Risonanza Magnetica in Gravidanza: Linee Guida e Considerazioni

La risonanza magnetica (RM) è una tecnica di imaging medico ampiamente utilizzata per visualizzare organi e tessuti interni del corpo. A differenza dei raggi X e della tomografia computerizzata (TC), la RM non utilizza radiazioni ionizzanti. Questo la rende, in linea di principio, un'opzione più sicura per le donne in gravidanza, ma la questione dei rischi e dei benefici per il feto richiede un'analisi approfondita.

Principi di Base della Risonanza Magnetica

La RM sfrutta le proprietà magnetiche dei nuclei atomici, in particolare quelli dell'idrogeno, che sono abbondanti nel corpo umano. Il paziente viene posto all'interno di un potente campo magnetico. Questo allinea i nuclei di idrogeno. Successivamente, vengono emesse onde radio che perturbano questo allineamento. Quando le onde radio vengono interrotte, i nuclei di idrogeno ritornano al loro stato originale, emettendo segnali che vengono rilevati dalla macchina RM. Questi segnali vengono poi elaborati per creare immagini dettagliate degli organi e dei tessuti.

Risonanza Magnetica senza Mezzo di Contrasto in Gravidanza

La RM senza mezzo di contrasto è generalmente considerata sicura durante la gravidanza, anche nel primo trimestre. Diversi studi hanno dimostrato che l'esposizione ai campi magnetici e alle onde radio utilizzati nella RM non è associata a un aumento significativo del rischio di malformazioni congenite, aborto spontaneo, basso peso alla nascita o problemi di sviluppo neurologico nel bambino. Tuttavia, è fondamentale valutare attentamente la necessità dell'esame e considerare alternative diagnostiche, se disponibili.

Considerazioni sul Primo Trimestre

Sebbene alcuni studi suggeriscano che la RM sia sicura anche nel primo trimestre, per prudenza, molti medici preferiscono evitarla a meno che non sia assolutamente indispensabile. Questo perché il primo trimestre è un periodo critico per lo sviluppo degli organi del feto, e anche se il rischio è basso, è meglio limitare l'esposizione a qualsiasi potenziale fattore di rischio. Il ragionamento sottostante è che, pur in assenza di prove definitive di danno, il principio di precauzione suggerisce di minimizzare l'esposizione durante le fasi più vulnerabili dello sviluppo.

Risonanza Magnetica con Mezzo di Contrasto (Gadolinio) in Gravidanza

L'uso di mezzi di contrasto a base di gadolinio durante la gravidanza è fortemente sconsigliato, a meno che non sia assolutamente necessario per diagnosticare una condizione medica grave che mette a rischio la vita della madre. Il gadolinio è un metallo pesante che può attraversare la placenta ed entrare nella circolazione fetale. Studi hanno dimostrato che l'esposizione al gadolinio in gravidanza è associata a un aumentato rischio di fibrosi sistemica nefrogenica (NSF) nel bambino, una condizione rara ma grave che colpisce la pelle, le articolazioni e gli organi interni. Inoltre, il gadolinio può rimanere depositato nei tessuti fetali per un periodo prolungato, con potenziali effetti a lungo termine ancora sconosciuti.

Fibrosi Sistemica Nefrogenica (NSF)

La NSF è una malattia rara che si verifica quasi esclusivamente in pazienti con insufficienza renale grave. Il gadolinio può scatenare una reazione infiammatoria che porta alla fibrosi dei tessuti. I sintomi della NSF includono ispessimento e indurimento della pelle, dolore articolare, rigidità muscolare e, in casi gravi, disfunzione degli organi interni. Poiché il feto non ha la piena capacità di eliminare il gadolinio, l'esposizione in utero può aumentare significativamente il rischio di NSF se la madre ha problemi renali preesistenti o sviluppa insufficienza renale durante la gravidanza.

Alternative alla Risonanza Magnetica in Gravidanza

Prima di optare per la RM in gravidanza, è importante valutare se esistono alternative diagnostiche più sicure. In alcuni casi, l'ecografia può fornire informazioni sufficienti per la diagnosi. L'ecografia utilizza onde sonore ad alta frequenza per creare immagini degli organi e dei tessuti, ed è considerata sicura durante la gravidanza. In altri casi, la radiografia o la TC possono essere necessarie, ma è importante valutare attentamente i rischi e i benefici con il medico, e adottare misure per ridurre al minimo l'esposizione del feto alle radiazioni.

