Le malattie del cuore rappresentano la principale causa di mortalità nel mondo. La tecnologia ci ha permesso di avere strumenti sempre più performanti per fare diagnosi sempre più sofisticate. La risonanza magnetica (RMN) è un esame diagnostico non invasivo che utilizza un campo magnetico per lo studio e la caratterizzazione di parti del corpo umano.
Cos'è la Risonanza Magnetica Cardiaca?
La risonanza magnetica cardiaca (RM) cardiaca o Cardio RM è un esame diagnostico strumentale di terzo livello che utilizza campi elettromagnetici e onde di radiofrequenza non dannosi per la salute. A differenza della TAC, non vengono usate radiazioni ionizzanti ma onde di radiofrequenza, all’interno di un campo magnetico senza che vi sia alcun danno per i tessuti biologici. Il campo magnetico è generato da una grande calamita, in cui viene posto il corpo del paziente, che si trova all’interno di un cilindro cavo al centro e aperto alle estremità (apparecchio per la risonanza magnetica). L’apparecchiatura invia delle onde radio al corpo e una serie di antenne captano il segnale di ritorno prodotto dai tessuti.
La risonanza magnetica è molto diffusa e conosciuta per diagnosticare patologie delle articolazioni o della colonna vertebrale. Da più di 20 anni, la risonanza magnetica viene utilizzata anche per fare diagnosi di patologie del cuore. La Risonanza Magnetica Cardiaca (RMN) è un’indagine che utilizza un campo magnetico centrato sullo studio del cuore.
A cosa serve la Risonanza Magnetica Cardiaca?
La risonanza magnetica del cuore rappresenta esame di secondo livello per valutare la gran parte delle patologie a carico del cuore e delle valvole cardiache. La risonanza magnetica cardiaca permette di studiare in modo approfondito il cuore e dare una risposta precisa circa la sua funzionalità (sia per quanto riguarda il ventricolo sinistro che destro) e la presenza di alterazioni della struttura del muscolo cardiaco o del pericardio.
Nello specifico, si possono studiare le patologie che colpiscono la componente muscolare del cuore, ovvero le cardiomiopatie; è utile nei pazienti in cui si ha il sospetto di cardiopatia ischemica, di cardiopatie congenite, di valvulopatie (malattie delle valvole), di malattie del pericardio (pericarditi). L’utilizzo della RMN è molto utile nei pazienti che hanno avuto un infarto del miocardio per valutare la cicatrice residua.
La risonanza magnetica cardiaca viene solitamente richiesta:
- per valutare malformazioni e masse cardiache;
- per studiare alcune forme di aritmie e diverse cardiomiopatie (sia primitive, sia secondarie);
- per valutare la fibrosi cardiaca dopo un infarto del miocardio;
- per diagnosticare malattie del pericardio e dell’aorta;
- in misura minore, per lo studio dell’apparato valvolare cardiaco.
Per alcune specifiche patologie cardiache la RMN è un esame fondamentale perché permette di acquisire immagini estremamente accurate e dettagliate sulle caratteristiche morfologiche e tissutali del cuore, fondamentali per precisare la diagnosi.
La RMN può migliorare la visualizzazione delle strutture cardiache, ad esempio quando l’ecocardiogramma sia di difficile esecuzione (es. obesità o enfisema grave). Ma la RMN è fondamentale per precisare e valutare l’evoluzione del tipo di cardiomiopatia. In molte cardiomiopatie come ad esempio l’emocromatosi e l’amiloidosi cardiaca, fornisce anche informazioni sull’efficacia di terapie specifiche.
La RMN può dare informazioni dettagliate sull’estensione della fibrosi miocardica, elemento che può essere importante per consigliare l’ eventuale impianto di defibrillatore. La RMN è la metodica di riferimento per la valutazione dei volumi, della funzione ventricolare sinistra, ma soprattutto destra, che non è facilmente analizzabile con l’ecocardiografia.
