Risonanza Magnetica nella Sclerosi Multipla senza Contrasto: Linee Guida

La risonanza magnetica (RM) è uno strumento fondamentale nella valutazione dei pazienti con un sospetto di sclerosi multipla, data la sua elevata sensibilità nel rilevare le alterazioni della sostanza bianca tipiche della malattia e la loro evoluzione. Per questo motivo, dal 2001 la risonanza magnetica è stata inclusa formalmente nel percorso di indagine della malattia al fine di formulare una diagnosi precoce e accurata e, di conseguenza, di iniziare quanto prima a somministrare le terapie.

Le esperienze conseguite negli ultimi anni e il perfezionamento tecnologico degli esami strumentali, in particolare della risonanza magnetica nucleare, hanno reso possibile la diagnosi di SM spesso già al primo manifestarsi dei sintomi. In alcuni casi, il grado di certezza può tuttavia non essere completo (“SM possibile”) per la presenza di aspetti clinici-strumentali atipici, oppure perché i sintomi neurologici rimangono un episodio isolato.

La risonanza magnetica ha reso più semplice la diagnosi di SM perché permette di ottenere immagini molto dettagliate del sistema nervoso centrale. Le lesioni tipiche della malattia sono generalmente ben visibili utilizzando specifiche sequenze che elaborano le immagini realizzate con la RM; le aree di infiammazione e perdita di mielina di recente insorgenza si possono visualizzare dopo l’iniezione in vena del mezzo di contrasto (“lesioni attive”).

Va precisato che alterazioni della sostanza bianca visibili in RM simili a quelle che si riscontrano nella SM non sono esclusive di questa malattia. Una volta formulata la diagnosi, rimane la difficoltà di fornire informazioni rispetto alla possibile evoluzione della malattia. Studi prospettici hanno dimostrato che la Risonanza Magnetica è l’indicatore prognostico più affidabile tra quelli presi in considerazione.

Criteri Diagnostici e Risonanza Magnetica

Milano, 21 marzo 2016 - I ricercatori dell’Unità di Neuroimaging quantitativo dell’IRCCS Ospedale San Raffaele hanno coordinato un gruppo internazionale di esperti clinici e di imaging nella definizione dei nuovi criteri d’uso della risonanza magnetica nella diagnosi e nella gestione dei pazienti con sclerosi multipla.

“L’obiettivo principale dell’aggiornamento delle linee guida - spiega il prof. “Su Lancet Neurology spieghiamo - afferma Mara Rocca, ricercatrice presso l’Unità di Neuroimaging quantitativo e co-autrice dello studio - che oltre alle quattro sedi tipicamente coinvolte dalla sclerosi multipla e contemplate negli attuali criteri diagnostici (periventricolare, sottocorticale, fossa posteriore e midollo spinale), vi è anche un coinvolgimento del nervo ottico, che può essere colpito in più del 30% dei pazienti, già all’esordio della malattia.

Un aspetto ampiamente dibattuto degli attuali criteri diagnostici riguarda la distinzione tra lesioni sintomatiche e asintomatiche, che a volte può non risultare semplice da un punto di vista clinico. In passato, le lesioni sintomatiche venivano escluse dalla dimostrazione della disseminazione nello spazio e nel tempo della malattia.

Sia le lesioni RM asintomatiche che quelle sintomatiche possono essere considerate nel determinare la disseminazione nello spazio o nel tempo. Nella revisione del 2010 era stata posta maggiore attenzione alla diagnosi della sindrome clinicamente isolata (CIS), o in quelle situazioni che presentano sintomi compatibili con una malattia infiammatoria demielinizzante del sistema nervoso centrale. Inoltre, il gruppo di lavoro ha considerato l’applicazione di questi criteri all’interno di popolazioni specifiche come nel caso della SM pediatrica e nelle popolazioni asiatiche e latino-americane.

Disseminazione nello Spazio

La diffusione nello spazio può essere dimostrata con almeno una lesione T2 in almeno due delle quattro aree del sistema nervoso centrale: midollo spinale, zona periventricolare, iuxtacorticale e sottotentoriale.

Importanza della Risonanza Magnetica

Oltre a ribadire l’importanza della risonanza magnetica (RM) come biomarcatore di diagnosi precoce nella revisione dei criteri diagnostici si è parlato dell’utilità della risonanza nel quantificare l’infiammazione classica con l’uso del mezzo di contrasto chiamato gadolinio la cui captazione aumenta quando c’è un’infiammazione in atto (ondate di cellule infiammatorie che dal sangue raggiungono il cervello).

Un altro punto di forza della RM è che ci permette di valutare la risposta ad un determinato trattamento farmacologico in maniera più sensibile della clinica. Si è parlato anche di come meglio visualizzare il danno lesionale nella sostanza grigia corticale. Le lesioni della sostanza grigia corticale sono un importante biomarcatore di prognosi e possono essere in parte rilevate grazie a una sequenza clinica di RM specifica ottimizzata per questo fine.

Al Congresso si è parlato non solo di RM del cervello ma anche di RM del midollo spinale.

Considerazioni Aggiuntive

  • La risonanza magnetica cerebrale è necessaria durante il processo diagnostico della sclerosi multipla, a meno che sia impossibile condurla.
  • Al momento della diagnosi dovrebbe essere specificato se il decorso della sclerosi multipla è attivo o meno, progressivo o meno.

Conclude il professor Filippi: “Queste linee guida rappresentano un avanzamento importante nel processo diagnostico della sclerosi multipla e avranno un notevole impatto clinico.

Risonanza Magnetica: Aspetti Tecnici

La risonanza magnetica è un esame radiologico non invasivo e indolore, che comporta in genere l’iniezione in vena del gadolinio, il mezzo di contrasto che permette di evidenziare eventuali lesioni attive nel sistema nervoso centrale. A differenza di radiografie standard e della tomografia computerizzata (TC), la RM non utilizza radiazioni ionizzanti (o raggi X), ma sfrutta il magnetismo e i campi elettrici.

Le controindicazioni alla RM sono poche e comprendono: la presenza di pacemaker cardiaci, di altri stimolatori elettrici fissi, di protesi metalliche fisse e la claustrofobia.

Nel caso sia stata formulata una diagnosi di “SM possibile”, dopo aver eseguito tutti gli accertamenti, sarà richiesto alla persona di ripetere, a distanza di alcuni mesi, una RM del cervello con mezzo di contrasto per verificare l’eventuale comparsa di nuove lesioni infiammatorie che comportano la conferma della diagnosi di SM.

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