Ecografia

L'ecografia è una tecnica di imaging non invasiva che non utilizza radiazioni ionizzanti. È ampiamente utilizzata in gravidanza per monitorare lo sviluppo del feto, valutare la placenta e il liquido amniotico, e diagnosticare eventuali anomalie. L'ecografia può essere utilizzata per visualizzare molti organi e tessuti, ma la sua capacità di visualizzare alcune strutture può essere limitata dalla presenza di gas intestinali o dall'obesità materna. Esistono diverse tipologie di ecografia, tra cui l'ecografia transaddominale, l'ecografia transvaginale e l'ecografia 3D/4D.

Radiografia e Tomografia Computerizzata (TC)

La radiografia e la TC utilizzano radiazioni ionizzanti per creare immagini degli organi e dei tessuti. L'esposizione alle radiazioni può aumentare il rischio di cancro nel bambino, anche se il rischio è basso. Tuttavia, in alcuni casi, la radiografia o la TC possono essere necessarie per diagnosticare condizioni mediche gravi che mettono a rischio la vita della madre. In questi casi, è importante valutare attentamente i rischi e i benefici con il medico, e adottare misure per ridurre al minimo l'esposizione del feto alle radiazioni, come l'utilizzo di protezioni di piombo e la riduzione del numero di scansioni.

Considerazioni Specifiche per la Risonanza Magnetica Fetale

La risonanza magnetica fetale è una tecnica di imaging specializzata che viene utilizzata per visualizzare il feto in dettaglio. Viene spesso utilizzata per valutare anomalie congenite sospette rilevate durante l'ecografia, o per ottenere informazioni più dettagliate su condizioni mediche che potrebbero influire sul feto. La RM fetale viene generalmente eseguita nel secondo o terzo trimestre di gravidanza, quando il feto è più grande e più facile da visualizzare. La RM fetale senza mezzo di contrasto è considerata sicura, ma l'uso di mezzi di contrasto è fortemente sconsigliato.

Preparazione per la Risonanza Magnetica Fetale

Prima di sottoporsi a una RM fetale, è importante informare il medico di eventuali condizioni mediche preesistenti, allergie o farmaci che si stanno assumendo. È inoltre importante rimuovere tutti gli oggetti metallici dal corpo, come gioielli, orologi e piercing. Durante l'esame, la paziente verrà fatta sdraiare su un lettino che viene inserito all'interno della macchina RM. È importante rimanere immobili durante l'esame per ottenere immagini chiare. L'esame può durare da 30 a 60 minuti.

Linee Guida e Raccomandazioni

Le principali società scientifiche e mediche raccomandano di evitare l'uso di mezzi di contrasto a base di gadolinio durante la gravidanza, a meno che non sia assolutamente necessario per diagnosticare una condizione medica grave che mette a rischio la vita della madre. La RM senza mezzo di contrasto è generalmente considerata sicura, ma è importante valutare attentamente la necessità dell'esame e considerare alternative diagnostiche, se disponibili. In caso di necessità di RM in gravidanza, è importante che l'esame venga eseguito da personale esperto e qualificato, e che vengano adottate misure per ridurre al minimo l'esposizione del feto ai campi magnetici e alle onde radio.

Società Scientifiche

Diverse società scientifiche e mediche hanno pubblicato linee guida e raccomandazioni sull'uso della RM in gravidanza. Tra queste, la Società Radiologica Nord Americana (RSNA), l'American College of Radiology (ACR) e la Società Europea di Radiologia (ESR). Queste società raccomandano di evitare l'uso di mezzi di contrasto a base di gadolinio durante la gravidanza, a meno che non sia assolutamente necessario, e di valutare attentamente la necessità dell'esame e considerare alternative diagnostiche, se disponibili.

