Diagnosi Precoce del Tumore alla Prostata al Policlinico Gemelli di Roma: Un Percorso Innovativo

Il Policlinico Gemelli di Roma ha sviluppato un percorso innovativo per la diagnosi precoce del tumore alla prostata, che unisce le migliori tecnologie di imaging con la competenza specialistica. Questo percorso è rivolto principalmente agli uomini a partire dai 50 anni di età, anche se in determinate condizioni è raccomandato iniziare prima. In particolare, si consiglia di anticipare i controlli intorno ai 45 anni per gli uomini considerati ad alto rischio, ad esempio coloro che hanno una familiarità per il tumore prostatico (padre o fratello colpiti in età relativamente giovane) o uomini con mutazione BRCA1/2.

L'Importanza della Diagnosi Precoce

La diagnosi precoce del tumore alla prostata consiste nell’individuare eventuali tumori quando sono ancora in fase iniziale, prima che causino sintomi. Una diagnosi tardiva del tumore alla prostata può avere, invece, conseguenze più importanti. Nelle forme avanzate, poiché il tumore alla prostata è spesso stimolato dagli ormoni maschili (androgeni), la terapia ormono-soppressiva mira a ridurre i livelli di questi ormoni o a bloccare la loro azione sulle cellule tumorali.

Limiti del PSA Tradizionale

Il tradizionale dosaggio del PSA (Antigene Prostatico Specifico) nel sangue è stato a lungo utilizzato come test di riferimento nello screening del tumore prostatico, ma presenta limiti importanti. Da un lato può risultare elevato per motivi benigni - come ipertrofia prostatica o infiammazioni - generando molti falsi positivi (allarmi di tumore che poi si rivelano infondati). Dall’altro lato, può restare normale in presenza di un tumore aggressivo, portando a falsi negativi che ritardano la diagnosi. Studi recenti hanno quantificato il problema. In conclusione, il PSA rimane un indicatore importante, ma oggi sappiamo che non è sufficiente da solo per una diagnosi accurata.

Il Progetto ReIMAGINE condotto nel Regno Unito, ad esempio, ha offerto a uomini sani un esame di risonanza magnetica alla prostata indipendentemente dal PSA. I risultati sono stati sorprendenti: oltre la metà degli uomini a cui è stato diagnosticato un tumore prostatico clinicamente significativo (aggressivo, da trattare) presentava un PSA inferiore a 3 ng/ml - quindi teoricamente normale e rassicurante secondo i criteri tradizionali. Addirittura, una quota non trascurabile di questi tumori è stata scoperta in uomini con valori di PSA molto bassi (attorno a 1 ng/ml). Questo significa che affidarsi solo al PSA avrebbe lasciato senza diagnosi molti di questi pazienti, ritardando le cure.

Il Percorso Diagnostico del Gemelli Imaging Center

Presso il Gemelli Imaging Center è stato sviluppato un percorso innovativo per la diagnosi precoce del tumore della prostata, che unisce le migliori tecnologie di imaging con la competenza specialistica. Il percorso prevede una continuità di cura: dall’imaging iniziale al consulto, fino all’eventuale indirizzamento allo specialista urologo, il Gemelli Imaging Center e l’équipe multidisciplinare rimangono a disposizione per accompagnare la persona in ogni fase. Se il risultato è tranquillo, si stabilirà insieme un calendario di follow-up per vigilare sulla salute prostatica nel tempo. Se invece occorre un intervento, il paziente verrà guidato rapidamente verso le procedure necessarie, con la sicurezza di avere già in mano immagini di alta qualità e informazioni dettagliate sul suo caso.

Risonanza Magnetica Biparametrica (bpMRI)

Il cuore del percorso è un esame di risonanza magnetica biparametrica della prostata. Si tratta di una risonanza di ultima generazione, senza mezzo di contrasto endovenoso, che richiede meno tempo rispetto alla risonanza multiparametrica tradizionale (vengono acquisite le sequenze fondamentali, T2 e DWI). L’AI contribuisce a rendere l’interpretazione ancora più accurata e standardizzata, riducendo il rischio di lesioni trascurate.

Una delle comodità di questo percorso è la semplicità della preparazione richiesta e la rapidità con cui si svolge il tutto. Prima dell’esame di risonanza, non sono necessari digiuni prolungati né particolari restrizioni dietetiche. È richiesto solo un piccolo accorgimento: eseguire un clistere evacuativo a casa la mattina dell’appuntamento, per liberare il retto e garantire immagini più nitide (l’intestino vuoto riduce artefatti e compressioni sulla prostata). Non è necessario assumere farmaci antispastici (come il Buscopan®) o dosare la creatininemia perché, come già detto, non è previsto l’uso di mezzo di contrasto endovenoso durante la risonanza.

