Reuma Test: Analisi del Sangue, Valori Normali e Interpretazione

Il fattore reumatoide è un autoanticorpo prodotto dal sistema immunitario, appartenente alla classe delle immunoglobuline IgM, che attacca i tessuti del proprio organismo, riconoscendoli erroneamente come estranei. Nel siero dei pazienti affetti da artrite reumatoide (AR) sono presenti degli autoanticorpi capaci di reagire con le IgG, definiti fattori reumatoidi (RF).

Quando e Perché Fare il Reuma Test?

Il motivo principale per cui può essere richiesto un esame per la ricerca del fattore reumatoide è la necessità di avere un supporto diagnostico in caso di patologie autoimmuni come l’artrite reumatoide, in particolare. Ecco perché il test può essere prescritto dal medico in presenza di dolori articolari o altre manifestazioni sintomatologiche riconducibili all’artrite reumatoide. In circa otto pazienti su dieci affetti da questa malattia autoimmune, infatti, il reuma test è alto.

Cos'è l'Artrite Reumatoide?

L'artrite reumatoide è una malattia articolare infiammatoria di origine autoimmune. L'artrite reumatoide (AR) rappresenta un modello di malattia cronica immuno-mediata. L'artrite reumatoide (AR) è una malattia a carattere autoimmune che si manifesta con un’infiammazione cronica delle articolazioni, che tendono a irrigidirsi. Definita anche poliartrite cronica, è una particolare forma di infiammazione, con interessamento principale delle articolazioni periferiche e dei tessuti periarticolari.

L'artrite reumatoide colpisce maggiormente soggetti di 35-50 anni (l'incidenza nelle donne è circa tre volte superiore rispetto a quella dei soggetti di sesso maschile). Si stima che la prevalenza attuale dell’artrite reumatoide si attesti sullo 0,25% della popolazione mondiale, colpendo con una frequenza circa doppia le donne rispetto agli uomini.

L'artrite reumatoide ha un decorso cronico, in cui periodi di relativo benessere possono alternarsi a fasi di riacutizzazione dei sintomi. Se la patologia non viene curata e progredisce, può indurre dalla limitazione funzionale alla grave deformità articolare o all'anchilosi. Nelle fasi più avanzate, l'artrite reumatoide può determinare condizioni di disabilità, a causa del severo coinvolgimento delle articolazioni e per la presenza di patologie intercorrenti e/o concomitanti (esempio: infezioni, disordini linfoproliferativi, sanguinamenti gastrointestinali, malattie cardiopolmonari e renali).

Sintomi dell'Artrite Reumatoide

L’artrite reumatoide è una patologia autoimmune che si manifesta principalmente con un’infiammazione cronica a carico delle articolazioni. L’artrite reumatoide esordisce in genere con le piccole articolazioni, specialmente quelle della mano fino ad estendersi a tutte le articolazioni prossimali. Si manifesta tipicamente al mattino con una rigidità articolare che può arrivare a durare anche diverse ore.

Possono essere coinvolte tutte le articolazioni dotate di membrana sinoviale (articolazioni diartrodiali), generalmente quelle delle mani e dei piedi. L’infiammazione provocata dall’artrite reumatoide ha carattere poliarticolare, ossia coinvolge più di quattro articolazioni. Può provocare deformità e erosioni delle ossa nel caso non venga trattata in maniera tempestiva.

Le articolazioni più frequentemente colpite da questa forma di artrite sono quelle delle dita, delle mani, del ginocchio, dell'anca e della colonna vertebrale. La tumefazione alle articolazioni ed il dolore sono purtroppo delle costanti che accomunano chi ne soffre. L'artrite reumatoide può dar luogo anche ad altri sintomi (febbre, astenia, calo ponderale ed anemia) e può provocare manifestazioni extra-articolari, tra cui: noduli reumatoidi sottocutanei, vasculite (infiammazione dei vasi di medio e piccolo calibro), pneumopatie (pleurite, fibrosi interstiziale), Sindrome di Sjögren ecc.

Diagnosi di Artrite Reumatoide

L'artrite reumatoide può essere difficile da diagnosticare, poiché si può presentare con sintomi scarsi ed associabili anche ad altre condizioni patologiche. Il test del FR è un valido sostegno nella formulazione della diagnosi di Artrite Reumatoide (AR), in special modo in presenza dei segni e sintomi associabili anche ad altre condizioni patologiche. Gli esami di laboratorio possesso di aiuto per confermare un sospetto diagnostico.

Le analisi utilizzate per riconoscere l'artrite reumatoide possono essere:

  • Aumento dei seguenti indici di flogosi: velocità di eritrosedimentazione (VES); proteina C reattiva (PCR); α-globuline.
  • ANA (autoanticorpi anti-nucleo);
  • HLA-DR4 (antigene di istocompatibilità).

