La glicemia è la concentrazione di glucosio (zucchero) nel sangue ed è regolata direttamente dall’insulina e quindi rivela o la sua scarsa azione o la sua assenza. È di fondamentale importanza che questa rimanga entro i limiti di normalità, ovvero tra i 65-110 mg/dl, e se possibile cercare di farla tendere sempre verso la parte bassa dell'intervallo in quanto tendente a valori medio-alti aumenta il rischio di parecchie patologie come anche i tumori.
La glicemia è molto importante perché permette di identificare la diagnosi di DIABETE. Tendenzialmente l'esame della glicemia si esegue al mattino, dopo almeno 8 ore di digiuno.
Infatti:
- Valori tra 70 e 100 mg% sono NORMALI;
- Valori inferiori a 70 mg% sono IPOGLICEMIA;
- Valori compresi tra 100 e 126 mg% sono “ALTERATA GLICEMIA A DIGIUNO” e quindi un allarme per il rischio di diabete;
- Valori invece superiori a 200 mg% in un esame della glicemia occasionale indica un caso conclamato di diabete.
Con il termine glicemia si fa riferimento alla concentrazione di zucchero o glucosio nel sangue. Il glucosio è il nutriente essenziale da cui tutte le cellule traggono energia per i processi vitali ed è indispensabile per i meccanismi cerebrali. Infatti, il cervello attinge liberamente alle riserve di glicemia, in quanto è l’unico organo che non possiede un meccanismo proprio di approvvigionamento.
Ecco perché è di vitale importanza mantenere la giusta concentrazione di glucosio nel sangue. Dove Si Trova il Glucosio. La principale fonte di glucosio sono gli alimenti ma, in misura minore, esso può anche essere sintetizzato ex novo a partire da proteine e lipidi all’interno dell’organismo stesso.
Il nostro corpo, infatti, possiede un sistema di regolazione intrinseco che consente di mantenere pressappoco costante la glicemia durante l’arco della giornata. La regolazione della glicemia avviene ad opera di specifici ormoni:
- iperglicemizzanti, che innalzano la glicemia,
- ipoglicemizzanti, che abbassano la glicemia.
Ormoni e Regolazione della Glicemia
Il meccanismo che regola il livello del glucosio nel sangue è controllato da due ormoni antagonisti secreti dal pancreas:-l’insulina;-Il glucagone.
Insulina
Il principale ormone ipoglicemizzante è l’insulina. Secreta dal pancreas in risposta ad uno stimolo glucidico, l’insulina si potrebbe immaginare come una chiave che apre specifiche porte che consentono al glucosio di entrare nella cellula attraverso la membrana, per poter essere utilizzato come fonte energetica nei diversi processi vitali. Quando il pancreas non produce più insulina si instaura il diabete tipo I che richiede la somministrazione di insulina esogena.
L’ azione dell’insulina è ipoglicemizzante (ovvero il livello di glicemia si abbassa) viene prodotta dalle cellule beta del pancreas: la sue secrezione avviene nel momento in cui c’è un aumento della concentrazione ematica del glucosio al fine di riequilibrare la situazione;infatti come la glicemia si abbassa di conseguenza si riduce anche la produzione dell’ormone.
Glucagone
Il glucagone viene invece prodotto dalle cellule alfa del pancreas: la sua secrezione avviene nel momento in cui la concentrazione ematica si abbassa. Il fegato è il principale organo-bersaglio del glucagone;questo infatti agisce facendo rilasciare il glucosio immagazzinato nel fegato facendo così risollevare la glicemia.
Oltre a questi due ormoni principali, altri organi e ormoni contribuiscono al mantenimento dei livelli di glicemia.
Altri Organi e Ormoni
- Fegato: In una condizione di normale livello di glicemia, gli epatociti si legano a molecole di glucosio per poi immetterle nel tessuto ematico e fornire in questo modo fonti di energia costante.
- Reni: Regolano il livello di glicemia eliminando glucosio in eccesso attraverso le urine (GLICOSURIA); invece in una situazione di ipoglicemia i glomeruli renali riescono a riassorbire il glucosio e reinserirlo nel sangue.
- Ipofisi Anteriore: È in grado di produrre ormoni antagonisti dell’insulina come Somatotropina (ormone della crescita, GH) e Corticotropina (ormone adrenocorticotropo, ACTH, che influenza il metabolismo carboidratico con la produzione di ormoni nella corteccia surrenale).
- Tiroide: Mediante gli ormoni tiroidei T3 e T4 che incidono direttamente sul metabolismo glicemico aumentano il livello di glucosio nel sangue.(in una condizione di IPERTIROIDISMO si ha solitamente ipoglicemia, mentre in caso di IPOTIROIDISMO si ha iperglicemia).
La glicemia è regolata da un complesso di meccanismi neurormonali e metabolici che ne impediscono forti cambiamenti in eccesso o in difetto, se l’apporto di glucosio con le scorte è insufficiente, di conseguenza la glicemia si abbassa (quindi IPOGLICEMIA) e si manifesta cosi la sofferenza cerebrale con i classici capogiri e senso di spossatezza e stanchezza.
Quando invece la concentrazione di glucosio nel sangue a digiuno supera i valori compresi nell’intervallo fissato solitamente tra i 65 e mg /dl e 110/120 mg/dl significa che il nostro fisico è in IPERGLICEMIA , e quindi gli organi e ormoni che regolano il metabolismo dei carboidrati hanno delle disfunzioni causate da patologie o traumi.
Valori Glicemici Sotto Controllo
In un soggetto sano, che conduce una vita regolare e segue un’alimentazione corretta, nell’arco della giornata i valori della glicemia si mantengono generalmente tra i 60 e i 130 mg/dl. A digiuno, i valori glicemici possono variare dai 70 ai 110 mg/dl.
