Risonanza Magnetica al Ginocchio e Claustrofobia: Rimedi e Soluzioni

La claustrofobia è la paura irrazionale degli spazi chiusi e ristretti. Chi soffre di questo disturbo prova una sensazione di angoscia, disagio o panico quando si trova rinchiuso in stanze piccole, senza finestre, o in altre situazioni che creano oppressione e danno l'impressione di essere intrappolati.

Una di queste situazioni è proprio la risonanza magnetica, un esame diagnostico che molte persone tendono a evitare proprio perché ne hanno paura, mettendo a rischio la loro salute.

Dalla loro creazione, le macchine per la risonanza magnetica hanno avuto un grande impatto sul modo in cui vengono diagnosticate alcune malattie e vengono studiati gli organi interni: grazie a tali macchinari, infatti, si è in grado di diagnosticare e studiare in modo accurato malattie infiammatorie, degenerative o neoplastiche anche in fase iniziale che interessano l’encefalo, la colonna vertebrale, gli organi dell’addome superiore, della pelvi e dell’apparato muscolo-scheletrico.

Comprendere la Risonanza Magnetica

Come per tutte le cose, più si conoscono e meno si temono. Quindi, per quanto riguarda risonanza magnetica e claustrofobia, riteniamo che possa leggermente alleviare la tua ansia sapere qualcosa in più sulla risonanza. Ebbene la RM è una procedura di imaging che utilizza un grande magnete, radiofrequenze e un computer per produrre immagini dettagliate di organi e strutture all'interno del corpo in modo che i medici possano formulare o "escludere" diagnosi.

La risonanza magnetica non utilizza le radiazioni, come fanno invece i raggi X o le scansioni TC.

La macchina per la risonanza magnetica è una grande apparecchiatura a forma di tubo all'interno della quale giacciono i pazienti; la risonanza magnetica crea un forte campo magnetico attorno al paziente. Il campo magnetico e i relativi impulsi delle onde radio producono segnali dal corpo che vengono rilevati e convertiti in immagini da un computer. Queste immagini vengono visualizzate su un display video da esperti radiologi che studiano le immagini per vedere con precisione organi e strutture all'interno del tuo corpo.

Risonanza Magnetica e Claustrofobia: Un Retaggio del Passato?

È necessario sottolineare che il tema risonanza magnetica e claustrofobia - la paura di essere chiusi in uno stretto tubo - è per lo più un retaggio del passato, che risale a oltre 20 anni fa, quando le apparecchiature erano effettivamente costituite da un tunnel lungo e stretto.

Con le macchine di nuova generazione, oggi risonanza magnetica e claustrofobia non è più una questione insormontabile.

Se soffri di claustrofobia, la risonanza magnetica, oggi, non è più un esame inaccessibile: le macchine di nuova generazione sono molto più confortevoli che in passato. Il paziente è fatto adagiare in un tunnel breve e ampio, come quello della TC, che non è considerata una indagine a rischio di claustrofobia.

Un grande vantaggio di tali apparecchiature per la risonanza magnetica per claustrofobici consiste nel fatto che il tempo in cui rimarrai nello scanner RM è oggi più breve che in passato, grazie al fatto che tali macchine oggi dispongono di sistemi di elaborazione delle immagini più avanzati, modalità di acquisizioni e tipologie di sequenze innovative che consentono una significativa riduzione dei tempi necessari per l’esecuzione degli esami ed inoltre il magnete è molto più ampio e corto pertanto più confortevole ed inoltre molti esami sono eseguiti con la testa del paziente situata al di fuori del magnete.

Macchine Confortevoli e RM Aperte

Sarebbe meglio parlare invece di macchine confortevoli, in cui il paziente è ospitato in un tunnel breve e ampio, come quello della TC, che non è mai stata considerata una indagine claustrofobica.

Macchine simili, adatte alle esigenze sia dei pazienti claustrofobici che degli obesi, sono quelle adottate da Auxologico.

Grazie all’attenzione verso tutte le tipologie di paziente e all’investimento in innovazione tecnologica, è stata creata la macchina per risonanza magnetica aperta.

Ci sono diverse varianti di macchinario per risonanza magnetica aperta che differiscono in base al tipo di scopo diagnostico e in particolare, in base alla parte del corpo da esaminare.

Il macchinario per la risonanza magnetica aperta ha diverse versioni per eseguire l’esame con vari scopi.

Una risonanza magnetica aperta è in particolare, molto utile per quanto concerne le piccole parti del corpo che con il vecchio macchinario potevano risultare sfocate anche a causa della posizione portata troppo a lungo.

