Le malattie del cuore rappresentano la principale causa di mortalità nel mondo. La tecnologia ci ha permesso di avere strumenti sempre più performanti per fare diagnosi sempre più sofisticate. La risonanza magnetica (RMN) è un esame diagnostico non invasivo che utilizza un campo magnetico per lo studio e la caratterizzazione di parti del corpo umano.
Cos'è la Risonanza Magnetica?
La risonanza magnetica (RM) è una metodica diagnostica in grado di generare dettagliate immagini anatomiche tridimensionali senza esporre il paziente a radiazioni pericolose per la sua salute; viene prescritta in genere per scoprire e identificare malattie, oltre che per monitorare trattamenti in corso. A differenza della TAC, non vengono usate radiazioni ionizzanti ma onde di radiofrequenza, all’interno di un campo magnetico senza che vi sia alcun danno per i tessuti biologici.
Il campo magnetico è generato da una grande calamita, in cui viene posto il corpo del paziente, che si trova all’interno di un cilindro cavo al centro e aperto alle estremità (apparecchio per la risonanza magnetica). L’apparecchiatura invia delle onde radio al corpo e una serie di antenne captano il segnale di ritorno prodotto dai tessuti. Le onde radio vengono inviate e ricevute dall’apparecchio tramite un trasmettitore/ricevitore; questi segnali sono utilizzati per creare immagini digitali dell’area di corpo scansionata.
Per la scansione il paziente viene fatto sdraiare su un lettino che scorre all’interno dell’apparecchio, fatto a tunnel. L’esame è particolarmente indicato per lo studio di parti non ossee o dei tessuti molli del corpo. Dà informazioni diverse dalla TAC, perché non impiega le radiazioni ionizzanti nocive dei raggi X.
Tipi di Risonanza Magnetica
- Risonanza Magnetica Funzionale (RMF): Viene impiegata per l’osservazione delle strutture del cervello e per determinare quali aree si attivano (ossia, consumano più ossigeno) durante le diverse attività cognitive.
- Risonanza Magnetica Aperta: È un modello aperto sui lati, che sostituisce l’abituale tubo chiuso a un estremo; non circonda quindi completamente il paziente. È stata sviluppata per rispondere alle necessità di soggetti in difficoltà con lo stretto tubo e i rumori della versione tradizionale e a quelle dei pazienti le cui dimensioni corporee rendono impraticabile l’approccio a tubo chiuso.
- Risonanza Magnetica Cardiaca: Da più di 20 anni, la risonanza magnetica viene utilizzata anche per fare diagnosi di patologie del cuore. Si possono studiare le patologie che colpiscono la componente muscolare del cuore, ovvero le cardiomiopatie; è utile nei pazienti in cui si ha il sospetto di cardiopatia ischemica, di cardiopatie congenite, di valvulopatie (malattie delle valvole), di malattie del pericardio (pericarditi). L’utilizzo della RMN è molto utile nei pazienti che hanno avuto un infarto del miocardio per valutare la cicatrice residua.
Come si svolge l'esame?
Durante un esame RM, una corrente elettrica viene fatta circolare attraverso fili a spirale (bobine) per creare un campo magnetico temporaneo sul corpo del paziente.
Per alcuni esami RM vengono somministrati endovena farmaci come i mezzi di contrasto al gadolinio, per modificare il contrasto dell’immagine RM.
Il paziente viene fatto stendere su un lettino meccanico contenuto all’interno dell’apparecchio di risonanza magnetica. A metà esame viene iniettato il mezzo di contrasto. Trattasi di un esame assolutamente indolore.
L’acquisizione delle immagini viene eseguita in un corto cilindro aperto ai due estremi. In alcuni casi, l’area del corpo sotto esame, per esempio la testa o il torace, viene coperta da una struttura.
L’acquisizione dell’esame è gestita da un computer, situato in un’altra sala per tenerlo lontano dal campo magnetico generato dall’apparecchio. Il computer è controllato dal tecnico radiologo, che è quindi anch’egli in una sala diversa dal paziente.
Durante l’esame, può essere permesso a una persona cara di rimanere in sala con il paziente. I bambini possono per esempio avere un genitore accanto durante l’intero esame.
