La Risonanza Magnetica Cardiaca (RMN) è un'indagine che utilizza un campo magnetico centrato sullo studio del cuore.
Cos'è la Risonanza Magnetica?
La Risonanza Magnetica (RM) è una moderna tecnica diagnostica usata in medicina che fornisce immagini dettagliate del corpo umano. Con questa tecnica molte malattie e alterazioni degli organi interni possono essere visualizzate e quindi facilmente diagnosticate. La Risonanza Magnetica utilizza onde radio a campi magnetici e pertanto non presenta rischio di radiazioni X.
La Risonanza Magnetica produce immagini di sezioni del corpo che vengono visualizzate attraverso l'uso di un monitor televisivo e originate grazie all'aiuto di un computer che trasforma gli impulsi radio nelle immagini anatomiche in questione. Le sezioni (fette) possono essere ottenute (tagliate) indifferentemente nei tre piani dello spazio creando in tal modo una visione virtuale tridimensionale del corpo.
È una tecnica multiplanare, che acquisisce direttamente le immagini in tre dimensioni e che sfrutta processi biochimici. La ricostruzione delle immagini è in funzione del legame biochimico delle molecole, basandosi sulla struttura della materia.
Questo comporta un’altissima risoluzione di contrasto delle immagini, che consente di cogliere formazioni anatomiche strutturalmente diverse, ad esempio il muscolo e il tendine, la cartilagine e l’osso.
La risonanza magnetica non comporta l’utilizzo di radiazioni ionizzanti. È un esame non invasivo e non pericoloso.
Perché si fa la Risonanza Magnetica Cardiaca?
Per alcune specifiche patologie cardiache la RMN è un esame fondamentale perché permette di acquisire immagini estremamente accurate e dettagliate sulle caratteristiche morfologiche e tissutali del cuore, fondamentali per precisare la diagnosi.
La Risonanza Magnetica Cardiaca (RMN), come spiega la Dr.ssa Chiara Zocchi, è un esame che può migliorare la visualizzazione del cuore quando per particolari problematiche sia difficile eseguire un ecocardiogramma. Rispetto a quest’ultimo offre preziose informazioni in più sui volumi e sulla funzione ventricolare sinistra e destra in particolare, non facilmente analizzabile con l’eco.
Si tratta dunque di uno strumento diagnostico prezioso per precisare e valutare l’evoluzione del tipo di cardiomiopatia con cui si ha a che fare, e di conseguenza è utile per mettere a punto una terapia specifica.
La RMN può dare informazioni dettagliate sull’estensione della fibrosi miocardica, elemento che può essere importante per consigliare l’ eventuale impianto di defibrillatore. La RMN è la metodica di riferimento per la valutazione dei volumi, della funzione ventricolare sinistra, ma soprattutto destra, che non è facilmente analizzabile con l’ecocardiografia.
In molte cardiomiopatie come ad esempio l’emocromatosi e l’amiloidosi cardiaca, fornisce anche informazioni sull’efficacia di terapie specifiche.
In che cosa consiste la Risonanza Magnetica Cardiaca?
Durante l’esame il paziente viene posizionato all’interno di un tubo, che contiene il magnete per un tempo variabile (da 30 minuti a 1 ora). E’ un esame con elevato profilo di sicurezza e non doloroso, ma occorre restare attivi.
Attraverso appositi microfoni ed altoparlanti, il paziente è in comunicazione con il personale dedicato che impartirà ordini semplici come trattenere il respiro per un brevissimo periodo (solitamente 9-20 secondi) al fine di ottenere immagini ad alta definizione e prive di artefatti da movimento.
Sul torace del paziente vengono applicati elettrodi per monitorare il battito cardiaco e sulle orecchie cuffie per non sentire i rumori generati dal magnete. Questo metodo consente di ottenere immagini ad altissima definizione.
Mezzo di contrasto
Il mezzo di contrasto è un fluido, una sostanza paramagnetica che viene iniettata per via endovenosa (nelle vene del braccio, di solito). L’iniezione non è dolorosa e in alcuni casi può provocare una sensazione di calore che dal braccio si può estendere alla gola, testa, addome e gambe, di breve durata e a scomparsa rapida (30-40 secondi).
Prima di somministrare il mezzo di contrasto, sono richiesti esami del sangue come la “creatininemia”, che serve a valutare la funzione renale. I pazienti con importante insufficienza renale (stimata mediante la creatininemia ed il calcolo del GFR), non dovrebbero ricevere il mezzo di contrasto se non in casi eccezionali, per evitare un peggioramento della disfunzione renale.