L’esame in sé è breve: la risonanza biparametrica della prostata viene completata in circa 8 minuti di scansione effettiva. Considerando i tempi tecnici di sistemazione del paziente sul lettino e di verifica della qualità delle immagini, in meno di 15 minuti si conclude l’intera procedura in sala RM. Questo è un netto miglioramento rispetto ai 30-40 minuti di una risonanza multiparametrica tradizionale.

Terminata la risonanza, uno specialista radiologo incontra il paziente per un colloquio personalizzato (qualora il paziente scelga questa opzione integrativa). In questo incontro post-esame, il medico illustra in modo chiaro e comprensibile l’esito della risonanza, mostrando eventualmente le immagini al paziente. Per chi sceglie l’opzione del consulto immediato con il radiologo, vi è un doppio vantaggio: da un lato, entro 60 minuti dalla fine dell’esame si svolge il colloquio descritto sopra, in cui il paziente riceve a voce un primo responso e tutte le delucidazioni del caso; dall’altro, anche in questo caso seguirà comunque entro un giorno un referto scritto dettagliato.

Esito Negativo: Follow-up

Se la risonanza magnetica non mostra alterazioni sospette, non è necessario intervenire nell’immediato. I successivi passi dipendono dal livello di rischio del singolo paziente, che viene definito considerando i risultati della risonanza, i valori del PSA e l’eventuale storia familiare. In molti casi, è indicato un monitoraggio nel tempo, con controlli periodici - come il PSA ed eventualmente una nuova risonanza - a circa 12 mesi, salvo variazioni che possano suggerire una rivalutazione anticipata.

Esito Positivo: Biopsia Fusion e Percorso Urologico Dedicato

Se la risonanza magnetica evidenzia una lesione sospetta, il passo successivo è un approfondimento diagnostico per definirne la natura. In particolare, quando si riscontrano aree con punteggio PI-RADS 4 o 5 (alta probabilità di tumore clinicamente significativo), oppure PI-RADS 3 associato ad altri fattori di rischio - come una lesione più grande di 5 mm o un PSA density superiore a 0,15 ng/ml/cc - si raccomanda una valutazione specialistica urologica per considerare l’eventualità di una biopsia mirata.

La procedura consigliata in questi casi è la biopsia “fusion” guidata da immagini combinate di ecografia e risonanza magnetica, eseguita per via transperineale. Questa tecnica consente di sovrapporre in tempo reale le immagini della risonanza a quelle ecografiche, permettendo all’urologo di indirizzare l’ago con precisione verso l’area sospetta, prelevando campioni mirati. Oltre ai prelievi mirati, si eseguono anche prelievi sistematici a scopo di mappatura.

Rispetto alla biopsia prostatica tradizionale, eseguita alla cieca con prelievi casuali, la biopsia fusion è più accurata e meno invasiva. Studi clinici hanno dimostrato che aumenta le probabilità di rilevare tumori clinicamente significativi e, al contempo, riduce il rischio di diagnosticare forme indolenti, limitando trattamenti non necessari. Inoltre, la via transperineale riduce notevolmente il rischio di infezioni post-procedura.

La biopsia viene solitamente eseguita in anestesia locale e fornisce una diagnosi istologica in pochi giorni. Se la biopsia conferma la presenza di un tumore, lo specialista urologo discuterà con il paziente le opzioni terapeutiche più appropriate (sorveglianza attiva, chirurgia, radioterapia, ecc.), in base alle caratteristiche della malattia. Se invece la biopsia è negativa, nonostante la presenza di una lesione sospetta in risonanza, il caso viene riesaminato collegialmente: si potrà optare per controlli più ravvicinati o ripetere la risonanza e considerare una nuova biopsia dopo alcuni mesi. In tutti i casi, il paziente non viene mai "abbandonato" dopo l'esame iniziale.

L'Urologia del Policlinico Gemelli: Innovazione e Multidisciplinarietà

E’ a quello che punta Bernardo Rocco, nuovo ordinario di Urologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore della UOC Urologia di Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS, dalle Prostate Unit al Percorso Clinico Assistenziale (PCA), fino alla creazione di un vero e proprio Prostate Cancer Research. Rocco ricorda che quello della prostata è il tumore più frequente nell’uomo ed è anche uno dei tumori, per i quali l’intervento chirurgico può fare la differenza in termini di prognosi. La chirurgia robotica ha rivoluzionato il trattamento del tumore della prostata. Ma fondamentale per la cura di questo tumore è la multidisciplinarietà, il lavoro di squadra, insieme a oncologi, radioterapisti e medici nucleari. È importante scegliere di andarsi a curare nei centri dove siano presenti tutte le competenze, magari organizzate in Prostate Unit, in analogia con quanto già accade per il tumore della mammella (con le Breast Unit). È stato già definito il PCA (Percorso Clinico Assistenziale) Prostata, che verrà presentato a breve.

