L’ernia del disco è una condizione patologica che si verifica quando il nucleo polposo di uno o più dischi intervertebrali fuoriesce dalla sua sede naturale determinando nel paziente dolore e difficoltà motorie. La progressiva fuoriuscita dalla sua regione anatomica del nucleo del disco è quasi sempre il risultato di un lento processo di tipo degenerativo che coinvolge solitamente tutto il complesso osteo-articolare.
Spesso l’ernia al disco si presenta in forma del tutto asintomatica. Solitamente, tra i sintomi in grado di fare luce sulla presenza di una condizione patologica già relativamente avanzata sono dolori vertebrali, cervicali, dorsali o lombari, spesso associati alla comparsa di difficoltà motorie di entità variabile.
Tipologie di Ernia Discale
Esistono svariate tipologie di ernia discale: in sintesi, comunque, ogni ernia può essere classificata in relazione al preciso segmento della colonna vertebrale che intacca, dall’età della patologia o dal grado di fuoriuscita del nucleo polposo dalla sua sede congenita.
Nel primo caso, dunque, l’ernia al disco può essere definita:
- mediana
- paramediana
- laterale
- intraforaminale
- extraforaminale
Le classificazioni riferite all’età della malattia, invece, permettono di identificare i vari stadi patologici come maturi o immaturi: nel primo caso il nucleo uscito dal disco presenta una superficie opaca e giallastra, mentre quando la condizione è di recente formazione il nucleo è bianco e brillante.
Le ernie discali classificate in base al grado di fuoriuscita del nucleo, infine, si identificano come:
- “contenuta”, quando il disco sporge in un’area circoscritta al canale vertebrale
- “protusa”, quando la sporgenza sborda nel canale spinale
- “espulsa”: in quest’ultimo caso, il nucleo del disco perde del tutto il proprio contatto con il complesso anatomico originario
L’ernia del disco si verifica quando il nucleo polposo, una sostanza gelatinosa all’interno dei dischi intervertebrali, si sposta o fuoriesce dalla sua posizione normale. Questa condizione, che interessa principalmente gli uomini di età compresa tra i 35 e i 55 anni, è una delle principali cause di dolore alla schiena (lombalgia) e può influenzare significativamente la qualità della vita dei pazienti.
Fasi di Sviluppo dell'Ernia del Disco
Possiamo considerare 4 fasi di sviluppo di un’ernia del disco, in base alla gravità della compressione e alla presenza o meno della fuoriuscita:
- degenerazione
- prolasso
- estrusione
- sequestro
In base alle vertebre interessate, possiamo distinguere tra ernia del disco:
- dorsale (rarissima)
- cervicale (rara)
- lombare (frequente), con sintomatologie differenti
Come Capire se Hai un’Ernia del Disco
I sintomi dell’ernia del disco variano in base alla posizione del disco danneggiato e al grado di pressione sui nervi. I più comuni includono:
- dolore acuto o cronico nella parte inferiore della schiena (per ernie nella regione lombare)
- dolore, debolezza o intorpidimento nelle gambe o nei piedi
- dolore al collo, alle braccia o alle mani (per ernie nella regione cervicale)
- diminuzione della flessibilità e del movimento della colonna vertebrale
Per poter comprendere se ci si trova in presenza di una radicolopatia (condizione patologica che interessa le radici nervose) si può ricorrere a due test:
- il test di Lasègue, quando si sospetta che le radici interessate siano L5-S1
- il test di Wasserman, quando il possibile interessamento è tra L2-L3-L4
Nel test di Lasègue si tende la radice posizionando il paziente supino e portando la gamba verso l’alto con ginocchio esteso: il test è positivo se la manovra produce il dolore nella zona lombare o nella gamba.
Il test di Wasserman, invece, si esegue con il paziente sdraiato a pancia in giù, portando in alto la gamba con il ginocchio piegato: l’obiettivo è quello di distendere i muscoli presenti nella parte anteriore della coscia. La positività al test si ha nel caso in cui si verifichi dolore crurale, ovvero nella faccia antero-mediale della coscia.
