L’ernia del disco è una condizione patologica in cui un tessuto, un organo o una parte del corpo fuoriescono dalla loro sede naturale. Nel caso dell’ernia del disco, è il nucleo polposo che si sposta o fuoriesce dalla sua posizione normale nel disco intervertebrale, creando pressione sui nervi spinali. Questa condizione, che interessa principalmente gli uomini di età compresa tra i 35 e i 55 anni, è una delle principali cause di dolore alla schiena (lombalgia) e può influenzare significativamente la qualità della vita dei pazienti.
Cos'è un'Ernia del Disco?
I dischi intervertebrali agiscono come ammortizzatori tra le vertebre della colonna vertebrale. In circostanze di degenerazione o lesione, il nucleo polposo può spostarsi o fuoriuscire, creando pressione sui nervi spinali. L’ernia del disco può verificarsi in qualsiasi parte della colonna vertebrale, ma è più comune nella regione lombare (bassa schiena) e nella regione cervicale (collo) e può causare dolore, debolezza o intorpidimento nelle aree del corpo servite da questi nervi.
Possiamo considerare 4 fasi di sviluppo di un’ernia del disco, in base alla gravità della compressione e alla presenza o meno della fuoriuscita:
- Degenerazione
- Prolasso
- Estrusione
- Sequestro
In base alle vertebre interessate, possiamo distinguere tra ernia del disco:
- Dorsale (rarissima)
- Cervicale (rara)
- Lombare (frequente), con sintomatologie differenti.
Differenza tra Ernia e Protrusione
L’ernia del disco si verifica quando il nucleo polposo fuoriesce completamente dal suo spazio, mentre la protrusione è una condizione in cui il disco sporge, ma il nucleo polposo rimane all’interno del disco. Entrambe le condizioni comunque possono causare dolore e disagio, sarà solo la risonanza magnetica a stabilire il grado di fuoriuscita del nucleo.
Ernia Espulsa (o Migrata)
L’ernia espulsa costituisce una variante specifica dell’ernia del disco. In questa condizione, il materiale interno del disco intervertebrale si distacca completamente dall’anello esterno. Questo distacco può provocare sintomi notevoli, dovuti alla pressione esercitata sui nervi spinali. Rispetto alla semplice protrusione del disco, in cui il nucleo rimane parzialmente confinato all’interno dell’anulus fibrosus, l’ernia espulsa rappresenta una situazione più seria e problematica.
Come Capire se si ha un'Ernia del Disco
I sintomi dell’ernia del disco variano in base alla posizione del disco danneggiato e al grado di pressione sui nervi. I più comuni includono:
- Dolore acuto o cronico nella parte inferiore della schiena (per ernie nella regione lombare)
- Dolore, debolezza o intorpidimento nelle gambe o nei piedi
- Dolore al collo, alle braccia o alle mani (per ernie nella regione cervicale)
- Diminuzione della flessibilità e del movimento della colonna vertebrale.
Per poter comprendere se ci si trova in presenza di una radicolopatia (condizione patologica che interessa le radici nervose) si può ricorrere a due test:
- Il test di Lasègue, quando si sospetta che le radici interessate siano L5-S1
- Il test di Wasserman, quando il possibile interessamento è tra L2-L3-L4.
Nel test di Lasègue si tende la radice posizionando il paziente supino e portando la gamba verso l’alto con ginocchio esteso: il test è positivo se la manovra produce il dolore nella zona lombare o nella gamba.
Il test di Wasserman, invece, si esegue con il paziente sdraiato a pancia in giù, portando in alto la gamba con il ginocchio piegato: l’obiettivo è quello di distendere i muscoli presenti nella parte anteriore della coscia. La positività al test si ha nel caso in cui si verifichi dolore crurale, ovvero nella faccia antero-mediale della coscia.
Sintomi dell'Ernia Lombare
L’ernia lombare, come già accennato, è la più frequente e mostra sintomi come:
- Lombalgia (dolore alla parte bassa della schiena)
- Dolore ed intorpidimento ad un arto inferiore
- Sciatalgia (dolore al gluteo, alla parte posteriore della coscia, alla gamba e al piede, riferiti al tratto compreso tra le vertebre L4 e S1)
- Cruralgia (dolore alla parte antero-laterale della coscia, riferito al tratto di vertebre compreso tra L2 e L4).
Il dolore nell’ernia lombare si ha principalmente stando in piedi o seduti per lungo tempo e può peggiorare con un colpo di tosse o uno starnuto: restare sdraiati ne allevia, invece, i sintomi.
Sintomi Neurologici
I sintomi neurologici, invece, sono:
- Riduzione della sensibilità e formicolio a una gamba
- Riduzione della forza delle gambe (ipostenia)
- Alterazione dei riflessi osteotendinei
- Nella sindrome della cauda equina, anestesia a sella e controllo limitato degli sfinteri.
Sintomi dell'Ernia Cervicale
Quando interessa la zona cervicale, invece, si presenta con:
- Un peggioramento del dolore roteando il collo
- Debolezza e formicolio ad un braccio
- Mal di testa
- Difficoltà nei movimenti del braccio.
