La diagnostica per immagini ha visto una rapida crescita negli ultimi tre decenni, grazie soprattutto allo sviluppo delle tecnologie impiegate e alla sua sempre più imprescindibile integrazione con l’informatica. Permette di ‘vedere nel nostro corpo’ e di aiutare il medico a fare una diagnosi o a eseguire interventi anche complessi. Dal 1895, quando è nata la prima radiografica con la scoperta dei raggi X, se ne è fatta di strada.
Si sente spesso parlare di radiografia e risonanza magnetica ma non sempre si conoscono le differenze tra questi due esami. In cosa consistono? Quando è necessario effettuarli?
Cos'è la Radiografia (RX)?
La radiografia (RX) è l’indagine radiologica più frequentemente eseguita. La radiografia (RX) è un esame diagnostico che attraverso l’uso di radiazioni elettromagnetiche (note anche come raggi X), analizza parti specifiche dell’apparato scheletrico individuando eventuali problematiche. Utilizza raggi X sfruttando il principio che alcuni attraversano il corpo, altri invece in base allo spessore e al tipo di tessuto incontrato, vengono fermati. Sulla pellicola dei raggi X le ossa appaiono bianche a contrasto con lo sfondo nero del resto del corpo e dei tessuti molli. Questo permette quindi allo specialista di individuare eventuali problematiche.
La radiografia ha una durata solitamente molto breve (sono sufficienti al massimo 10 minuti) ed è necessario rimanere quanto più fermi possibile per permettere al macchinario di effettuare l’esame in modo preciso. Il suo funzionamento può sembrare complesso ma possiamo immaginarlo come una stampa fotografica del nostro apparato: i raggi ionizzanti che attraversano il nostro corpo fissano un’impronta sulla pellicola che mostrerà lo stato di salute delle nostre ossa.
L’immagine in negativo si crea perché i raggi X che attraversano i diversi tessuti vengono assorbiti in maniera differente dal nostro corpo. Si tratta di una procedura indolore e molto rapida: il paziente dovrà solo indossare un camice ospedaliero ed avvicinarsi alla lastra, cercando di restare il più possibile immobile.
Durante la radiografia può essere utilizzato anche un mezzo di contrasto (MDI), utile per mettere in evidenza specifiche strutture che possono essere quindi studiate in maniera più approfondita (organi dell’apparato gastrointestinale, dell’apparato urinario e dell’apparato genitale femminile).
Applicazioni della Radiografia
Permette di diagnosticare facilmente traumi e patologie ossee ed è uno strumento fondamentale per una prima valutazione degli organi interni del torace e dell’addome, anche in Pronto Soccorso. Tuttavia, il campo d’azione della radiografia non deve essere limitato all’apparato scheletrico, ma coinvolge anche gli organi addominali che possono essere analizzati tramite il mezzo di contrasto. Infatti, l’RX della colonna vertebrale permette di valutare l'allineamento delle vertebre, la curvatura della colonna e lo stato di salute del bacino e lo fa in condizioni fisiologiche, cioè in piedi (sotto carico diciamo in gergo).
Controindicazioni della Radiografia
Come tutti gli esami, anche la radiografia va eseguita solo se necessario. La principale controindicazione all’effettuarezione di una radiografia è lo stato di gravidanza certo o presunto della paziente. Poiché le radiazioni, seppur in modo limitato, sono dannose per il corpo umano l’esame è da effettuarsi solo quando il beneficio previsto sia superiore al rischio biologico.
Cos'è la Risonanza Magnetica (RM)?
La risonanza magnetica (RM) è invece un’esame basato sull’utilizzo di campi magnetici che non espone quindi il paziente a nessun tipo di radiazioni ionizzanti. È una tecnica diagnostica che sfrutta i campi magnetici per ottenere immagini dettagliate di tutti i distretti corporei. Questo esame non utilizza radiazioni ionizzanti ed è possibile sottoporsi più volte alla procedura anche ad intervalli ravvicinati.
Anche in questo caso si tratta di un esame indolore. Un computer aziona i componenti magnetici creando immagini estremamente dettagliate delle strutture corporee. Durante la gravidanza l’esame non è controindicato ma è caldamente sconsigliato effettuarlo durante le prime 12 settimane se non in presenza di urgenze.
Una risonanza magnetica o RM è una tecnologia più recente rispetto alla TAC o alla radiografia e non prevede l’utilizzo di radiazioni o di raggi X ma che si basa sulla fisica dei campi magnetici. Si tratta di una procedura abbastanza semplice: il paziente si sdraia su un lettino in posizione supina e viene inserito in un “tubo” aperto alle estremità nel quale viene sottoposto ad un forte campo magnetico.
Grazie a questo procedimento i nostri protoni acquistano energia e seguono l’andamento del campo magnetico. Una volta che quest’ultimo viene spento, gli atomi tornano a muoversi nella direzione originale emettendo così un segnale che verrà intercettato per creare un’immagine. Il referto, rappresentato su diversi piani (sagittale, coronale e assiale), sarà molto più dettagliato rispetto a quello di un esame RX. La procedura non comporta alcun rischio per l’essere umano che a seconda del caso, potrà anche ripetere l’esame a breve distanza di tempo.
La generazione delle immagini di un esame RMN si basa sul concetto della risonanza magnetica. In questa situazione i protoni dell’idrogeno contenuto nel corpo si allineano in direzione dell’asse del campo magnetico. Gli impulsi rilasciati dai protoni vengono acquisiti da antenne specifiche che li mandano al sistema di elaborazione delle immagini che, tramite sofisticati algoritmi, li traduce in informazioni visive.