Una singola scansione può richiedere da alcuni secondi a 3-4 minuti. Durante scansioni brevi, potrà essere richiesto di trattenere il respiro.
A seconda delle dimensioni dell’area di scansione e il numero di immagini da acquisire, l’intera procedura ha in genere una durata compresa tra i 15 e i 90 minuti; durante questo tempo a tratti l’apparecchio genera forti picchiettii, rumori che corrispondono all’accensione-spegnimento della corrente elettrica all’interno delle bobine dell’apparecchio.
L’apparecchio è fornito di una telecamera che inquadra il paziente.
Rischi e Precauzioni
La risonanza magnetica presenta pericoli specifici per i pazienti con impianti, dispositivi esterni e dispositivi medici accessori. I pazienti con dispositivi impiantati, quindi, non dovranno sottoporsi a risonanza magnetica, a meno che il dispositivo non sia specificamente indicato come compatibile (RM-sicuro o RM-condizionale). Un dispositivo RM-sicuro è amagnetico, non contiene metalli, non conduce l’elettricità e non causa pericoli in qualunque ambiente RM.
L’intenso campo magnetico statico attrae oggetti metallici (da quelli piccoli come le chiavi o i telefoni cellulari, a quelli grandi e pesanti come le bombole di ossigeno) e può danneggiare l’apparecchio o provocare lesioni al paziente o al personale sanitario se questi oggetti si trasformano in proiettili.
I campi magnetici che cambiano nel tempo creano rumori intensi che possono danneggiare l’udito se non vengono indossate protezioni auricolari adeguate.
L’energia in radiofrequenza impiegata durante la scansione RM potrebbe indurre il riscaldamento del corpo.
Alcuni inchiostri usati per i tatuaggi contengono residui metallici, anche se la maggior parte è compatibile con l’esame RM.
Lo spazio a disposizione durante la scansione RM può risultare davvero angusto per i pazienti sensibili agli spazi ristretti, per persone obese o particolarmente alte.
Se la risonanza richiede l’iniezione del mezzo di contrasto il tecnico inserisce una piccola cannula endovena in un braccio. L’iniezione del mezzo può dare una momentanea sensazione di freddo.
Nei soggetti con gravi problemi renali il mezzo di contrasto può causare danni a tessuti e organi.
Per avere immagini di buona qualità, il paziente deve rimanere molto fermo per tutta la durata della procedura. Lattanti, bambini piccoli e altri soggetti non in grado di rimanere tranquilli devono essere sedati o anestetizzati per poter eseguire la procedura.
I pazienti soggetti a claustrofobia anche lieve possono avere problemi a tollerare lunghi tempi di scansione all’interno dell’apparecchio.
La Risonanza magnetica cardiaca è un esame molto sicuro, anche prevedendo l’ utilizzo di un mezzo di contrasto.
Ogni caso viene valutato dal medico che esegue la RMN in relazione al tipo di aritmia e alla frequenza cardiaca del paziente. Per il paziente allergico il medico, cardiologo o radiologo, deve valutare la possibilità di attuare un protocollo desensibilizzante per ridurre i rischi di allergia al mezzo di contrasto.
Se sono stati somministrati farmaci ansiolitici il paziente non potrà guidare.
Controindicazioni
- Presenza di pace-maker o defibrillatori non compatibili con il campo magnetico.
- La presenza di aritmie cardiache non è una vera e propria controindicazione.
Reazioni Avverse ai Mezzi di Contrasto
I mezzi di contrasto endovena sono usati quotidianamente e con sempre maggiore frequenza nei pazienti in ospedale e negli ambulatori di radiodiagnostica per esami che usano radiazioni ionizzanti (come tomografia computerizzata, angiografie, urografia), campi magnetici (risonanza magnetica) e, in minor misura, ultrasuoni (ecografia con contrasto a microbolle gassose di aria o gas inerte per migliorare la visualizzazione vascolare).
Per quanto riguarda gli stravasi va sottolineato che nella maggioranza dei casi sono di lieve entità e temporanei, con eritema e dolore localizzato, in relazione allo stravaso di piccoli volumi; tuttavia in alcuni rari casi lo stravaso di grossi volumi può provocare lesioni gravi come ulcerazioni.