Risonanza Magnetica Aperta: Come Funziona

La macchina a forma di capsula, accoglie il paziente in uno spazio più ampio, meno oppressivo, in cui sono presenti delle aperture sui 4 lati.

La seconda pedana è invece disposta a circa trenta centimetri di distanza dal paziente, sollevata sopra di lui, mentre i lati sono liberi e la percezione del paziente è di assoluta libertà. Il paziente steso può essere girato attraverso la pedana che è spesso semovente in modo che si possano eseguire le scansioni sia da supino, sia da prono, sia da seduto. La luce, a differenza del macchinario chiuso, può essere modulata per venire incontro al paziente, mentre nel vecchio tubo da risonanza la luce era quella del macchinario e correva lungo tutti i lati.

Il paziente, dopo essersi spogliato di qualsiasi oggetto metallico e aver risposto al questionario delle domande pre esame, viene poi fatto stendere in posizione supina su un lettino. Il nostro radiologo provvede a fornirgli tappi per le orecchie, cuscini, coperte e tutte le indicazioni utili per potersi posizionare al meglio sul lettino, al fine di permettere il corretto svolgimento del test. Durante tutto l’esame, il medico e il paziente possono comunicare tra di loro, attraverso il microfono e la telecamera.

La durata della risonanza aperta dipende dalla zona del corpo da esaminare, in media varia dai 24 ai 65 minuti. Al termine della risonanza, il paziente può tornare a svolgere le normali attività.

Sedazione Cosciente: Una Soluzione per la Claustrofobia

Questa possibilità alternativa non c’è quando bisogna fare un esame di Risonanza Magnetica (RM).

Come fare, quindi, un esame di buona qualità e allo stesso tempo che non comporti un distress elevato per il paziente?

Le tecniche anestesiologiche moderne propongono la sedazione cosciente.

La sedazione cosciente, anche chiamata sedo-analgesia, è una tecnica anestesiologica che viene utilizzata per provocare una condizione di rilassamento, amnesia e controllo della fobia durante una procedura diagnostica: al paziente viene somministrata una benzodiazepina (farmaco ansiolitico) direttamente in vena in modo da rimanere cosciente ma completamente rilassato, la fobia scompare o si riduce fortemente ed alla fine il paziente non ricorderà nulla o poco dell’esame effettuato.

Prima della sedazione l’anestesista responsabile della procedura controlla la storia clinica del paziente, che viene quindi visitato, posiziona un ago cannula endovena per la somministrazione dei farmaco e del mezzo di contrasto, se richiesto.

Terminato l’esame, il paziente rimane in osservazione per circa un'ora; deve essere accompagnato da un familiare o un amico e deve impegnarsi a non guidare per l’intera giornata.

Il livello di sicurezza di questa tecnica è molto legato all’esperienza degli operatori sia nel valutare il paziente prima dell’intervento sia nell’eseguire la tecnica stessa in condizioni di sicurezza ed in un ambiente con una strumentazione adeguata.

La sedazione cosciente è una pratica controllata, sicura ed efficace che permette di superare la claustrofobia in corso di esame di RM.

Permette al tecnico ed al medico radiologo di lavorare con tranquillità e con un paziente collaborativo e perfettamente a suo agio e che conserva lo stato di coscienza con la finalità di raggiungere una condizione di rilassamento, amnesia e controllo della fobia durante l'esame di RM.

Come Prepararsi alla Risonanza Magnetica

La risonanza magnetica è un esame radiologico che utilizza campi magnetici e onde a radiofrequenza per acquisire immagini di parti del corpo. Può essere accompagnata dall’iniezione in vena del gadolinio, mezzo di contrasto che permette di evidenziare eventuali lesioni attive nel sistema nervoso centrale.

L’esame può durare da 30 minuti a un’ora circa, a seconda della zona interessata, del macchinario, delle procedure previste dal centro.

E' consigliabile indossare indumenti comodi, camicia o maglietta con maniche larghe, che si possano alzare facilmente in caso debba essere fatta un’iniezione con il mezzo di contrasto. Non è necessario andare accompagnati.

Via Tutti Gli Oggetti Metallici

Prima di fare l’esame occorre togliere gioielli, reggiseno, piercing, fermagli per capelli, cinture, occhiali, orologio, apparecchi per l'udito, protesi dentarie mobili, cinti sanitari, busti...Inoltre, non si possono portare nel macchinario cellulari, carte di credito o altre tessere magnetiche. Si consiglia di indossare indumenti senza bottoni automatici, chiusure lampo o altre parti metalliche.

