Risonanza Magnetica alla Spalla: Una Guida Completa

La risonanza magnetica (RM) alla spalla è un esame di diagnostica per immagini che sfrutta un campo magnetico ad alta intensità e onde a radiofrequenza per fornire immagini tridimensionali e dettagliate di tutte le diverse componenti della spalla. A differenza di altre metodiche diagnostiche, la risonanza magnetica aperta (RM) della spalla presenta il vantaggio che non è un esame invasivo, non produce Raggi X (radiazioni Ionizzanti) e permette di avere immagini in tre dimensioni.

Perché fare la Risonanza Magnetica alla spalla?

La Risonanza Magnetica è una metodica diagnostica completa nella valutazione delle varie patologie dell’articolazione della spalla, è in grado di individuare lesioni traumatiche, degenerative o oncologiche a carico dei tessuti molli come tendini e muscoli, e di approfondire le componenti ossee.

Quando fare la Risonanza Magnetica alla spalla?

Sottoporsi a una Risonanza Magnetica alla spalla è particolarmente utile in caso di traumi, ma anche di dolore persistente. Viene utilizzato principalmente per valutare gli infortuni post traumatici, lesioni degenerative dei tendini, malformazioni e alterazioni di tipo tumorale.

Come prepararsi per la risonanza magnetica alla spalla?

Non esistono preparazioni specifiche per eseguire la Risonanza Magnetica alla spalla. Il paziente viene fatto distendere su un lettino e il macchinario (costituito da un magnete all’interno del quale vengono irradiati fasci di onde radio) viene posizionato sopra la spalla interessata; verrà chiesto al paziente di rimanere immobile per la riuscita ottimale delle immagini. Durante l’esame possono essere uditi diversi tipi di rumore di diversa intensità e durata.

Quanto dura la Risonanza Magnetica?

La durata della Risonanza Magnetica varia a seconda delle parti del corpo che devono essere esaminate. La durata media di una Risonanza Magnetica è generalmente di 20-30 minuti, anche se le tecniche più moderne consentono di ridurre i tempi di rilevazione.

Chi può effettuare la Risonanza Magnetica alla spalla?

Ci sono alcune tipologie di pazienti che non possono sottoporsi alla Risonanza Magnetica alla spalla, come i portatori di pacemaker o di dispositivi ad attivazione magnetica (elettrodi e neurostimolatori) e i portatori di protesi di non attestabile compatibilità con i campi magnetici. Tra le tipologie di pazienti cui è sconsigliato questo tipo di esame bisogna annoverare anche le donne in gravidanza, specialmente nei primi 3-4 mesi: occorre, infatti, che la paziente informi il medico circa lo stato di gravidanza, anche se presunto, così da ponderare i rischi con i benefici che ci si attende dall’esame.

Nel caso ci fossero dubbi sull’esistenza nel corpo di parti metalliche (quali punti di sutura, clip, protesi) il soggetto dovrà avvisare immediatamente il personale medico e paramedico, che ne valuterà o meno la reale presenza.

Cosa vede la Risonanza Magnetica?

Contrariamente a quanto si pensi, la risonanza magnetica alla spalla non vede tutto. È in grado di riconoscere delle alterazioni oggettive dei tessuti, come lesioni tendinee, assottigliamenti, artrosi o presenza di edema. Cioè qualcosa che di “diverso” rispetto alla normalità. Tuttavia, non riesce a valutare la qualità dei tessuti e questo comporta dei grandi problemi nel diagnosticare correttamente il problema.

Come viene refertata una Risonanza Magnetica?

Se non c’è carattere di urgenza, solitamente i risultati della risonanza magnetica sono pronti in pochi giorni.

Patologie Diagnosticabili con la Risonanza Magnetica alla Spalla

La risonanza magnetica spalla è particolarmente indicata per individuare alcuni tipi di patologie che si riscontrano sia nella giovane età che nelle persone anziane. Si tratta di infiammazioni dolorose che riguardano lo spazio sub-acromiale della spalla e si verificano a seguito di un evento traumatico, o quando la spalla viene sforzata per il sollevamento di pesi troppo pesanti. La risonanza magnetica della spalla è un esame molto utile nei casi di sospetta neoformazione ossea o di parti molli di natura benigne o maligne.

Ecco un elenco delle patologie che possono essere individuate con la risonanza magnetica spalla:

  • Artrosi
  • Tendinopatia della cuffia dei rotatori
  • Lesioni della cuffia dei rotatori
  • Capsulite adesiva o spalla congelata
  • Tendinopatia calcifica

Risonanza Magnetica Aperta

A oggi sono disponibili due tipologie di apparecchiature. La nuova Risonanza Magnetica aperta è in grado di effettuare tutti gli esami diagnostici muscolo-scheletrici che si eseguono oggi con le apparecchiature chiuse.