Reazioni avverse gravi acute (pochi minuti dopo l’introduzione del contrasto), se pur rare, sono sempre possibili.
Mezzi di contrasto paramagnetici: Per esami di risonanza vengono usati mezzi di contrasto paramagnetici (contenenti gadolinio o manganese) e superparamagnetici (contenenti composti di ferro). I più usati sono quelli contenenti gadolinio. In Italia i mezzi di contrasto a base di gadolinio sono: gadodiamide (Omniscan®), acido gadobenico (Multihance®), gadobutrolo (Gadovist®), gadofosveset (Vasovist®), acido gadopentetico (Magnevist®), acido gadoterico (Dotaren®), gadoteridolo (Prohance®) e acido gadoxetico (Primovist®).
Anche per i mezzi di contrasto paramagnetici contenenti gadolinio è stata segnalata la possibilità di nefrotossicità acuta come per i composti iodati per radiografia.
Inoltre, particolarmente in pazienti nefropatici, dopo esposizione a gadolinio è stata descritta la possibilità di sviluppare una fibrosi sistemica nefrogenica, con alterazioni simil sclerodermiche della pelle, dei tessuti connettivi e di altri organi, talora a evoluzione fatale.
Precauzioni Prima dell'Esame con Contrasto
- Avere informazioni su eventuali pregresse reazioni avverse (lievi o gravi, acute o subacute, cutanee o generali) avvenute in precedenti esami dopo introduzione di mezzo di contrasto.
- Non vanno trascurate condizioni patologiche in atto o antecedenti (per esempio asma bronchiale, allergie alimentari o a farmaci) che possono predisporre a reazioni indesiderate.
- Va sempre raccolta, quando possibile, un’accurata anamnesi farmacologica.
- Ugualmente importanti sono un attento esame clinico del paziente e la valutazione di alcuni parametri di laboratorio, quali funzionalità renale, epatica, tiroidea, emocoagulativa ed elettroforesi proteica del siero.
- Valutare la reale utilità dell’esame.
- Particolari condizioni predisponenti, come una preesistente insufficienza renale, la disidratazione, terapie diuretiche, l’uso di farmaci che possono causare tossicità renale (per esempio FANS o ACE inibitori che vanno sospesi prima dell’esame) devono essere attentamente valutate, soprattutto per la prevenzione (o l’aggravamento) della nefrotossicità.
- Considerare in ogni paziente che deve essere sottoposto a esame con contrasto per via endovenosa non solo la creatininemia, ma anche il GFR (filtrato glomerulare), che molti laboratori forniscono insieme.
Le segnalazioni nel database GIF: Nella banca dati del Gruppo Interregionale di Farmacovigilanza al 30 giugno 2009 erano presenti 2.274 segnalazioni di reazioni avverse alle due categorie di mezzi di contrasto prese in considerazione nell’articolo (vedi tabella), con una percentuale di reazioni gravi del 23% circa.
| Mezzi | N. segnalazioni | N. segnalazioni ADR gravi (%) |
|---|---|---|
| Mezzi di contrasto iodati a bassa osmolarità e paramagnetici per risonanza magnetica | 2.274 | 23% circa |
Preparazione all'Esame
Ricordarsi che l’esame è stato richiesto perché il medico ritiene che possa dare informazioni utili alla gestione del proprio stato di salute. In alcuni casi, può essere necessario astenersi da alimenti e bevande fino a quattro ore prima dell’esame, altre volte occorre bere tanta acqua subito prima dell’RM.
All’arrivo in ospedale, viene in genere richiesta la compilazione di un modulo sulla propria salute e anamnesi medica. Questi dati sono necessari allo staff sanitario per garantire un esame sicuro.
Secondo l’area corporea da esaminare, può essere necessario indossare una vestaglia ospedaliera durante la procedura.
Questo esame può essere tranquillamente eseguito in qualsiasi struttura ospedaliera o in una struttura privata convenzionata con il sistema sanitario nazionale, previa prescrizione medica da parte di uno specialista o del medico curante.
Il prezzo, inoltre, non è mai lo stesso ma varia in base al reddito familiare lordo annuo: il costo massimo, comunque, non è mai superiore ai 70 euro (in questo caso relativo a quelle famiglie che hanno un reddito che supera i 100 mila euro l’anno).
