Risonanza Magnetica Multiparametrica della Prostata al Niguarda di Milano

La Risonanza Magnetica multiparametrica della prostata è un esame che permette di fare una diagnosi del tumore della prostata andando ad analizzare eventuali lesioni prostatiche presenti.

Cos'è la Risonanza Magnetica Multiparametrica della Prostata?

Questo esame è definito "multiparametrico" perché vengono acquisiti più parametri come la densità cellulare e la perfusione ematica.

La Risonanza Magnetica è una tecnica di diagnostica per immagini non invasiva.

A cosa serve la Risonanza Magnetica Multiparametrica?

La risonanza magnetica multiparametrica permette di identificare tumori nascosti di alto grado di aggressività (Gleason 8-10) in aree della prostata che in genere non vengono campionate (interno della zona anteriore della prostata) o non si riescono a campionare in modo adeguato con la biopsia.

Indagare la presenza o meno di tumori nascosti ad alto rischio in pazienti che già hanno avuto una diagnosi di tumore prostatico a basso rischio (Gleason 2-6), è fondamentale per scegliere l’approccio terapeutico più adatto.

Una risonanza magnetica negativa infatti può rassicurare i pazienti che scelgono un approccio di sorveglianza attiva.

Inoltre, la risonanza magnetica multiparametrica permette di studiare e valutare con precisione la presenza di una malattia locale residua differenziandola dalla diffusione metastatica nei maschi con una recidiva dopo la radioterapia per tumore localizzato e, sottoposti a biopsia prostatica, questa risultata negativa.

Come si svolge l'esame?

La risonanza magnetica multiparametrica non è un esame doloroso. Tuttavia il paziente può percepire fastidio o disagio per l’inserimento nel retto della bobina rettale da mantenere in sede per tutta la durata dell’esame.

La preparazione all’esame prevede un clistere la sera precedente l’esame. Il giorno dell’esame, il paziente potrà fare una colazione leggera. Non sono necessari né il digiuno, né presentarsi a vescica piena.

Reparto di Urologia del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda

Il Reparto di Urologia del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, situato in Piazza Ospedale Maggiore 3, ha come Direttore il Dott. Aldo Massimo Bocciardi.

Il reparto tratta con le migliori tecnologie d'avanguardia tutte le patologie urologiche ed andrologiche. In particolare, vengono trattate tutte le neoplasie urologiche (del rene e delle vie urinarie, della vescica, della prostata, del testicolo e del pene), grazie anche ad una completa collaborazione con gli oncologi e radioterapisti, con cui sono attivi degli ambulatori congiunti.

I trattamenti dei tumori urologici vengono effettuati anche mediante chirurgia laparoscopica robotica utilizzando il sistema del robot DaVinci.

In particolare, il tumore prostatico viene trattato mediante prostatectomia radicale robotica modificata, ossia con accesso posteriore.

Quest'accesso, ideato dal Dott. Bocciardi, permette di ottenere una continenza urinaria immediata alla rimozione del catetere vescicale (a 7 giorni dall'intervento) pari al 93% ed un mantenimento dell'erezione nel 70% dei casi, traguardi difficilmente raggiungibili con le altre tecniche.

Inoltre: per quanto riguarda le neoplasie renali, nel 90% dei casi viene effettuata una chirurgia conservativa; le malattie prostatiche benigne vengono curate quasi esclusivamente per via endoscopica o con metodiche mini-invasive; la calcolosi viene curata per via non invasiva e/o con apparecchi miniaturizzati.

Uno dei campi di particolare interesse del reparto è inoltre la chirurgia microscopica, ricostruttiva e funzionale dell'uretra e delle malformazioni genitali.

Fanno parte dell'equipe dell'unità operativa i dirigenti medici Ascione Assunta, Barbieri Michele, Dell'Oglio Paolo, Di Trapani Dario, Galfano Antonio (responsabile Endourologia/ endoscopia urologica), Napoli Giancarlo, Olivero Alberto, Pachera Federica, Petralia Giovanni, Secco Silvia, Strada Elena.

Opzioni di Trattamento per il Tumore alla Prostata

Alcuni tumori crescono così lentamente che il trattamento potrebbe non essere affatto necessario. Decidere per quale trattamento optare può essere complesso.

Un approccio è la sorveglianza attiva, un sistema che non prevede alcun trattamento del carcinoma prostatico ma monitora la possibile evoluzione e la crescita del cancro con regolari PSA, esplorazioni rettali, risonanze magnetiche prostatiche multiparametriche e biopsie.

Chirurgia

Il vantaggio principale di una prostatectomia radicale è la rimozione in toto della prostata con cancro. La chirurgia, come qualsiasi altro tipo di trattamento attivo, comporta sempre dei rischi. Alcune complicanze possono verificarsi precocemente ed alcune successivamente. Tra le prime, il sanguinamento o le infezioni.

Esistono diverse tipologie di prostatectomia radicale:

  1. Prostatectomia radicale laparoscopica robotica assistita (RALP): è il tipo più comune di chirurgia del cancro alla prostata eseguita oggigiorno. Il chirurgo è assistito da un sistema robotico, tramite il quale manovra gli strumenti chirurgici laparoscopici e l’ottica (telecamera). Vengono eseguite unicamente piccole incisioni nell’addome che servono da accesso agli strumenti chirurgici. La prostata viene quindi rimossa attraverso una di queste piccole incisioni, spesso a livello dell’ombelico.
  2. Prostatectomia radicale laparoscopica: anche in questo caso sono sufficienti dei piccoli tagli nell'addome per rimuovere la prostata tramite degli strumenti manovrati direttamente dal chirurgo.
  3. Prostatectomia radicale open o a cielo aperto: per questa procedura, il chirurgo esegue generalmente un taglio (incisione) nella parte inferiore dell'addome e rimuove la prostata attraverso questa apertura. Dopo che la prostata è stata rimossa, le vie urinarie e la vescica vengono ricongiunte tramite una sutura. Un catetere viene fatto passare attraverso l'uretra nella vescica per drenare l'urina mentre le nuove connessioni guariscono e la sutura di stabilizza.