Ricerche e Studi Recenti

La ricerca sull'uso della RM in gravidanza è in continua evoluzione. Studi recenti hanno confermato che la RM senza mezzo di contrasto è generalmente sicura, ma hanno anche evidenziato la necessità di ulteriori ricerche per valutare gli effetti a lungo termine dell'esposizione ai campi magnetici e alle onde radio sul feto. Alcuni studi hanno suggerito che l'esposizione alla RM in gravidanza potrebbe essere associata a un leggero aumento del rischio di problemi di sviluppo neurologico nel bambino, ma questi risultati devono essere confermati da ulteriori ricerche.

Effetti a Lungo Termine

La valutazione degli effetti a lungo termine dell'esposizione alla RM in gravidanza è una sfida complessa. È difficile isolare l'effetto della RM da altri fattori che potrebbero influire sullo sviluppo del bambino, come la genetica, lo stile di vita materno e le condizioni ambientali. Tuttavia, la ricerca continua a fornire informazioni importanti sui potenziali rischi e benefici della RM in gravidanza.

La risonanza magnetica in gravidanza pone un dilemma complesso che richiede un'attenta valutazione dei rischi e dei benefici. La RM senza mezzo di contrasto è generalmente considerata sicura, ma è fondamentale valutare la necessità dell'esame e considerare alternative diagnostiche. L'uso di mezzi di contrasto a base di gadolinio è fortemente sconsigliato, a meno che non sia assolutamente necessario per diagnosticare una condizione medica grave che mette a rischio la vita della madre. La decisione di sottoporsi a una RM in gravidanza deve essere presa in collaborazione con il medico, tenendo conto delle specifiche circostanze cliniche della paziente e dei risultati delle ultime ricerche scientifiche.

Considerazioni sull'Ansia Materna

L'ansia materna durante la gravidanza è un fattore importante da considerare. La preoccupazione per la salute del feto può indurre le donne a cercare informazioni e a sottoporsi a esami diagnostici, anche quando non strettamente necessari. È importante che i medici comunichino in modo chiaro e rassicurante con le pazienti, fornendo informazioni accurate sui rischi e i benefici della RM e delle altre tecniche di imaging. Un approccio empatico e personalizzato può aiutare a ridurre l'ansia materna e a prendere decisioni informate.

Implicazioni Etiche

L'uso della RM in gravidanza solleva anche questioni etiche importanti. È fondamentale bilanciare il diritto della madre a ricevere cure mediche adeguate con il diritto del feto a essere protetto da potenziali danni. La decisione di sottoporsi a una RM in gravidanza deve essere presa in modo autonomo e informato, tenendo conto dei valori e delle preferenze della paziente. I medici hanno la responsabilità di fornire informazioni complete e imparziali, e di rispettare le decisioni della paziente, anche quando non concordano con le loro opinioni personali.

Dalla Pratica Clinica alla Ricerca Futura

L'esperienza clinica quotidiana e i risultati della ricerca scientifica dovrebbero integrarsi per migliorare la gestione della RM in gravidanza. La raccolta sistematica di dati sui risultati delle RM in gravidanza e sul follow-up dei bambini esposti può fornire informazioni preziose per la ricerca futura. Studi prospettici ben progettati sono necessari per valutare gli effetti a lungo termine dell'esposizione alla RM sul feto e per identificare i fattori di rischio che potrebbero aumentare la vulnerabilità del bambino.

Precauzioni durante gli esami radiologici in gravidanza

Esami radiologici come una tac, una risonanza magnetica, una radiografia, possono essere fatti in gravidanza? E con quali precauzioni? Il medico decide se è necessario. Il primo passo è valutare se è veramente necessario fare l’esame o se si può rimandare a dopo il parto; allo stesso modo si stabilisce se sono possibili esami alternativi, come l’ecografia. Se una donna ha la reale necessità di sottoporsi all’accertamento radiologico, è bene che non vi rinunci. In questo caso è però opportuno prendere una serie di precauzioni per ridurre al minimo i rischi di recare danno al feto.

“Innanzitutto è necessario ottimizzare la quantità delle radiazioni: è infatti possibile regolare l’apparecchiatura in modo da ricorrere alla minor dose possibile per ottenere comunque una buona immagine ai fini diagnostici- spiega Colombo-. Con queste precauzioni è quindi possibile, ad esempio, fare una radiografia al torace senza rischi per il feto. Il periodo più delicato, in cui le radiazioni possono essere pericolose anche a dosaggi inferiori, sono le prime settimane di gestazione (fino alla fine del primo trimestre), quando si ha l’impianto dell’embrione e la formazione degli organi.