A Rocco e suo padre, altro urologo di fama, si deve il cosiddetto “Punto di Rocco” (‘Rocco stitch’, ovvero la ricostruzione uretro-vescicale posteriore), una tecnica chirurgica ormai consolidata e diffusa ovunque (è utilizzata da più di metà dei chirurghi nel mondo ed è contemplata sia nelle Linee guida europee, che nell’Atlante chirurgico americano). Nel 2016 Rocco ha messo a punto dei sistemi di calcolo statistico, dei nomogrammi (PrECE, Predicting Extra Capsula Extension of Prostate cancer), sviluppati insieme al gruppo americano dell’Advent Health Celebration (Florida, Usa) che servono a ‘dosare’ bene il risparmio dei nervi (tecnica chirurgica ‘nerve sparing’); quello della potenza sessuale post-intervento è il secondo dei due grandi temi funzionali, che possono gravare sugli esiti di un intervento di prostatectomia radicale per tumore della prostata.

Rocco è anche presidente del comitato scientifico di Europa Uomo (Italia), la più grande associazione pazienti con tumore della prostata a livello europeo. Quest’anno l’Unione Europea ha finalmente promosso lo screening di questo tumore attraverso il dosaggio del PSA nel sangue. In Italia però finora questo screening è stato implementato solo in Regione Lombardia. Rocco ha già avviato dei colloqui con il ministero della Salute, insieme al professor Giuseppe Carrieri, presidente della SIU per discutere dell’estensione di questo screening anche alle altre Regioni italiane. Insieme ad Evis Sala, Rocco sta realizzando una ricerca per valutare se, in casi di positività allo screening, la RMN possa essere alleggerita del mezzo di contrasto, per essere sostituita da una RMN biparametrica (senza mezzo di contrasto) che rappresenterebbe un’enorme vantaggio, in quanto di più agevole esecuzione. L’introduzione della RMN prostatica dopo il dosaggio del PSA ha fatto di nuovo salire le azioni dello screening mediante PSA, che aveva subito una battuta d’arresto per l’enorme numero di biopsie prostatiche che venivano richieste in caso di test positivo e quindi per il rischio di over-diagnosis e di chirurgie inutili.

Gemelli ART: Tecnologie Avanzate per la Cura del Tumore alla Prostata

Il Gemelli ART si distingue per l’approccio personalizzato e innovativo nella cura del tumore alla prostata. Il Gemelli ART impiega tecnologie all’avanguardia per garantire trattamenti altamente personalizzati ed efficaci. La risonanza magnetica multiparametrica della prostata è un esame diagnostico di precisione che fornisce immagini dettagliate della ghiandola prostatica. Questo esame non invasivo è fondamentale per identificare anomalie prostatiche e per guidare il trattamento e il monitoraggio di varie condizioni urologiche.

La risonanza magnetica multiparametrica della prostata (abbreviata in RMmp) è una tecnica di imaging che utilizza un potente campo magnetico e onde radio per creare immagini di alta qualità della prostata e dei tessuti circostanti. La RMmp si distingue per la sua capacità di combinare valutare la ghiandola grazie a diversi parametri, come: morfologia; perfusione ematica; densità cellulare; metabolismo. Questo approccio multiparametrico fornisce, dunque, informazioni essenziali sulla struttura, la vascolarizzazione e la funzionalità della prostata, rendendola particolarmente efficace nell’identificazione e nella caratterizzazione di anomalie prostatiche.

Indicazioni della Risonanza Magnetica

Le indicazioni alla risonanza magnetica della prostata comprendono una varietà di situazioni cliniche dove è necessaria una valutazione dettagliata della ghiandola. Questo esame è particolarmente indicato in caso di: sospetto tumore alla prostata, soprattutto quando i livelli di PSA (antigene prostatico specifico) nel sangue sono elevati o in presenza di risultati anomali all’esame rettale digitale; stadiazione del cancro prostatico, ossia per determinare l’estensione del tumore all’interno o fuori della prostata; monitoraggio di pazienti con diagnosi pregressa di cancro prostatico, sia per valutare la risposta al trattamento sia per rilevare eventuali recidive; indagine di anomalie trovate in altri esami di imaging, come l’ecografia transrettale, per una diagnosi più precisa; guida per biopsie prostatiche mirate, nel caso in cui sia necessario prelevare campioni di tessuto per analisi istologiche. In queste situazioni, la RM della prostata fornisce informazioni vitali che aiutano a guidare la gestione clinica e le decisioni terapeutiche.