La parte del corpo che deve essere analizzata viene usualmente rappresentata su tre piani differenti: sagittale, coronale e assiale. La risonanza magnetica è una delle tecnologie più avanzate della radiologia moderna, l’esame di risonanza magnetica consente di creare immagini dettagliate e precise e di guardare il corpo da quasi ogni punto di vista, sia come un volume, sia come un singolo strato di una parte del corpo. Con queste immagini cerchiamo di capire ciò che appartiene e ciò che non appartiene al corpo umano complessivamente. La risonanza magnetica si basa sull’elettromagnetismo, possiamo dire che, di base, la risonanza è un potente magnete. È possibile sottoporsi più volte, anche a intervalli ravvicinati, alla risonanza magnetica in quanto non utilizza radiazioni ma campi magnetici.
La risonanza magnetica può avvenire con o senza mezzo di contrasto (MDC). Il metodo di contrasto consiste nell’iniettare per via endovenosa un liquido che reagisce al campo magnetico e crea appunto un maggiore contrasto nelle immagini. Permette di avere particolari ancora più dettagliati dei tessuti vascolarizzati. Anche con questa modalità generalmente non ci sono effetti collaterali.
Applicazioni della Risonanza Magnetica
Come la TC, ha un vasto campo di applicazione: viene impiegata in neurologia per evidenziare patologie oncologiche, infettive o degenerative dell’encefalo o del midollo, ma è molto utile anche in oncologia nelle fasi di diagnosi di alcuni tipi di tumore, in ortopedia per lo studio soprattutto delle componenti tendinee, legamentose, muscolari e in cardiologia per valutare la funzione cardiaca. La risonanza magnetica viene solitamente effettuata per esaminare i diversi organi, lo scheletro o le articolazioni, a seconda della patologia presentata dal paziente.
La RMN si usa in moltissimi campi: neurologico, ortopedico, traumatologico, oncologico, cardiologico, gastroenterologico. Per le patologie muscolo-scheletriche è in genere migliore della Tac.
Controindicazioni della Risonanza Magnetica
È fondamentale comunicare la presenza di pacemaker, protesi ed eventuale materiale metallico nel proprio corpo. Per quanto riguarda la risonanza, le norme di preparazione prevedono la rimozione di oggetti metallici e accessori, ed è controindicata per i pazienti che hanno protesi, fissatori, o placche metalliche all’interno del corpo, perché potrebbero surriscaldarsi per l’azione del magnete. L’unico limite si presenta se il paziente porta qualcosa di metallico o ferromagnetico che non può togliere: un pacemaker, alcuni tipi di protesi metalliche o clips vascolari. In questo caso non può essere sottoposto al campo magnetico. Per quanto riguarda le protesi, quelle moderne sono fatte di un materiale compatibile con la risonanza.
Tabella Comparativa: Radiografia vs Risonanza Magnetica
| Caratteristica | Radiografia (RX) | Risonanza Magnetica (RM) |
|---|---|---|
| Radiazioni | Utilizza radiazioni ionizzanti (raggi X) | Non utilizza radiazioni |
| Durata dell'esame | Breve (circa 10 minuti) | Più lunga (15 minuti a 2 ore) |
| Dettaglio Immagini | Buono per ossa, discreto per tessuti molli | Eccellente per tessuti molli e ossa |
| Invasività | Minimamente invasiva | Non invasiva |
| Controindicazioni | Gravidanza | Pacemaker, oggetti metallici nel corpo |
| Costo | Inferiore | Superiore |
| Campi di applicazione | Fratture ossee, valutazione iniziale organi interni | Patologie neurologiche, oncologiche, ortopediche, cardiache |
Differenze Chiave tra Radiografia e Risonanza Magnetica
La differenza tra un esame RM o RX non è sempre scontata, anzi è probabilmente uno dei fraintendimenti più comuni nel sistema sanitario. Radiografia o risonanza? Risonanza o TAC? Quali sono le differenze? La prima cosa da chiarire è che non esiste un esame migliore di un altro in generale, si tratta di metodiche differenti tra loro, scelte e prescritte dal medico specialista a seguito di un’accurata valutazione dell’appropriatezza clinica. Frequentemente, risonanza magnetica ed RX vengono tra loro confuse. Malgrado per caratteristiche possano apparire non troppo difformi, tra le due esistono tuttavia differenze sostanziali. Si è infatti in presenza di due tecnologie diagnostiche che differiscono non soltanto nelle fasi di esecuzione, ma anche per il genere di informazioni che danno modo di ottenere.
- Radiazioni: La radiografia utilizza radiazioni ionizzanti (raggi X), mentre la risonanza magnetica utilizza campi magnetici e onde radio.
- Dettaglio delle immagini: La risonanza magnetica offre immagini più dettagliate dei tessuti molli rispetto alla radiografia.
- Durata: Gli esami radiografici sono generalmente più rapidi rispetto alle risonanze magnetiche.
- Costo: La radiografia è generalmente meno costosa della risonanza magnetica.
Considerazioni Importanti
È importante sottolineare che le tre tecniche di cui si è parlato non sono interscambiabili. Come possiamo capire quale esame diagnostico, tra i due proposti, è più adatto alle tue necessità? Il gruppo di professionisti è pronto a illustrarti tutte le informazioni necessarie. Il consiglio che diamo è di aspettare la visita per farsi dire dal medico quale esame serve. Ugualmente a tutti gli altri esami diagnostici è quindi fondamentale avere informazioni precise. Inoltre, seconda cosa molto importante, l’esito di un esame diagnostico va sempre interpretato e contestualizzato dallo specialista.
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