Risonanza Magnetica Mammaria con Contrasto: Indicazioni e Preparazione

Nell'ambito della diagnostica per immagini, la Risonanza Magnetica Mammaria (RMN Mammaria) rappresenta una frontiera avanzata e altamente specializzata. La Risonanza Magnetica della mammella o Risonanza magnetica mammaria (RMM), è una tecnica diagnostica che non utilizza radiazioni ionizzanti per generare immagini, bensì un campo magnetico.

Questo esame non fa parte dello screening di routine per il tumore al seno ma viene impiegato su indicazione specialistica per approfondire dubbi diagnostici sollevati dagli esami di primo livello come la mammografia in tomosintesi, l'ecografia mammaria e la visita senologica.

Che cos'è la Risonanza Mammaria

La Risonanza Mammaria, spesso eseguita con mezzo di contrasto endovenoso (MDC), usa il campo magnetico per ottenere immagini dettagliate del tessuto mammario. La risonanza magnetica seno (mammaria) è un esame diagnostico non invasivo che viene eseguito su una macchina ad alto campo magnetico (1,5T) per lo studio della ghiandola mammaria e delle stazioni linfonodali in pazienti con particolari indicazioni. L’uso del mezzo di contrasto, generalmente il gadolinio, lo classifica come esame invasivo.

Eccezione a questa regola è la risonanza mammaria per le protesi, eseguita senza MDC.

Quando effettuare la Risonanza Mammaria con Mezzo di Contrasto (MDC)?

La RMN Mammaria può essere eseguita con o senza l'utilizzo di mezzo di contrasto a seconda delle esigenze diagnostiche. In sintesi la scelta tra RMN con o senza Mezzo di Contrasto dipende dalle specifiche esigenze cliniche e diagnostiche di ciascun caso. Consultare un medico specialista è, quindi, fondamentale per determinare l’approccio più appropriato.

RMN Mammaria con Mezzo di Contrasto

L'uso del Mezzo di Contrasto nella RMN Mammaria è consigliato in vari casi, tra cui:

  • Monitoraggio di pazienti ad alto rischio: per donne con un elevato rischio di sviluppare tumori al seno, specialmente se presentano mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2;
  • Indagini aggiuntive: per chiarire dubbi emersi da mammografie o ecografie;
  • Pianificazione chirurgica: prima di un intervento chirurgico, per definire l'estensione del tumore e identificare eventuali focolai non visibili con esami tradizionali;
  • Valutazione post-operatoria: nelle pazienti operate per carcinoma mammario, per distinguere tra recidiva del tumore e cicatrici chirurgiche.

RMN Mammaria senza Mezzo di Contrasto

La RMN Mammaria senza Contrasto è utilizzata principalmente per:

  • Studio delle protesi: per controllare l'integrità delle protesi mammarie, sia estetiche che ricostruttive;
  • Identificazione di complicanze relative all’intervento di protesi: per rilevare eventuali rotture intra-capsulari o extra-capsulari, silicomi e contratture protesiche.

Procedura

È fondamentale che la RMN Mammaria venga eseguita su macchinari ad alto campo magnetico (1,5 o 3 tesla). Le risonanze a basso campo (0,5 tesla) o a medio campo aperte (1 tesla) sono indicate solo per lo studio delle protesi e per le pazienti che non possono eseguire la RMN ad alto campo (ad es. pazienti claustrofobiche). Il Tomografo a Risonanza Magnetica è un cilindro con diametro da 60 /70cm e una lunghezza che varia da 150 a 200 cm.

Durante lo svolgimento dell’esame la paziente viene fatta stendere su un lettino, in posizione prona, con le mammelle collocate all’interno di apposite “bobine” a forma di coppa, che permettono di rilevare il segnale di risonanza. La paziente, sdraiata su un lettino, è posta in posizione prona con le mani lungo i fianchi o sotto il mento e con i seni appoggiati su apposite bobine a forma di coppa.

L’esame viene condotto da un tecnico di radiologia specializzato, sotto la supervisione di un medico radiologo-senologo e con la presenza di un anestesista per la gestione della somministrazione del MDC e il monitoraggio della paziente.

L’indagine non utilizza radiazioni ionizzanti e quindi non comporta rischi per la paziente.

Il paziente viene adagiato sul lettino e a seconda della sezione da studiare sono posizionate all'esterno del corpo le cosiddette "bobine" (fasce, casco, etc...), non fastidiose o dolorose e sagomate in modo adattarsi alla regione anatomica da studiare.

L'esame di per sè non è pericoloso. Raramente possono insorgere lievi disturbi (calore, prurito, affanno, palpitazioni, etc..) o sensazione di malessere, ma in questo caso è possibile avvertire gli operatori.

La valutazione della ghiandola mammaria per il sospetto o la diagnosi di tumore viene effettuata somministrando alla paziente per via endovenosa un mezzo di contrasto (chelati del gadolinio), che amplifica il segnale di risonanza. Il contrasto viene poi smaltito nelle 24 ore successive tramite le vie urinarie.

Esiste un intervallo ottimale per eseguire l’esame, compreso tra il 7° e il 14° giorno del ciclo mestruale. In questa fase, l’assetto ormonale è particolarmente favorevole per ridurre la presenza di risultati indeterminati e falsi positivi.

Preparazione e controindicazioni

Prima di effettuare la RM Mammaria sarà necessario seguire una procedura di preparazione all’esame e, nel caso in cui sia previsto il mezzo di contrasto, alcuni prelievi ematici.

Nel caso di esame effettuato con mezzo di contrasto (MDC) la preparazione prevede che la paziente sia a digiuno da almeno sei ore e fornisca un esame della creatinina per valutare la funzionalità renale. Questo permette ai medici di autorizzare in sicurezza l’uso del gadolinio.

La principale controindicazione riguarda la funzionalità renale legata all’utilizzo del mezzo di contrasto.

Anche la presenza di alcuni dispositivi intrauterini o protesi interne e l’anemia falciforme possono costituire delle controindicazioni all’esame.

La RMN Mammaria non è adatta a pazienti con pacemaker cardiaci o impianti ferromagnetici negli espansori mammari, che potrebbero interferire con il campo magnetico.

L’esame ha una durata di circa 30 minuti e la paziente deve rimanere sdraiata a pancia in giù, con il seno inserito in cavità apposite nella bobina di risonanza; un tecnico offre supporto tramite video e citofono per qualunque evenienza.

Questo tipo di esame è cruciale per indagare sospetti tumori al seno emersi da esami di primo livello, per lo screening avanzato in pazienti con mutazioni genetiche BRCA 1/2 o per il follow-up di pazienti oncologiche già trattate chirurgicamente. La risonanza magnetica è un’indagine sicura e del tutto innocua per l’organismo umano.

La risonanza magnetica mammaria è un esame complementare alle tecniche più tradizionali (mammografia con tomosintesi ed ecografia mammaria), che per le caratteristiche di elevata sensibilità diagnostica non è applicabile a tutte le pazienti ma solo a casi selezionati.

Il primo step è l’esecuzione della visita anamnestica con lo Specialista Radiologo che ha lo scopo di valutare la documentazione clinica della pazientee verificare l’appropriatezza dell’esame.

La risonanza magnetica mammaria con mezzo di contrasto è un’indagine complementare e che non sostituisce l’imaging senologico tradizionale riservata a pazienti con particolari indicazioni.

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