I tumori primitivi del sistema nervoso centrale nell'adulto presentano un'incidenza di circa 20 casi su 100.000 abitanti l'anno e causano il 3 per cento dei decessi per cancro. Pur essendo tumori relativamente rari, necessitano di un considerevole carico sanitario assistenziale, in quanto i soggetti malati spesso presentano molteplici deficit motori, cognitivi o relativi agli organi di senso che possono risultare invalidanti. Ma come si manifesta il tumore al cervello? Quali sono i sintomi iniziali e come fare a diagnosticarlo? Ma qual è la sintomatologia completa di un tumore al cervello?
Manifestazioni Cliniche e Diagnosi
Le manifestazioni cliniche di un tumore cerebrale possono essere molto variabili e dipendono prevalentemente dalla sede colpita, dalle dimensioni e dall’aggressività della malattia. Quando il tumore coinvolge una determinata area del cervello che governa una funzione specifica, tale funzione risulta alterata. Per accertare con la dovuta accuratezza la presenza di una neoplasia al cervello, è necessario, dopo inquadramento clinico adeguato, effettuare una serie di esami strumentali utili a chiarire le condizioni del paziente.
Risonanza Magnetica (RM)
La Risonanza magnetica (RM) rappresenta l’indagine di scelta nel caso di un sospetto tumore cerebrale. Fornisce immagini tridimensionali e consente di individuare sede, dimensioni, estensione e morfologia della malattia oltre ai rapporti con le strutture circostanti, in particolar modo con le aree cosiddette "eloquenti". L’utilizzo di metodiche funzionali in RM (quali l’analisi della diffusione, della perfusione e della spettroscopia) possono fornire ulteriori informazioni sulla cellularità e la vascolarizzazione delle regioni analizzate. La trattografia è una tecnica di Risonanza Magnetica che permette l’analisi delle proprietà diffusive e della direzionalità del flusso delle molecole d’acqua all’interno dei tessuti in vivo. È un importante strumento per lo studio dell’architettura microstrutturale delle strutture cerebrali in condizioni sia fisiologiche che patologiche.
La RM, quindi, non è uno strumento di screening per identificare il cancro in assenza di un sospetto clinico preciso ma è usata come esame mirato per chiarire il tipo e la natura di eventuali anomalie rilevate.
La risonanza magnetica dell’encefalo viene impiegata per evidenziare diversi disturbi che vedono coinvolto l’encefalo. Può essere utilizzata in caso di cefalee, deficit neurologici a insorgenza improvvisa, demenze, tumori primitivi o metastasi, patologie demielinizzanti come la sclerosi multipla o patologie infettive tipo encefalite o meningite.
Dall’osservazione tridimensionale dei tessuti duri a quella dei tessuti molli, la risonanza magnetica nucleare è in grado di indagare disturbi e patologie in ambito oncologico, traumatologico, ortopedico, cardiologico e molto altro ancora. Nel caso specifico della RMN encefalo con e senza mdc, questo esame viene utilizzato per individuare e approfondire le problematiche cerebrovascolari e le condizioni patologiche delle componenti encefaliche, tra cui:
- Ictus e le relative conseguenze
- Aneurisma cerebrale
- Edema cerebrale
- Ematomi ed emorragie cerebrali
- Sclerosi multipla
- Tumori al cervello e al cervelletto
- Idrocefalo
- Meningiti
- Encefaliti
- Encefalo miopatie
- Cisti cerebrali
- Disturbi del nervo acustico e del nervo ottico
- Malattie dell’ipofisi e dell’ipotalamo come l’acromegalia e la sindrome di Cushing.
La RMN encefalo con e senza mdc viene inoltre utilizzata per definire la natura di particolari sintomatologie presentate dal paziente come mal di testa cronico, crisi epilettiche, sbalzi d’umore, demenza, vertigini, disartria e altri deficit neurologici a insorgenza improvvisa.
L’esecuzione della risonanza encefalo senza mezzo di contrasto inizia con la distesa del paziente supino su un lettino scorrevole, il quale verrà successivamente introdotto all’interno del macchinario diagnostico. Prima di iniziare e di recarsi nella stanza accanto, dove osserverà le immagini attraverso un monitor, il tecnico radiologo si prende cura del comfort del paziente fornendogli cuscini e tappi per le orecchie, oltre alle indicazioni fondamentali per una corretta esecuzione dell’esame, come la necessità di rimanere assolutamente immobile al fine di ottenere immagini accurate.