La RMN con mezzo di contrasto è fondamentale per capire se il muscolo cardiaco è ancora integro. Il mezzo di contrasto si accumula infatti nei tessuti danneggiati del cuore e permette quindi di riconoscere, dopo circa 10 minuti dalla sua somministrazione, zone cicatriziali (fibrosi), aree infiammate o infiltrate da altre sostanze dannose.
T1 e T2 mapping
Il T1 e T2 mapping sono tecniche specifiche di RMN, che migliorano la caratterizzazione del tessuto e forniscono informazioni più fini e specifiche sulla composizione del tessuto cardiaco stesso. Permettono di ricostruire mappe che per convenzione e praticità vengono trasformate in numeri e colori in tutti i segmenti del cuore.
Se all’interno del cuore fossero presenti cicatrici fibrose, accumuli di grasso, ferro, o tessuto infiammatorio, sarebbero visualizzati con alterazioni del colore a seconda della patologia e della sua diffusione.
Controindicazioni
Prima di essere sottoposti all' indagine Risonanza Magnetica al paziente verranno poste una serie di domande alle quali dovrà rispondere. Tali domande hanno lo scopo di prevenire eventuali danni causati dall'esposizione del paziente al forte campo magnetico prodotto dalla macchina di Risonanza Magnetica.
In particolare dovrà essere accertata la presenza di:
- pace-maker cardiaco
- pompe di infusione interne
- neurostimolatori
- protesi all'orecchio interno che possono subire danneggiamenti sotto l'azione del campo magnetico.
Analogamente possono costituire controindicazione all'esame la presenza di schegge metalliche all'interno del corpo e in particolare in vicinanza degli occhi, clips metalliche a seguito di interventi chirurgici al cervello o al cuore.
Inoltre è importante informarsi anche sulle attività lavorative precedenti o attuale. Altre controindicazioni includono:
- una importante “claustrofobia” cioè l’impossibilità di restare chiusi in un luogo.
- grave obesità.
- presenza di corpi metallici ferromagnetici come viti o chiodi inseriti dopo un trauma o un intervento ortopedico.
La gravidanza non costituisce una controindicazione assoluta, tuttavia vista l’assenza di studi sugli effetti della RMN sul feto, è sconsigliato l’utilizzo del mezzo di contrasto in gravidanza per evitare possibili effetti avversi sul feto.
Può essere eseguito anche da soggetti portatori di defibrillatori o pacemaker purchè ogni elemento del dispositivo sia RMN compatibile (RMN conditional, come la maggior parte dei dispositivi impiantati dopo il 2010). A tal proposito, viene spesso richiesta una certificazione di compatibilità con la RMN, che di solito viene rilasciata al momento dell’impianto.
E’ importante ricordarsi di avvisare il personale medico in sede di prenotazione dell’esame per garantire la presenza di un cardiologo che comunque dovrà programmare il dispositivo prima e dopo l’esame.
La principale controindicazione riguarda la funzionalità renale legata all’utilizzo del mezzo di contrasto.
Preparazione all'esame
Di solito non si devono seguire preparazioni né diete particolari per l'indagine Risonanza Magnetica. L'unica eccezione è costituita da quegli esami Risonanza Magnetica in cui si prevede la somministrazione del mezzo di contrasto, in tal caso va osservato il digiuno nelle 6 ore precedenti l'esame.
Prima dell'indagine è bene togliere oggetti di metallo, orologio, schede magnetiche, trucco al viso, lenti a contatto, chiavi, monete e altri oggetti metallici.
Prima dell'esame è necessario:
- La prescrizione medica cartacea è obbligatoria (validità 3 mesi).
- Portare con sé gli esami del sangue di CREATININA e FILTRATO GLOMERULARE (max 1 mese).
- Il giorno dell'esame osservare digiuno (da solidi e liquidi) da 6 ore prima dell'esame.
- È necessario portare esami precedenti se presenti.
- Non puoi fare l'esame se ha subìto un intervento di cataratta negli ultimi 3 mesi.
- Mantenersi idratato il giorno prima e il giorno dopo l'esame: bere molta acqua fino alla mezzanotte prima dell'esame, orario in cui inizierà il digiuno da solidi e liquidi.
È necessario portare con sé compilati i seguenti moduli:
- Consenso informato.
- Se si soffre di DIABETE o INSUFFICIENZA RENALE o se si sta assumendo METFORMINA.
- Se si presentano ALLERGIE GRAVI O ALLERGIE AI FARMACI.
