La risonanza magnetica (RM) è una tecnica diagnostica basata sull’applicazione di un campo magnetico di elevata intensità al distretto corporeo da esaminare. La Risonanza Magnetica cardiovascolare è una procedura diagnostica strumentale per immagini che permette di visualizzare la morfologia delle camere cardiache e dei grandi vasi ad esse collegati nonchè l’attività del muscolo cardiaco nel dettaglio, registrando il suo movimento in una sequenza di “scatti” (frames) riproducibili sotto forma di video-film.
A Cosa Serve la Risonanza Magnetica Cardiaca?
La risonanza magnetica cardiaca permette di studiare in modo approfondito il cuore e dare una risposta precisa circa la sua funzionalità (sia per quanto riguarda il ventricolo sinistro che destro) e la presenza di alterazioni della struttura del muscolo cardiaco o del pericardio.
La risonanza magnetica del cuore rappresenta esame di secondo livello per valutare la gran parte delle patologie a carico del cuore e delle valvole cardiache, tra cui:
- cardiopatia ischemica
- cardiomiopatie dilatative
- miocarditi
- cardiomiopatie ipertrofiche
- cardiopatie congenite
- valvulopatie
- malattie del pericardio
La risonanza magnetica cardiaca viene solitamente richiesta per:
- valutare malformazioni e masse cardiache
- studiare alcune forme di aritmie e diverse cardiomiopatie (sia primitive, sia secondarie)
- valutare la fibrosi cardiaca dopo un infarto del miocardio
- diagnosticare malattie del pericardio e dell’aorta
- in misura minore, per lo studio dell’apparato valvolare cardiaco
Oltre alla struttura del cuore, che analizza con il grado di esattezza più elevato al giorno d’oggi, la CINE-RM permette di visualizzare atrii, grandi vasi e valvole cardiache.
Come si Svolge l'Esame?
La RM del cuore è un esame indolore e non invasivo, che si svolge con il paziente disteso supino su un lettino e con l’applicazione di elettrodi per il monitoraggio del battito cardiaco sul torace. Vengono inoltre applicati un frequenzimetro con ossimetria al dito di una mano e lo sfigmomanometro a un braccio, per tenere monitorati i parametri vitali. Anche in questo caso, si applicano al paziente sdraiato sul lettino gli elettrodi per il monitoraggio del battito e le bobine di superficie, attraverso le quali migliora la trasmissione del segnale e dunque la nitidezza delle immagini.
Durante l’esame, che richiede in media circa 30-40 minuti, il tecnico di radiologia o il medico radiologo, sempre presenti, possono chiedere al paziente di trattenere il fiato per 10 secondi, al fine di ottenere immagini senza artefatti da movimento del torace durante la respirazione. Per la buona riuscita della risonanza magnetica è fondamentale che il paziente riesca a trattenere il fiato per circa 10 secondi: le acquisizioni vengono effettuate in apnea e con monitoraggio del battito cardiaco, al fine di eliminare gli artefatti da movimento cardiaco e respiratorio.
Il paziente viene messo all’interno di un tubo che contiene il magnete necessario per lo studio del cuore, per un tempo che varia da 30 minuti a un’ora. La Risonanza Magnetica Cardiaca può essere eseguita in sedazione? La sedazione cosciente può inficiare gravemente la qualità dell’esame, perché non consente di eseguire alcune parti dell’esame che richiedono di trattenere il respiro. E’ un’indagine assolutamente sicura e non dolorosa, ma per tutto il periodo bisogna stare vigili e attenti perché il personale incaricato impartisce istruzioni su quando e per quanto tempo trattenere il respiro. Questo metodo consente di ottenere immagini ad altissima definizione. Sul torace del paziente vengono applicati elettrodi per monitorare il battito cardiaco e sulle orecchie cuffie per non sentire i rumori generati dal magnete.
C’è una differenza di tipo procedurale: il paziente deve collaborare più attivamente alla buona riuscita dell’esame. Le immagini vengono infatti acquisite durante brevi sequenze di apnea, in cui la persona deve trattenere il respiro per 10-20 secondi.
Risonanza Magnetica Cardiaca con Mezzo di Contrasto (MDC)
La RM cardiaca con MDC prevede quindi la somministrazione al paziente per via endovenosa di una soluzione liquida, solo alcuni minuti prima dell’esame. Il mezzo di contrasto è un fluido, una sostanza paramagnetica che viene iniettata per via endovenosa (nelle vene del braccio, di solito). L’iniezione non è dolorosa e in alcuni casi può provocare una sensazione di calore che dal braccio si può estendere alla gola, testa, addome e gambe, di breve durata e a scomparsa rapida (30-40 secondi). Prima di somministrare il mezzo di contrasto, sono richiesti esami del sangue come la “creatininemia”, che serve a valutare la funzione renale. I pazienti con importante insufficienza renale (stimata mediante la creatininemia ed il calcolo del GFR), non dovrebbero ricevere il mezzo di contrasto se non in casi eccezionali, per evitare un peggioramento della disfunzione renale.
Si tratta di un metallo raro, così come sono rare e in genere lievi le reazioni da ipersensibilità che può provocare (cefalea, nausea, sensazione di calore sul viso, rash cutanei).
La RMN con mezzo di contrasto è fondamentale per capire se il muscolo cardiaco è ancora integro. Il mezzo di contrasto si accumula infatti nei tessuti danneggiati del cuore e permette quindi di riconoscere, dopo circa 10 minuti dalla sua somministrazione, zone cicatriziali (fibrosi), aree infiammate o infiltrate da altre sostanze dannose.
Risonanza Magnetica Cardiaca Senza Contrasto
È possibile anche eseguire una risonanza magnetica cardiaca senza contrasto, soprattutto nei casi in cui l’esame abbia come primo scopo quello di analizzare struttura anatomica, morfologia e movimento del cuore.
