La Risonanza Magnetica (RM) è un esame diagnostico che permette di indagare diverse parti del corpo, tra cui encefalo, colonna vertebrale, collo, torace, pelvi, addome e articolazioni. Utilizzata a partire dai primi anni ’80, permette di visualizzare gli organi interni e lo scheletro. La RM sfrutta un campo magnetico e utilizza onde radio per ottenere immagini dettagliate, consentendo valutazioni anatomiche e anatomopatologiche degli organi esaminati.
Come Funziona la Risonanza Magnetica?
La risonanza magnetica impiega un campo magnetico che non comporta rischi o danni per il paziente. L’apparecchiatura è costituita da un cilindro aperto sia nella parte anteriore che in quella posteriore. Il corpo umano è composto per la maggior parte da acqua, una molecola che all'interno dei propri nuclei contiene delle piccole particelle, chiamate protoni. Nel suo percorso, il campo magnetico allinea gli atomi sensibili al suo effetto. Gli spostamenti indotti dal campo magnetico e dalle onde a radiofrequenza usati per eseguire l’esame fanno sì che gli atomi emettano deboli segnali di risonanza, che vengono captati, registrati e trasformati in segnale digitale.
Durata e Monitoraggio dell'Esame
L’esame, che non provoca dolore, dura in media tra i venti e i trenta minuti in base al quesito diagnostico e alla collaborazione del paziente, anche se le tecniche più moderne consentono di ridurre ancora di più i tempi di rilevazione. Durante l’esame il paziente è sotto il controllo visivo degli operatori e viene fornito un pulsante di richiamo per cui in condizioni di necessità otterrà il pronto intervento del personale sanitario.
Preparazione alla Risonanza Magnetica
L’esame non richiede una preparazione particolare, tuttavia, è importante seguire alcune indicazioni specifiche, soprattutto se è prevista la somministrazione di mezzo di contrasto. Il giorno dell’appuntamento è possibile arrivare nella struttura sanitaria nella quale la procedura verrà effettuata da soli.
Digiuno e Dieta
Per tutti gli esami di risonanza magnetica con il mezzo di contrasto è obbligatoria la preparazione, che prevede il digiuno da 6 ore prima dell’esame, per evitare complicazioni in caso di reazioni avverse al mezzo di contrasto. Non assumere cibo o bevande nelle 4 ore che precedono l'esame. Il paziente deve essere a digiuno da 4-5 ore. Il giorno prima dell'esame è consigliata una dieta prevalentemente liquida. È necessario rispettare il digiuno da cibi solidi di 4 ore prima dell'esame (è consentito assumere piccole quantità di sostanze liquide zuccherate per mantenere un buon livello di energia fisica). Non è necessario il digiuno.
Esami del Sangue Necessari
Qualora sia indicata la somministrazione di mezzo di contrasto il paziente dovrà eseguire il Dosaggio della Creatininemia: è un valore del sangue che permette di verificare la buona funzionalità dei reni e quindi ad escludere possibili controindicazioni del mezzo di contrasto. Tutti coloro che devono sottoporsi alla risonanza con mezzo di contrasto devono eseguire un dosaggio della creatinina nel sangue prima dell’esame. Considerata l'elevata probabilità di effettuare lo studio con mezzo di contrasto, è necessario munirsi di esame del sangue di Creatinina e clearence recente. Se lo studio RM è previsto con mezzo di contrasto e il paziente ha più di 65 anni, è necessario munirsi di esame del sangue di Creatinina e clearence di data recente (in caso di problemi renali è necessario effettuare queste analisi a qualsiasi età).
Altre Raccomandazioni
- Svuotare la vescica appena prima di effettuare l'esame.
- Si ricorda di munirsi delle analisi del PSA e di tutta la documentazione radiologica e clinica eventualmente a disposizione.
- Si consiglia (non obbligatorio) al paziente di evitare eiaculazioni nei 2-3 giorni prima dell'esame.
- È consigliabile anche effettuare un clistere rettale prima di recarsi allo studio radiologico.
Risonanza Magnetica alla Schiena: Cosa Visualizza?
La risonanza magnetica lombo-sacrale può essere utile per studiare i dischi intervertebrali, il midollo spinale e le vertebre del tratto lombare e di quello sacrale della colonna vertebrale. La RMN rachide lombosacrale senza contrasto su basa sull’uso di un campo magnetico con elevata intensità, e sull’uso di onde di radiofrequenza, simili alle onde radio, che vengono applicate lungo la zona lombosacrale della colonna vertebrale. Viene generalmente prescritta a coloro nei quali si sospettano alterazioni dei dischi intervertebrali (protrusioni o ernie), del tessuto osseo e del midollo spinale.
Indicazioni Cliniche
- Studio dei distretti cervicale, dorsale e lombare.
- Studio della patologia degenerativa (es. ernia discale, spondilo disco artrosi), traumatica e tumorale.
- Esami indicati per lo studio della patologia degenerativa (es. artrosi, meniscopatia), infiammatoria (es.