Cause e Fattori di Rischio
Le cause dell’ernia del disco includono:
- Invecchiamento: con l’età, i dischi intervertebrali perdono idratazione e elasticità, aumentando il rischio di lesioni
- Sollevamento di carichi pesanti in modo scorretto
- Traumi o lesioni alla colonna vertebrale
- Stili di vita sedentari e obesità.
Come accennato prima, alcune professioni possono predisporre allo sviluppo dell’ernia discale, per cui risulta molto importante rafforzare la propria muscolatura ed evitare aumenti di peso eccessivi, soprattutto nell’età di potenziale insorgenza.
Diagnosi dell'Ernia del Disco
Se sospetti di avere un’ernia del disco è fondamentale rivolgerti a un chirurgo ortopedico che può valutare i tuoi sintomi e indirizzarti verso il percorso diagnostico e terapeutico più appropriato. La diagnosi dell'ernia del disco è sia clinica che strumentale.
I primi passi della diagnosi vede il medico nella valutazione della storia clinica della persona e dall’esecuzione di un attento esame fisico rappresentato dalla valutazione della colonna vertebrale, valutazione degli arti inferiori (nel caso di possibile ernia lombare) e degli arti superiori (nel caso di ernia cervicale) dal punto di vista motorio, sensitivo e dei riflessi muscolo tendinei.
Il passo successivo all’esame clinico è l’esame strumentale, se necessario, rappresentato da RMN (risonanza magnetica nucleare) o TC (tomografia computerizzata). La risonanza magnetica (RM) rappresenta uno strumento fondamentale, poiché consente di visualizzare dettagliatamente le strutture della colonna vertebrale e identificare eventuali anomalie. La radiografia diretta mostra la colonna vertebrale con le modificazioni (transitorie), indotte dal dolore (irrigidimento, scoliosi etc.). Mostra anche le modificazioni indotte da processi degenerativi (permanenti), come la riduzione dello spazio discale o la presenza di osteofiti.
Risonanza Magnetica Aperta
Oltre alla tradizionale risonanza chiusa, è possibile effettuare una risonanza magnetica aperta, una moderna tipologia di risonanza magnetica nucleare in grado di accogliere il paziente in un ambiente più ampio e aperto sui lati. Presso il Centro Radiologico Montesanto è possibile sottoporsi a risonanze magnetiche a basso campo con apparecchiature aperte. Questa tecnologia all’avanguardia garantisce diagnosi accurate, elevata qualità delle immagini e un’esperienza confortevole, soprattutto per coloro che soffrono di claustrofobia.
Cure per l'Ernia del Disco
Il trattamento dell’ernia del disco dipende dalla severità dei sintomi. Le opzioni includono:
- Terapie conservative: riposo, fisioterapia, esercizi per il rafforzamento della schiena e farmaci anti-infiammatori. La fisioteriapia, nello specifico, gioca un ruolo cruciale nel trattamento dell’ernia del disco. Gli esercizi mirati possono aiutare a ridurre il dolore, aumentare la forza muscolare, migliorare la flessibilità e la postura, e prevenire ulteriori lesioni.
- Procedure interventistiche: iniezioni di corticosteroidi per ridurre il dolore e l’infiammazione.
- Chirurgia: nei casi più gravi, può essere necessario un intervento chirurgico per rimuovere o riparare il disco danneggiato.
Non sempre si riesce ad inquadrare la migliore terapia per l’ernia al disco. C’è da dire che l’ernia del disco è una patologia che presenta un’alta percentuale di risoluzione spontanea. Per tale motivo il primo approccio, in genere, è conservativo. Fanno eccezione quelle situazioni in cui si è in presenza della sindrome della cauda equina e di ernie molto voluminose che riportano importanti deficit radicolari. Il trattamento conservativo dell’ernia discale varia in base all’entità e alla durata del quadro clinico. Il trattamento chirurgico dell’ernia del disco non è il trattamento di elezione e prevede una discectomia (asportazione del materiale discale).
La tabella seguente riassume le principali opzioni di trattamento e le loro finalità:
| Trattamento | Finalità |
|---|---|
| Terapie conservative | Riduzione del dolore, miglioramento della funzionalità, prevenzione di ulteriori lesioni |
| Procedure interventistiche | Riduzione del dolore e dell'infiammazione |
| Chirurgia | Rimozione o riparazione del disco danneggiato nei casi più gravi |
Cosa Fare in Caso di Forte Dolore
In caso di dolore insopportabile causato da un’ernia del disco, è importante agire in modo appropriato per alleviare il disagio e prevenire ulteriori complicazioni:
- Riposo: limitare le attività che peggiorano il dolore. Il riposo può aiutare a ridurre l’infiammazione e il dolore, ma è importante non rimanere inattivi per periodi prolungati, in quanto ciò può indebolire i muscoli della schiena.
- Farmaci: l’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come l’ibuprofene, può aiutare a ridurre il dolore e l’infiammazione. In alcuni casi, il medico può prescrivere farmaci più forti come analgesici oppure rilassanti muscolari.
- Applicazione di calore: l’applicazione di impacchi di calore sulla zona interessata può fornire sollievo temporaneo perché può rilassare i muscoli e migliorare la circolazione.