L’esame deve essere analizzato da un radiologo (medico specialista nell’interpretazione di scansioni e radiografie) ed eventualmente discusso con altri specialisti. Il radiologo invia il referto al medico richiedente l’esame, che spiegherà i risultati al paziente.
Come Funziona la Risonanza Magnetica
La risonanza magnetica impiega magneti potenti che originano un campo magnetico statico molto intenso; tale campo forza i protoni contenuti nel corpo ad allinearsi. Quando poi viene erogata al paziente una corrente pulsata in radiofrequenza, i protoni vengono stimolati ed escono dalla condizione di equilibrio, opponendosi alla forza di attrazione del campo magnetico. Quando la radiofrequenza viene spenta, i sensori riescono a rilevare l’energia rilasciata dai protoni che si riallineano con il campo magnetico.
Il tempo necessario ai protoni per riallinearsi con il campo magnetico, come pure la quantità di energia rilasciata, dipende dall’ambiente e dalla natura chimica delle molecole.
Per ottenere un’immagine accurata il paziente viene inserito in un magnete di grosse dimensioni e deve rimanere assolutamente fermo durante l’elaborazione del segnale per non sfocare l’immagine.
Possono essere somministrati mezzi di contrasto (in genere basati sul gadolinio) per via endovenosa prima o durante la procedura per aumentare la velocità a cui i protoni si riallineano con il campo magnetico.
Differenze tra RM, TC e PET
Molto spesso si tende a far confusione tra RM, TC e PET.
La RM o Risonanza Magnetica, dal termine stesso utilizza la risposta tissutale a vari stimoli elettromagnetici prodotti da un magnete esterno.
In particolare, nella RM il sistema che eroga energia è rappresentato dalle onde elettromagnetiche a RF.
La risposta ai vari stimoli è diversa per ogni tipo di composizione tissutale e permette quindi di fare una ricostruzione della morfologia ed in parte della funzione degli organi e tessuto corporei.
È possibile utilizzare dei mezzi di contrasto, che presenteranno conseguentemente caratteristiche “magnetiche” diverse, e che permetteranno di vedere aumentare l’accuratezza della RM nel differenziare i tessuti anche in parte dalla loro vascolarizzazione.
Esposizione del Personale Sanitario
Il personale sanitario che lavora in ambienti di RM è esposto, durante il tempo di permanenza nella sala magnete, al campo magnetico statico che è costantemente presente.
L’esposizione ai campi di gradiente ed alla RF, che sono presenti solo durante l’esecuzione dell’esame diagnostico, avviene solo in particolari situazioni che richiedono la presenza dell’operatore in sala durante l’esame.
Risonanza Magnetica: Domande Frequenti
La risonanza magnetica utilizza radiazioni?
Sì, la risonanza magnetica utilizza radiazioni, ma è importante distinguere tra i diversi tipi di radiazioni all’interno dello spettro elettromagnetico. La risonanza magnetica sfrutta radiazioni a bassa frequenza, nello specifico onde radio in combinazione con un potente campo magnetico. Queste onde, non essendo ionizzanti, non possiedono l’energia sufficiente per causare l’ionizzazione degli atomi o la rimozione degli elettroni dagli orbitali, processo che può alterare le molecole biologiche.
Al contrario, le radiazioni ad alta frequenza, come i raggi X o le radiazioni gamma, hanno una maggiore energia e possono provocare fenomeni di ionizzazione che, a dosi elevate o in assenza di adeguate precauzioni, possono potenzialmente indurre modificazioni cellulari. La risonanza magnetica, non utilizzando radiazioni ionizzanti, rappresenta una metodica diagnostica sicura e priva di effetti collaterali legati alla ionizzazione, consentendo esami ripetuti e su pazienti consideranti più sensibili.
Perché la risonanza magnetica è rumorosa?
Il rumore caratteristico della risonanza magnetica è generato dal rapido movimento dei gradienti magnetici durante l’acquisizione delle immagini. Per comprendere meglio, è importante sapere che il sistema di risonanza magnetica utilizza un campo magnetico principale, molto potente e costante, combinato con campi magnetici più deboli, chiamati gradienti.