Sintomi Ernia Lombare
L’ernia lombare, come già accennato, è la più frequente e mostra sintomi come:
- lombalgia (dolore alla parte bassa della schiena)
- dolore ed intorpidimento ad un arto inferiore
- sciatalgia (dolore al gluteo, alla parte posteriore della coscia, alla gamba e al piede, riferiti al tratto compreso tra le vertebre L4 e S1)
- cruralgia (dolore alla parte antero-laterale della coscia, riferito al tratto di vertebre compreso tra L2 e L4)
Sintomi Neurologici
I sintomi neurologici, invece, sono:
- riduzione della sensibilità e formicolio a una gamba
- riduzione della forza delle gambe (ipostenia)
- alterazione dei riflessi osteotendinei
- nella sindrome della cauda equina, anestesia a sella e controllo limitato degli sfinteri
Il dolore nell’ernia lombare si ha principalmente stando in piedi o seduti per lungo tempo e può peggiorare con un colpo di tosse o uno starnuto: restare sdraiati ne allevia, invece, i sintomi.
Sintomi dell’Ernia Cervicale
Quando interessa la zona cervicale, invece, si presenta con:
- un peggioramento del dolore roteando il collo
- debolezza e formicolio ad un braccio
- mal di testa
- difficoltà nei movimenti del braccio
Differenza tra Ernia e Protrusione
L’ernia del disco si verifica quando il nucleo polposo fuoriesce completamente dal suo spazio, mentre la protrusione è una condizione in cui il disco sporge, ma il nucleo polposo rimane all’interno del disco. Entrambe le condizioni comunque possono causare dolore e disagio, sarà solo la risonanza magnetica a stabilire il grado di fuoriuscita del nucleo.
Ernia Espulsa (o Migrata)
L’ernia espulsa costituisce una variante specifica dell’ernia del disco. In questa condizione, il materiale interno del disco intervertebrale si distacca completamente dall’anello esterno. Questo distacco può provocare sintomi notevoli, dovuti alla pressione esercitata sui nervi spinali. Rispetto alla semplice protrusione del disco, in cui il nucleo rimane parzialmente confinato all’interno dell’anulus fibrosus, l’ernia espulsa rappresenta una situazione più seria e problematica.
Cause e Fattori di Rischio
Le cause dell’ernia del disco includono:
- invecchiamento: con l’età, i dischi intervertebrali perdono idratazione e elasticità, aumentando il rischio di lesioni
- sollevamento di carichi pesanti in modo scorretto
- traumi o lesioni alla colonna vertebrale
- stili di vita sedentari e obesità
Come accennato prima, alcune professioni possono predisporre allo sviluppo dell’ernia discale, per cui risulta molto importante rafforzare la propria muscolatura ed evitare aumenti di peso eccessivi, soprattutto nell’età di potenziale insorgenza.
Diagnosi: Cosa si Vede con la Risonanza Magnetica
Una visita fisiatrica rappresenta solitamente il primo tassello del processo di indagine diagnostica utile all’identificazione di un’ernia al disco: solitamente il sospetto diagnostico può manifestarsi già in occasione dell’esame fisico del paziente, che prevede la verifica dei riflessi, della sensibilità e della risposta dei muscoli agli stimoli esterni. In questo senso, trovano largo impiego procedure di indagine clinica come il test di Wassermann.
Per una diagnosi accurata, la risonanza magnetica (RM) rappresenta uno strumento fondamentale, poiché consente di visualizzare dettagliatamente le strutture della colonna vertebrale e identificare eventuali anomalie. L’ernia del disco si evidenzia con la risonanza magnetica o (meno bene) con la TC. La “sporgenza” del disco può essere più o meno marcata.
Anche la TC (tomografia computerizzata) rileva molti di questi elementi, ma soprattutto evidenzia il disco e l’ernia, permettendo la diagnosi e quindi l’eventuale intervento chirurgico. La RM dimostra meglio la posizione dell’ernia in rapporto allo spazio discale (proiezione sagittale), un indizio fondamentale nel sospetto di recidive.
Risonanza Magnetica Aperta: Un'Alternativa per Tutti
Tradizionalmente, la RM viene eseguita utilizzando apparecchiature ad alto campo magnetico, caratterizzate da una struttura cilindrica chiusa. Tuttavia, per alcuni pazienti, soprattutto quelli che soffrono di claustrofobia, l’idea di entrare in un tunnel stretto può generare ansia e disagio. Per ovviare a questo problema, sono state sviluppate le risonanze magnetiche a basso campo con design aperto.