Allo stato attuale non vi sono metodi di laboratorio che rendono certa la diagnosi di artrite reumatoide, però consentono di orientare significativamente la diagnosi e il monitoraggio della malattia.

Gli esami di laboratorio, consistenti soprattutto nella determinazione dei titoli anticorpali specifici, si rivelano molto utili per indirizzare la diagnosi verso la condizione di artrite reumatoide. La diagnosi effettiva giunge poi con la conferma radiografica, ecografica e tramite RMN del progressivo restringimento della rima articolare e le erosioni graduali di cartilagine e osso.

Cosa Sono i Fattori Reumatoidi?

I fattori reumatoidi sono un gruppo di anticorpi prodotti dalle plasmacellule e diretti verso determinanti antigenici delle porzioni Fc dell'immunoglobulina G (IgG). Questi auto-anticorpi sono solitamente di classe IgM, ma possono essere anche IgG o IgA.

Nonostante i fattori reumatoidi si riscontrino in diverse malattie caratterizzate da "alterazioni" del sistema immunitario (esempio: poliartrite nodosa, lupus eritematoso sistemico, epatite ed altri processi cronici), si ritrovano in modo particolare nell'artrite reumatoide. Nota. Il fattore reumatoide IgA è associato generalmente a forme più severe e rapidamente progressive di artrite reumatoide, quindi la sua determinazione può assumere un valore prognostico. Durante la progressione dell'AR, il fattore reumatoide si correla alla severità della malattia articolare (titoli più elevati si associano a prognosi peggiore a lungo termine) e a manifestazioni extraarticolari.

Il fattore reumatoide (RF) non è un "marcatore" specifico dell'artrite reumatoide: può essere positivo in soggetti sani, specie se anziani o in presenza di altre malattie (epatopatie, vasculiti, connettiviti, diabete), ma la sua presenza associata a dati clinici compatibili con l'artrite reumatoide rappresenta una conferma diagnostica importante.

Nel 1987, RF è stato inserito tra i criteri classificativi dell'American College of Rheumatology per la diagnosi di artrite reumatoide. Inoltre, uno studio dell'American College of Rheumatology mostra che l'80,4% dei pazienti con artrite reumatoide è positivo al fattore reumatoide circolante.

Determinazione del Fattore Reumatoide

La dimostrazione della presenza di una quota anomala di RF sierico di classe IgM può essere determinata attraverso le seguenti indagini diagnostiche:

  • Reuma test (o RA test): IgM anti-IgG umane aggregate a particelle di lattice.
  • Reazione di Waaler Rose: IgM anti-IgG di coniglio adese a eritrociti di pecora.

Questi due test sierologici consentono di individuare con diverse metodiche i fattori reumatoidi eventualmente presenti in circolo.

Il fattore reumatoide è diretto sia contro il Fc delle IgG omologhe (utilizzate nel Reuma test) sia contro il Fc delle IgG eterologhe (utilizzate nel test di Waaler-Rose), secondo i seguenti principi:

  • Nel test di Waaler Rose, emazie di pecora su cui sono adese IgG di coniglio, vengono messe a contatto col siero del paziente: se questo contiene IgM con caratteristiche di RF avviene una reazione di emoagglutinazione.
  • Nel Reuma test, si usano invece particelle di lattice su cui vengono adese Ig umane o tratti di esse. Nel siero del paziente, la presenza del fattore reumatoide è verificata se ha luogo l'agglutinazione tra particelle di lattice con adese le IgG e l'autoanticorpo RF presente nel siero analizzato.

Come si Eseguono il Reuma Test e la Reazione di Waaler Rose?

Per l'esecuzione del Reuma test e della reazione di Waaler Rose è necessario ricorrere ad un semplice prelievo di sangue e per questo è consigliabile il digiuno dalla sera precedente. In caso si stiano assumendo particolari medicinali come il cortisone o farmaci immunosoppressivi, è necessario avvisare il medico, in quanto potrebbero alterare l'esito delle analisi.

Reuma Test

Il Reuma test (o RA test) si avvale di una reazione di agglutinazione che utilizza una sospensione di particelle di lattice sensibilizzate con IgG umane. Se il siero del paziente contiene RF IgM, questo si legherà alle IgG provocando l'agglutinazione delle particelle di lattice.

Il Reuma test consente sia la determinazione qualitativa (senza diluizione del campione) che quantitativa su vetrino dei fattori reumatoidi:

  • Metodo qualitativo: la presenza di agglutinazione indica un contenuto di fattore reumatoide nel campione.
  • Metodo quantitativo: il titolo è dato dall'ultima agglutinazione evidente usando diluizioni seriali (con soluzione fisiologica) del campione di siero.