- Fisioterapia: la fisioterapia può essere molto efficace nel gestire il dolore dell’ernia del disco. Esercizi mirati possono aiutare a rafforzare i muscoli della schiena e migliorare la postura.
- Consultazione medica: è fondamentale consultare un medico se il dolore è insopportabile. Il medico potrebbe suggerire ulteriori trattamenti, come iniezioni di corticosteroidi.
- Terapie alternative: tecniche come l’agopuntura, il massaggio o la chiropratica possono offrire sollievo per alcuni pazienti, ma è importante discuterne prima con un medico.
- Cambiamenti dello stile di vita: adottare uno stile di vita sano, mantenere un peso corporeo adeguato e fare esercizi regolarmente può aiutare a prevenire ulteriori dolori o danni.
- Urgenza medica: in caso di perdita di controllo della vescica o dell’intestino, o di grave debolezza nelle gambe, è necessario cercare immediatamente assistenza medica, in quanto potrebbero essere segnali di una condizione più grave, come la sindrome della cauda equina.
È necessario, prima di svolgere attività motoria, eliminare completamente l’infiammazione, in quanto svolgere esercizi nella fase acuta può portare a peggioramenti, spesso anche gravi.
Esercizi Utili (Dopo la Fase Acuta)
Alcuni semplici esercizi possono essere svolti anche in autonomia, esclusivamente dopo la fase acuta. Vediamone insieme 3.
- Esercizio 1: da seduti sulla sedia
Seduti su una sedia, con le gambe leggermente divaricate, raggiungete le caviglie con le mani e tenete la posizione per almeno 5 secondi. Ritornate alla posizione di partenza, riposatevi e ripetete. Questo esercizio sarà utile per muscoli dorsali.
- Esercizio 2: da seduti su tappetino
Seduti a terra con le gambe unite, cercare di toccare la punta dei piedi con le mani: in caso di dolore o rigidità muscolare, raggiungere il punto che non da fastidio e mantenere la posizione. Lo scopo di questo esercizio è distendere la schiena e rafforzare la muscolatura.
- Esercizio 3: supini su tappetino
Sdraiati a terra con la pancia verso l’alto, si portano lentamente le gambe piegate verso il petto, aiutandosi con le braccia e senza staccare la testa da terra. Portare le gambe avanti e indietro lentamente e senza sforzare. L’esercizio in questione è molto utile per la distensione lombare.
Intervento Chirurgico
Il trattamento chirurgico viene effettuato solo nei casi che non rispondono positivamente alle terapie conservative nell’arco di 6 settimane e che tendono all’ingravescenza. Nello specifico si effettua:
- La microdiscectomia lombare (con tecnica mini-invasiva)
- La discectomia cervicale per via anteriore (con inserimento di una protesi discale).
Entrambi gli interventi rimuovono il disco vertebrale interessato ed eliminano completamente il dolore, obiettivo di tutte le terapie per la cura dell’ernia del disco.
Microdiscectomia Lombare
La microdiscectomia lombare consente di intervenire sul disco erniato con incisioni che non superano i 3 cm di lunghezza, grazie all’utilizzo del microscopio. In questo modo è possibile liberare le strutture compresse dal nucleo polposo espulso ed eliminare il dolore che ne consegue; è una procedura che viene eseguita in anestesia generale. La durata media dell’intervento è compresa tra i 35 e i 45 minuti. Grazie alle moderne tecnologie, la microdiscectomia è un intervento poco invasivo e consente di trattare l’ernia del disco mantenendo intatte le strutture paravertebrali e agevolando notevolmente il recupero, ragion per cui viene preferita alla discectomia tradizionale.
Discectomia Cervicale per Via Anteriore
La discectomia per via anteriore è destinata alle ernie della zona cervicale. È un intervento maggiormente invasivo, ma eseguito più raramente, proprio perché le ernie localizzate a livello cervicale sono poco frequenti. Questo intervento consiste nella rimozione del disco intervertebrale da accesso anteriore (dal collo), con successiva sostituzione con una protesi. Come già specificato, questo trattamento viene eseguito raramente, in quanto le ernie della zona cervicale tendono a risolversi con i trattamenti conservativi.
Quando Operare un’Ernia del Disco
Come abbiamo già anticipato prima, l’ernia del disco è gestibile fino alla risoluzione della sintomatologia senza ricorrere necessariamente all’operazione: tuttavia, alcuni segnali possono indicare la necessità dell’intervento. Queste condizioni sono:
- Deficit motori ingravescenti (che non migliorano neanche con le terapie conservative)
- La persistenza dei sintomi acuti per almeno 6 settimane
- La sindrome della cauda equina (condizione molto rara ma estremamente grave, che necessita un intervento nel minor tempo possibile).
Prevenzione
Per ridurre il rischio di sviluppare un’ernia del disco, si raccomanda:
- Mantenere un peso corporeo sano
- Esercitarsi regolarmente, concentrandosi sul rafforzamento dei muscoli della schiena e dell’addome
- Adottare posture corrette durante il sollevamento di pesi e seduti.
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