Le RM a basso campo utilizzano magneti meno potenti, il che consente una configurazione aperta del macchinario. Questa struttura offre un ambiente più confortevole per il paziente, riducendo significativamente la sensazione di claustrofobia. Inoltre, l’assenza di un tunnel chiuso facilita l’accesso per persone con obesità o disabilità motorie. Nonostante l’intensità del campo magnetico sia inferiore rispetto alle apparecchiature tradizionali, le RM a basso campo forniscono immagini di alta qualità, particolarmente efficaci nello studio delle patologie articolari e della colonna vertebrale.
Un ulteriore vantaggio delle RM a basso campo è rappresentato dai costi contenuti. L’utilizzo di magneti meno potenti e una struttura più semplice comportano una riduzione dei costi operativi, rendendo l’esame più accessibile a un numero maggiore di pazienti. Inoltre, la configurazione aperta del macchinario riduce il rumore durante l’esame, migliorando ulteriormente il comfort del paziente.
Trattamenti per l'Ernia del Disco
Il trattamento dell’ernia del disco dipende dalla severità dei sintomi. Le opzioni includono:
- Terapie conservative: riposo, fisioterapia, esercizi per il rafforzamento della schiena e farmaci anti-infiammatori. La fisioteriapia, nello specifico, gioca un ruolo cruciale nel trattamento dell’ernia del disco. Gli esercizi mirati possono aiutare a ridurre il dolore, aumentare la forza muscolare, migliorare la flessibilità e la postura, e prevenire ulteriori lesioni.
- Procedure interventistiche: iniezioni di corticosteroidi per ridurre il dolore e l’infiammazione.
- Chirurgia: nei casi più gravi, può essere necessario un intervento chirurgico per rimuovere o riparare il disco danneggiato.
Esercizi per l'Ernia del Disco
Alcuni semplici esercizi possono essere svolti anche in autonomia, esclusivamente dopo la fase acuta. Eccone tre esempi:
Esercizio 1: da seduti sulla sedia
Seduti su una sedia, con le gambe leggermente divaricate, raggiungete le caviglie con le mani e tenete la posizione per almeno 5 secondi. Ritornate alla posizione di partenza, riposatevi e ripetete. Questo esercizio sarà utile per muscoli dorsali.
Esercizio 2: da seduti su tappetino
Seduti a terra con le gambe unite, cercare di toccare la punta dei piedi con le mani: in caso di dolore o rigidità muscolare, raggiungere il punto che non da fastidio e mantenere la posizione. Lo scopo di questo esercizio è distendere la schiena e rafforzare la muscolatura.
Esercizio 3: supini su tappetino
Sdraiati a terra con la pancia verso l’alto, si portano lentamente le gambe piegate verso il petto, aiutandosi con le braccia e senza staccare la testa da terra. Portare le gambe avanti e indietro lentamente e senza sforzare. L’esercizio in questione è molto utile per la distensione lombare.
L'Intervento Chirurgico
Il trattamento chirurgico viene effettuato solo nei casi che non rispondono positivamente alle terapie conservative nell’arco di 6 settimane e che tendono all’ingravescenza.
Nello specifico si effettua:
- la microdiscectomia lombare (con tecnica mini-invasiva)
- la discectomia cervicale per via anteriore (con inserimento di una protesi discale)
Entrambi gli interventi rimuovono il disco vertebrale interessato ed eliminano completamente il dolore, obiettivo di tutte le terapie per la cura dell’ernia del disco.
Quando Operare un’Ernia del Disco
Come abbiamo già anticipato prima, l’ernia del disco è gestibile fino alla risoluzione della sintomatologia senza ricorrere necessariamente all’operazione: tuttavia, alcuni segnali possono indicare la necessità dell’intervento. Queste condizioni sono:
- deficit motori ingravescenti (che non migliorano neanche con le terapie conservative)
- la persistenza dei sintomi acuti per almeno 6 settimane
- la sindrome della cauda equina (condizione molto rara ma estremamente grave, che necessita un intervento nel minor tempo possibile)
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