L’acufene è un problema molto diffuso nella popolazione generale che influisce negativamente sulla qualità della vita di chi ne soffre, generando stress, ansia e disturbi del sonno. L’acufene è spesso fonte di estremo disagio e preoccupazione per chi ne soffre. Nella maggior parte dei casi compare improvvisamente e destabilizza ogni ambito della vita del paziente.
Studi epidemiologici recenti riportano una prevalenza dell’acufene nella popolazione adulta italiana del 6.2%, se si considerano acufeni della durata maggiore di 3 mesi del 4.8% ma solo nell’1.2% gli acufeni sono così gravi da determinare un’alterazione della qualità di vita della persona. Ciò significa che più di 3 milioni di italiani soffrono di acufeni e per più di 600000 è un problema rilevante. Gli acufeni colpiscono maggiormente i soggetti anziani, è stato calcolato infatti che gli acufeni aumentano all’aumentare dell’età. Uomini e donne sono similarmente colpiti dagli acufeni sebbene le donne sembrano lamentarne una più importante gravità.
Acufeni: Cosa Sono e Come Si Manifestano
Gli acufeni, anche detti tinniti, sono dei rumori percepiti in assenza di uno stimolo uditivo esterno. Chi ne soffre, anche in condizione di assoluto silenzio esterno, percepisce dei rumori simili a sibili, fischi, fruscii, ronzii o crepitii, in modo continuo o intermittente. Tipicamente il rumore aumenta con il silenzio, diventando particolarmente fastidioso durante la notte rendendo difficoltoso l’addormentamento e causando, pertanto, stanchezza durante il giorno. Questi rumori, che possono riguardare un solo orecchio o entrambe le orecchie, possono alterare la qualità della vita fino a causare ansia e depressione nelle persone che soffrono di acufene.
In alcuni casi l’acufene non si presenta da solo, ma si accompagna ad altri sintomi come per esempio sbandamenti e perdita di equilibrio, vere e proprie vertigini, perdita di udito, riduzione della capacità visiva.
Classificazione degli Acufeni
Un’altra classificazione utile per la diagnosi differenziale dell’acufene riguarda il tipo di suono che può essere pulsatile o non-pulsatile. Il primo caso ha spesso origini vascolari, ipertensione endocranica o sistemica, malformazione atero-venose ecc. Nella maggior parte dei casi l’acufene è soggettivo, ovvero avvertito unicamente dal paziente. L’acufene è oggettivo quando può essere udito anche dall’esterno e quindi obiettivabile.
Gradi di Severità dell'Acufene
In base alla severità, l’acufene può essere classificato in 5 differenti gradi:
- GRADO 1 - Lievissimo: è percepito solo in ambiente silenzioso.
- GRADO 2 - Lieve: presenza occasionale che causa disturbi del sonno.
- GRADO 3 - Moderato: avvertito anche in presenza di altri rumori.
- GRADO 4 - Severo: interferisce col sonno e le attività quotidiane.
- GRADO 5 - Catastrofico: causa una impossibilità a svolgere le normali attività quotidiane.
Diagnosi dell'Acufene
La diagnosi precoce rappresenta l’arma più importante per trattare ed eliminare il problema degli acufeni. L’acufene è un sintomo complesso da inquadrare per cui risultano necessari specifici esami in grado di valutare la funzionalità uditiva e l’integrità delle strutture nervose e anatomiche dell’orecchio.
Il paziente che soffre di acufene deve essere sottoposto ad accurata anamnesi, cioè deve essere interrogato riguardo le caratteristiche dell’acufene: la sua durata, se è monolaterale o bilaterale, se è costante o intermittente. Devono inoltre essere ricercati eventuali importanti sintomi associati come l’ipoacusia (sensazione di perdita dell’udito), le vertigini (capogiro), l’otalgia (dolore all’orecchio) o la presenza di secrezione dall’orecchio. Si deve anche verificare se ci sono condizioni che possono aumentare o diminuire l’intensità dell’acufene come la deglutizione o la posizione della testa. Infine, si deve indagare l’eventuale presenza di sintomi neurologici (come cefalea, deficit visivi, debolezza muscolare etc.) e valutare l’impatto dell’acufene sulla vita paziente.
Durante la visita, in una prima fase di anamnesi, lo specialista raccoglie le informazioni personali e la storia clinica del paziente e indaga le caratteristiche dell’acufene riportate. Si passa poi all’esame obiettivo e grazie all’otoscopia viene esplorato il condotto uditivo esterno e la membrana timpanica. L’otoscopia consiste nella ispezione del condotto uditivo esterno e della membrana timpanica con l’otoscopio e permette di individuare molte possibili cause rimuovibili degli acufeni come, tappi di cerume, otiti esterne e le otiti medie. Nel caso in cui sia necessario definire in modo più preciso, ma sempre correlato alle risposte del paziente, l’intensità e la frequenza dell’acufene, è possibile eseguire dei test acufenometrici.