Stress Test con Risonanza Magnetica Cardiaca
In questo caso, prima si analizza il cuore in condizioni di riposo, in seguito viene somministrato al paziente un farmaco che mette il cuore nella medesima condizione di uno sforzo fisico oppure di un’emozione molto intensa.
T1 e T2 Mapping
Cosa sono il T1 ed il T2 mapping? Il T1 e T2 mapping sono tecniche specifiche di RMN, che migliorano la caratterizzazione del tessuto e forniscono informazioni più fini e specifiche sulla composizione del tessuto cardiaco stesso. Permettono di ricostruire mappe che per convenzione e praticità vengono trasformate in numeri e colori in tutti i segmenti del cuore. Se all’interno del cuore fossero presenti cicatrici fibrose, accumuli di grasso, ferro, o tessuto infiammatorio, sarebbero visualizzati con alterazioni del colore a seconda della patologia e della sua diffusione. Sulla base del “range” di normalità di questi valori è, quindi, possibile accertare eventuali deviazioni indicative di malattia anche quando tutti gli altri indicatori risultino nei limiti della norma.
Controindicazioni
Le controindicazioni sono quelle usuali per i pazienti da sottoporre a risonanza magnetica:
- pacemakers, defibrillatori impiantabili, neurostimolatori e clips metalliche cerebrali o dispositivi oculari costituiscono, al momento, controindicazioni assolute a una RM
- nei pazienti con claustrofobia vera e severa (disturbo fobico caratterizzato da paura per gli spazi chiusi) l’esame è controindicato. In casi più lievi, è sufficiente una blanda sedazione per controllare i sintomi
- lo stato di gravidanza non costituisce una controindicazione assoluta all’esecuzione di una RM.
Può essere eseguito anche da soggetti portatori di defibrillatori o pacemaker purchè ogni elemento del dispositivo sia RMN compatibile (RMN conditional, come la maggior parte dei dispositivi impiantati dopo il 2010). A tal proposito, viene spesso richiesta una certificazione di compatibilità con la RMN, che di solito viene rilasciata al momento dell’impianto. E’ importante ricordarsi di avvisare il personale medico in sede di prenotazione dell’esame per garantire la presenza di un cardiologo che comunque dovrà programmare il dispositivo prima e dopo l’esame.
Altre controindicazioni:
- una importante “claustrofobia” cioè l’impossibilità di restare chiusi in un luogo.
- grave obesità.
- la gravidanza non costituisce una controindicazione assoluta, tuttavia vista l’assenza di studi sugli effetti della RMN sul feto, è sconsigliato l’utilizzo del mezzo di contrasto in gravidanza per evitare possibili effetti avversi sul feto.
- presenza di corpi metallici ferromagnetici come viti o chiodi inseriti dopo un trauma o un intervento ortopedico.
I portatori di protesi possono generalmente effettuare l’esame ma è opportuno accertarne la compatibilità con i campi magnetici, contattando direttamente il medico inviante. È sconsigliata nel primo trimestre di gravidanza.
I pazienti portatori di P-M compatibili con studi di Risonanza dovranno segnalare la loro presenza al momento della prenotazione e verranno inseriti su agende speciali, a loro dedicate.
Durata dell'Esame
Una domanda viene naturale in chi si sottopone a una risonanza magnetica cardiaca: quanto dura? Il tempo è variabile e in genere spazia tra i 30 e i 60 minuti.
Durante l’esame il paziente viene posizionato all’interno di un tubo, che contiene il magnete per un tempo variabile (da 30 minuti a 1 ora).
Considerazioni aggiuntive
L’esame non risulta né doloroso né pericoloso. La RM del cuore è un esame minimamente invasivo e non doloroso che usa un campo magnetico di elevata intensità diretto al cuore per ottenere informazioni e immagini dettagliate ad alta definizione della struttura anatomica, forma (morfologia) e funzionalità del muscolo cardiaco. Si tratta di di un esame imprescindibile, con un elevato profilo di sicurezza, non doloroso né pericoloso per il paziente, indicato nello studio e approfondimento diagnostico di gran parte delle patologie cardiache e vascolari, e delle valvulopatie, ovvero le patologie che interessano le valvole cardiache. L’unico fastidio può essere causato dal rumore del macchinario in funzione.
La RMN può migliorare la visualizzazione delle strutture cardiache, ad esempio quando l’ecocardiogramma sia di difficile esecuzione (es. obesità o enfisema grave). Ma la RMN è fondamentale per precisare e valutare l’evoluzione del tipo di cardiomiopatia. In molte cardiomiopatie come ad esempio l’emocromatosi e l’amiloidosi cardiaca, fornisce anche informazioni sull’efficacia di terapie specifiche. La RMN può dare informazioni dettagliate sull’estensione della fibrosi miocardica, elemento che può essere importante per consigliare l’ eventuale impianto di defibrillatore. La RMN è la metodica di riferimento per la valutazione dei volumi, della funzione ventricolare sinistra, ma soprattutto destra, che non è facilmente analizzabile con l’ecocardiografia.
Ogni paziente ed ogni caso infine vanno valutati singolarmente, ma in genere la Rmn viene ripetuta in un periodo che va dai due ai cinque anni. Ogni caso va valutato singolarmente e discusso con il proprio cardiologo di riferimento. Solitamente ogni 2-5 anni, ma può variare a seconda della severità e dall’andamento della Cardiomiopatia.
La RMN è un esame che richiede l’utilizzo di apparecchiature moderne e personale specializzato. Pertanto, l’esame dovrebbe essere eseguito in centri che dispongono di queste risorse e hanno soprattutto grande esperienza nell’interpretazione dei risultati.
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