In generale, se la radiografia o la tac interessa aree lontane dall’addome, come una gamba, un braccio, la testa, la dose di radiazioni che raggiunge il feto è davvero trascurabile, quindi il rischio è molto ridotto. Il Comitato Internazionale di Radioprotezione indica che la soglia di pericolosità durante la gravidanza si raggiunge oltre i 100 milligray (sigla mGy, è l’unità di misura che indica la dose di radiazione assorbita), vale a dire una dose che, ad una stima indicativa, richiede almeno dalle 3 alle 5 tac o 10-20 radiografie a livello addominale o lombare. “Se invece la dose di radiazioni alla quale il feto viene esposto è inferiore ai 100 mGy, la probabilità di aborto o di danno al nascituro è assimilabile a quella di una comune gravidanza.

La risonanza magnetica non utilizza radiazioni ionizzanti, come la tac e le radiografie, ma utilizza campi elettrici e magnetici. “La letteratura scientifica ci dice che non esistono prove di danni al feto -spiega il medico-. Tuttavia, anche se non vi sono evidenze scientifiche, in via cautelativa si sconsiglia la risonanza nel primo trimestre, perché i campi magnetici potrebbero riscaldare i tessuti e fare aumentare la temperatura del feto oltre la soglia di sicurezza.

Prepararsi alla risonanza magnetica

La risonanza magnetica è un esame radiologico che utilizza campi magnetici e onde a radiofrequenza per acquisire immagini di parti del corpo. E' consigliabile indossare indumenti comodi, camicia o maglietta con maniche larghe, che si possano alzare facilmente in caso debba essere fatta un’iniezione con il mezzo di contrasto. Non è necessario andare accompagnati.

Via tutti gli oggetti metallici

Prima di fare l’esame occorre togliere gioielli, reggiseno, piercing, fermagli per capelli, cinture, occhiali, orologio, apparecchi per l'udito, protesi dentarie mobili, cinti sanitari, busti...Inoltre, non si possono portare nel macchinario cellulari, carte di credito o altre tessere magnetiche. Si consiglia di indossare indumenti senza bottoni automatici, chiusure lampo o altre parti metalliche.

Tutto ciò che è metallico e ferromagnetico non può entrare nella risonanza magnetica perché si può riscaldare, si può dislocare, cioè può spostarsi perché attratto dal magnete dell’apparecchiatura, oppure può interferire con l'acquisizione delle immagini impedendo alle onde a radiofrequenza di penetrare nell’area del corpo da esaminare.

E’ possibile che venga richiesto anche di rimuovere i cosmetici dal viso e dagli occhi, perché alcuni trucchi potrebbero contenere metallo. La presenza di tatuaggi estesi può essere valutata dal medico, per la possibile presenza di sostanze metalliche.

Rumore e sensazione di chiusura

Occorre sapere che l’esame è rumoroso, e il macchinario può dare un senso di claustrofobia. Per ridurre il rumore l’operatore fornisce le cuffie, e si possono mettere in atto alcuni accorgimenti come valutare con il medico il ricorso a blandi tranquillanti se si soffre di claustrofobia. Esiste la possibilità di fare la risonanza magnetica aperta.

Queste domande e altre simili possono essere fatte al personale di accettazione dell'ospedale quando si prenota l'esame. Il foglio informativo che viene consegnato prima di fare l'esame è altrettanto importante per sapere come meglio prepararsi. Le indicazioni variano da centro a centro, in base alle procedure, al macchinario, e alla pratica operativa di ciascun centro.