Come si svolge la Risonanza Magnetica Cardiaca
Il paziente viene fatto stendere su un lettino meccanico contenuto all’interno dell’apparecchio di risonanza magnetica. Durante l’esame il paziente viene posizionato all’interno di un tubo, che contiene il magnete per un tempo variabile (da 30 minuti a 1 ora). L’esame si svolge così. Il paziente viene messo all’interno di un tubo che contiene il magnete necessario per lo studio del cuore, per un tempo che varia da 30 minuti a un’ora.
Anche in questo caso, si applicano al paziente sdraiato sul lettino gli elettrodi per il monitoraggio del battito e le bobine di superficie, attraverso le quali migliora la trasmissione del segnale e dunque la nitidezza delle immagini. Vengono inoltre applicati un frequenzimetro con ossimetria al dito di una mano e lo sfigmomanometro a un braccio, per tenere monitorati i parametri vitali.
L’esame non risulta né doloroso né pericoloso. L’unico fastidio può essere causato dal rumore del macchinario in funzione. Il paziente viene fatto sdraiare su un lettino, dove gli verranno applicati gli elettrodi per il monitoraggio del battito cardiaco e le bobine di superficie necessarie per l’analisi, che non provocano nessun dolore.
C’è una differenza di tipo procedurale: il paziente deve collaborare più attivamente alla buona riuscita dell’esame. Le immagini vengono infatti acquisite durante brevi sequenze di apnea, in cui la persona deve trattenere il respiro per 10-20 secondi. Per la buona riuscita della risonanza magnetica è fondamentale che il paziente riesca a trattenere il fiato per circa 10 secondi: le acquisizioni vengono effettuate in apnea e con monitoraggio del battito cardiaco, al fine di eliminare gli artefatti da movimento cardiaco e respiratorio.
E’ un’indagine assolutamente sicura e non dolorosa, ma per tutto il periodo bisogna stare vigili e attenti perché il personale incaricato impartisce istruzioni su quando e per quanto tempo trattenere il respiro. Questo metodo consente di ottenere immagini ad altissima definizione. Attraverso appositi microfoni ed altoparlanti, il paziente è in comunicazione con il personale dedicato che impartirà ordini semplici come trattenere il respiro per un brevissimo periodo (solitamente 9-20 secondi) al fine di ottenere immagini ad alta definizione e prive di artefatti da movimento. Sul torace del paziente vengono applicati elettrodi per monitorare il battito cardiaco e sulle orecchie cuffie per non sentire i rumori generati dal magnete.
Mezzo di contrasto
Questo esame viene quasi sempre eseguito con e senza mezzo di contrasto perché il contrasto permette di valutare la presenza di cicatrici. A metà esame viene iniettato il mezzo di contrasto. La RM cardiaca con MDC prevede quindi la somministrazione al paziente per via endovenosa di una soluzione liquida, solo alcuni minuti prima dell’esame.
Il mezzo di contrasto è un fluido, una sostanza paramagnetica che viene iniettata per via endovenosa (nelle vene del braccio, di solito). L’iniezione non è dolorosa e in alcuni casi può provocare una sensazione di calore che dal braccio si può estendere alla gola, testa, addome e gambe, di breve durata e a scomparsa rapida (30-40 secondi).
Si tratta di un metallo raro, così come sono rare e in genere lievi le reazioni da ipersensibilità che può provocare (cefalea, nausea, sensazione di calore sul viso, rash cutanei). Prima di somministrare il mezzo di contrasto, sono richiesti esami del sangue come la “creatininemia”, che serve a valutare la funzione renale. I pazienti con importante insufficienza renale (stimata mediante la creatininemia ed il calcolo del GFR), non dovrebbero ricevere il mezzo di contrasto se non in casi eccezionali, per evitare un peggioramento della disfunzione renale.
La RMN con mezzo di contrasto è fondamentale per capire se il muscolo cardiaco è ancora integro. Il mezzo di contrasto si accumula infatti nei tessuti danneggiati del cuore e permette quindi di riconoscere, dopo circa 10 minuti dalla sua somministrazione, zone cicatriziali (fibrosi), aree infiammate o infiltrate da altre sostanze dannose.
