Risonanza Magnetica del Massiccio Facciale e della Sella Turcica: Protocollo e Indicazioni

La risonanza magnetica (RM) è una tecnica diagnostica che fornisce immagini dettagliate del corpo umano utilizzando campi magnetici. Questi campi magnetici sono prodotti da un grande magnete, senza esporre il paziente a radiazioni ionizzanti, come invece avviene con la TC (tomografia computerizzata). La risonanza magnetica è in grado di fornire un’immagine tridimensionale delle parti interne del corpo. Permette di visualizzare soprattutto gli organi interni, insieme allo scheletro e alle articolazioni.

Ciò consente che la risonanza magnetica venga sfruttata in numerosi campi di studio, come la neurologia, la neurochirurgia, l’urologia, la traumatologia, l’ortopedia, la gastroenterologia, la cardiologia e l’oncologia.

Risonanza Magnetica della Sella Turcica

La risonanza magnetica della sella turcica (a volte sintentizzata con la sigla RMN sella turcica) è un esame indicato per lo studio dell’ipofisi, una piccola ghiandola che è deputata alla produzione di ormoni fondamentali per la regolazione di diversi organi, come ad esempio la tiroide, le ovaie, i testicoli e le ghiandole surrenali.

Attraverso l’utilizzo di campi magnetici e onde radio, questo test consente di ottenere immagini tridimensionali della ghiandola e delle strutture vicine. Si tratta di un esame non invasivo e assolutamente indolore, e a differenza di altre tecniche di scansione non espone il paziente a radiazioni ionizzanti.

Procedura

La procedura è piuttosto semplice. Il paziente viene aiutato a distendersi correttamente sul lettino (solitamente a pancia in giù) e attorno al suo capo viene posizionato un apposito macchinario, simile ad un casco. Nella maggior parte dei casi viene quindi somministrato un mezzo di contrasto per via endovenosa per migliorare la precisione dell’esame.

Per la buona riuscita dell’esame il paziente deve rimanere immobile durante l’acquisizione delle immagini. La scansione può durare dai 30 ai 45 minuti e non provoca alcun fastidio, ad eccezione del rumore. Per alleviare il disturbo provocato dal rumore vengono in genere fornite delle cuffie.

La conformazione dell'apparecchio ed il tempo necessario all'esecuzione dell'esame possono indurre nel paziente sottoposto all'indagine RMN una sensazione di "claustrofobia".

Preparazione del paziente: Il paziente deve essere a digiuno da 4 ore (in relazione all’eventuale iniezione di mdc). NOTA BENE: l’assunzione di qualsiasi farmaco non va sospesa. L’eventuale carico idropinico volto alla distensione della vescica va concordato previamente con il proprio medico di fiducia in caso di pazienti affetti da scompenso cardiaco cronico, cirrosi in fase di scompenso idrosalino, insufficienza renale cronica in trattamento emodialitico.

Questionario clinico: Traumi? Operazioni chirurgiche? Dolore? Parestesie? Problemi all’udito? Problemi alla vista? Disturbi dell’olfatto? Pregressi tumorali? Fumatore?

Protocollo di scansione per il massiccio facciale

  • Bobine utilizzate: È fondamentale utilizzare la bobina dedicata, in genere viene utilizzata quella per il cranio.
  • Posizionamento del paziente: Supino. Head first. Per il posizionamento della bobina vedere le specifiche tecniche della propria apparecchiatura. Nel caso la lesione sia molto superficiale, evitare di comprimerla con i cuscinetti utilizzati per immobilizzare il paziente.

L’esame RM del massiccio facciale ha indicazioni molto specifiche e deve sempre essere condotto nell’ottica del fatto che con la RM non si potranno mai ottenere delle informazioni precise sulle strutture ossee (soprattutto nel massiccio facciale dove la maggior parte sono costituite da corticale).

Reperaggio scansioni:

  • Sul reperaggio assiale verificare che la scansione copra l’area di interesse e deve essere verificata la posizione in RL.
  • Sul reperaggio coronale gli strati devono essere perpendicolari al piano sagittale mediano e deve essere verificata la posizione in RL e la copertura in senso SI. Verificare che la scansione copra l’area di interesse.
  • Sul reperaggio sagittale gli strati assiali devono avere un obliquità parallela al palato duro e deve essere verificata la posizione in AP . Verificare che la scansione copra l’area di interesse.

Le scansioni assiali sono in numero da 16 a 24 con spessore da 4 a 5mm.

Le scansioni sagittali molto utili per studiare la regione del seno sfenoidale e dell’ipofisi, del clivus e del cavum.

Sequenze Utili

  • Sequenze DWIBS: sono utili come valutazione complementare all’esame di base per meglio caratterizzare le lesioni tumorali, valutazione linfonodi e lesioni ossee post radioterapia.

Vantaggi e Svantaggi delle diverse sequenze

Sequenza Vantaggi Svantaggi
STIR Pochi artefatti da pulsazione A volte si possono avere disomogeneità della soppressione del grasso, soprattutto sul massiccio facciale a causa della disomogeneità osso-aria.
Altre sequenze (non STIR) Possono anche essere eseguite dopo mdc (nel caso fosse necessario ripetere una sequenza mossa). Buone informazioni delle strutture circondate da grasso. Basso contrasto dei parenchimi.

Si invitano gli Utenti e Pazienti che devono sottoporsi ad indagini strumentali e di diagnostica per immagini, nonchè a visite specialistiche, a portare sempre con se gli esami precedenti e tutta la documentazione clinica relativa, segnalando al personale medico e sanitario eventuali terapie in corso.

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