Risonanza Magnetica con o Senza Mezzo di Contrasto
La risonanza magnetica lombosacrale senza contrasto utilizza solo campi magnetici e onde radio per creare immagini dettagliate della colonna vertebrale, risultando ideale per esaminare dischi vertebrali, vertebre e midollo spinale senza introdurre sostanze esterne. È indicata per valutare ernie, degenerazioni discali e fratture. Al contrario, la risonanza magnetica con contrasto implica l'iniezione di un mezzo di contrasto che migliora la visibilità di strutture specifiche, utile per rilevare infiammazioni, tumori, infezioni e patologie vascolari. L’utilizzo del mezzo di contrasto in risonanza magnetica permette di analizzare in modo più approfondito le patologie tumorali ed infiammatorie.
Precauzioni e Controindicazioni
La risonanza magnetica è un esame innocuo e indolore che non presenta rischi a patto che vengano rispettati alcune precauzioni. Tuttavia, ci sono alcune controindicazioni da considerare.
Pazienti con Pacemaker, Neurostimolatori e Protesi
La risonanza magnetica non può essere effettuata su pazienti portatori di pacemaker cardiaco, di neurostimolatori, di strutture metalliche quali, ad esempio, protesi, viti, valvole cardiache, che siano state inserite nel corpo in seguito a importanti interventi chirurgici. Questo esame non può essere svolto da persone che presentano pacemaker, protesi metalliche, frammenti o schegge metalliche in sede intracranica, viscerale, oculare. In caso contrario, il campo magnetico potrebbe provocarne lo spostamento in altra sede e/ alterarne il funzionamento. In presenza di protesi metalliche fisse (anca o ginocchio), di chiodi e viti per frattura o di protesi dentarie, la risonanza magnetica può essere effettuata a seconda di qual è la parte del corpo da esaminare, che deve necessariamente trovarsi lontano dalle protesi che disturbano l’immagine, e dal tipo di materiale di cui è composta la protesi.
Claustrofobia
La risonanza magnetica è sconsigliata nel caso in cui il paziente soffra di claustrofobia. Alcune strutture dispongono di apparecchiature per risonanza aperte sui lati. Questi dispositivi riducono il senso di claustrofobia e di ansia generato in alcune persone. Nei nostri centri diagnostici è possibile risonanze con e senza mezzo di contrasto.Nelle sedi di Verona Piazza Isolo e Trento Via Falcone-Borsellino disponiamo di apparecchiature di risonanza magnetica aperte che, rispetto a quelle chiuse, sono più tollerate dai pazienti claustrofobici in quanto questi non vengono posti all’interno di un tunnel, ma in una struttura aperta su tutti i lati.Nella sede di viale del Commercio a Verona abbiamo due risonanze magnetiche, una RM 3 Tesla ad alto campo e una RM 1,5 Tesla ad alto campo. I macchinari, pur essendo chiusi ai lati, dispongono di un accesso più ampio rispetto agli standard per garantire il maggior comfort possibile.
Gravidanza e Allattamento
Per le pazienti in stato di gravidanza l’esame è sconsigliato nei primi tre mesi di gestazione e in ogni caso deve essere eseguito solo dietro precisa indicazione specialistica, ad esempio per la valutazione di fratture per cui risulti controindicato l’esame radiografico (bacino). Nei casi in cui per effettuare la risonanza magnetica sia necessario iniettare un mezzo di contrasto, le donne che allattano dovrebbero raccogliere prima dell’esame il latte occorrente per le 24 ore successive alla risonanza.
Contraccettivi Intrauterini (Spirale)
Le donne che utilizzano mezzi contraccettivi intrauterini, come la spirale, devono accertarsi, una volta effettuata la risonanza magnetica, che il dispositivo non abbia subito spostamenti sotto l'effetto dei campi magnetici prodotti nel corso dell'esame.
Effetti Collaterali e Rischi
Una volta attuate tutte le precauzioni, l’unico rischio connesso alla risonanza magnetica è costituito dalla possibilità di reazione allergica alla sostanza eventualmente utilizzata come mezzo di contrasto. Il rischio di reazione al gadolinio dipende da una predisposizione personale del soggetto. La reazione allergica può manifestarsi con sintomi lievi (nausea, vomito e prurito). In casi eccezionali possono verificarsi reazioni più gravi, rischio che aumenta se si è affetti da gravi disfunzioni renali, delle quali è sempre consigliabile avvertire il personale.
Rumore Durante l'Esame
Un problema potrebbe però essere rappresentato dal rumore prodotto dal macchinario durante l’esecuzione. In alcune strutture il personale fornisce al paziente dei tappi per le orecchie o delle cuffie attraverso cui ascoltare musica, che copre il suono dell’apparecchiatura. Non è, invece, consentito portare apparecchi propri.
Interpretazione dei Risultati
Le immagini prodotte durante la scansione vengono valutate da un radiologo (un medico specializzato nell'interpretazione nella diagnostica per immagini) ed eventualmente discusse con altri specialisti che lo supportano nell’interpretazione delle immagini nel contesto del quadro clinico del paziente. Anche se accompagnata da un referto scritto, è bene non trarre conclusioni sui risultati autonomamente, ma rivolgersi tempestivamente al medico che l’ha prescritta per l’interpretazione delle immagini.
Risonanza Magnetica: Alternative Diagnostiche
La RM viene eseguita per studiare un gran numero di tessuti e patologie. La principale differenza risiede nell’uso delle radiazioni ionizzanti, assente nella RM. Vengono, inoltre, usate apparecchiature diverse (sempre aperte nella TC, aperte o chiuse nella RM).
RM o TC?
Molto approssimativamente, per lo studio dell’osso è meglio la TC, mentre per i tessuti molli la RM.
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