Il Reuma test è standardizzabile ed automatizzabile (a differenza della reazione di Waaler Rose, ormai quasi in disuso). Inoltre, è molto sensibile e diventa positivo più precocemente, ma è meno specifico:

  • Sensibilità diagnostica: 75-80%, fortemente influenzata da parametri come durata e fase clinica della malattia.
  • Specificità bassa: positivo anche in altre condizioni patologiche e in circa il 15% dei soggetti sani oltre i 60 anni.
  • Possibili interferenze con emoglobina, bilirubina e lipidi.

I valori del reuma-test sono espressi secondo l'unità di misura internazionale (U.I.) per ml. Se avviene l'agglutinazione, il risultato è indicato come positivo. In questo caso, è possibile procedere con una titolazione quantitativa come approfondimento e conferma.

In generale, il Reuma test consente di evidenziare valori aumentati per il fattore reumatoide nella maggior parte dei soggetti affetti da artrite reumatoide (i valori variano a seconda del cut-off e del protocollo utilizzato dai vari laboratori). Se è presente una sintomatologia indicativa e caratteristica, il medico può far ripetere il dosaggio del FR.

Il test ha un’alta percentuale di falsi positivi, e per fare diagnosi di AR o sindrome di Sjögren il test deve essere utilizzato in associazione alla sintomatologia del paziente ed alla storia clinica. Fattori che interferiscono con il test possono essere vaccinazioni, lipemia (quantità elevata di grassi nel sangue) oppure una gestione scorretta dei campioni.

La presenza eventuale del fattore reumatoide si individua, dunque, tramite il Reuma Test. Pur non essendo un “marcatore” specifico dell’artrite reumatoide è uno degli indici di flogosi che corredano il quadro diagnostico delle malattie reumatiche.

Reazione di Waaler Rose

La reazione di Waaler Rose consente di evidenziare nel siero umano la presenza del fattore reumatoide, che si forma nel corso dell'artrite reumatoide. In questo test di emoagglutinazione, le microsfere di lattice sono sostituite da emazie di pecora, fatte reagire con un siero di coniglio immunizzato contro tali emazie.

In particolare, nella reazione di Waaler Rose si mettono a contatto le emazie di pecora stabilizzate e sensibilizzate con un anti-siero contenente anticorpi anti-emazie di pecora preparate nel coniglio (IgG di coniglio anti-eritrociti di pecora). Questo sistema è messo a contatto con il siero del paziente che possiede anticorpi (il fattore reumatoide IgM) rivolti verso le IgG analoghe a quelle del coniglio.

Il prodotto della reazione risulterà quindi agglutinato (proporzionalmente alla quantità di RF presente). La massima diluizione del siero alla quale è ancora presente l'agglutinazione fornisce il titolo. Al microscopio il medico esamina la presenza o l'assenza di agglutinazione visibile subito dopo l'addizione del reattivo al siero del paziente.

La presenza di agglutinazione delle emazie >8UI/ml di siero indica che il test è positivo (risultato qualitativo) e il titolo è tratto dall'ultima diluizione del siero che mostra un'agglutinazione macroscopica (risultato semi-quantitativo).

Questo test è meno sensibile, ma decisamente più specifico del Reuma test: l'agglutinazione delle emazie è considerata significativa solo per diluizioni sieriche >1:32.

Risultati della Reazione di Waaler Rose

  • Reazione di Waaler Rose positiva:
    • Artrite reumatoide (>60%)
    • Sindrome di Sjögren (70%)
    • In percentuali inferiori: fibrosi polmonare, leishmaniosi, tubercolosi, lebbra, epatopatie ecc.
  • Fattore reumatoide negativo o assente.

Differenze tra Reuma Test e Reazione di Waaler-Rose

Le differenze tra gli esiti refertati riflettono le differenze tecniche per evidenziare la presenza dei fattori reumatici. La positività ottenuta con una delle metodiche sierologiche è, tuttavia, indice dell'aumento del RF in circolo. La limitazione tecnica di questi test comunemente in uso consiste nell'identificazione dei fattori reumatoidi appartenenti unicamente alla classe delle IgM.

La positività ottenuta con una delle metodiche sierologiche è, tuttavia, indice dell'aumento del RF in circolo.

Questa considerazione suggerisce la possibilità che una parte delle cosiddette artriti reumatoidi siero-negative, siano in realtà dei falsi negativi (presentino cioè degli anticorpi di classe IgG o IgA). Il riconoscimento di RF di classe IgG o IgA richiede specifiche tecniche (test ELISA).