Una volta terminata la risonanza encefalo senza mezzo di contrasto, dopo una durata media compresa tra 15 e 60 minuti, il paziente può immediatamente fare rientro a casa.
La risonanza magnetica con contrasto all’encefalo richiede l’utilizzo del Gadolinio per aumentare la potenza del segnale di alcuni tessuti e valutare le caratteristiche del flusso di sangue nei vasi arteriosi e venosi del compartimento encefalico. Dopo l’iniezione per via endovenosa, la risonanza magnetica con contrasto all’encefalo può iniziare e procedere secondo le modalità della precedente. Al termine dell’esame, il paziente viene invitato in via precauzionale a rimanere in osservazione, a causa del rischio di reazione allergica data dal mezzo di contrasto. Anche in caso di sedazione auto-somministrata, per chi soffre di claustrofobia, è richiesta una breve permanenza in ospedale al termine dell’esame per superare lo stato confusionale.
I pazienti che si sottopongono alla risonanza magnetica con contrasto encefalo devono presentare i risultati delle analisi del sangue per verificare i livelli di creatinina e la fattibilità dell’esame, in quanto il mezzo di contrasto iniettato potrebbe causare disfunzioni renali.
Tomografia Computerizzata (TC)
La Tomografia computerizzata (TC) dell’encefalo è riservata ai pazienti che non possono essere sottoposti a Risonanza magnetica (es. pazienti con pacemaker) o in caso di urgenze (es. sanguinamenti, ischemie). La tomografia computerizzata (TC) cerebrale è una tecnica radiologica che, partendo da inquadrature sequenziali dello stesso organo su piani successivi, produce delle immagini che, opportunamente elaborate da un computer, danno il quadro dettagliato delle strutture interne dell’organo esaminato. Prevede talvolta la somministrazione in vena di un mezzo di contrasto. Ai soggetti allergici o asmatici può essere necessario somministrare un farmaco specifico prima che si sottopongano all’esame.
Tomografia a Emissione di Positroni (PET)
La Tomografia a emissione di positroni (PET) fornisce informazioni di tipo fisiologico e valuta in maniera specifica il metabolismo cellulare, solitamente aumentato nelle forme tumorali aggressive. Tipicamente si adopera come tracciante il fluoroetiltirosina, utilizzato a completamento diagnostico. La PET con fluorodesossiglucosio risulta invece molto aspecifica ed è stata abbandonata da centri altamente specializzati come il nostro nella diagnosi dei tumori cerebrali.
Esame Istopatologico
La diagnosi di certezza si ottiene solo tramite l’esame istopatologico di un campione di tessuto acquisito tramite una biopsia stereotassica (prelievo di un piccolo campione di tessuto sotto guida TC o RM) oppure direttamente con l’atto chirurgico di rimozione della massa. L’esame istologico consiste nello studio al microscopio di un piccolo campione di tessuto cerebrale prelevato per stabilire il tipo di tumore e il tipo di cellule da cui è costituito. Solitamente, la biopsia si esegue in anestesia locale o generale di brevissima durata. Per questo, nella maggior parte dei casi, richiede una breve degenza in ospedale. La procedura può prevedere l’impiego di un casco stereotassico (fissato alla testa mediante apposite punte metalliche dopo anestesia locale nei punti di impianto) oppure di un sofisticato strumento chiamato neuronavigatore che guida l'ago durante il prelievo di tessuto.
Terapia
Attualmente la terapia più efficace nelle neoplasie cerebrali è la radioterapia associata, quando possibile, a un trattamento chemioterapico. Sia il trattamento radiante che quello chemioterapico fanno riferimento all’Oncologia radioterapica. Pur essendo rare, le neoplasie cerebrali richiedono un importante impegno sanitario assistenziale. L’Oncologia radioterapia si contraddistingue inoltre per una dotazione tecnologica all’avanguardia. Graziea queste facilities, tutti i trattamenti entrano in un percorso di personalizzazione e specificità per garantire i migliori risultati con la minore tossicità.
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