Durante l’esame, i gradienti magnetici vengono attivati e disattivati molto rapidamente mediante impulsi elettrici. Questo cambiamento repentino causa la vibrazione delle bobine di gradiente all’interno dello scanner, producendo il rumore ritmico e intenso che si percepisce. Il livello di rumore generato da uno scanner di risonanza magnetica può raggiungere i 110-120 decibel, a seconda del tipo di sequenza utilizzata. Per garantire il comfort e la sicurezza del paziente, vengono forniti tappi per le orecchie o cuffie insonorizzate, che riducono il livello di rumore percepito.
Cosa significa risonanza magnetica ad "alto campo"?
La risonanza magnetica ad “alto campo” si riferisce all’utilizzo di apparecchiature che operano con un campo magnetico di intensità elevata, misurato in Tesla (T). Questo campo è fondamentale per la qualità dell’immagine che lo scanner è in grado di produrre. La maggiore intensità del campo magnetico consente di acquisire segnali più potenti dal corpo umano, il che si traduce in una risoluzione spaziale superiore: le immagini risultano più nitide, dettagliate e precise.
Questo consente di osservare strutture anatomiche con maggiore chiarezza, un vantaggio cruciale per diagnosi complesse in neurologia, ortopedia e cardiologia. Nonostante i vantaggi evidenti in termini di qualità diagnostica, gli scanner ad alto campo presentano alcuni svantaggi: il costo più elevato dell’apparecchiatura e un design più massiccio, che può risultare, per alcuni pazienti, meno confortevole. La struttura più chiusa può creare sensazioni di claustrofobia, sebbene le moderne tecnologie abbiano ridotto significativamente questi disagi, con soluzioni progettuali che offrono maggiore spazio e comfort.
Risonanza Magnetica per diverse parti del corpo
- Risonanza Magnetica all’Encefalo: Con la risonanza magnetica all’encefalo si studiano gli elementi che risiedono all'interno del capo: cervello, cervelletto, tronco encefalico, ipofisi, ventricoli, nervi acustici. Questo esame consente di analizzare tumori, encefaliti, eventuali malformazioni, sclerosi multipla, patologie che coinvolgono i nervi ottici e acustici, così come di diagnosticare l’idrocefalo e valutare le conseguenze di ischemie, edemi o emorragie cerebrali.
- Risonanza Magnetica della Colonna Vertebrale (RM Rachide): Con una risonanza magnetica della colonna vertebrale, o RM Rachide, si valuta la relazione che lega ossa, dischi vertebrali e radici nervose e rende visibili anche alcune lesioni nell’area considerata.
- Risonanza Magnetica Lombo Sacrale: In presenza di dolori costanti nella zona più bassa della schiena, stati febbrili o traumi, si può procedere con una risonanza magnetica lombo sacrale, con cui è possibile individuare tumori spinali, ernie del disco, sciatalgie, discopatie.
- Risonanza Magnetica del Tratto Cervicale: La risonanza magnetica del tratto cervicale permette di visualizzare nei dettagli tutti gli elementi che lo compongono: midollo spinale, vertebre e dischi.
- Risonanza Magnetica a Polso e Mano, Gomito e Avambraccio: Con una risonanza magnetica a polso e mano oppure gomito e avambraccio è possibile rilevare lesioni di varia natura ad articolazioni, tendini e muscoli, così come malformazioni o patologie legate a tumori, traumi o problemi vascolari.
- Risonanza Magnetica all’Addome: Con la risonanza magnetica all’addome è possibile osservare tutti gli elementi dell’area, dagli organi fino a nervi e vasi sanguigni, con l’obiettivo di rilevare o tenere sotto controllo processi infiammatori, infezioni, forme tumorali.
- Risonanza Magnetica Mammaria: La risonanza magnetica mammaria è un’alleata davvero molto preziosa nella diagnosi precoce di tumore al seno, specialmente nelle giovani donne.
- Risonanza Magnetica Multiparametrica della Prostata: L’innovazione tecnologica ha permesso di creare un metodo diagnostico ad altissima precisione, la risonanza magnetica multiparametrica.
- Risonanza Magnetica all’Anca o al Ginocchio: Con una risonanza magnetica all’anca oppure al ginocchio, ogni componente è ben visibile: dalla cartilagine ai legamenti, dai tessuti ossei fino ai tendini.
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