Segue una tabella riassuntiva delle caratteristiche dei due test:

TestSensibilità (%)Specificità (%)Caratteristiche
Reuma test70-8070Il Reuma test è più precocemente positivo nell'artrite reumatoide; è più sensibile, ma meno specifico della Waaler-Rose. È più frequentemente positivo in presenza di titoli elevati di RF in condizioni extra-reumatoidi. Falsi positivi: aumenta in soggetti > 65 anni e in presenza di determinate patologie.
Reazione di Waaler Rose6080Test ora utilizzato soprattutto per confermare l'esito del Reuma test. La reazione può dare sia falsi positivi che falsi negativi: è più frequentemente positiva, al di fuori dell'artrite reumatoide, in varie affezioni reumatiche (lupus eritematoso sistemico, connettiviti ecc.). La Reazione di Waaler-Rose è un test più specifico, ma semi-quantitativo e non standardizzabile.

Altri Test di Laboratorio per l'Artrite Reumatoide

Poiché l’artrite reumatoide è una patologia cronica che si sviluppa su base autoimmune, i test di laboratorio che valutano il dosaggio di alcuni anticorpi si rivelano molto utili nell’inquadramento diagnostico della malattia.

I test anticorpali più eseguiti sono:

  • Fattore reumatoide
  • Anticorpi anti-citrullina (anti-CCP)
  • Anticorpi antinucleo (ANA)

Anticorpi anti-citrullina (anti-CCP)

Gli anticorpi anti-citrullina sono delle molecole anticorpali scoperte assai di recente e per questo non ancora ben caratterizzate sul piano biologico. Poiché i peptidi ciclici citrullinati solitamente abbondano nelle articolazioni dei pazienti affetti da AR, in circa il 50% dei pazienti con artrite precoce gli anticorpi anti-CCP si rivelano positivi. Il valore normale degli anticorpi anti-CCP nel siero è inferiore alle 10-20 U/mL. Quando sia il fattore reumatoide che gli anticorpi anti-CCP si rivelano positivi la specificità e la sensibilità della diagnosi di artrite reumatoide aumentano notevolmente.

Anticorpi antinucleo (ANA)

Gli ANA sono degli autoanticorpi diretti contro componenti proprie del nucleo delle cellule eucariote come il DNA, le ribonucleoproteine e gli istoni. Questi autoanticorpi sono quasi sempre positivi nei pazienti affetti da Lupus Eritematoso (LES) e, se di concerto con gli esami di laboratorio si rilevano artrite e rash cutanei, la diagnosi di LES è assai probabile. Gli ANA possono rivelarsi positivi anche nei casi di AR ma sono indici meno affidabili rispetto ai precedenti. Il valore normale degli ANA nel siero è in genere inferiore alle 1-5 U/mL.

Analisi del Liquido Sinoviale

Il liquido sinoviale, cioè il liquido presente dentro un’articolazione, presenta spesso delle alterazioni patologiche significative che possono ricondursi a un quadro di artrite reumatoide. Il liquido sinoviale, prelevato tramite puntura diretta nell’articolazione interessata, in genere presenta nei pazienti affetti da AR queste caratteristiche:

  • Cellulato, con conta leucocitaria compresa tra 1500 e 25000/mm³
  • Bassi livelli delle componenti C3 e C4 del complemento
  • Composizione poco limpida, tendente al torbido.

Conclusioni

Sebbene i fattori reumatoidi si trovino in numerosi disordini reumatoidi, così come in altre condizioni non reumatiche, il loro ruolo è fondamentale nella definizione clinica dell'artrite reumatoide (AR). Come per tutti i test diagnostici, una diagnosi definitiva non può basarsi sul risultato di un singolo test, ma deve essere approfondito con ulteriori esami.

Secondo i dati Istat, le malattie reumatiche e osteoarticolari, tra cui l’artrite reumatoide, colpiscono il 17,3% della popolazione. Ovviamente, le principali malattie reumatiche aumentano in rapporto all’età, con una prevalenza nelle donne rispetto agli uomini. Purtroppo, come sappiamo, sono malattie fortemente invalidanti e risulta determinante la diagnosi precoce, utile nel controllo della sintomatologia e delle complicanze.

Insomma, un fattore reumatoide alto non è per forza indice di una patologia reumatica. In caso di positività del ra test è possibile proseguire con una titolazione relativa alla quantità come test di conferma. I valori del Rauma Test vengono espressi in U.I. Dunque, pur non essendo un “marcatore” specifico dellamalattia, il Reuma Test fa parte dei requisiti diagnostici dell’artrite reumatoide.

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