MRJ 2200 consente un approccio all’esame estremamente rassicurante ed esclude ogni reazione claustrofobica, eliminando ogni barriera tra il paziente e l’ambiente circostante.

Come funziona la procedura di risonanza magnetica aperta (RM) della spalla?

A differenza degli esami radiografici e di tomografia computerizzata (TC), la risonanza magnetica aperta (RM) della spalla non utilizza radiazioni ma onde radio che riallineano gli atomi di idrogeno che esistono naturalmente nel corpo. Ciò non causa cambiamenti chimici nei tessuti. Quando gli atomi di idrogeno tornano al loro normale allineamento, emettono diverse quantità di energia a seconda del tipo di tessuto corporeo in cui si trovano. La risonanza magnetica aperta (RM) della spalla cattura questa energia e crea un’immagine utilizzando queste informazioni.

Cosa avverto durante la risonanza magnetica aperta (RM) della spalla?

La maggior parte degli esami di risonanza magnetica aperta (RM) della spalla sono indolori; tuttavia, alcuni pazienti trovano scomodo rimanere fermi, mentre altri possono sentirsi chiusi (claustrofobici) mentre si trovano nel macchinario di risonanza magnetica. È importante durante l’ esame diagnostico in corso che si rimanga perfettamente immobili mentre vengono scattate le immagini (in genere solo da pochi secondi a pochi minuti alla volta). La risonanza magnetica aperta della spalla può essere rumorosa; mentre le immagini vengono registrate, si avvertiranno dei picchiettii o dei colpi forti, prodotti quando vengono attivate le bobine che generano le onde radio per questo. Durante l’esame, per evitare problemi, vengono utilizzate delle cuffie per ridurre i suoni prodotti dalla risonanza magnetica aperta (RM) della spalla.

Vantaggi e Rischi della Risonanza Magnetica Aperta (RM) della Spalla

Benefici

  • La risonanza magnetica aperta (RM) della spalla è una tecnica di imaging non invasiva che non comporta l’esposizione alle radiazioni.
  • La risonanza magnetica aperta (RM) della spalla si è dimostrata utile nella diagnosi di un’ampia gamma di condizioni, comprese le anomalie muscolari e ossee.
  • La risonanza magnetica aperta (RM) della spalla può aiutare a determinare quali pazienti con lesioni alla spalla richiedono un intervento chirurgico.
  • La risonanza magnetica aperta (RM) della spalla può aiutare a diagnosticare una frattura ossea quando i risultati dei raggi X e di altri test non sono chiari.
  • La risonanza magnetica aperta (RM) della spalla può rilevare anomalie che potrebbero essere oscurate dall’osso con altri metodi di imaging.
  • Il materiale di contrasto gadolinio nella risonanza magnetica aperta (RM) della spalla ha meno probabilità di provocare una reazione allergica rispetto ai materiali di contrasto a base di iodio utilizzati per i raggi X e la TC.

Rischi

  • L’esame di risonanza magnetica aperta (RM) della spalla non presenta quasi alcun rischio per il paziente medio quando vengono seguite le linee guida di sicurezza appropriate.
  • Il campo magnetico della risonanza magnetica aperta (RM) della spalla non è dannoso. Tuttavia, potrebbe causare il malfunzionamento dei dispositivi medici impiantati o la distorsione delle immagini.

Riabilitazione dopo intervento alla spalla

Dopo una artroscopia di spalla i tempi di recupero sono di circa 3 mesi: il tempo biologico necessario per la guarigione del tendine. In questo periodo il tendine riparato acquisisce una resistenza sufficiente ad affrontare tutti gli sforzi della vita normale di un individuo. Il tendine subirà poi ulteriori rimaneggiamenti sulla cicatrice per oltre un anno fino a diventare completamente stabile.

Nel primo mese dopo l’intervento di artroscopia di spalla dovrete portare un tutore. Il tutore serve a reggere il braccio in posizione di riposo per favorire la guarigione dei tessuti. Questo sarà il periodo in cui avrete le maggiori limitazioni nella vita quotidiana.

Dopo due settimane dall’operazione di spalla il medico toglierà i punti di sutura e controllerà che gli esercizi siano stati correttamente appresi dal paziente. A un mese dall’intervento di spalla una nuova visita medica valuterà l’elasticità raggiunta che deve essere intorno al 70% del movimento totale sul piano scapolare. Se non ci sono controindicazioni il tutore verrà rimosso e il paziente incoraggiato a proseguire con gli esercizi.

A due mesi dall’intervento di artroscopia di spalla il paziente deve avere raggiunto un movimento vicino al 90% su tutti i piani. A tre mesi dall’intervento di artroscopia di spalla l’elasticità della spalla deve essere completa.

Normalmente a quattro mesi dall’operazione di spalla si può tornare ad una vita completamente normale. Fanno eccezione le attività sportive o estremamente pesanti che è consigliato riprendere solo dopo 6 mesi dall’intervento.

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