Possibili complicanze post-operatorie:

  • Incontinenza: L'incontinenza è l'incapacità di controllare l’urina. È comune soffrire di incontinenza per un certo periodo dopo un intervento chirurgico alla prostata. Molto frequentemente il paziente deve indossare gli assorbenti per alcune settimane o mesi.
  • Disfunzione erettile: La disfunzione erettile è l'incapacità di un uomo ad avere un'erezione abbastanza valida o a lungo per soddisfare l'attività sessuale. I nervi coinvolti nel processo di erezione circondano la ghiandola prostatica e possono essere lesionati durante i trattamenti per il tumore alla prostata (chirurgia, radioterapia). La durata del deficit erettile dopo il trattamento dipende da molte cose, inclusa la validità delle erezioni prima del trattamento, lo stato di salute del paziente, l’età del paziente. A volte, potrebbe essere necessario un anno o più per recuperare la funzione erettile.
  • Orgasmo: Potrebbe stupire lo sapere che gli uomini sono ancora in grado di avere un orgasmo (climax), anche dopo una prostatectomia radicale. Non è necessaria un'erezione per raggiungere l'orgasmo. Non uscirà però liquido seminale poiché la prostata, le vescicole seminali e le connessioni al testicolo sono state rimosse e il dotto deferente è stato diviso durante l'intervento chirurgico. È importante sapere che il desiderio sessuale non viene perso con questo intervento chirurgico o radioterapia.

Radioterapia

La radioterapia utilizza raggi ad alta energia per uccidere o rallentare la crescita delle cellule tumorali. Tradizionalmente, la radioterapia a fasci esterni (EBRT) utilizza i fotoni (raggi x). Questo tipo di trattamento è oggigiorno sempre meno eseguito, a favore di trattamenti di radioterapia conformazionale tridimensionale (3DCRT) o radioterapia a modulazione di intensità (IMRT).

La terapia con fascio di protoni (PBT) è un altro tipo di EBRT, ma utilizza protoni ad alta energia che possono viaggiare più in profondità nel tessuto corporeo rispetto ai fotoni a bassa energia.

La radioterapia stereotassica (SBRT) eroga grandi dosi di radiazioni in aree esatte, come nel caso del tumore alla prostata, tramite un imaging avanzato. L'intero ciclo di trattamento viene somministrato in un periodo più breve, solo per pochi giorni.

I principali effetti collaterali della radioterapia sono l'incontinenza ed i problemi intestinali (proctiti, possibile sviluppo di tumori intestinali). I problemi urinari di solito migliorano nel tempo, ma in alcuni uomini non scompaiono mai. È anche possibile la disfunzione erettile, inclusa l'impotenza, ed il sanguinamento della vescica (ematuria). Se la terapia ormonale (vedi sotto) viene utilizzata con le radiazioni, gli effetti collaterali sessuali sono comuni.

Crioterapia

Consiste nel “congelamento” controllato della ghiandola prostatica, il sui scopo è la distruzione delle cellule tumorali. La crioterapia viene eseguita in anestesia. Speciali aghi chiamati "criosonde" vengono inseriti nella prostata sotto la pelle. Gli aghi sono guidati da ultrasuoni, per dirigere il processo di congelamento.

Terapia Focale

Termine generico per alcuni trattamenti (tra cui HIFU, crioablazione focale) in cui vengono idealmente trattate soltanto le porzioni di prostata in cui presente il tumore, senza distruggere l'intera ghiandola o il tessuto sano nelle vicinanze. I benefici a lungo termine della terapia focale non sono ancora noti. Sono in corso ricerche per studiarla ed approvarla.

Terapia Ormonale

Negli ultimi anni sono disponibili nuovi farmaci che possono essere utilizzati dopo il fallimento di altre terapie ormonali. Vampate di calore e stanchezza sono anche effetti collaterali a breve termine del trattamento ormonale.

Chemioterapia

Utilizza farmaci per distruggere le cellule tumorali prostatiche diffuse in qualsiasi parte del corpo, quando il cancro si è metastatizzato in altri organi o tessuti. I farmaci circolano nel flusso sanguigno; poiché uccidono qualsiasi cellula in rapida crescita, attaccano sia le cellule cancerose che quelle non cancerose. Molti farmaci chemioterapici vengono somministrati per via endovenosa (con un ago in una vena). Altri vengono presi per bocca. In genere non è necessario rimanere in ospedale per la chemioterapia.

Gli effetti collaterali dipendono dal farmaco, dalla dose e dalla durata del trattamento. I più comuni sono affaticamento (sensazione di grande stanchezza), nausea, vomito, diarrea e perdita di capelli. È anche possibile un cambiamento nel senso del gusto e del tatto. Vi è un aumento del rischio di infezioni e anemia.

Immunoterapia

Stimola il sistema immunitario del corpo ad identificare e ad attaccare le cellule tumorali. Esistono diversi approcci utilizzati nell'immunoterapia.

CupSolidale.it fornisce ai cittadini di Milano Zona Niguarda un servizio di prenotazione online di esami di laboratorio, esami clinici, visite mediche specialistiche, interventi chirurgici ed esami diagnostici strumentali erogati nelle strutture sanitarie private e privato-sociali di Milano Zona Niguarda. Tutte le prestazioni offerte hanno disponibilità immediata, costi simili al ticket e facilità di prenotazione online. Contenuti approvati dal Comitato Editoriale.

leggi anche: