La risonanza magnetica (MRI) è una tecnica di indagine avanzata che si basa sull'uso di forti campi magnetici e onde radio. Questa tecnologia sfrutta il principio che il corpo è composto principalmente di acqua, contenente atomi di idrogeno. Durante la risonanza, gli atomi di idrogeno, esposti al campo magnetico, vengono ruotati dalla loro posizione naturale e si allineano. Gli ioni di idrogeno in diversi tessuti ritornano alle loro posizioni originali a velocità diverse, generando segnali differenti.
Le differenze di velocità e intensità delle onde radio vengono catturate da un ricevitore, che invia il segnale a un computer per l'elaborazione. Questo processo genera immagini dettagliate dell'area esaminata, mostrando diverse sezioni del corpo.
Vantaggi della Risonanza Magnetica in Veterinaria
Grazie alla sua capacità di creare immagini molto dettagliate anche di parti del corpo racchiuse nelle ossa, la MRI ha rivoluzionato la diagnosi di malattie, tra l'altro nel cervello e nel midollo spinale. Una risonanza magnetica fornisce una migliore differenza di contrasto tra i diversi tipi di tessuti molli rispetto alla tomografia computerizzata.
Ad esempio, la MRI è di gran lunga la tecnica migliore per diagnosticare l’ernia del disco e valutarne l'estensione e l'impatto sia sul midollo spinale che sui tessuti circostanti. La MRI consente anche una separazione più chiara dei tessuti molli sani e malati.
Preparazione e Procedura
L'animale deve rimanere completamente immobile durante l'esame, che di solito dura circa 30-90 minuti. Per questo motivo, l'animale deve essere solitamente anestetizzato. A causa dell’anestesia l'animale deve astenersi dal cibo la sera prima dell'esame. Un altro motivo per cui cani e gatti devono essere sedati o anestetizzati è l'alto livello di rumore quando l'indagine è in corso.
Una "bobina" bianca è posata attorno all'area da indagare. Questa bobina cattura le onde radio provenienti dall’animale. La tabella di rilevamento viene inserita nel tunnel magnetico (che assomiglia a quello della tomografia computerizzata). Il tunnel è lungo circa 1,5 metri e aperto alle due estremità. Come per gli studi sulla DT, è comune che lo studio iniziale sia integrato con lo studio di follow-up dopo la somministrazione del mezzo di contrasto per endovena.
La risonanza magnetica comporta l’esposizione dell'animale a un potente campo magnetico. Tutti i metalli, compreso il chip (microchip), danno origine a disturbi locali dell'immagine sotto forma di una cavità nera.
La risonanza magnetica di per sé non è associata ad alcuna forma di pericolo o effetti collaterali e, poiché i raggi X non vengono utilizzati, l'esame può essere ripetuto più volte senza causare problemi al cane. Il cane o il gatto di solito tornano a casa il giorno dell'esame in attesa della risposta dell'MRI. Poiché l’esame genera moltissime immagini, in genere è necessario un po’ di tempo per rivederlo e valutarlo.
Risonanza Magnetica nel Carlino: Patologie Comuni
La razza Carlino, insieme ad altri cani brachicefalici, è particolarmente soggetta a determinate condizioni neurologiche che possono essere efficacemente diagnosticate tramite risonanza magnetica.
Diverse associazioni e veterinari di tutto il mondo hanno firmato un appello in cui si chiede di fermare gli allevamenti di cani di razza carlino e bulldog francese e di tutti gli altri animali brachicefali. Il settore veterinario protesta in maniera decisa contro l’allevamento di cani brachiocefalici, ovvero di quelle razze che hanno il muso piatto, tra loro i carlino, i bulldog francese, i bulldog inglese e i pechinesi. Come spiegano, la più drammatica è la sindrome da ostruzione cronica delle vie respiratorie superiori.
Sindrome di Chiari-Like (CLS)
La Chiari-Like Syndrome (CLS) è una patologia emergente in neurologia veterinaria. Nota anche come Sindrome da Malformazione Occipitale Caudale (COMS), è una condizione nella quale una parte del cervelletto (il verme cerebellare) migra caudalmente (ernia) passando dalla scatola cranica nel canale vertebrale, attraverso l’apertura alla sua base (il forame magno). Nel cane vi è una forte predisposizione genetica che vede nel Cavalier King Charles Spaniel la razza in assoluto più colpita.
Di recente, è stata dimostrata però una predisposizione allo sviluppo di questa malattia in tutti quei soggetti nei quali esiste un rapporto alterato tra il volume intracranico e la massa dell’encefalo, cioè lo spazio disponibile all’interno della scatola cranica è ridotto in relazione al volume dell’encefalo. In relazione di quest’ultima considerazione, altre razze segnalate sono: lo Yorkshire terrier, il Barbone nano/toy, il Maltese, il Volpino, il Pomerania, il Carlino, il Chihuahua, il Bichon Frisé, il Pinscher nano, il West Highland White Terrier, lo Shih Tzu, il Pechinese e il Bulldog francese.
Cosa provoca la CLS?
L’erniazione del verme cerebellare provoca una compressione diretta del midollo allungato e una riduzione dello spazio disponibile al passaggio del liquido contenuto nel sistema nervoso centrale (detto “liquido cefalo-rachidiano” o LCR). Pertanto, qualora si verifichi un’ostruzione lungo il percorso che il LCR deve compiere, ne risultano un aumento della sua pressione ed un flusso turbolento.