Come si Esegue la Risonanza Magnetica

L’esecuzione della risonanza magnetica della prostata prevede: posizionamento del paziente, che viene fatto sdraiare supino sul lettino dello scanner RM, con le gambe leggermente sollevate, spesso usando un supporto sotto le ginocchia per maggiore comfort; scansione, durante la quale il paziente deve rimanere immobile per evitare sfocature nelle immagini; utilizzo del mezzo di contrasto, generalmente per via endovenosa; monitoraggio del paziente. L’apparecchio di RM emette rumori ronzanti o pulsanti, per cui può essere fornita una protezione per le orecchie.

Durata e Preparazione

La durata della risonanza multiparametrica della prostata è generalmente compresa tra i 20 e i 40 minuti. La preparazione per una risonanza magnetica della prostata richiede alcuni passaggi specifici per assicurare la migliore qualità delle immagini possibili. Le indicazioni possono variare leggermente a seconda delle linee guida del centro diagnostico, ma generalmente includono: rimozione di tutti gli oggetti metallici, come gioielli, orologi e dispositivi elettronici; indossare un abbigliamento comodo e privo di componenti metalliche (generalmente fornito dal centro diagnostico); in alcuni casi, potrebbe essere richiesto di eseguire un clistere qualche ora prima dell’esame, per svuotare l’intestino e migliorare la visualizzazione della prostata.

Terapie Innovative per il Tumore alla Prostata

La moderna radioterapia permette di curare il tumore della prostata con risultati paragonabili alla chirurgia e con un’eccellente qualità della vita. L’approccio terapeutico al tumore della prostata è stato caratterizzato negli ultimi anni da importanti innovazioni sia nel campo della chirurgia, con l’introduzione delle tecniche robotiche, sia in quello delle terapie sistemiche, con l’uso clinico di nuovi farmaci sempre più efficaci, ma soprattutto nel campo delle terapie non invasive o mini-invasive come la radioterapia che consiste nell’indirizzare radiazioni verso la malattia in modo da determinare danni letali alle cellule tumorali che portano progressivamente alla guarigione.

Per il tumore della prostata distinguiamo tre tipi di tecniche radioterapiche con specifici macchinari o procedure: La radioterapia a fasci esterni, la radioterapia interventistica (spesso conosciuta anche come brachiterapia) e la radioterapia metabolica. La prima utilizza apparecchi chiamati acceleratori lineari che ruotando intorno al paziente e grazie a sistemi complessi di collimazione del fascio radioattivo e di calcolo della dose, riescono a concentrare la dose di radiazione sul tumore. Questa è la tecnica più utilizzata ed è ormai presente su tutto il territorio nazionale. Grazie all’evoluzione tecnologica il numero delle sedute di terapia è sempre minore con stessi risultati e notevole vantaggio per il paziente. La seconda, invece, presente solo in pochi centri altamente specializzati, prevede un approccio mininvasivo, infatti, consiste nella proiezione di sorgenti radioattive all’interno del tumore colpendo le cellule in maniera ravvicinata.

La moderna radioterapia interventistica (Brachiterapia HDR - High Dose Rate) prevede una procedura di poche ore con una irradiazione temporanea che non determina la permanenza delle sorgenti radioattive all’interno del paziente quando torna a domicilio, bensì attraverso l’uso di vettori il movimento di una sola sorgente all’interno della prostata con un’irradiazione ultra-precisa. Questa tecnica può essere utilizzata in modalità esclusiva, negli stadi iniziali, o come sovradosaggio insieme ai fasci esterni negli stadi avanzati. Infine la radioterapia metabolica che attraverso la somministrazione di radiofarmaci riesce a colpire le cellule maligne in maniera selettiva, questa tecnica utilizzata largamente per i tumori della tiroide sta iniziando ad essere valutata anche per quelli della prostata, negli stadi avanzati, attraverso l’uso di nuovi radiofarmaci e avrà un ruolo importante nello scenario terapeutico futuro.

Quindi le moderne tecnologie hanno cambiato radicalmente l’approccio del trattamento del tumore della prostata, infatti la moderna radioterapia è totalmente diversa da quella conosciuta nel passato. Al momento abbiamo la possibilità di modulare la dose punto per punto con una precisione millimetrica, la cosiddetta radioterapia ad intensità modulata (IMRT - Intensity modulated RadioTherapy) , inoltre grazie a sofisticati macchinari possiamo identificare la zona da trattare in maniera molto accurata anche attraverso l’uso di tecniche avanzate come la Risonanza Magnetica durante il trattamento configurando la moderna radioterapia guidata dalle immagini (IGRT - Image guided Radiotherapy). Così la radioterapia si inserisce in questo moderno scenario come una valida alternativa all’intervento chirurgico con gli stessi risultati oncologici. Infatti, molti pazienti si rivolgono ai radioterapisti oncologi, perché anziani e non candidabili alla chirurgia, o perché comunque timorosi di sottoporsi ad un intervento chirurgico. Quando sono portatori di tumori iniziali si offre loro la possibilità della sorveglianza attiva.

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