Se l’esame prevede l’utilizzo del mezzo di contrasto è necessario essere a digiuno da almeno 6 ore. I farmaci normalmente assunti possono essere ingeriti con acqua.
Come si svolge l'esame?
Dopo il colloquio con il medico radiologo, il paziente verrà accompagnato all'interno della sala diagnostica in cui si trova la macchina di Risonanza Magnetica. Il paziente verrà fatto sdraiare su un lettino e in relazione al tipo di organo da studiare potranno essere posizionate all'esterno del corpo le cosiddette "bobine di superficie" (fasce, caschetto, piastre ecc.) sagomate in modo da adattarsi alla regione anatomica da studiare.
Anche l'applicazione di queste "bobine" (essendo appoggiate all'esterno del corpo) non provoca dolore o fastidio al paziente. Indipendentemente dal tipo di esame da eseguire il paziente dovrà essere collocato all'interno della macchina Risonanza Magnetica; in tal modo tutto il corpo verrà sottoposto all'azione del campo magnetico.
Come già sottolineato non ci sono rischi di radiazioni e, pertanto, l'indagine deve ritenersi assolutamente sicura e priva di effetti collaterali.
Qualche volta, a discrezione del medico e in relazione al tipo di patologia da studiare, potrà essere somministrato un mezzo di contrasto (mdc) per via endovenosa. A differenza di altre indagini diagnostiche (come per esempio l'angiografia o la TC) la quantità di mdc generalmente necessaria per la diagnosi è relativamente modesta (in genere non superiore al contenuto di una siringa). Queste sostanze contrastografiche possono in casi molto rari procurare effetti collaterali; tuttavia questa evenienza è rarissima.
L'indagine Risonanza Magnetica ha una durata variabile; mediamente la permanenza all'interno della macchina è di circa trenta minuti. Come già detto, durante questo tempo il paziente non avvertirà nessun dolore o particolare sensazione; l'uso di cuffie auricolari potrà essere utile per ridurre il rumore che si sente durante l'esecuzione dell'indagine.
Le immagini del corpo in sezione ottenute durante la permanenza del paziente all'interno della macchina Risonanza Magnetica vengono visualizzate su un monitor di un computer e utilizzate dal Radiologo per la diagnosi che verrà poi trascritta nel Referto.
Per la buona riuscita della risonanza magnetica è fondamentale che il paziente rimanga immobile. Il paziente viene fatto accomodare sul lettino e viene invitato a rimanere immobile per tutta la durata dell’esame (circa 40 minuti).
Il lettino entra all’interno del macchinario, dove viene applicato un campo magnetico a elevata intensità al quale gli atomi, che costituiscono il corpo umano e che acquistano energia, si orientano. Una volta disattivato il campo, gli atomi rilasciano l’energia ed emettono un segnale, per poi tornare al consueto orientamento. Il segnale viene captato dal sistema, che procede poi all’elaborazione delle immagini.
Risonanza Magnetica chiusa vs aperta
La RM aperta esclude i possibili effetti collaterali legati alla claustrofobia, ma in generale questo tipo di sistema risulta più tollerato anche dalle persone che non ne soffrono, grazie al maggior comfort percepito durante l’esecuzione.
Tuttavia, la risonanza magnetica aperta, a differenza di quella chiusa, non può essere utilizzata in ogni parte del corpo a causa della minor risoluzione e della minor qualità delle immagini.
Risonanza Magnetica chiusa (sede di Milano-Corvetto): per indagare le condizioni patologiche a carico degli altri distretti (encefalo, colonna vertebrale, addome, pelvi, grossi vasi) e del sistema muscoloscheletrico in modo più approfondito.
La Risonanza Magnetica Cardiaca può essere eseguita in sedazione?
La sedazione cosciente può inficiare gravemente la qualità dell’esame, perché non consente di eseguire alcune parti dell’esame che richiedono di trattenere il respiro.
Quando ripetere l'esame?
Ogni caso va valutato singolarmente e discusso con il proprio cardiologo di riferimento. Solitamente ogni 2-5 anni, ma può variare a seconda della severità e dall’andamento della Cardiomiopatia.
Importanza della specializzazione del centro
La RMN è un esame che richiede l’utilizzo di apparecchiature moderne e personale specializzato. Pertanto, l’esame dovrebbe essere eseguito in centri che dispongono di queste risorse e hanno soprattutto grande esperienza nell’interpretazione dei risultati.
Referto
Il referto è disponibile 4 giorni lavorativi dopo l'esecuzione dell'esame. Per visite specialistiche o ulteriori approfondimenti è necessario presentare il referto che troverai sul dossier clinico online.
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