Sintomi della CLS
Sintomi presenti nel 90% circa dei pazienti e caratteristici della malattia sono: dolore cervicale (talvolta anche lombare) e grattamento insistente, parossistico e ad accessi, a carico prevalentemente delle regioni di collo e spalla. Questi sono i primi sintomi a comparire e, di fatto, rivelano una forma di parestesia, ovvero sia, un’alterazione patologica della sensibilità, che affligge le aree cutanee corrispondenti al tratto di midollo spinale colpito.
Altri sintomi riscontrabili nelle fasi più conclamate sono: crisi epilettiche, curvature anomale della schiena (cifosi, lordosi e scoliosi) e difficoltà nella deambulazione (fino alla tetraparesi spastica). Durante la visita clinica si può riscontrare nel 90% dei casi una risposta algica alla flessione passiva del collo.
Diagnosi e Stadiazione della CLS
L’unico esame che permette di riconoscere e diagnosticare la presenza di questa malformazione è la risonanza magnetica (MRI), che mostra con sensibilità e precisione la presenza delle alterazioni descritte in precedenza (dislocazione delle strutture contenute nella fossa cranica posteriore ed eventuale idrosiringomielia), rilevandone anche la gravità (classificazione).
La classificazione del quadro diagnostico di Risonanza Magnetica Veterinaria prevede 3 gradi distinti di gravità della CLS:
- Soggetto esente da CLS (Chiari Like Syndrome)
- Cervelletto indentato - con una erniazione caudale attraverso il forame magno, ventralmente al quale è tuttavia ancora riconoscibile il tragitto che il Liquido Cefalo Rachidiano (LCR) compie dal quarto ventricolo fino alla cisterna magna
- Erniazione del cervelletto - ventralmente al quale non è riconoscibile il tragitto descritto nel grado 1
Nonostante il work-up diagnostico sia stabilito, preciso ed efficiente, si deve comunque tenere presente che diagnosticare la malformazione di Chiari non significa diagnosticare la malattia. In realtà, è facile comprendere che, se un paziente nasce con la malformazione di Chiari, ma non è affetto dai sintomi clinici che la contraddistinguono, quel paziente non è malato di Sindrome di Chiari.
Siringomielia (SM)
La SM è una patologia propria del midollo spinale, caratterizzata dalla formazione di una cavitazione a contenuto liquorale (LCR- Liquido Cefalo Rachidiano) e di forma fusata. Dal momento che le due condizioni (cavitazione ed eccesso di liquido) spesso coesistono si parla di idrosiringomielia.
La cronicità con cui si sviluppano questi fenomeni determina uno stato di sofferenza dei neuroni nel tratto colpito. Tale sofferenza neuronale PROVOCA la perdita di sostanza che si traduce in un accumulo di liquido cefalo-rachidiano all’interno del midollo spinale (idro-siringomielia, SM). Va precisato, tuttavia, che non tutti i cani affetti da CLS sviluppano idro-siringomielia.
Mielopatia Costrittiva (CM)
La mielopatia costrittiva (Constrictive myelopathy, CM) che coinvolge una fascia fibrosa attorno al midollo spinale è una malattia recentemente descritta nel Carlino. Uno studio ha identificato che la mielopatia costrittiva era presente in più della metà dei Carlini che presentavano mielopatie toracolombari croniche.
Altre Condizioni Diagnosticabili con MRI
Oltre alla CLS, SM e CM, la risonanza magnetica è fondamentale per diagnosticare altre patologie nel Carlino e in altre razze:
- Ernia del disco
- Tumori spinali e cerebrali
- Ischemie
- Meningoencefaliti
Ernia del disco
L’ernia del disco può avvenire a ogni cane, nessuno ne è indenne ma alcuni fattori predisponenti possono essere tenuti sottocontrollo per cercare di ridurne l’incidenza (anche se non ce ne è certezza). Tra questi abbiamo: l’obesità, il saltare spesso su e giù da letti, sedie, divani e fare molto spesso le scale. Sicuramente ci sono delle razze in cui l’ernia del disco è molto più frequente, basta entrare in centro neurologico veterinario per rendersene conto: Bassotto, Carlino, Bouledogue Francese, Jack Russell, Maltese, Bolognese, Chihuahua, Barboncino, Cocker Spaniel, Welsh Corgi, Pastore Tedesco, Labrador, Amstaff, Beagle.
I sintomi dell’ernia del disco nel cane sono:Riconoscere i sintomi e correre da un neurologo (e possibilmente in una struttura dove facciano anche risonanza magnetica) è il vostro compito, in questo caso davvero fondamentale. La tempistica è importantissima, più passa il tempo e più il vostro cane rischia anche se operato di non tornare a camminare. Ovviamente ci sono vari livelli di gravità. Dalla paraparesi deambulatoria (non riesce a camminare perfettamente ma le gambe si muovono e qualche passo lo fanno) alla paraparesi non deambulatoria (non cammina ma le gambe qualche piccolo movimento lo riescono a fare ancora). Un ulteriore aggravamento porta alla paraplegia (nessun movimento muscolare, le gambe sono abbandonate come morte) e lo stadio finale è la paraplegia senza dolore profondo (non solo non muove le gambe ma non riesce neanche a percepire stimoli dolorosi).
Iter diagnostico:Dal momento che si presentano i sintomi e che il vostro veterinario ha un sospetto di ernia del disco l’iter è: visita neurologica specialistica, studio radiografico in anestesia + risonanza magnetica (tutto all’interno della stessa anestesia), in mancanza di risonanza magnetica va bene anche la TAC. Una volta individuata l’ernia del disco il neurologo vi proporrà o meno l’intervento chirurgico per rimuoverla in base ai sintomi.
Conclusioni
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