È possibile anche eseguire una risonanza magnetica cardiaca senza contrasto, soprattutto nei casi in cui l’esame abbia come primo scopo quello di analizzare struttura anatomica, morfologia e movimento del cuore. Oltre alla struttura del cuore, che analizza con il grado di esattezza più elevato al giorno d’oggi, la CINE-RM permette di visualizzare atrii, grandi vasi e valvole cardiache.
T1 e T2 mapping
Il T1 e T2 mapping sono tecniche specifiche di RMN, che migliorano la caratterizzazione del tessuto e forniscono informazioni più fini e specifiche sulla composizione del tessuto cardiaco stesso. Permettono di ricostruire mappe che per convenzione e praticità vengono trasformate in numeri e colori in tutti i segmenti del cuore. Se all’interno del cuore fossero presenti cicatrici fibrose, accumuli di grasso, ferro, o tessuto infiammatorio, sarebbero visualizzati con alterazioni del colore a seconda della patologia e della sua diffusione.
Durata dell'esame
Una domanda viene naturale in chi si sottopone a una risonanza magnetica cardiaca: quanto dura? Il tempo è variabile e in genere spazia tra i 30 e i 60 minuti. L’esame dura circa 45-60 minuti.
Frequenza dell'esame
Ogni paziente ed ogni caso infine vanno valutati singolarmente, ma in genere la Rmn viene ripetuta in un periodo che va dai due ai cinque anni. Solitamente ogni 2-5 anni, ma può variare a seconda della severità e dall’andamento della Cardiomiopatia.
Controindicazioni
Le controindicazioni sono quelle usuali per i pazienti da sottoporre a risonanza magnetica: pacemakers, defibrillatori impiantabili, neurostimolatori e clips metalliche cerebrali o dispositivi oculari costituiscono, al momento, controindicazioni assolute a una RM.
Altre controindicazioni includono:
- una importante “claustrofobia” cioè l’impossibilità di restare chiusi in un luogo.
- presenza di corpi metallici ferromagnetici come viti o chiodi inseriti dopo un trauma o un intervento ortopedico. Inoltre è importante informarsi anche sulle attività lavorative precedenti o attuale.
- grave obesità.
Lo stato di gravidanza non costituisce una controindicazione assoluta all’esecuzione di una RM. È sconsigliata nel primo trimestre di gravidanza. Tuttavia vista l’assenza di studi sugli effetti della RMN sul feto, è sconsigliato l’utilizzo del mezzo di contrasto in gravidanza per evitare possibili effetti avversi sul feto.
Può essere eseguito anche da soggetti portatori di defibrillatori o pacemaker purchè ogni elemento del dispositivo sia RMN compatibile (RMN conditional, come la maggior parte dei dispositivi impiantati dopo il 2010). I pazienti portatori di P-M compatibili con studi di Risonanza dovranno segnalare la loro presenza al momento della prenotazione e verranno inseriti su agende speciali, a loro dedicate. A tal proposito, viene spesso richiesta una certificazione di compatibilità con la RMN, che di solito viene rilasciata al momento dell’impianto.
È importante ricordarsi di avvisare il personale medico in sede di prenotazione dell’esame per garantire la presenza di un cardiologo che comunque dovrà programmare il dispositivo prima e dopo l’esame.
La Risonanza Magnetica Cardiaca può essere eseguita in sedazione?
La sedazione cosciente può inficiare gravemente la qualità dell’esame, perché non consente di eseguire alcune parti dell’esame che richiedono di trattenere il respiro.
Dove eseguire l'esame?
La RMN è un esame che richiede l’utilizzo di apparecchiature moderne e personale specializzato. Pertanto, l’esame dovrebbe essere eseguito in centri che dispongono di queste risorse e hanno soprattutto grande esperienza nell’interpretazionedei risultati.
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