La visita audiologica deve prevedere un’attenta raccolta anamnestica della storia del paziente, un esame obiettivo approfondito di tutti i distretti che possono essere coinvolti e l’esecuzione di esami audiometrici mirati (audiometria tonale, impedenzometria, acufenometria ecc.) ed eventualmente la prescrizione di esami strumentali più approfonditi per una migliore definizione diagnostica (es.
Per lo studio dei fattori di rischio, cioè predisponenti l’insorgenza dell’acufene, si deve ricercare l’eventuale esposizione a rumori forti, variazione di pressione improvvisa (da immersioni o viaggio in aereo), storia di infezioni dell’orecchio o del sistema nervoso centrale, traumi, radioterapia alla testa. L’esame obiettivo si focalizza sull’orecchio mediante l’esame otoscopico. Viene ispezionato l’orecchio esterno, il condotto uditivo ricercando cerume, secrezioni, corpi estranei; viene ispezionata la membrana timpanica cercando segni di infezione o lesioni tumorali (massa di colore rosso o bluastro).
Se il disturbo persiste da oltre sei mesi, si parla infatti di acufene cronico. Cosa fare quindi se si percepisce un acufene? Il consiglio è di rivolgersi immediatamente al medico di base. Questi, in base ai sintomi e alla storia clinica, suggerirà al paziente a quale specialista rivolgersi per risolvere il problema. Tra i professionisti in grado di trattare il problema degli acufeni ci sono l’otorinolaringoiatra, l’audiologo e il neurofisiologo. Gli specialisti, per effettuare la diagnosi di acufene, possono servirsi di esami strumentali in grado di individuare la fonte del problema. Tra questi vi sono l’esame dell’udito e la risonanza magnetica, utili appunto per scoprire la causa dell’acufene.
Ruolo della Risonanza Magnetica (RM)
Non sempre risulta necessario effettuare esami radiologici. Nel caso specifico della Risonanza Magnetica ciò risulta ancora più evidente. Sarebbe consigliabile avere una richiesta di un medico specialista e un’idea del “problema” da andare a ricercare ai fini di elaborare uno studio apposito per poterlo mettere in risalto. Nel caso di acufeni, in particolare con perdita dell’udito monolaterali, si deve escludere una patologia retrococleare come il neurinoma dell’acustico (tumore benigno del nervo acustico) mediante l’esecuzione di Potenziali Evocati Uditivi e di Risonanza Magnetica (RM) con mezzo di contrasto (gadolinio). Altre indagini radiologiche dipendono dalla sintomatologia del paziente. I pazienti con evidenza visibile di tumore vascolare nell’orecchio medio richiedono TAC e RM con gadolinio.
Questi esami consentono di verificare la corretta funzionalità uditiva e, in caso contrario, possono darci indicazione sulla sede della patologia dell’orecchio che causa l’acufene (deficit tubarico, patologie dell’orecchio medio come accumuli mucosi o otosclerosi), deficit dell’orecchio interno (degenerazione delle cellule ciliate, traumi da rumore) o patologie retrococleari, ossia dei processi patologici che coinvolgono le strutture nervose che connettono l’orecchio al tronco encefalico e all’encefalo (neurinoma del nervo acustico conflitto neurovascolare.
Cause dell'Acufene
L’acufene può insorgere per varie cause. Nella maggior parte dei casi, la causa scatenante di un acufene non viene riconosciuta. Ciò nonostante, nella maggior parte dei casi non è possibile individuare la causa scatenante dell’acufene. Non sempre l’acufene ha origine cocleare; esiste, infatti, la possibilità che un acufene derivi da banali problemi della parte meccanica dell’orecchio come un tappo di cerume, un’otite media o esterna. In questi casi, eliminando la causa se ne andrà anche l’acufene.
L’anamnesi dovrà valutare la presenza di cause potenzialmente scatenanti come i traumi acustici per esposizione a forti rumori o barotraumi conseguenti a immersioni subacquee o volo aereo, oppure la presenza recente di malattie infettive come influenza, raffreddore o infezione da covid 19. In caso di normalità del reperto otoscopico, l’origine dell’acufene sarà da ricercare a livello della coclea, ovvero nella parte neurologica dell’orecchio. In questi casi scatta un criterio d’urgenza, in quanto l’acufene potrebbe essere un sintomo non reversibile ed essere associato a perdita improvvisa dell’udito (ipoacusia improvvisa) e la tempestività delle terapie diviene essenziale.
Oltre ai diversi gradi di gravità del problema, è possibile fare una distinzione in base alla tipologia, le possibili cause e i sintomi dell’acufene.
