure RM chiuse): la paura di essere chiusi in uno stretto tubo è un retaggio che la Risonanza Magnetica si trascina dalle prime macchine, che risalgono a oltre 20 anni fa. Alcune strutture dispongono di apparecchiature per risonanza aperte sui lati. Questi dispositivi riducono il senso di claustrofobia e di ansia generato in alcune persone.
Come vestirsi per la risonanza magnetica?
Per quanto riguarda l’abbigliamento, generalmente le persone che devono sottoporsi alla risonanza magnetica vengono invitate a spogliarsi per indossare un camice e dei calzari monouso forniti dalla struttura sanitaria.
Chi prescrive la risonanza magnetica?
La RM è un esame con obbligo di prescrizione medica, anche quando viene svolta in regime di solvenza (a pagamento). Può essere prescritta dal medico di medicina generale oppure dallo specialista. Nel caso in cui sia una prestazione in regime di servizio sanitario nazionale è necessario presentare l’impegnativa su ricetta elettronica.
Mezzi di contrasto
Esistono diversi tipi di mezzo di contrasto, lineari o macrociclici, a seconda del complesso chelante. Tuttavia, l’Agenzia Europea dei Medicinali ha vietato l’uso di quelli lineari, in via precauzionale nonostante non vi siano stati segni clinici di tossicità ma solo problemi di stabilità. L’elemento fondamentale sul quale si basa il mezzo di contrasto usato nella risonanza magnetica è costituito dal Gadolinio.
Tutti coloro che devono sottoporsi alla risonanza con mezzo di contrasto devono eseguire un dosaggio della creatinina nel sangue prima dell’esame. Questo parametro è un indicatore dell’efficienza della funzione renale. Il gadolinio può avere azione nefrotossica nei pazienti con insufficienza renale.
Reazioni al Gadolinio
Lievi: nausea, vomito, rash cutaneo con prurito; possono comparire nell’immediato oppure fino a una settimana dal momento dell’esame. Sono effetti solitamente leggeri che si risolvono anche senza trattamento. Il rischio di reazione al gadolinio dipende da una predisposizione personale del soggetto.
A volte, qualche secondo dopo la somministrazione del mezzo di contrasto, si può avvertire una sensazione di calore che passa dal braccio, alla gola, alla testa, all’addome e alle gambe. L’allergia al mezzo di contrasto si manifesta generalmente in forma lieve (prurito e nausea).
La Risonanza Magnetica Lombosacrale: cosa vede?
La risonanza magnetica lombo-sacrale può essere utile per studiare i dischi intervertebrali, il midollo spinale e le vertebre del tratto lombare e di quello sacrale della colonna vertebrale. Viene generalmente prescritta a coloro nei quali si sospettano alterazioni dei dischi intervertebrali (protrusioni o ernie), del tessuto osseo e del midollo spinale.
Risonanza Magnetica per diverse patologie:
- Endometriosi: La RM senza mezzo di contrasto rappresenta l’esame gold standard non invasivo per la diagnosi di endometriosi.
- Sclerosi Multipla: La RM permette al neurologo di individuare la malattia anche al primo episodio sospetto.
- Acufene: La RM permette di raccogliere informazioni sulle diverse strutture indagate (orecchio interno, strutture nervose retrococleari, nervo acustico).
Risonanza magnetica: aperta o chiusa?
Le apparecchiature per risonanza aperte sui lati riducono il senso di claustrofobia e di ansia generato in alcune persone. La RM aperta esclude i possibili effetti collaterali legati alla claustrofobia, ma in generale questo tipo di sistema risulta più tollerato anche dalle persone che non ne soffrono, grazie al maggior comfort percepito durante l’esecuzione. Tuttavia, la risonanza magnetica aperta, a differenza di quella chiusa, non può essere utilizzata in ogni parte del corpo a causa della minor risoluzione e della minor qualità delle immagini.
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