Quando i valori della glicemia variano tra 100 e 125 mg/dl si tratta di condizione di alterata glicemia a digiuno (IFG): questa condizione va tenuta controllata con dieta ed esercizio fisico, e monitorata ogni 6-12 mesi ripetendo le analisi del sangue e ponendo maggior attenzione allo stile di vita.
Cosa Fare in Caso di Iperglicemia
Un regime alimentare equilibrato è sicuramente un’arma fondamentale nella prevenzione e/o nella cura della iperglicemia. Il primo passo da compiere è assicurare al nostro organismo la corretta ripartizione giornaliera dei macronutrienti.
La consapevolezza di come, quanto e cosa mangiare è il fondamento per vivere. Pertanto, risulta importante modificare la propria alimentazione scegliendo i giusti cibi, abbinandoli correttamente e consumarli nelle quantità adeguate al nostro stile di vita.
Sono sicuramente sconsigliati:
- cibi con zucchero aggiunto o che abbiano un’alternativa senza zucchero;
- preparati industriali come merendine, snack, prodotti da forno, oppure zuppe, carne lavorata, impanati, surgelati e anche yogurt, succhi di frutta e bevande gassate.
Anche se ormai in commercio esistono prodotti alimentari privi di zucchero, occorre precisare che molti di essi utilizzano delle sostanze alternative, come ad esempio l’aspartame o altri tipi di edulcoranti sintetici; pertanto, è sempre bene non esagerare con il loro consumo, poiché - anche se meno dannosi dello zucchero - possono avere effetti negativi nel lungo termine.
Esami Correlati alla Glicemia
Sono disponibili diversi esami per monitorare la glicemia e valutare la funzionalità degli organi coinvolti nella sua regolazione:
- EMOGLOBINA GLICATA (HbA1C): è un esame che da la possibilità di controllare l’efficacia della terapia in quanto riflette la media delle glicemie degli ultimi tre mesi. Si tratta di una molecola di emoglobina (contenuta nei globuli rossi) a cui si lega il glucosio: infatti più alta è la glicemia nel tempo più è alta l’emoglobina glicata.
- GLICOSURIA: con quest’esame si determina la quantità di glucosio presente nelle urine. Nella persona in una condizione normale è assente, mentre nella persona con diabete quando la glicemia supera di tanto il limite, compare la glicosuria.
- MICROALBUMINURIA: La presenza di albumina nelle urine è considerata normale se non supera i 25 mg nell’arco delle 24 h; se succede sta a significare una sofferenza del rene (nefropatia) o un alterazione della superficie dei vasi. La quantità di albumina nelle urine può essere influenzata da diversi fattori come la presenza di un infezione nelle vie urinarie o un’intensa attività fisica. Per questo motivo si conferma la microalbuminuria dopo tre determinazioni non consecutive positive.
- CREATININA: questa molecola ci dice la capacità che il rene ha nel depurare il sangue; valori superiori a 1, 4 stanno ad indicare un’insufficienza renale.
- CLEARENCE DELLA CREATININA: è un esame che indica il volume di sangue che il rene filtra al minuto;è fondamentale la corretta raccolta delle urine delle 24h.
- ESAME URINE: è un esame molto importante perchè ci permette di capire la funzione del rene, l’eventuale presenza dell’infezione, un danno renale e la presenza di zucchero.
- UROCOLTURA: serve per rilevare le infezioni delle vie urinarie;un campione di urine infatti viene seminato in apposite piastre o terreni di coltura e in un secondo momento si valuta la comparsa di colonie batteriche che se presenti in maniera concentrata ed elevata richiedono una terapia antibiotica.
Per quanto riguarda invece l’assetto lipidico, ovvero la quantità di grassi nel sangue:
- COLESTEROLO TOTALE: Il colesterolo è dannoso per le arterie e quando i suoi valori sono elevati nel tempo determina la formazione della placca aterosclerotica, che a sua volta causa incidenti cardiovascolari.
- HDL colesterolo: viene definito come il colesterolo “buono”, riduce infatti il rischio di infarti o ictus.
- LDL colesterolo: viene definito come il colesterolo “cattivo” ovvero quello che provoca la placca aterosclerotica.
- TRIGLICERIDI: nel diabete tipo 2 sono spesso molto elevati:anche queste molecole contribuiscono all’aterosclerosi.
Diabete Mellito
Secondo stime attuali, si contano nel mondo circa 415 milioni di soggetti affetti da diabete mellito e questo numero è destinato ad aumentare a 642 milioni nel 2040. La dimensione del problema, la diffusione a tutte le fasce d’età, la gravità delle complicanze associate alla malattia fanno del diabete uno dei maggiori problemi sanitari su scala globale. In Italia, per far fronte al problema, dal 16 marzo 1987 esiste anche un regolamento sulle “Disposizioni per la prevenzione e la cura del diabete mellito”.
La malattia diabetica non da abitualmente sintomi, agisce infatti silenziosamente e nel diabete tipo 2, può addirittura manifestarsi con un infarto. Questo significa che ha lavorato per anni senza manifestare sintomi. Ovviamente, non è così, la glicemia non è una malattia, e non è nemmeno un nemico da sconfiggere a tutti i costi, così come non lo sono, ad esempio, il colesterolo o i trigliceridi.
Infatti, i livelli di zucchero nel sangue tendono a scendere al punto più basso al mattino, dopo una notte di sonno e quindi ore di digiuno. Quindi, quando i livelli di zucchero nel sangue sono troppo alti, entra in gioco l’insulina, che lo riequilibra.
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