Tipologie di Acufene e Cause Associate
- Acufene Oggettivo: molto raro, può essere percepito anche dall’esaminatore e generalmente è provocato da spasmi muscolari, problemi nella circolazione sanguigna o tumori nei pressi dell’orecchio. Il suono percepito in questi casi è di tipo pulsante e ritmico (acufene pulsante), sincronizzato col battito cardiaco o con lo spasmo muscolare.
- Acufene Soggettivo: molto più diffuso, viene percepito solo dal paziente. È un suono non reale, prodotto dalla parte del cervello deputata alla percezione dei suoni. Le cause possono essere davvero molto diverse, e, purtroppo, non sempre individuabili con certezza.
Altre Cause Comuni
- Infezioni o infiammazioni all’orecchio: Otiti, tappi di cerume o altre patologie a carico dell’orecchio possono generare acufeni. In questo caso, risolvendo la causa si ha anche la remissione dall’acufene.
- Ipoacusia: Chi soffre di ipoacusia o sordità è maggiormente esposto al rischio di acufeni. Ciò è dovuto ad una sorta di meccanismo attuato dalle strutture deputate alla percezione del suono nel cervello, le quali quasi tentano di compensare la mancanza del suono attraverso appunto l’acufene.
- Rumore forte: Capita frequentemente che soffrano di acufeni persone o lavoratori che sono esposti frequentemente a costanti e forti rumori, (operai in fabbrica, tecnici del suono, musicisti).
- Sindrome di Menière: La sindrome di Menière è una patologia cronica dell’orecchio interno, caratterizzata da un accumulo di liquido. Oltre a sintomi come vertigini, perdita dell’equilibrio e ipoacusia, questa sindrome provoca anche acufeni.
- Tumori: Anche i tumori possono provocare acufeni. L’acufene è ad esempio un sintomo tipico del neurinoma, un tumore benigno ma invasivo del nervo acustico.
- Traumi o problemi muscolo-scheletrici: Problemi muscolo-scheletrici a carico della mandibola, del collo o della cervicale, così come traumi o postura scorretta, possono provocare acufeni.
Trattamenti e Terapie per l'Acufene
Per quanto riguarda la cura, se l’acufene è causato dal tappo di cerume, la sua rimozione è sufficiente a curare il disturbo. Nel caso in cui l’acufene fosse associato a sordità improvvisa, è fondamentale intervenire con una terapia steroidea entro le 72 ore dalla manifestazione dei sintomi. Un intervento rapido nella fase acuta, che persiste da meno di tre mesi, può consentire di evitare che il problema si cronicizzi.
L’affermazione che per gli acufeni non vi è nulla da fare, per cui un paziente che ne è affetto deve convivere con esso, è errata. Il paziente con acufene deve essere sempre incoraggiato e sostenuto dal punto di vista medico, spiegandogli le varie tecnologie, audiologiche o microchirurgiche, per migliorare la sua qualità di vita.
Approcci Terapeutici
- Terapia farmacologica: questo approccio utilizza farmaci per ridurre il disagio causato dall’acufene, come gli ansiolitici, gli antistaminici, gli antidepressivi e alcuni anticonvulsivanti.
- Trattamenti eziologici: hanno la finalità di agire sulla causa che ha determinato e che sostiene l’acufene, riparare il danno alla coclea e risolvere o attenuare il sintomo.
Rimedi Farmacologici e Integratori
Una volta individuata la causa, il medico potrà prescrivere farmaci per acufeni o integratori per risolvere il problema. Anche se non esistono farmaci specifici per gli acufeni, potranno essere utilizzati tutti quei medicinali il cui fine è di curare la causa riconosciuta di un acufene. Ad esempio, cortisone e antibiotico potranno essere prescritti per guarire da un’otite e di conseguenza risolvere il problema degli acufeni.
Anche gli integratori possono avere un effetto benefico sugli acufeni, in particolari quelli contenenti:
- vitamine del gruppo B (specie vitamine B6), importanti per il benessere dei nervi
- Ginkgo Biloba, una pianta che favorisce la funzionalità del microcircolo e quella uditiva.
Terapie e Esercizi Specifici
Come curare l’acufene quando non si riesce a stabilirne l’esatta causa o comunque il problema persiste? In questi casi si può far ricorso a terapie ed esercizi specifici, in grado di ridurre o addirittura eliminare completamente in disturbo.
- Terapia cognitivo-comportamentale: si avvale di diverse tecniche, che sostanzialmente hanno lo scopo di rilassare il paziente e permettergli di adattarsi al disturbo, rendendolo più sopportabile.
- Tinnitus Retraining Therapy (TRT): ha lo scopo di abituare la mente del paziente al suono, portandolo a considerarlo uno stimolo neutro e trascurabile. La terapia del suono fa parte di questa riabilitazione. Grazie a dei dispositivi che generano un rumore scelto in funzioni delle caratteristiche del paziente, si prova a camuffare l’acufene e a renderlo impercettibile al cervello.
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