Quando non si può fare la risonanza magnetica

Ci sono condizioni in cui la risonanza magnetica non si può fare, in particolare se si ha:

  • Pace maker o defibrillatore interno. In questo caso bisogna sentire il parere del cardiologo che valuterà le caratteristiche del pace maker e quelle del macchinario dove si va a fare la risonanza magnetica.
  • Protesi oculari magnetiche
  • Stimolanti di crescita ossea (dispositivi che stimolano l’accrescimento del tessuto osseo o la calcificazione)

Esistono altre condizioni (per esempio presenza di clips vascolari o schegge in materiale ferromagnetico) in cui la risonanza magnetica non viene fatta. Prima dell’esame viene richiesto di compilare un foglio con domande sulle condizioni che non permettono di fare la risonanza magnetica, e quelle per cui è necessario avere il parare del medico, o del radiologo. Tutte queste domande vengono comunque ripetute dall’operatore prima dell’esame. E’ importante leggere il foglio informativo che viene consegnato prima di fare l’esame, e chiedere le cose non chiare o i dubbi che si hanno al neurologo e all’operatore al momento della prenotazione o dell'esame.

Si può fare in gravidanza?

E' prudente non far fare la risonanza magnetica alle donne in gravidanza, in particolare nel primo trimestre di gravidanza, anche se non è stata comprovata la sensibilità dell'embrione ai campi magnetici e di radiofrequenza utilizzati per queste indagini. In genere è quindi preferibile non fare la risonanza magnetica a donne incinta soprattutto nei primi mesi, a meno che ci siano situazioni di pericolo per la vita della madre (per esempio se è necessaria la risonanza magnetica per fare una diagnosi differenziale con malattie gravi, come tumore o encefalite).

Per le donne che allattano è consigliabile raccogliere e conservare il proprio latte prima dell’esame, e sospendere l’allattamento al seno nelle 24 ore successive all’esame. Il mezzo di contrasto potrebbe infatti passare nel latte, in piccole quantità.

Quando può essere eseguita solo dopo la valutazione del medico radiologo

Se si soffre di claustrofobia

Se si è portatori di:

  • protesi auricolari o nell’orecchio interno
  • valvole cardiache, cateteri cardiaci
  • protesi cardio-vascolari
  • protesi ortopediche
  • neurostimolatori
  • pompe per infusione di farmaci
  • protesi dentarie fisse o mobili

Se si è stati vittime di incidenti stradali o di caccia per cui nel corpo potrebbero essere presenti schegge metalliche

Se si lavora o si è lavorato come fabbro, tornitore, carrozziere...per cui nel corpo potrebbero essere presenti schegge metalliche

Se si è in gravidanza, o si allatta al seno

Se si ha un dispositivo intrauterino (spirale) - le donne che hanno dispositivi intrauterini dopo aver effettuate l’esame di risonanza magnetica dovrebbero fare una visita di controllo ginecologica per verificare il posizionamento del dispositivo, che potrebbe spostarsi per effetto del campo magnetico del macchinario.

Queste sono alcune condizioni per cui viene richiesto al medico di valutare l’opportunità di fare l’esame, in base al rischio di surriscaldamento o spostamento dell’oggetto, o a quanto può interferire con l’esame di risonanza magnetica. Anche queste indicazioni possono variare parzialmente da centro a centro, è quindi importante leggere il foglio informativo e fare tutte le domande che si ritengono necessarie al medico e all’operatore presente al momento dell’esame.

Cosa succede se non si può fare la risonanza magnetica?

In caso l’esame di risonanza magnetica sia considerato salvavita per la persona, il medico valuterà come procedere. Si possono considerare esami alternativi, come la tomografia assiale computerizzata, se utili per ciò che si vuole andare a vedere e valutare. Oppure, dove le indicazioni lo permettono, per esempio se c’è una protesi metallica o ferromagnetica a distanza dall’area di interesse (la persona ha una protesi al ginocchio e deve fare la risonanza magnetica all’encefalo) si può fare la risonanza magnetica avvisando che può esserci qualcosa che si scalda o si muove, dicendo alla persona di suonare il campanello presente nel macchinario per avvisare l’operatore.

Quando non si può fare il mezzo di contrasto

L’esame di risonanza magnetica con mezzo di contrasto è controindicato per chi ha avuto manifestazioni allergiche gravi dopo precedenti somministrazioni di mezzo di contrasto - per esempio shock anafilattico, asma grave, edema della glottide - oppure per chi ha malattie allergiche acute in atto - per esempio asma, orticaria generalizzata, angioedema.

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