Tutto ciò che è metallico e ferromagnetico non può entrare nella risonanza magnetica perché si può riscaldare, si può dislocare, cioè può spostarsi perché attratto dal magnete dell’apparecchiatura, oppure può interferire con l'acquisizione delle immagini impedendo alle onde a radiofrequenza di penetrare nell’area del corpo da esaminare.

In alcuni centri viene fatto indossare un camice al posto dei vestiti per cautela e per evitare che la persona entri nel macchinario con indumenti che contengono comunque metallo (per esempio con ganci o chiusure metalliche che la persona si dimentica di avere).

Trucco e Tatuaggi

E’ possibile che venga richiesto anche di rimuovere i cosmetici dal viso e dagli occhi, perché alcuni trucchi potrebbero contenere metallo.

La presenza di tatuaggi estesi può essere valutata dal medico, per la possibile presenza di sostanze metalliche. Per esempio tatuaggi vecchi possono rischiare il riscaldamento e l’ustione perché andavano nel profondo del derma e venivano fatti con sostanze che contenevano particelle metalliche in genere ferrose.

Rumore e Sensazione di Chiusura

Occorre sapere che l’esame è rumoroso, e il macchinario può dare un senso di claustrofobia. Per ridurre il rumore l’operatore fornisce le cuffie, e si possono mettere in atto alcuni accorgimenti come valutare con il medico il ricorso a blandi tranquillanti se si soffre di claustrofobia. Esiste la possibilità di fare la risonanza magnetica aperta.

Quando Non Si Può Fare la Risonanza Magnetica

Ci sono condizioni in cui la risonanza magnetica non si può fare, in particolare se si ha:

  • Pace maker o defibrillatore interno.
  • Protesi oculari magnetiche.
  • Stimolanti di crescita ossea.

Esistono altre condizioni (per esempio presenza di clips vascolari o schegge in materiale ferromagnetico) in cui la risonanza magnetica non viene fatta.

Gravidanza

E' prudente non far fare la risonanza magnetica alle donne in gravidanza, in particolare nel primo trimestre di gravidanza, anche se non è stata comprovata la sensibilità dell'embrione ai campi magnetici e di radiofrequenza utilizzati per queste indagini.

Per le donne che allattano è consigliabile raccogliere e conservare il proprio latte prima dell’esame, e sospendere l’allattamento al seno nelle 24 ore successive all’esame. Il mezzo di contrasto potrebbe infatti passare nel latte, in piccole quantità.

Alternative alla Risonanza Magnetica

In caso l’esame di risonanza magnetica sia considerato salvavita per la persona, il medico valuterà come procedere. Si possono considerare esami alternativi, come la tomografia assiale computerizzata, se utili per ciò che si vuole andare a vedere e valutare. Oppure, dove le indicazioni lo permettono, per esempio se c’è una protesi metallica o ferromagnetica a distanza dall’area di interesse (la persona ha una protesi al ginocchio e deve fare la risonanza magnetica all’encefalo) si può fare la risonanza magnetica avvisando che può esserci qualcosa che si scalda o si muove, dicendo alla persona di suonare il campanello presente nel macchinario per avvisare l’operatore.

Consigli per Combattere l'Ansia Durante una Risonanza Magnetica Chiusa

Sebbene la risonanza magnetica nucleare (RM) sia uno strumento radiologico moderno, per chi soffre di ansia e claustrofobia è quasi impossibile completare l’esame. La paura dei luoghi chiusi, gli spazi stretti e poco illuminati, come il tunnel del macchinario, non sono molto rassicuranti per alcuni pazienti. Le reazioni che questo può provocare sono: affanno, tachicardia, aumento della respirazione, sudorazione, nausea, vertigini, tremori, sensazioni di intorpidimento e formicolii al volto e attacco di panico.

Come affrontare in questi casi la risonanza? Prima di procedere con la risonanza è necessario che comunichi al medico che sei un paziente sensibile e claustrofobico, in questo modo sarà preparato e valuta se sarà il caso di somministrarti delle gocce calmanti o fare la sedazione (in questo caso non sarà possibile guidare per le 24 ore successive). In caso contrario, se deciderete di non ricorrere alla medicina ci sono altre pratiche che ti possono aiutare a superare al meglio la RM:

  • Respira.
  • Chiedi dei tappi per le orecchie per coprire il rumore del macchinario.
  • Una volta dentro, chiudi gli occhi in modo da non avere completa percezione di cosa sta accadendo.
  • Porta con te una mascherina per gli occhi.
  • Fatti accompagnare da una persona fidata per supporto emotivo.

Ricorda che l'autoefficacia, ovvero la convinzione di sapere affrontare una determinata situazione,può fare la differenza. Rafforza il tuo senso di autoefficacia e affronta l'esame con maggiore serenità.

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